SottoStoria

Emi a mezzanotte

Con la finestra aperta la pioggia che cadeva sul davanzale rimbalzava e le colpiva il viso. Le gocce ferme sulle sopracciglia esitavano prima di spezzarsi e colare lungo le guance.

“Non hai freddo? Sei così pallida.”

“Puoi porgermi quella salvietta cara Mabel?” Levò il braccio e con l’indice sollevato indicò il tavolino del tè.

Nel prendere l’asciugamano Mabel fece cadere a terra i foglietti ammucchiati accanto al vassoio.

“Oh, scusa Emi.”Sì piegò a raccoglierli. “Che strana mania cucirli.”

“Non voglio che qualcuno li legga.”

Quatipua - Cabròn

“ Cabròn!”
Ma chi me l’avrà fatto fare a me, a me che sono io, io EL Che, ridurmi così… EL Comandante!
Da rivoluzionario a cacciatore di chupacabra, como se può?!?
E va bene che a migo le cose da politico no me gustan, ma essere finito in questo infierno per colpa de una fabbrica di puros… Maldito Cabròn!

PiccolaMela - Demoni e burle

Stoccolma, 30 gennaio 1650
 Monsieur, ascolti! Non sente anche lei questo strano rumore, come di vetri rotti? Proviene dai piani bassi, mi pare'.
“A dire il vero, no, non sento, mia regina. Deve essere stato il frutto della sua immaginazione. Forse la mia lezione di oggi l'ha affaticata eccessivamente. Vada pure a riposarsi. Riprenderemo domani”.
Meglio aspettare che sia entrata nei suoi appartamenti, per non rischiare.

Pilato - Tremolo

PILATO: c'è qualcuno? C'è qualcuno che può sentirmi?

CONSCIENTIA: sst! Cosa urli? Ci sono qui io

P: ah, e da quanto sei qui, non ti ho sentita arrivare

C: sono sempre stata qui, non mi sono mai allontanata da te

P: e perchè, tra le mille voci del silenzio, non sentivo la tua? Perchè non mi parlavi?

C: io ti ho sempre parlato; la mia voce erano quelle mille voci

P: ma chi sei tu? In questo buio non riesco a vedere il tuo volto

Alen Grana - Si.Può..

Crevalcore, 1688
 Nebbia.
Nebbia e pioggia accompagnavano la campagna di quel paesotto poco lontano da Bologna.
L’umidità che bagnava i vestiti, si appoggiava alla pelle e, pian piano, penetrava nelle ossa.
Una figura incappucciata, più impegnata a ripararsi dal clima che a nascondere le proprie fattezze, sbucò a pochi metri dall’abitazione in mattoni.
L’uomo che aspettava alla porta rimase per un attimo stupito dell’arrivo dell’incappucciato poi, senza prestare troppa attenzione, entrò in casa lasciando la porta aperta alle sue spalle.

Scartabella - SottoStoria

Il giorno ch’era stato tutto di calura sfibrante e d’insopprimibile fastidio per via degli insetti arrembanti e del puzzo di letame per via che il giardiniero Carlo Sarbace seguitava coll’ostinato vezzo di cospargerne il piede de’ rosai nonostante la proibizione, volgeva alla fine e tutto s’ingentiliva tornando mite e un poco stucchevole nella luce dorata che indugiava sulle cimole degli alberi simile a una capellatura dorata come se ne vede sulla testa di certi puttini in santa maria novella.

BarbaraZ - SottoStoria

La donna continua instancabile il suo lavoro: scioglie, filtra, decanta, discioglie ancora, travasa, misura.

Sono giorni che non esce dal laboratorio. La montagna di pechblenda sembra non calare mai, anche se ne prende venti chili alla volta.

Ogni gesto è misurato, impeccabile, controllato: un singolo granello di polvere potrebbe mandare a monte il lavoro di giorni interi.