Rose (di EliseoPalumbo)

Tausendblumen afferrò Eternalboiler, rame, Bianca e si diresse verso la porta. Raggiunto l'uscio si voltò con occhi sanguinolenti, pieni di vendetta e disse: «Non finisce qui, essere spregevole.»

Sbattuta la porta alle spalle, Franz Tausendblumen corse il più velocemente possibile in direzione del suo carro a vapore, posizionò i doni ricevuti dal bottolaio sui sedili posteriori, alimentò il fuoco posto nel braciere sotto l'abitacolo e attese nevrotico che il vapore facesse muovere gli stantuffi del motore.

Imprecando pesantemente, Franz, guardava il cielo in cerca delle scie lasciate dai quattro Generali della cenere; le vigliacche, fameliche creature erano in cerca della cosa più preziosa che avesse: sua figlia Rose.

«Pensa Franz! Pensa!» Diceva ad alta voce.

«A cosa deve pensare Signore?» Chiese una vocina alle sue spalle.

Franz sobbalzò per un attimo, aveva dimenticato che quel nano da giardino parlante era il vero motivo per cui era sceso a patti con quel diavolaccio di Jeremia. “Sarà un bel regalo per Rose, utile, simpatico, potrò sistemare le cose” aveva pensato il meccanico, erroneamente. Mai, Franz, avrebbe pensato che quella trattativa avrebbe messo in grave pericolo la sua bambina, la situazione era peggiorata drasticamente.

«Devo pensare a come venirne fuori, la faccenda è alquanto seriosa.»

«Come posso esserle utile Signore? Vuole che le prepari qualcosa da mangiare, oppure una bella tisana calda, oh conosco alcuni infusi in grado di rilassare e far ragionare meravigliosamente, o forse posso dare una sistemata al suo vestiario, ne avrebbe veramente di bisogno, Signore.»

Franz frugò nelle tasche, trovò uno dei suoi sigari, senza nemmeno voltarsi glielo porse e ordinò: «Accendilo!»

«Così poco, Signore? Sarà fatto.»

Bianca accese il sigaro e lo passò al padrone. Franz strinse il tubo di tabacco tra i denti.

Il carro iniziò a sbuffare vapore; il meccanico pigiò l'acceleratore e i cavalli del motore sprigionarono la loro fiacca potenza; il veicolo tremava a causa della sua precaria costituzione e per la strada scassata. Franz procedeva veloce verso sua figlia. Il viaggio non durò molto; Rose viveva poco fuori dal borgo, in un piccolissimo, ma grazioso, casolare.

Tausendblumen spalancò con un secco calcio la porta principale, la luce del sole rischiarò la buia ampia stanza principale; l'ambiente era pulito, profumava di fiori, e scarno: un tavolo con un paio di sedie, un piccolo focolare sormontato da un calderone, vasellame appeso alle pareti.

«Rose! Dove sei, Rose!» Urlò Franz.

Da un angolo provenne un rumore indistinto, Franz si voltò con gli occhi colmi di speranza, gli occhi di un padre distrutto, affranto, dispiaciuto, occhi leggermente illuminati da un vago bagliore di speranza, specchio di immane intransigenza, fonte veritiera e inconfondibile. Rose impugnava una scopa in saggina, ignava continuava a spazzare il suolo polveroso.

Tausendblumen sospirò sollevato, quella breve sensazione di benessere, come sempre nella vita, durò solo qualche attimo, il tempo necessario a realizzare che la sua unica, amata figlia, lo stava ignorando, come se non ci fosse, alla stregua di uno spirito o peggio ancora di un fantasma, uno spettro del passato condannato all'abbandono e alla dimenticanza eterna; colpevole di essere stato poco presente, accusato di bugiardaggine reiterata, giudicato non idoneo alla patria potestà, dalla stessa ragazza, ormai donna emancipata, autoproclamatasi giudice super partes. La luce di speranza mutò, divenne buia tristezza, prima, incontrollabile rabbia poi. Franz soffiò vapore dal naso, talmente forte, da far tremare le pareti del casolare con il fischio generato; Rose si fermò per un attimo, scrutò l'ambiente intorno a sé, fece spallucce e riprese noncurante le sue faccende domestiche. Il padre si diresse a grandi passi verso la figlia, fendendo in due la nuvola di vapore, la afferrò per un braccio e la strattonò: «Adesso basta Rose! Sono qui per salvarti la vita!»

«Ormai è troppo tardi, Franz, non ho più una vita da un pezzo» rispose Rose con tono neutro.

Tausendblumen la colpì con uno schiaffo. Rose si tagliò il labbro inferiore con i denti, asciugò il liquido vermiglio con il dorso della mano con ancora in pugno il manico della scopa, fissò il padre dritto negli occhi, digrignò i denti e lo colpì dritto nel mezzo della fronte. Franz fece un passo indietro ma non mollò la presa, tirò la giovane a sé, la privò, con difficoltà, della sua arma domestica e la trascinò fin sopra l'uscio.

Bianca stava in piedi al centro della stanza, tra l'Eternalboiler e l'ammasso di rame, osservando attonita la scena.

