UrbanTales

Black Swan (di Sweeney) - fuori concorso

Parigi, 1920

 

L’applauso solitario scoppiò come un insulto.

Il maestro si immobilizzò, simile a una statua, con la bacchetta tesa come un parafulmine, invocando dentro di sé una punizione divina. Il pianissimo che l’orchestra andava sfumando esalò in un silenzio imperfetto, assai prima della fine dell’intermezzo.

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L'uomo ruggine e il senso della vanità (di EmanuelaMasseria)

Estate del 2097, in piena notte. Juan Zhu Ming, agente di borsa, si trova in un oscuro, sudicio e pretenzioso parchetto cittadino. Ha al guinzaglio il suo cane, che non solo sta portando a passeggio ma che sta usando per operare un necessario ricongiungimento alla natura. Non che avesse troppo senso dato che per lui alberi, laghi e fiumi erano tutte cose poste di traverso sul cammino dell'umanità. Pensò proprio questo quando finì per impantanarsi in un acquitrino con il suo fedele amico che lo fissava dall'asciutto della sua postazione.

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Un giorno saprai del vento (di Elvira)

È una settimana che la scuola è occupata, ma stamattina li hanno sgombrati.
Ero in procinto di partire per lavoro e mio figlio, per non farmi preoccupare, non mi aveva detto nulla. Al mio arrivo a Parigi, un suo sms mi avvisava che avrebbero occupato, poi ieri sera tornando, ho trovato quel post-it sul frigo – Pa’ sono a scuola a dormire - E stamattina me lo ritrovo a casa, gli occhi appannati di sonno o forse anche di fumo. – Ci hanno sgombrato -.

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Trinità (di EmilyLagonelle)

Sono stanca, sommersa da questa stanchezza che so già avrà la meglio su di me. Giusto il tempo di raccontare questa breve storia, che va vista come un storia comune, a tratti patetica, ma la vita va così, si poggia sulla retorica, fatta di dolori ancestrali e di piaceri micidiali riguardanti la carne. La carne, questa sconosciuta che agisce d’istinto e ci comanda. Dovremmo sorvegliarla - dicono sia debole - e invece ci lasciamo distrarre dalla sua volontà, per altro poco certi del risultato.

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Smeraldo alla fine del tunnel (Aly)

Mentapiperita aveva le scarpe bucate, erano vecchie, logore e grigie.

Mentapiperita viveva in un palazzo dalla vernice scrostata, sporca e grigia; si innalzava nella zona periferica di una piccola città di provincia con pochi negozi, tanta povertà e gente sempre arrabbiata, dallo sguardo cattivo e l'animo grigio.

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Il vecchio e il diavolo (di EmmaSpiri)

Le due sorelle erano come due gocce d’acqua, pur non essendo gemelle. A vederle, chiunque avrebbe fatto fatica a riconoscerle: si assomigliavano in tutto, tranne che per il carattere.

La maggiore, infatti, era saccente ed essendo molto colta trovava sempre modo di sminuire gli altri, trattava con supponenza anche le commesse nei negozi, quando non sapevano rispondere ai suoi quesiti sul prodotto da acquistare.

La minore, invece, era assai timida, arrossiva spesso e non contraddiceva mai nessuno, nemmeno quando aveva ragione.

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Le piccole iene (di TiroFisso)

La vedi, quella donna legata a una sedia? Riesci a figurarti le sue palpebre che sbattono, investite dal fascio violento di un riflettore? Lo senti, il suo respiro affannoso? Ce la fai a percepire l’odore di cantina umida, misto a quello della sua paura? Eccola: più vicina ai cinquanta, che ai quaranta, ma con un corpo ancora tonico, che parla di fitness, diete a zona e personal trainer. I suoi capelli, di un colore ramato finto come una moneta da tre euro, sono scomposti in ciocche disordinate.

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La via della scelta (di Kriash)

E ora cosa te ne fai di un bel buco in testa?

Sei contento di aver anticipato quella fine orrenda? Sei contento di aver riempito quella macchia nera con una più grande, ma rossa?

Hai sporcato ovunque. Il sangue è finito in angoli che la donna delle pulizie sicuramente farà fatica a scovare. Rimarrà lì a seccarsi e a raccontare di quella volta in cui un tipo particolare, dall’aspetto trasandato è salito nella sua stanza, si è tolto la giacca rivelando una camicia sudata, si è guardato allo specchio alzando la pistola fino a premersela sulla tempia.

Poi?

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In lavorazione (di Sofia)

La sua mente aveva elaborato l’idea un po’ alla volta, scartando tutte le altre possibilità fino a ritrovarsene solo una. O almeno, solo una fattibile. Era come se in cuor suo avesse sempre saputo qual era la cosa giusta, e ora, ecco il momento in cui si deve smettere di pensare e iniziare a far qualcosa di concreto.

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