Jeremia DeepBottom Steampton

Sileree blacknigth 2

Un tocco freddo come il ghiaccio si posa sulla gola di Sileree che ha un sussulto e si riscuote. La testa le fa male, il taglio sulla fronte le pulsa ritmicamente, segue il battito del cuore. Si sente la mente ovattata, confusa; l'occhio meccanico si muove e mette a fuoco un'ombra davanti a lei, sembra familiare. Poi la realtà e i ricordi le crollano addosso come acqua gelata. Cerca di tirarsi su e subito si rende conto di trovarsi ancora dentro il laboratorio; attorno a se sono sparsi i microscopici frammenti della pietra rossa, completamente distrutta.

Arami de Porto Ato D'Artagna|2

'Non può essere, non deve essere!' Corse fuori, giù dalle scale, attraverso l'atrio della biblioteca e poi ancora fuori la porta; girò l'angolo e si trovò nel viale prospiciente la finestra da cui aveva vissuto il sogno di poco prima.
La gente correva qua e là, un gruppo di persone si allontanava, tra loro scorse il balenare dell'ottone.
Di colpo, da dietro due anziani incuriositi, apparve il suo sosia, attuale, presente o passato che fosse. Gli si parò davanti, appena meno sorpreso di lui.

Sileree Balcknigth

Sileree sterza bruscamente verso destra per evitare una grossa macchia d'olio in mezzo alla strada. La moto sotto di lei sbuffa dal disappunto: le gomme in silicone ultraresistente montate da poco attivano il sensore di equilibrio e la grossa motocicletta blu si raddrizza repentinamente e procede la sua corsa. Giunta in prossimità di una grande casa dal giardino incolto e rovinato, la ragazza accosta e spegne il motore. L'occhio scandaglia minuziosamente la strada dietro e davanti a lei, alla ricerca di qualche movimento. Nulla.

Iscariah Trefoltar III

La simulazione delle onde era perfetta, sembrava di starci veramente davanti.
Anche il vento artificiale e la sabbia si sarebbe detto fossero reali.
Un panorama stupendo, finto ma stupendo. E poi, cosa c’era da puntualizzare… lui era un attore, a lui piaceva la finzione. Se non fosse stato così, non si sarebbe goduto niente di tutto quello!
Sorseggiando il suo cocktail, Iscariah modificò gli ingranaggi dei suoi occhi e gli occhiali scuri, da sole, sparirono per un momento, trasformandosi e prendendo la forma dei suoi normali occhi.

Moira

Il vecchio monorotolante sprizza scintille a ogni bullone che cade. La vecchia alla guida ogni tanto allunga un piede e i pezzi perduti si attaccano alla suola magnetica degli stivaletti viola.
Ogni tanto il monorotolante ha un dubbio, si ferma, sbanda, si inclina. Lei dà colpetti al timone con la lunga pipa di bronzo .
-Forza Berenice, ci siamo quasi
-Ci siamo quasi, Berenice, forza.

Arami de Porto Ato d'Artagna

Dal piccolo tempio uscì un uomo alto, dal naso a punta e dal mento sottile. Due baffi e un filo di barba dritti come tre spaghetti ondeggiarono mentre arricciava il naso sotto su un paio di occhiali tanto grossi da non far vedere gli occhi.
Si guardò intorno mentre lisciava la giacca di velluto amaranto, in tinta con pantaloni e bombetta, stretta da due cinghie incrociate che sostenevano la cassa che aveva sulla schiena. Sembrava pesante, e dal suo retro usciva un corno di ottone ricurvo che terminava a lato della sua testa, come un grosso orecchio pronto a captare.

Pagine