«Vedi quelle bestiacce là sù?» Franz indicò i quattro Generali della cenere che sorvolavano sopra la casa «Sono dei demoni, al servizio di un diavolo con cui sono sceso a patti,» Franz si passò la mano rinsecchita sulla fronte e sugli occhi «solo per poterti riavere, per avere una minima possibilità di riaverti, di poterti dimostrare il mio amore.»

«Dimostri il tuo “amore” schiaffeggiando la gente, di solito?»

«No, io volevo solo la tua attenzione, è frustrante essere ignorato dall'unica persona che conta veramente.»

«L'unica persona di cui ti è sempre importato sei tu stesso, vecchio pazzo egoista.»

Quelle parole, affilate lame, trafissero inesorabili il cuore di Franz, gli mancò il respiro, il cuore saltò un battito.

«Tuttavia adesso sono qui, per dimostrarti il bene che ti voglio, lo farò a ogni costo, pure della mia vita stessa, salverò la tua, che ti piaccia o meno. Devo proteggerti da quelle bestiacce.»

«Il tuo bene? Mi hai messo in pericolo di vita, demoni volano sopra le nostre teste, pronti a compiere chissà quale nefandezza e tu, ancora, hai il coraggio di dirmi che mi vuoi bene? L'unico modo che hai per dimostrarmi quanto tu ci tenga a me è quello di lasciarmi in pace e tornartene da dove sei venuto.»

Bianca zampettò lentamente fino a porsi tra i due trascinando a fatica la balla di rame, strattonò i fradici e sudici pantaloni di Tausendblumen e disse: «Signore, la giovane umana è troppo incollerita per capire, faccia quello per cui è venuto.»

Franz fissò il piccolo nano da giardino, si sentì compreso, non gli succedeva da molto tempo, il suo sguardo si addolcì per qualche secondo, attimi di commozione, tirò un sospiro misto tra sollievo e obbligazione e rispose: «Hai ragione, diamoci da fare. Avvolgila.»

Prima che Rose potesse interpretare quelle parole e capire cosa stesse per accaderle si ritrovò con entrambe le caviglie avvolte dal filo di rame; cercando di divincolarsi dal laborioso impegno di Bianca, Rose cadde a terra, ciò facilitò l'avviluppamento. Nel frattempo Franz aprì il palmo, la carne si sciolse iniziando a roteare su sé stessa, la velocità aumentava proporzionalmente alle grida dell'uomo, il dolore era descritto dalle smorfie stampatesi sul suo volto, velocemente prese forma sferica e colore nero: era la materia oscura. Finita la creazione dell'ingrediente principe della sua ricetta, Franz si accasciò in ginocchio, il sudore gocciolava sul manto polveroso.

«Signore, l'attrezzo del vapore è troppo pesante per me.» Disse Bianca, con tono quasi dispiaciuto, indicando l'Eternalboiler. Franz, accucciato ancora a terra, voltò il capo verso il suo strumento, abbassò le palpebre, in cerca della forza, alzò un ginocchio poggiando il braccio sano, mentre l'altro, ormai ridotto a solo scheletro con solo qualche piccolo brandello di pelle, restò appoggiato al suolo. Si alzò, gli manco per un attimo l'equilibrio, fece un paio di passi in diagonale rischiando di capitolare nuovamente a terra, si diresse verso l'aggeggio infernale ricevuto dal bottolaio e lo trascinò sotto la palla di materia oscura. Tausendblumen svestì per un attimo gli abiti di padre e indossò quelli più comodi e congeniali di meccanico-ingegnere, aggrovigliò Bianca attorno ai fianchi con del rame e con un filo la collegò a Rose, un capo finiva sul coperchio dell'Eternalboiler: l'energia generata dal vapore percorse il circuito, l'elettricità faceva tremare Rose, che perse i sensi, Bianca chiuse gli occhi e si abbandonò al suo dovere.

Un fascio di occulta forma si materializzò dal circuito verso la materia oscura, divoratrice di energie e linfa vitale, l'anima di Rose fluttuava nell'aria inerme mentre quella di Bianca era ben sveglia, il piccolo nano da giardino si guardò tra le mani diafane, riusciva a vedere oltre; Franz, con occhi passionali osservava concitato la scena. Bianca calò il capo in segno di intesa, lottò contro la forza gravitazionale della materia oscura che l'attirava a sé, spinse Rose dentro il piccolo corpo da nano e si fiondò nel suo nuovo corpo umano; Franz tagliò il cavo di rame collegato all'Eternalboiler, l'energia scomparve, la materia oscura quietò la fame e Bianca si alzò con le sembianze di Rose.

Franz si avvicinò all'involucro formato dal corpo della figlia e l'abbracciò: «Grazie» disse in lacrime «sei stata una serva molto gentile, premurosa e leale, grazie infinite.»

«Singore, non deve ringraziarmi. Il senso della mia vita, il mio destino, come lo chiamate voi umani, è quello di aiutare gli altri, voi eravate il mio Padrone, ero in dovere, in obbligo con voi, dovevo servirvi.»

