UrbanTales

Il palazzo e il nano (di PiccolaMela)

Nessuno era mai riuscito a capire quali fossero le ragioni di un fenomeno così singolare.

I cittadini passavano davanti all'enorme agglomerato di cemento e si domandavano se, prima o poi, qualcuno avrebbe preso dei provvedimenti.

Eppure le cose non erano sempre state così. C'era stato un periodo in cui chi passava da quelle parti fischiava per l'ammirazione. Altri tempi.

Furono degli architetti “dallo stile innovativo e visionario” (così titolavano i giornali dell'epoca) a progettarlo e agirono, senz'altro, con le migliori intenzioni.

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Luigi (di AlbaNesta)

Luigi era lì, imbambolato, dietro quella vetrina, fermo impassibile direi. Gli piaceva tutto di lei, l’elegante e leggiadro telaio, di quel delicato azzurro, gli piacevano i freni, mi diceva che avrebbe voluto frenare al termine di una lunga discesa, come quella che c’è in Andria in Via Pendio San Lorenzo. Scendere giù velocissimo, con le gambe aperte e le tonsille all’aria dalle urla, facendo spaventare tutti coloro che sostavano sui marciapiedi e tagliare la strada agli automobilisti sentendoli imprecare.

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Il blocco (di Scartabella)

Per favore, un po’ acqua … L’uomo dell’utilitaria sta bussando a tutti i finestrini. Lo guardo mentre arranca a solo due auto dalla mia e già mi sento già infastidito dal suo aspetto trasandato, i capelli  unti che virano al giallo, le scarpe malridotte, le dita che picchiettano come zampe d’insetto. Nessuno gli da’ niente ma il vecchio è insistente e continua a chiedere. Socchiudo gli occhi e faccio finta di dormire, il plaid sulle ginocchia che nasconde le bottiglie di minerale strette fra le gambe.

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I baci freddi del mare (di PolvereDiGhiaccio)

Il marinaio le mostra la mano fasciata, le bende sporche di sangue.
“Si è incagliata la rete.” Indica la banchina. Un gruppo di persone grida parole che si mischiano tra loro e perdono senso, puntano le lampade oltre il bordo.
“Vi aiuto.”
“Silije, l’acqua è fredda.”
“Nuoto meglio di un vecchio. E posso resistere più a lungo.”
Il rumore dell’acqua frantumata dal corpo che cade si sovrappone al richiamo.
Il mare l’avvolge. Afferra la rete, trattiene il fiato, ci vorrà qualche minuto prima che la fame d’aria si faccia sentire.

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Green (di Diego Ernesto Ojos Ibarria)

Jessica, stesa sul lettino a bordo piscina, alzò il volume dell’iPod fino a coprire il fastidioso rumore di sottofondo proveniente dai viali trafficati che circondavano la villa e dalla vicina tangenziale sopraelevata. Stava leggendo l’ennesimo romanzo rosa, ed era giunta al momento in cui i due protagonisti, vinte le avversità poste sul cammino dal destino, si apprestavano a coronare la loro storia d’amore.

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Una favola (di Andre)

Traffico. Smog. Umido.
L'aria anche stasera è piena dell'odore del catrame appena steso. A poche decine di metri da lui lavorano. Anche se oramai è tardi e il rumore diventa musicale vestito di buio.
Accanto a lui dormono Hassan e Farouk, Hamid è staccato, steso sul pavimento vicino al termosifone.
Dalla finestra sopra di lui i vetri spogli mostrano la fabbrica, un monito a non sognare il deserto. 
Troppo presto era partito dall'Iraq per venire a sfidare il gigante, già il gigante. Il successo, il denaro,la vita.

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Falac e Todnarut (di Quatipua)

Falac, moglie di Rumit, uno dei lacchè più brillanti fra i Nahk di Iogan Iratrat, dopo che la madre acquisì nuove proprietà immobiliari a seguito dell’ennesimo matrimonio con l’Alibabà ottuagenario di turno, decise di non poterne più di tanta fortuna… Anni e anni di fortuna appesantirebbero anche l’anima più lieve! Così la nostra eroina decise di smettere di viaggiare in lungo e largo alle spese della sua ricchissima famiglia e si chiuse in un seminterrato di provincia.

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Brothers and Killers (di AlexValeri)

Ancora una volta i suoi genitori non avevano perso l’occasione per dimostrargli che suo fratello era migliore di lui. Suo fratello, era quello che nella vita era emerso, mentre lui era stato sommerso dai debiti e dai fallimenti , ma questa volta no, si era gettato nell’ennesimo affare con un grande potenziale e credeva di potercela fare, di poter risalire la china e riscattarsi di fronte a tutti, ma non sapeva che era solo l’inizio della sua fine.

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Una Storia Qualsiasi (di Ambrous Stack)

Le luci illuminarono la città come stelle nell'oscurità, mentre il freddo mi pizzicò la pelle nuda libera dal vestito, e ne gustai il momento.

“Maria vieni? Gli altri saranno qui a minuti” sentii la voce del mio migliore amico, interrompere l'attimo di solitudine. Anche quest’anno festeggio il compleanno senza un Peter Pan che venga a prendermi, portandomi lontano nella sua isola che non c’è.

“Quest’anno cade a pennello” mi sorrise.

“Sì, oggi è sabato, possiamo tirare fino a tardi” gli risposi, mostrandogli un sorriso di convenienza.

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