JeremiaDeepBottomSteampton

Unapimilla & C. (di MasMas)

Nel salone nero dentro il mastio centrale la testa pelata coi baffoni è seduta al tavolo coperto di quarti di robot. La voce cavernosa: “Cosa dovremmo inventarci?”

Invece quella minuta, pallida e con la bombetta, stride: “Non lo so, non lo so! Venire qui? Chi?”

La testa di latta coi capelli di trucciolo si avvicina al tavolo. Il corpicino alza le pinze a forma di mano, appoggia le due formiche di metallo e polpa, inerti: “Dai papini, ve la siete sempre cavata, ce la farete di nuovo.” Li guarda con gli occhi a fanale.

L'ultima caccia (di Grilloz)

Braccato. Aveva percorso centinaia di miglia senza meta. Fuggendo da nemici di cui non conosceva il volto, ma ne conosceva l’odio. Di giorno avanzava senza sosta, di notte dormiva semi-vigile, attento ad ogni segnale. Era stanco. Non fisicamente, non avrebbe potuto, nel suo petto respiravano i polmoni di un dio, dono maledetto di quel mercante che l’aveva condannato all’esilio perpetuo. Era stanca la sua mente, concentrata sulla fuga, attenta ad ogni pericolo.

Genesi d'odio (di Kriash)

Si era domandato per parecchio tempo se potesse considerare quel castello di sua proprietà.

Non gli interessava saperlo, in realtà. Ma la sua era una deformazione da collezionista.

Poteva desiderare le cose più improbabili.

Volerle.

Bramarle.

Ma in definitiva nulla gli serviva davvero. E tutto era necessario.

Quel castello l’aveva ereditato, se così si può dire, diventandone il proprietario fisico. Doveva ringraziare un solo individuo per quello: Jeremia Deepbottom Steampton.

Vanja la guercia (di Quatipua)

SFERRAGL!SFERRAGL!SFERRAGL!

SSSSSSFFFFFFFSSSSSFFFFSSSS!SPENT!

 

- Stanno germogliando anche questi, sono gli ultimi che vedrò nascere dalla terra.

- Ma abbiamo bisogno di tante mani per tutti questi morti da seppellire, Grande Vanja, non puoi dire che sono gli ultimi! Ci sono sempre più cadaveri e sempre più buche da fare…

- Quante volte devo ripetervi che non sono grande e che tutto va come deve andare?

Vedi questo sacchetto? Ormai è vuoto.

Vedi quell’ombra nera, fra le nuvole, verso Nord-Ovest? Ecco, stanno arrivando.

Non è poi così male! (di SaSpendula 2.0)

“Che vergogna!” Pensai.

“CHE VERGOGNA!

Ora come farò?

Tutto questo tempo… tutti questi lunghi anni passati a cercare una soluzione.

Tutti questi anni, per cosa? Per ritrovarmi poi con questi quattro moc… mic... o meccamignoli come li ha chiamati quel mercante!

E non finisce qui!

Oltretutto son tutti di mano sinistra! Uno è di un Boia, uno di un macellaio, uno di una prostituta e come se non bastasse, l'ultimo è di un prete.

E l’altra mano? ...Nell’altra mano una forbice a trilama e ingranaggi sferici.

Ma che cazzo sono?

A signo' (di MasMas)

L'arena del Circo dei Gladiatori è un delirio di urla dagli spalti. Al centro dello spiazzo in terra battuta c’è un torso umano impiantato su gambe meccaniche da ragno. Sussulta appena, uno sbuffo di fumo, un gemito, poi più nulla. Accanto, un bestione grosso come un elefante lo fissa e ansima, curvo. I muscoli nodosi ancora contratti, tagli e contusioni ancora freschi.