TheOnlyOneSide

Superantieroi (di Pilgrimax)

Inspiro l’aria del piazzale e riempio le narici del sapore di libertà. Lo trattengo nei polmoni e al culmine del bruciore lo lascio andare. Lo sguardo fugge oltre la matassa di filo spinato che sta sulla sommità del muro di cinta, perdendosi nel cielo infiammato dal tramonto. Solo poche nuvole, candide e ferme, sospese in aria ad aspettare.

Gli altri giocano a calcio, senza ragionare. Il loro obiettivo è prendere la palla. Poi testa bassa e qualche dribbling, prima di perderla di nuovo. Né tecnica né tattica. Insomma, io rimango la migliore.

Siebenbürgen (Grilloz)

«Dove andiamo ora?»

«Non lo so…»

Il ragazzino si guardò attorno, il bosco era scuro e il sole stava iniziando a tramontare.

«Cerchiamo qualcosa da mettere sotto i denti, intanto», continuò.

La bimba lo guardò pensierosa stringendosi lo scialle attorno alle spalle. Gli occhioni azzurri luccicarono nell’ombra.

«Avremmo potuto mangiarla».

«Marcia com’era ci avrebbe avvelenati. Mi pare ancora di sentirne l’odore».

«A me le urla».

Rise. Poi si voltò verso il bosco.

«Lo senti anche tu?»

«Cosa?»

Nella vecchia fattoria (EntulaPili)

La luna illuminava la via, i suoi piedi nudi si ferivano ad ogni passo e la voglia di finire tutto e in fretta, il bisogno di tornare alla normalità, la stavano divorando. L’acqua gelida era insopportabile, ma si fece coraggio infilando piano piano un piede dietro l’altro. C’erano mille modi per togliere la vita a quel corpicino, ma quello era ciò che le dettava il suo istinto: se le altre madri amorevoli tenevano al caldo e all’asciutto i propri cuccioli, lei avrebbe fatto l’esatto contrario. Perché lei non era né una madre né amorevole.

La società dei valvassini (Quatipua)

  • “Ogni secondo di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno di ognuno degli anni che gli rimangono da vivere.
    Ogni, proprio.”
  • Mi hai capito? Fai almeno un cenno con quella testa vuota che ti ritrovi attaccata al collo… Fammi capire che hai sentito, orribile scarto umano che il destino mi ha assegnato come figlio… Hai capito sì o no?
  • “Ogni attimo di vita, ogni respiro, ogni momento su questa terra.
    Ogni, proprio.”
  • George, basta, non vedi che è inutile urlargli contro in questo modo?

La famiglia (MasMas)

Ero col mio big bro Frank, sprofondato sul sedile del passeggero della cadillac nera, quella delle occasioni importanti. Non avevo voglia di parlare. Nemmeno lui, il volto una maschera di cemento, le mani strette sul volante come morse d’acciaio.

Poi esplose, un pugno sul cruscotto: “Ci pensi Charlie, ci pensi cosa ha fatto questo Sonny Marinelli?”

Ci pensai. Gli occhi mi pizzicarono, non dissi niente.

Continuò: “Maledetto infame! Ha tentato di infilarsi nell’organizzazione di Don Petrelli, solo per fargli le scarpe. Ci pensi Charlie?”

Evilly Ever After: e vissero sempre malvagi e cruenti (SemeNero)

Quando suona il campanello la risposta di Carlo è una bestemmia. Che questa arrivi, per quanto sommessa, all'ospite che attende sullo zerbino poco gli importa. È in bagno, sta sul cesso, chiunque sia aspetti o se ne vada al diavolo.

«Torna più tardi!»

La giornata è già iniziata male, quando un’ora prima è sceso dalla stronza del piano di sotto, indietro con l'affitto di due mesi, a ricordarle di pagare. L’ha ignorato quando ha bussato alla porta, ma lei c'è, l'ha sentita muoversi e rovistare.

«Aggiustami il campanello e io ti pago!» gli aveva detto l’ultima volta.

Anche a te e famiglia (Sa Jana)

La proprietaria diede un'ultima occhiata intorno a sé. Era molto soddisfatta del suo piccolo negozio: aveva curato moltissimo ogni dettaglio. Raffinato, molto elegante, tutta la gente bene si dava appuntamento per comprare da lei. E lei vendeva, ascoltava, sorrideva, ometteva accuratamente gli scontrini, e osservava. L'attenzione per il particolare era quello che la faceva guadagnare di più.
In tutti i sensi.