I 15inCerca

Ancora quindici soggetti, molti personaggi, quindici storie da non tradire. Scegliete la vostra e misurate i limiti entro i quali siete in grado di gestire e trovare soluzioni. Pensare che raccontare sia un semplice "inventare", ma trovar l'originalità è la direzione perfetta per non arrivare da nessuna parte. Allora bando alla chimera dell'ispirazione e dell'originalità, adottate uno di questi soggetti e mostrateci quanto siete capaci di trovare la soluzione che ci stupisce!

Regolamento

Vi ricordiamo che  la partecipazione a questo gioco priva di una scelta in più altri giocatori, ogni personaggio può avere al massimo due giocatori.

Art.1 - Dei quindici soggetti a disposizione ne potete scegliere solo uno. Non è permesso ibridare due soggetti: non potrete scegliere un personaggio o un particolare di un soggetto e utilizzarlo in un altro. Dovrete limitarvi a utilizzare gli elementi presenti nell'incipit che avete scelto e, eventualmente, inserirne di nuovi coerenti con il contesto.

Art.2 - I soggetti saranno assegnati per ordine di prenotazione. A chi arriva prima insomma! Un soggetto non può esser prenotato da più di due persone. Quando il secondo giocatore prenoterà lo stesso incipit di un altro, il soggetto verrà tolto dalla disponibilità.

Art.3 - Non svicolate. Non c'è sogno, non c'è illusione, in nessun soggetto. Ciò che è descritto accade! Non potete abbattere il contesto facendo rivegliare il vostro personaggio da un sogno e ricostruirlo a vostro piacimento. Se è menzionata la magia, magia sia. Se è menzionato il diavolo, diavolo sia. Gli incipit del 15inCerca non sono metafore, sono mondi realmente esistenti.

Art.4 - Potete usare i soggetti come incipit, o partire più indietro, usarli come finali. Ma se eviterete di raccontar quella storia per dedicarvi ad altro, annulleremo tutti i punti assegnati al racconto in sede di votazione.

Art.5 - Il testo deve rientrare tra un minimo di 8000 e un massimo di 16000 battute (spazi compresi).

Art.6 - I testi devono essere consegnati a info@lapiccolavolante.com entro e non oltre le ore 23:59 del 24 aprile 2017.

Art.7 - Come sempre, non ci interessa che arriviate a dare una soluzione alla storia, una fine. Ci interessano i modi e il soggetto. Non trascurateli per dirci a tutti costi come finisce la storia. Se saprete convincerci, presto o tardi ve lo chiederemo noi.

Art.8 - Le decisioni dei graduati della LPV non sono in alcun modo discutibili.

Art.9 - I testi verranno pubblicati su LaPiccolaVolante, e potranno essere votati dagli utenti. Tutti i votanti hanno l'obbligo di scegliere almeno tre testi e votarli in ordine di preferenza con 1,2 e 3 asterischi (*,**,***): 3 per il testo preferito, 2 per il secondo testo e 1 per il terzo testo preferito. Non oltre le ore 23:59 del 10 maggio 2017.

La singola preferenza al solo testo preferito non verrà presa in considerazione.

Per votare i racconti, dovrete fare il login sul sito. Avvisiamo: non terremo conto dei voti inseriti come commenti su cosobuk e altri social. Partecipate. Chi racconta non ha bisogno di stelline, ma consigli.

Art.10 - Con l'eccezione del numero delle battute concesse, gli articoli del regolamento che segna le linee generali del comportamento qui a LaPiccolaVolante rimangono valide.

 

I Quindici

| 2 (sold out) Frigmond Errost aveva due cani. Eliot e Emond. In tutto erano in tre. Errost comprava il giornale ogni mattina e non aveva molti amici, forse solo due. “È perché son cieco.” Sosteneva Errost. “O forse è perché io so leggere.” Abbaiava Eliot. “O magari perché Emond odia la gente.” E ridacchiavano. No, certo, non Emond.

2 | 1 Cinque palline di cinque colori, Sonnie le perse in cinque città diverse. In cinque città diverse cinque mamme chiesero a Sonnie se volesse ancora le sue cinque palline di cinque colori diversi. In una città ci fu un Sonnie, il peggiore di tutti, che rispose di rivolere le sue cinque palline di cinque colori diversi e sorrise.

3 | 1 - Woodpecker Gimmi fece spettacolo della boxe al primo incontro. Al quinto era già leggenda. Al decimo le bombe cominciarono a esplodere nelle piazze. E Woodpecker Gimmi aspettava ansioso che la campanella lanciasse lui e il suo avversario di nuovo al centro del ring. Tutto cadeva, bruciava, fumava, tremava. Eppure Woodpecker Gimmi abbandonava e raggiungeva il proprio sgabello come se niente tremasse, bruciasse, fumasse o cadesse. Quel giorno tremò il tetto sopra il quadrato. Woodpecker Gimmi, non alzò la testa, sorrise sul suo sgabello.

