Condiversioni2018

Cèline e Dion (di SerPilloni) - Incipit 1

Oscillo.

Oscillo.

Avanti e indietro. Come un pendolo.

Poi a cerchio. Gravito.

Sempre più lenta. Sempre più tesa. Pesa.

Dovrei chiedermi perché penso. Provo emozioni. Piango.

Dovrei. Non voglio. Non ho tempo. Lei arriva. Vede.

Lei.

 

***

 

E’ scivoloso e unto, adesso. Odora di grasso. Mi spinge forte. Vai, mi dice. Sàlvati. La barca sulla bottiglia solca quel mare nero e viscoso. C’è una porta aperta. Ci sono scale. Gradini a cascata. Fa caldo. Dion, fa caldo.

Seguimi!

Non posso.

 

Per fortuna c'è Anita (di StellaOscura) - Incipit 12

Ho sempre trovato eccitante l’idea di due gemelle: due femmine, insieme, una per lato, magari così uguali da essere confuse, e intercambiabili. Uscire di nascosto prima con una, poi con l’altra, fino a proporre un giochino trasgressivo a tutte e due, e accoglierle tra le mie braccia, vederle baciare, toccarsi, magari anche insaponarsi sotto la doccia.

The World (di AngelaCStevenson) - Incipit 2

La scrivania di Matteo Tagliacenere era la più piccola di tutto l’ufficio ed era posizionata in un angolo, tra la finestra e il termosifone.  In quel minuscolo spazio c’era tutto il suo mondo: la macchina fotografica, una vecchia Olivetti, il telefono, l’agenda settimanale, il taccuino e le sigarette. Si era preso una pausa dopo aver lavorato tutto il giorno e stava sorseggiando un caffè vicino alla vetrata.

Troppi dentro (di SemeNero) - Incipit 6

Cominciano come voci distanti. Lo chiamano da dentro la testa.

L’eco sbatte dentro il cranio e riverbera all’infinito, e la testa comincia a vibrare.

Poi la pelle. Tira, si impiglia, stringe, è un abito troppo stretto, pizzica come un maglione di lana di vetro.

La pressione sale e comincia il rimbombo dei colpi. Tump. Tump.

Barcolla come un ubriaco, la folla del mattino si scosta dal cammino di quel tizio strano, sudato e con gli occhi stralunati. Parla da solo, il matto.

Universi gemelli (di MasMas) - Incipit 5

Mi chiamo Cheng. Anche solo Cheng: il nome non ha molta importanza quando sei un membro rispettabile della società. Io sono stato lungimirante, ho avuto la buona idea di entrare nel Social Credit System agli albori, diventarne un pioniere. Tra i primi a offrirsi per sperimentarlo, mi hanno poi preso nella società governativa di gestione del fondo stesso, quando è diventato obbligatorio. Ora ho un bel lavoro e una buona posizione.

Sapere di mare (di Creattività) - Incipit 8

«Venghino siore e siori...» La voce oltre il tendone risuona roca e roboante. L’ultima esibizione. “I freak sono superati. ”Ruth stende il braccio focomelico, pizzica con le uniche due dita della mano il tendone e ricava uno spiraglio da dove guardare. Il circo è mezzo vuoto. "Forse potrei reinventarmi come la donna aragosta.” «Il freak show, siore e siori.» Lo spernacchiare delle trombe decreta l’ingresso in scena. Ruth sospira volgendo lo sguardo in direzione del London Zoo. L’urlo dei pinguini si leva nella notte.

 

Giulia (di Kriash) - Incipit 14

Le lancette sono congiunte in alto, ma Giulia rimane a occhi chiusi nonostante il sole tenti con prepotenza di insinuarsi all'interno della camera. L'aria è bollente e carica di molti respiri. A terra cadaveri di oggetti impediscono il passaggio.

L'orologio adesso sorride. La ragazza è ancora immobile. L'occhio ora è strizzato. Giulia sposta, con la lentezza di un anziano, le lenzuola ingrigite dal sudore. Afferra una bottiglia e si bagna le labbra, appena, per poi tornare nella medesima posa.

Alfio (di Olly) - Incipit 11

La sveglia suona alla solita ora. Alfio non dorme più già da un po’, ma occorre aspettare il suono familiare e rassicurante del vecchio orologio giallo, suo fin dai tempi dell’orfanotrofio, per potersi alzare.

 

Il braccio sinistro si allunga a placare la sveglia.

Il braccio destro solleva le coperte.

Le gambe si spostano a fianco del letto.

I piedi toccano il pavimento in schieramento parallelo.

Il corpo magro si allunga in verticale mentre la mano destra raggiunge la cordicella.

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