«Ma stai sacrificando la vita per una causa non tua.»

«La morte è sollievo, raggiungerò i miei cari nel Grande Giardino, l'equivalente del vostro paradiso, dove mi aspettano immensi e rigogliosi prati verdi, dove non esiste la pioggia, la ruggine, il fango e tutto quello che ha reso la mia vita sporca, sarò pulita e pura, finalmente. Sono io a dover ringraziare voi, Signore.»

Bianca si divincolò dall'abbraccio di Franz, uscì dal casolare e con un fischio attirò l'attenzione dei Generali della cenere, i demoni caddero in picchiata su di essa ingozzandosi delle sue carni.

Tausendblumen con la balla di rame in spalla, l'Eternalboiler salda alla mano buona e sua figlia Rose tra il braccio scheletrico e il fianco disprezzò e maledisse quei demoni famelici e malvagi.

Caricò il suo carro a vapore, lo mise in moto e si diresse alla volta del borgo percorrendo la strada scassata nel senso di marcia opposto, con in mente una sola, chiara, fissa immagine: il volto di Jeremia DeepBottom Steampton.

Commenti

Ritratto di Pilgrimax

Bel flash, carico di tensione sin dalle prime righe. Più leggevo e più volevo sapere cosa sarebbe successo. Quindi, in questo senso, la prova ha più che funzionato. Per quanto riguarda inserire i soggetti in un contesto più ampio, io non sono riuscito a intuire in quale "direzione" li faresti andare. Magari, è voluto ;-)

Bella prova, Eliseo! A rileggerci!

Ritratto di Eliseo Palumbo

Considerando che la trattativa non era andata molto bene, ho rischiato di aggiungere troppi elementi che forse non ci azzeccavano nulla tra loro, e che il racconto, dopo quasi un mese di ragionamenti mentali, sono riuscito a scriverlo in un'ora il giorno della consegna, sono molto soddisfatto del risultato finale. Ovviamente sarebbe potuto venire molto meglio.

La direzione che intraprende Franz sarà quella di riconquistare l'amore della figlia, infatti non sappiamo come la prenderà quando, dopo essersi risvegliata, si ritroverà con le sembianze di un nano da giardino.

Staremo a vedere.

A presto :)

Ritratto di Gana Mala

Il racconto è interessante e la lettura scorre bene. Quel che mi è piaciuto particolarmente è che si percepiscono bene i sentimenti sia di Rose sia di Franz, e questo è un bene! Ti confesso che avrei gradito qualche dialogo in più proprio per rimarcare questi sentimenti che per il racconto sono fondamentali, e forse avrei aggiunto qualche dettaglio in più su Bianca che, per quanto personaggio secondario, svolge un ruolo importante nella storia.

Ritratto di Eliseo Palumbo

Per quanto riguarda i dialoghi, può darsi che tu abbia ragione però volevo essere il più breve ed essenziale possibile e non svelare troppo su una storia potenzialmente interessante e bella da sviluppare.

Il personaggio di Bianca, in teoria si, poteva essere sviluppato meglio sotto diversi aspetti, come per esempio avrei potuto scrivere su come si fosse accordata con Franz riguardo al piano di azione, forse, il problema è che, non avendo partecipato alla prima fase del gioco, quel personaggio lì non era mio e non sapevo come poterlo utilizzare meglio, provo a spiegarmi meglio: il mio intento era quello di prendere questo nano da giardino al banco e farlo recapitare a Rose, sperando che lo accettasse in funzione di una pace con il padre, purtroppo la trattativa non è stata facile come immaginavo, inoltre il mio personaggio aveva solo ricevuto una maledizione e siccome era la prima volta che partecipavo a un gioco con Jeremia, non avevo ben capito se avessi ottenuto o meno l'oggetto, in prospettiva della scrittura del racconto, e alla fine ha anche ottenuto Bianca, quindi si è complicato il tutto e mi ero messo da solo all'angolo, quindi i motivi grosso modo sono questi.

Ritratto di LaPiccolaVolante

L'idea non è per nulla male. Per come son fatto io sarei andato a cercare più... intoppi. tenendo conto che un soggetto potrebbe pure avere bisogno di "crescere", espandersi per diventare una storia lunga, non cercheri soluzioni ma problemi. I problemi, gli intoppi aprono molte più finestre narrative delle soluzioni. Questo è un finale, ma qui va bene anche così. Occhio, Jeremia è Jeremia, serbar rancore al botolaio non ha mai portato bene ai personaggi. È già successo. hihihi

Buonissima prova per me.

Sui dialoghi ti hanno già detto. Ma è dal prossimo passo che si tiranno le somme.

Bella partita.
 

Ritratto di Eliseo Palumbo

Inserendo più intoppi avrei corso il rischio di sforare con le battute, costretto a un taglia e cuci che avrebbe penalizzato il racconto, se mai ci sarà modo di far partecipare Franz a un altro gioco, lo farò con piacere e vedrò come poter utilizzare i vostri consigli 

Grazie sempre.