Epistolario

Caro uomo X (di SamanthaTerrasi)

Caro uomo X,

ho cominciato più volte a scriver questa pagina. Le parole arrivavano e poi se ne andavano. Ti ho osservato a lungo oggi. Accarezzavi la testa bianca sorridendo. Le tue mani lunghe da pianista, il tuo sguardo attento. Coglievi ogni singola sfumatura delle parole che riempivano a tratti la stanza. Eri lì seduto, composto. Felice? Dal tuo viso non ho capito se la tua era gioia o dolore.

 

Caro uomo X,

Francia, 17.. (di SchiumaNera)

1793, Machecoul – ghiaccio e ombra 

Cara Lara,

La notte miagola. La sento qui, in giardino, mentre arrota quei suoi dentini affilati che ben conosci sulla falce della luna.

È una notte fredda, come fredda è la tenuta di Monsieur da quando tu e François ve ne siete andati.

Ma è esatto, dire che ve ne siete andati? Non sarebbe meglio: da quando siete stati cacciati?

Oh, "esilio" è una parola tanto romantica; evoca battaglie spirituali e sacrifici. Ma l'unica ad essere stata sacrificata, qui, è la nostra amicizia, la mia anima e il mio cuore.

I Boien [il buio] (di Marlen)

***

 

La prima volta successe di notte e non mi accorsi di nulla.

Quando ci si sveglia non si può sapere se a destarci sia stato un rumore, un movimento, lo spostamento d’aria o una mano intenta a toccarci.

Beh, nel caso di quest’ultima cosa, non sarebbe stata possibile.

Chiuso lì dentro, tra tre solidi muri e una barriera in ferro spesso come un braccio.

Forse fu la sensazione o l’istinto a farmi aprire gli occhi per accorgermi di quei pezzi di carta piegati tra il pavimento e la barriera metallica.

Italia 2013 (di Krypto)

È tardi e Alice sta per andare a letto quando, un suono accompagna una lucina rossa che compare sullo schermo del suo dispositivo computerizzato di riconoscimento personale, dal quale scherma immediatamente la notifica ricevuta attraverso un software di hackeraggio informatico per aprire la missiva, sicura che sguardi indiscreti non possano intercettare la sua comunicazione:

[Italia, 19 Dicembre 2013, Napoli.

Cara Alice,