15inCerca2017

#3 Woodpecker Gimmi (di Vic)

Suona il gong. Un jab mi colpisce di striscio al sopracciglio. L’arbitro allarga le braccia, io cerco di voltarmi, di tornare al mio angolo. Cerco di tornare a respirare. Ma stare in piedi e andare dritto non è affatto semplice. Gambe molli, tutto annebbiato, la testa se ne va per conto suo, a farsi un giro. Poi una fitta al costato mi piega e mi ritrovo sulle corde. Rotto, ma vivo.

“Hanswurst!”, grida un tacchino con la svastica al braccio, in prima fila. Raccolgo i miei cocci, abbozzo un inchino sbilenco e gli mando un bacetto.

#9 Polenev (di Antio)

La macchina per il caffè cominciò a fischiare.

Mark fissava la caraffa di vetro e quel liquido nero come petrolio. L'aroma e il profumo erano così intensi che in un attimo la cucina ne fu invasa.
“Hmm. Ci voleva proprio.”
Ne versò due tazze colme.
“Cara, è pronto!”
Sally entrò in cucina. Era spettinata, in vestaglia, e si grattava i capelli mentre sbadigliava.

#5 Legno e Pietra (di Kriash)

Ambert Leonius sosteneva l'ipotesi peggiore, la risoluzione violenta, la presa della città, poi della regione e oltre, fino a che ci sarebbe stato da prendere. Giliusse Eramond, il capo della gilda, rimproverava il mago. Ambert Leonius s'alzò. “Fate come volete, votate quello che vi pare. Metti il veto sopra qualsiasi opzione non ti piaccia, Maestro. Il Legno abbandona la Gilda.”

#1 La cagnolina venuta dal freddo (di MasMas)

Frigmond Errost aveva due cani. Eliot e Emond. In tutto erano in tre. Errost comprava il giornale ogni mattina e non aveva molti amici, forse solo due. “È perché son cieco.” Sosteneva Errost. “O forse è perché io so leggere.” Abbaiava Eliot. “O magari perché Emond odia la gente.” E ridacchiavano. No, certo, non Emond.

 

#2 Il figlio dell'arcobaleno (di AlessandroPilloni)

Erano calci. E poi pugni. E le sorrideva crudele. Non era necessario la colpisse. Le poteva colorare la pelle, farla soffrire sino all’estasi del martirio. Era cattivo. Era la mamma. Aveva detto che non mi avresti fatto del male. Dammele. Perché le vuoi? Dammele. Non le ho io. Dammele. Posso smettere, le diceva. Dammele. E la smetto. Le vuoi? Le vuoi davvero? Le vuoi ancora?, gridava lei con i denti della bocca storti.

#12 Gli orchi di Santa Verdiana (di Polveredighiaccio)

Jona ha seguito un fil di lana, l'ha seguito fino al tetto. Poi è sceso giù nel pozzo.

Giù nel pozzo c'era un gatto. Era un gatto con tre zampe. “Dammi un braccio.” disse il gatto.

“Sì, col cavolo!” fece il bimbo.

Ed il gatto con tre zampe disse al bimbo irriverente: “Tu da qui non vai via più.”

#15 Furto al fosforo (di Gattoula)

“Hanno rubato il pensiero al Dottore!”, gridò il tenente irrompendo alla centrale.

“Hanno rubato il pensiero al Dottore?!”

“Sì Capitano, hanno rubato il pensiero al Dottore!”.

Ma il dottore non è morto, sbava e canticchia su una sedia nel suo giardino. Al commissariato mai un allarme fu più spaventoso.

“Hanno rubato il pensiero al Cantastorie!” gridò il sergente irrompendo nella centrale.

Il Capitano tirò indietro le orecchie e strinse gli occhi.

“Hanno rubato il pensiero all'ingegnere!” gridò l'agente irrompendo nella centrale.