La “paternità” è un valore decisamente sopravvalutato. La paternità oggi è un accanimento narcisistico e deleterio. Quello che conta è la grandezza del figlio. E oggi vi chiediamo d’esser padri, ma padri saggi, mai gelosi, mai vanitosi. Siete obbligati a cedere le vostre intuizioni per scambiarle con quelle degli altri.

Fulvo

I tre

Il Menestrello

Nothus

Senza contorni

L’agguato

Il Richiamo

Il Silenzio

Mr Button (sangue soffice)

La Regina degli odori

Orpo

i 15 incipit:

1. Mi chiamo T. P. e a prima vista sembro un uomo come tanti. Vivo in una grande città e ogni mattina prendo l’autobus per andare al lavoro. Sarei davvero un uomo come tanti se non fosse che non abbandono mai ma proprio mai la mia valigetta ventiquattrore ( neppure quando vado in bagno e di notte la tengo accanto a me nel letto, attaccata al polso con una catenella). Nessuno fin’ora sa cosa contenga la ventiquattrore. Attenzione:  non faccio uso di droghe, non commetto reati e non sono neppure un agente segreto o un portavalori. Il contenuto della valigetta è un segreto che il sottoscritto, T. P. custodisce gelosamente e con ogni precauzione, qualcosa di inimmaginabile che riguarda T. P. stesso, un uomo che sembra come tanti ma non lo è.  (il signor T.P.) - C-UNIT -
2. Fulvo.
Al sole sembro fiamma. In effetti m’appiccio per ogni impiccio: che dicono dei rossi? Passionali? Beh, iracondi di passione, direi meglio!
È che ho un cuore che batte al doppio della velocità alla quale batte quello dei bipedi che mi circondano e non riesco (ma anche perché proprio non voglio!) a trattenermi di fronte alle cazzate quotidiane che combinano sti scriteriati.
Ah, sì, dimenticavo: sono un cane, fulvo di pelo e col cuore d’Uomo. (Fulvo) – LILAZULAMAN  -
3. Sono giorni che cammino. E tutto quello che incontro è morto. Perfino le pietre sono morte. Perfino la sabbia. E la polvere. Sono giorni che cammino, senza sapere dove andare. E sono sola, con nessun altro bagaglio che una valigia rossa. E un nome che torna, a farmi compagnia. Amesine. Questo nome. È tutto quello che mi resta. Un nome e una valigia. Che non posso aprire. Che non devo aprire. Mi chiamo Anpardo. E non so nient’altro di me.  (Il silenzio) – MARIAROSARIA
4. “Sono un semplice menestrello, creo atmosfere ,quelle che la gente vuol assaporare, non per me, non ne sarei in grado. Il mio strumento è la mia fedele chitarra non ricordo più da quanto mi fa compagnia, il mio nome? Non ricordo nemmeno quello.” (Il menestrello) – SCHIUMANERA
5. Ogni cosa al mondo ha un odore.  Niente di ciò che ci circonda ne è sprovvisto. Io lo so bene. Gli odori mi seguono. Mi raggiungono ovunque. Mi sussurrano parole, mi raccontano storie. Non posso fermarli. Non sono cattivi. Non sempre almeno. Basta non contrastarli. Per questo non esco mai, vivo qui, rinchiusa nella mia casa ed ogni giorno, nel mio laboratorio, lavoro pazientemente. Mischio gli odori che ho catturato. Non tutti sono felici di questo, alcuni si ribellano e tentano di sfuggirmi. Ma pochi ci riescono. Io sono la Regina degli Odori. (La regina degli odori) – DULCINEA
6. Mi chiamo John Thomson. Mai sentito? E Neil Armstrong, Aldrin e Collins? Che cosa c’entro con loro? Se ve lo dicessi qualcuno verrebbe a uccidervi. Vi dirò solo che quel passo io l’ho visto dal vero. O meglio non l’ho visto, perchè non c’è mai stato. E io ero lì per garantirlo contro ogni imprevisto. Invece, a metà scaletta, scoprimmo di essere ospiti non graditi. Non sarebbe stata la prima quella impronta. Adesso, andate a vedere chi sta suonando alla vostra porta. (L’uomo senza volto) – Sonne Jaeger
7. Il mare scintillava e le bandiere garrivano al vento del sud. Speranze e partenze, gioielli, coltelli e naturalmente la vendetta. Cento anni erano trascorsi e cento giorni dovevano arrivare. (Nothus) – Scartabella