4 | 1 - La lenza si tese, la punta della canna oscillò vistosamente, il mulinello cominciò a sibilare la fuga della preda. Mon non fece una piega, accostò la fiamma alla sigaretta senza neanche togliere i piedi da sopra il parabordo. “Non lo tiriamo su, Mon?”. Lui fumò senza dedicarle neanche un'occhiata. “Non mi interessa tirarlo su, Frea. Mi interessa scoprire dove va.”

5 | 1 - Ambert Leonius sosteneva l'ipotesi peggiore, la risoluzione violenta, la presa della città, poi della regione e oltre, fino a che ci sarebbe stato da prendere. Giliusse Eramond, il capo della gilda, rimproverava il mago. Ambert Leonius s'alzò. “Fate come volete, votate quello che vi pare. Metti il veto sopra qualsiasi opzione non ti piaccia, Maestro. Il Legno abbandona la Gilda.”
Leienne spinse i palmi sul tavolo. Alta e bella, sorrise. “Non proseguirò un minuto soltanto, neanche io, su questo percorso suicida. Papi, preti, pii, cardinali, devoti... ridono e festeggiano per ogni mago che grida tra le fiamme, che si agita sulla forca. La Pietra abbandona la Gilda.”.

6 - Anna aveva sui palmi delle mani i percorsi delle persone che gliele stringevano. Anna sapeva e vedeva ogni cosa delle successive settantadue ore di chiunque le stringesse la mano. E si divertiva, oh come si divertiva, a spostare quelle linee. Apriva il palmo e con l'indice le direzionava a seconda del piacere, della simpatia e dell'odio che provava per le persone. Poi un giorno strinse la mano guantata di Eisabelle. E il giorno dopo le sfilò via i vestiti e i guanti, e a cavalcioni su un altro pube, in orgasmo, quelle mani strinse per scoprire che esistevano altri ladri di vite. Eisabelle sorrideva mentre veniva, e l'una sul palmo dell'altra, e l'altra sul palmo dell'una cedevano le proprie linee. “Mai giocato alla guerra ad armi pari?” ansimava Eisabelle. “Porca merda!”, sospirò Anna sulle ultime piacevoli contrazioni.

7 - Giun voleva un potere. Lo chiese al diavolo in persona. Il diavolo in persona glielo rifiutò. Giun voleva un potere e lo chiese a Dio in persona. Dio lo punì. Quando Giun si presentò di nuovo al diavolo, il diavolo gli chiese cosa diamine ci facesse di nuovo lì. “Mi ci ha spedito Dio.”, disse Giun. “Allora tutto cambia.” sorrise, il diavolo, e lo invitò ad aspettarlo nel suo ufficio.

8 | 1 - Valentina metteva sempre un biscotto di fronte all'armadio prima di addormentarsi. Valentina cresceva. Di fronte all'armadio metteva sempre due biscotti. Valentina studiava, cresceva, aveva nuovi amici e prima di andare a dormire metteva quattro biscotti di fronte all'armadio. Prima di quel giorno non ne passò mai uno senza che poggiasse di fronte all'armadio i biscotti, sempre più biscotti.

9 | 1 - C'è un mostro sotto il letto che esce al buio se non dormi. Ma è difficile dormire con un mostro sotto il letto che esce al buio se non dormi. Il mostro sotto il letto ha un cucciolo di cane. Quando cresci e smetti di temerlo, il mostro sotto il letto cambia posto e cerca un bimbo. C'è un cane sotto il letto, è il cucciolo di cane che il mostro ha lasciato. Polenev ha adottato un cucciolo. Il cucciolo di cane del mostro sotto il letto.

10 | 1 - Clein, il violinista, suonava per chiunque. Suonava per i buoni e suonava per cattivi. Suonava sulle navi e suonavi per i pirati. Suonava quando un angelo passava e suonava per la gioia del demonio. E suonava solo per sapere cosa mai sarebbe successo se avesse smesso di suonare. Clein, il violinista, si sedette e iniziò ad aspettare.

11 - Floe e sua madre camminavano lungo il viale che portava alla tomba di suo padre. Floe guardava intorno intorno, come fosse normale. Chinava il capo per salutare. Di fronte alla lapide del padre, Floe sorrise e lui le strizzò l'occhio. Ma c'era un bambino, lì vicino, che ogni volta che passava la guardava con dispetto. Floe non mancava mai di rispondere alle linguacce del bambino, dietro le spalle della madre. “Hey! Non si fanno le linguacce ai morti!”, la rimproverò la madre, “Ma ha iniziato lui!”. Per un attimo ebbe l'impressione che gli sguardi delle foto intorno le seguissero. Scosse via la suggestione e sorrise. “Sciocca!”.

