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Lo sguardone (di MasMas)

L’ufficio anagrafe aveva tre sportelli al pubblico. Quel pomeriggio uno solo era aperto. Di fronte, nella sala d’aspetto, le cinque sedie erano occupate da persone in attesa, e attorniate da altre in piedi. Ognuno con il proprio biglietto in mano. C’era chi lanciava occhiate a chi era allo sportello, sbuffava o guardava la pala al soffitto che ruotava, piano. O sventolava opuscoli verso le gocce di sudore che imperlavano la fronte, si spostava da una gamba all’altra, tossicchiava.