8. Maledetta saracinesca. Un giorno ci lascerò una spalla. Perché non c’è nessuno che possa oliare questo pezzo di lamiera arrugginita? Vabbè, lo farò io. Domani. In qualche modo anche oggi ho aperto il Bar Collando. Fosse per me aprirei alle nove e chiuderei all’una. Un orario d’ufficio, ecco cosa ci vorrebbe, e io sarei l’impiegato di me stesso: un posto sicuro. Devo ricordarmelo, per la prossima volta. Ma ora ho un bar. La gente ci viene agli orari più assurdi e il barista deve essere pronto a inchinarsi al primo fesso che entra a chiedere un caffè. Se entra. (Orpo) – QUATIPUA
9. Primo è il mio nome. Sono destrorso. Parìmeno è mancino, si occupa dell’altro emisfero. La convivenza con lui è piacevole e costruttiva. Poi c’è Carnia. Oh è una simpatica ragazza, ma non sa stare al suo posto, né trovare un suo posto. Non dovrebbe essere qui, la legge degli inquilini ci impedisce di abitare un corpo di un sesso diverso dal nostro, e non ha tutti i torti. In tre stiamo scomodi, stretti. Ma se scoprissero che Carnia è qui, sarebbe un male per tutti e tre. Il corpo che abitiamo, gli altri lo chiamano Serbero, ma noi sappiamo che non è il suo nome vero. (I Tre) – PICCOLAMELA
10. “Io sono Tecla e ho un cuore grande, respiro nel mondo raccogliendo tra le braccia le anime pure, non più integre, sudice, dimenticate. Accolgo fanciulli e giovani cuori. Storie incomplete, stralci di vita, strade interrotte. Lui mi nutre d’amore e tradimento, di tristezza e maturità. Io accolgo tutto e tutti e concedo quel sonno che nemmeno la notte dona. Sono buona, comprensiva, calda e rassicurante. Non conosco esitazioni e non mento mai. Sono una madre colma di illusione. Accettate il mio abbraccio e nessun male vi segnerà più.” (La Madre) -myosotis-
11. “Mr. Button è il vecchio orsetto di peluche di Angel, una bambina diventata ormai grande per i pupazzi. Gettato in un angolo buio e nascosto della soffitta, è privo di un braccio e con parecchie cuciture rotte ma non si arrende: aiutato da altri suoi vecchi compagni, combatte ancora una guerra silenziosa contro il Signore della Notte per garantire un riposo senza incubi alla sua vecchia padroncina e alla sua famiglia. Il sangue non è mai stato così soffice!” (Salva Angel, salva il mondo) – POLVEREDIGHIACCIO -
12. Senza contorni, nulla è pieno e nulla è vuoto. Ad ogni curva si rischia di perdere qualche pezzetto di sé. Ma cosa è Sé? Cosa è Altro? Non resta che diffondersi e spargersi in ogni dove. Prima o poi, forse, riuscirò a ricompormi. Mi chiamo Emil, sono senza contorni e sono dappertutto. (Senza contorni) – MASMAS -
13. “Capperi e acciughe senza mozzarellaaa”. Dall’altra parte del banco arrivò la voce sgraziata della ragazza ad avvisarmi che la pizza era pronta. Me ne stavo là, stravaccato sul tavolino di plastica col marchio Coca-Cola, ad aspettare la mia cena mentre lasciavo che le immagini e le battute di un tristissimo varietà locale praticassero una lobotomia al mio cervello. Scesi dal trespolo e presi il portafogli dalla tasca. “Mangia subito?” chiese lei marcando nuovamente l’ultima vocale con uno sguaiato accento cagliaritano. “No, no” risposi mentre cercavo i soldi nel borsellino, “me la porto via, grazie”. (Pizza senza mozzarella)
14. Sono rimasta sola. Il mio compagno è morto. Me l’ha ammazzato quel bastardo proprio davanti ai miei occhi. Pensavamo di averla fatta franca e invece no. È tornato, qualche giorno fa, e l’ha colpito a tradimento. Neanche il tempo di chiamare aiuto, di rendersi conto di quello che stava succedendo. (L’agguato) – KRIASH
15 . Regalo felicità, sono nata con questo potere. Posso donare gioia di vivere a  chiunque lo desideri, a chi l’ha persa per strada. Sono vecchia quanto l’umanità, ma ho l’aspetto di una giovane donna. Mi chiamo Gaia e vivo in Sardegna. (Vita in mare) - ALI