12 | 1 - J. ha seguito un fil di lana, l'ha seguito fino al tetto. Poi è sceso giù nel pozzo. Giù nel pozzo c'era un gatto. Era un gatto con tre zampe. Dammi un braccio, disse il gatto. Sì, col cavolo!, fece il bimbo. Ed il gatto con tre zampe disse al bimbo irriverente, tu da qui non vai via più. Ma quel bimbo era cattivo, quanto il gatto con tre zampe, sorridendo gli rispose che pagar doveva il braccio che ad un altro avrebbe preso.
M. ha seguito un fil di lana, l'ha seguito fin al tetto. Poi è scesa giù nel pozzo. Giù nel pozzo c'era un gatto. Era un gatto con tre zampe. C'era un bimbo sorridente. Dacci il braccio, disse il bimbo. Bacia il culo, disse M. Ed il gatto con il bimbo cantarono all'unisono, tu da qui non vai via più.
F. ha seguito un fil di lana, l'ha seguito fin al tetto. Poi è scesa giù nel pozzo. Giù nel pozzo c'era un gatto. Era un gatto con tre zampe. C'era un bimbo sorridente e una bimba irriverente. Dacci il braccio dissero tutti, Siete scemi, rise F. Tu da qui non vai via più. Giù nel pozzo c'era un gatto e i bambini più cattivi.

13 | 1 Jerky pensava di essere il solo. E se ne vantava. Esagerava. Ma come lui ne esistevano almeno altri due. Bart e Juice. Quando Jerky passò il limite, scelsero una città come campo di battaglia e iniziò la guerra delle evocazioni. Pile di libri contro pile di libri. Eroi contro Eroi. Mostri e cavalieri come pedine di scacchi, evocati e posizionati sulla scacchiera l'uno contro l'altro dalle avventure più potenti della narrativa. Ebbe inizio la guerra delle Storie.

14 | 1 HermesSending. Mai una consegna mancata, mai un pacco rovinato, mai un secondo di ritardo. I fattorini più veloci ed efficienti di sempre. Gli eroi di una società che rotola nel caos, nell'inettitudine, nella superficialità. Loro non mancavano mai in niente. Tu affidavi il pacco, il pacco arrivava a destinazione, integro, asciutto, puntuale con un sorriso. I messaggeri degli Dei, li chiamavano. Ne approfittò il Diavolo. Un piccolo pacco da consegnare a Dio e solo a Dio in persona con tanti auguri e un sorriso non prometteva nulla di buono (ma forse è perché il diavolo non sa sorridere bene.). “Ragazzi,” disse il boss, “È uno scherzo, vero?”.

15 | 1 - “Hanno rubato il pensiero al Dottore!”, gridò il tenente irrompendo alla centrale. “Hanno rubato il pensiero al Dottore??”, “Si Capitano, hanno rubato il pensiero al Dottore!”. Ma il dottore non è morto, sbava e canticchia su una sedia nel suo giardino. Al commissariato mai un allarme fu più spaventoso. “Hanno rubato il pensiero al Cantastorie!” gridò il sergente irrompendo nella centrale. Il Capitano tirò indietro le orecchie e strinse gli occhi. “Hanno rubato il pensiero all'ingegnere!” Gridò l'agente irrompendo nella centrale. Il capitano sollevò un labbro e tese la coda. “Che diamine sta succedendo?”.

 

Curiosità sulle passate edizioni dei 15InCerca: diversi dei nostri libri sono nati proprio da questo divertente gioco e dai suoi personaggi. Per esempio: La Cacciatrice d'Orsi, Il Gergo delle noci, Fiaba il Mago, Fuori di 3!

 

VoltaLaStrada - Gioco di Scrittura con Bivio

Ecco come non sceglierete tutto. Ecco come non deciderete tutto, prima che avvenga. E quando non siete voi a scegliere e calcorare, il pericolo che il vostro personaggio vi muoia tra le braccia è alto. Siete sicuri di voler affrontare questo gioco? Siete pronti ad adattarvi? Saranno tre tappe da vivere battuta dopo battuta, senza troppe previsioni perché a scegliere cosa affronterete, saremo noi.
Sarà Ruolo

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Benvenuti nel laborario di scrittura LaPiccolaVolante!

LaPiccolaVolante è il nome della nostra nave pirata, la leggendaria ammiraglia-satellite su cui viaggiamo. Una nave castellomorfa (se non ci credi guarda il nostro logo), che traccia la scia sulla rotta d'un mondo nuovo fatto di spostati, stanchi del mondo spento. Non abbiate paura, non esitate, non vergognatevi di partecipare ai nostri giochi di scrittura.

Mercanti di storie, siamo, non di premi. Non ci serve che siate i migliori scrittori, non ci serve che siate i migliori studiosi.

Ci serve che la sera quando tornate a casa, sentiate il bisogno di una storia e non della televisione, che un mondo tutto vostro accendiate. Quanto non conoscete, ve lo insegneranno gli altri, a bordo, quanto saprete, lo insegnerete agli altri, a bordo. Se prima d'ogni bravura, anche per voi, c'è il sorriso di chi una storia vuole sentire o raccontare...

Restate a bordo di LaPiccolaVolante!

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