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Ferie anticipate (di Schiumanera) - FuoriConcorso

Lo chiamano “stallo messicano”.

Te ne stai lì, fermo, in mezzo a un pezzo di terra piuttosto arido. Con la polvere che ti si infila nelle orecchie e negli occhi e in qualunque fessura di pelle lasciata scoperta dagli abiti. Solitamente hai in mano una pistola.

O un fucile.

O una balestra.

Questo accade nel novantanove per cento dei casi.

Io rappresentavo l’un per cento.

Quello che, nello stallo messicano, non ha con sé nemmeno una fionda. 

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Nel prossimo episodio (di Kriash)

- NEXT TIME -

 

“Clara?”

“…”

“Pronta per un nuovo viaggio, Clara?”

Il Dodicesimo Dottore si muove frenetico, sulla plancia di comando del TARDIS.

Come al solito…

Una leva da alzare, un’altra da abbassare, un pannello da muovere sulla sinistra e una manopola da far girare a destra.

Qualche rumore di sottofondo, qualcosa che sbuffa e inizia a partire. Perché il TARDIS è vivo, il Dottore lo sa da sempre, così come lo sa Clara, la sua attuale “assistente”.

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L'amico ritrovato (di Piero)

- Minghia sto ragazzo si mette sempre nei casini, eh nun è possibile che sia già la terza volta in 2 settimane che lo si debba cercare pé qualcosa, ecchécazzo Padrino! Non siamo mica delle baby sitters noi! Mo che ha combinato? S’è fulminato il cervello con qualche droga nuova? Si crede di essere il presidente di una squadra di calcio? Gli è morto il gatto? Che gli è preso?

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La schedina vincente (di Stranoforte)

 Oggi devo andare dal commercialista.

È lunedì, l’unico giorno in cui posso svolgere quelle pratiche burocratiche che per lo Stato sono più importanti della produttività. Oddio, produttività, io sono un semplice barbiere. Ho un locale di cui vado orgoglioso, con le mattonelle bianche alle pareti, le sedie scomode e le riviste zozze nel cassetto. C’è anche un vecchio cavallo a dondolo rialzato, su cui sistemo i bambini rompicoglioni che accompagnano i papà e vogliono anche loro farsi tagliare i capelli.

Tutto rigorosamente sciatto.

 

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Dalla dimensione n.7 (di Quatipua)

Allora, vediamo poco poco…
Questa cosa che dici ch’è mia nonn’è mia, cazzo vuoi?
Questa invece è mia, mai che te la lascio!
Minchia oh, che abbia lasciato qualcosa lì, in quel bar scemo dove non sanno fare il cappuccino?
Mmmmh, no, in tasca nonn’ho niente. Mmmmh, in borsa neanche. Non c’ho niente!
E tu, cazzo guardi?
 
Giuro davanti a dio, agli uomini tutti, al cielo e alla terra, prenderò quell’infame ladro di spade!
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Bianco e nero (di MasMas)

Il grattacielo mi sovrasta. La sua facciata di specchi riflette il cielo vergato di nuvole ormai rosa. Ne costeggio la massa fino all'angolo, svolto e mi fermo a guardare poco più avanti i tavolini all'aperto del bar costruito nelle sue viscere.

Tra la gente seduta individuo una donna sola, in tailleur grigio, con le gambe accavallate. Sotto il cappello largo che le copre gli occhi scende una chioma castana, e brillano labbra colorate di rosso fuoco: è la Spia grigia.

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