 

Regolamento

 

Art.1– Questo gioco si svolgerà in due tappe.

 

PRIMA FASE

a – I giocatori sono chiamati a creare un soggetto, un personaggio, e indirizzarlo appena lungo il suo percorso. Es.(tratto da IquindiciInCerca di LPV):

“Io sono sono una cacciatrice di orsi. Io vendo sesso, non il mio quello delle mie belle ragazze, mi chiamo Merice. Caccio gli orsi, ad alcuni vendo il sesso, non il mio.”

“Mi chiamavano Fiaba il mago, il mio vero nome è Fabio Farro, non mi chiamano più né in un modo né nell’altro. Ciò che illustravo prendeva vita. Ho illustrato il mio mondo, ma non riesco più a uscirne. Qui mi chiamano Dio.”

b – Ogni soggetto dovrà essere contentuto tra le 200 e le 500 battute, spazi compresi.

c – I soggetti migliori (per un massimo di 15 soggetti) verranno pubblicati sulla pagina relativa al gioco, sul sito www.lapiccolavolante.com

e – I soggetti dovranno essere consegnati entro le ore 23:59 del 20 marzo 2014.

SECONDA FASE

a – Per partecipare alla seconda fase del gioco occorrerà ampliare uno dei dieci soggetti pubblicati alla conclusione della prima tappa.

b – Il testo deve rientrare tra un minimo di 10.000 e un massimo di 16.000 battute, spazi compresi.

c – I testi devono essere consegnati entro e non oltre le ore 23:59 del 10 aprile 2014.

d – Per partecipare è vietato (assolutamente vietato) lavorare sul proprio soggetto. I giocatori sono obbligati a scegliere uno tra i soggetti presentati dagli altri giocatori.

 

 

Art.2 – I soggetti, personaggi, prodotti nella prima fase non sono votabili. Rendiamo inutile per questa fase l’espressione delle 3 preferenze.

Art.3 – Si gioca al chi prima arriva: ogni soggetto può essere scelto da un solo giocatore. Se il giocatore A sceglie per primo il soggetto 1, il soggetto 1 non sarà più disponibile per altri giocatori.

Art.4 – Attenzione: Non potrete giocare con il soggetto che avete creato. Dovrete  lavorare con l’intuizione di un altro giocatore. Potrete eccome, una volta presentate le storie, dire se il figlio cresciuto è quello che avete effettivamente creato voi. Dovete assolutamente dare un’ opinione e consigli a chi se ne è preso cura, ma NON potete affermare che è “sbagliato” a priori, solo perché chi lo ha raccontato ha scelto un’interpretazione e una via diversa dalle vostre per personaggio e storia. Impariamo a sperare che alla nostra si aggiunga sempre la geniale intuizione degli altri! Es:

“Mi chiamavano Fiaba il mago, il mio vero nome è Fabio Farro, non mi chiamano più né in un modo né nell’altro. Ciò che illustravo prendeva vita. Ho illustrato il mio mondo, ma non riesco più a uscirne. Qui mi chiamano Dio.”

Di Fiaba giunsero due interpretazioni. Una presentava il lato peggiore, cattivo, nero e rancoroso, l’altra disegnava un personaggio delizioso, fantasioso e colorato. Entrambe le versioni erano “giuste” interpretazioni!

Art. 5 – Le dicesioni dei graduati della LPV non sono in alcun modo discutibili.

Art. 6I testi (solo quelli della seconda tappa del gioco) potranno essere votati dagli utenti. Tutti i votanti hanno l’obbligo di scegliere almeno tre testi e votarli in ordine di preferenza con 1,2 e 3 asterischi (*,**,***): 3 per il testo preferito, 2 per il secondo testo e 1 per il terzo testo preferito.

La singola preferenza al solo testo preferito non verrà presa in considerazione.

Art.7 – Con eccezione del numero delle battute concesse, gli articoli del regolamento che segna le linee generali del comportamento qui a LaPiccolaVolante rimangono valide.

Art.8 – ATTENZIONE! Pur estremo il compito che vi chiediamo di portare a termine vi avvisiamo:

cestineremo senza dare ulteriori spiegazioni racconti ispirati a pedofili, xenofobi e omofobi. I racconti non dovranno avere morali, giustificazioni, paravento alcuno. Gli autori avranno il compito unico di regalarci paura, orrore, angoscia, disgusto con classe e stile, senza remore nè timore. Allora proviamo a tenere lontani minorenni o persone incapaci di accogliere i testi semplicemente esclusivamente come racconti (per quanto arduo il compito, proviamoci!)

8 Responses to “Condiversioni”

  1. LaPiccolaVolante Says:

    Oh, cavolacci! Stavolta v’è pigliato a tutti in tristezza! Ditemi che vi siete messi d’accordo in tanti o comincerò a pensare che ci sia un’epidemia di malincotragodia! Ma non sto lamentandomi della scelta del colorem eh! E’ la singolarità della scelta mooolto simile che avete fatto in tanti!
    Oh!La finiscono soli come cani quasi tutti!
    Raga’, non fatevi abbattere tanto tanto così da sta cosa che chiamano “crisi”

    XD

  2. Dulcinea Says:

    Sono le feste che ci deprimono…

  3. LaPiccolaVolante Says:

    ma non è forse vero, Dulx? hihihi

  4. Ali Says:

    Tristezza a palate! ;)

  5. quatipua Says:

    è il cambio stagione + feste comandate

    al prossimo produrrò uno dei miei famigerati fakesss e si riderà (di me?) di brutto!

  6. Ali Says:

    Ma l’incipit di Gaia (Vita in mare) chi l’ha scritto? :)

  7. LaPiccolaVolante Says:

    fatevi avanti e ammettete le vostre colpe!

  8. kriash Says:

    Vado già coi miei voti:
    *** – Il Menestrello
    ** – Orpo
    * – Mr Button (sangue soffice)

    Bel gioco e bravissimi tutti i giocatori! :)

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