Jeremia DeepBottom Steampton

Sileree Balcknigth

Sileree sterza bruscamente verso destra per evitare una grossa macchia d'olio in mezzo alla strada. La moto sotto di lei sbuffa dal disappunto: le gomme in silicone ultraresistente montate da poco attivano il sensore di equilibrio e la grossa motocicletta blu si raddrizza repentinamente e procede la sua corsa. Giunta in prossimità di una grande casa dal giardino incolto e rovinato, la ragazza accosta e spegne il motore. L'occhio scandaglia minuziosamente la strada dietro e davanti a lei, alla ricerca di qualche movimento. Nulla.

Iscariah Trefoltar III

La simulazione delle onde era perfetta, sembrava di starci veramente davanti.
Anche il vento artificiale e la sabbia si sarebbe detto fossero reali.
Un panorama stupendo, finto ma stupendo. E poi, cosa c’era da puntualizzare… lui era un attore, a lui piaceva la finzione. Se non fosse stato così, non si sarebbe goduto niente di tutto quello!
Sorseggiando il suo cocktail, Iscariah modificò gli ingranaggi dei suoi occhi e gli occhiali scuri, da sole, sparirono per un momento, trasformandosi e prendendo la forma dei suoi normali occhi.

Moira

Il vecchio monorotolante sprizza scintille a ogni bullone che cade. La vecchia alla guida ogni tanto allunga un piede e i pezzi perduti si attaccano alla suola magnetica degli stivaletti viola.
Ogni tanto il monorotolante ha un dubbio, si ferma, sbanda, si inclina. Lei dà colpetti al timone con la lunga pipa di bronzo .
-Forza Berenice, ci siamo quasi
-Ci siamo quasi, Berenice, forza.

Arami de Porto Ato d'Artagna

Dal piccolo tempio uscì un uomo alto, dal naso a punta e dal mento sottile. Due baffi e un filo di barba dritti come tre spaghetti ondeggiarono mentre arricciava il naso sotto su un paio di occhiali tanto grossi da non far vedere gli occhi.
Si guardò intorno mentre lisciava la giacca di velluto amaranto, in tinta con pantaloni e bombetta, stretta da due cinghie incrociate che sostenevano la cassa che aveva sulla schiena. Sembrava pesante, e dal suo retro usciva un corno di ottone ricurvo che terminava a lato della sua testa, come un grosso orecchio pronto a captare.

Gionash Rimbowseek II

Gionash buttò un pezzo di carbone nel bruciatore sul suo cuore. Gli arti d’ottone mossi dalla caldaia sulla schiena spinsero su gambe e braccia. Si lanciò lungo la via verso cui era andato il tarfulo. La strada si infilava tra palazzi grigi, lasciando al suo sguardo all’insù solo una striscia di cielo, marrone di nubi di vapore. I piani terra delle case erano occupati da botteghe o negozi, c’era qualche passante.

Gwendolina Asheley - II

Vandel schizzò come una furia giù dalla spalla di Gwendolina e raggiunse la sagoma irrigidita del bottolaio che in tutto quel caos aveva continuato imperterrito a gettare vapore dai soliti orifizi “Così ho detto” ripeté lisciandosi la minuscola giubba e accartocciando la faccia in un espressione indecifrabile dal momento che oscillava tra rabbia, ostinazione, stupore e a ben guardare, rincrescimento con una punta di genuina ammirazione e una spruzzata di preoccupazione. “Tornerò a strapparti l’anima” disse Gwendolina.

Papera Assassina II

“Accidenti a me e a quando mi son voluta cacciare in questa storia, Lur! Chi me l’ha fatto fare?” Amèlias Lafosse, esperta cacciatrice di taglie, annaspava in una discesa sconnessa di una strada malandata, allontanandosi più in fretta possibile dal carretto attorniato da strani personaggi, insieme alla sua scimmietta.

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