Il Contratto (di SemeNero)

Trasco controlla l'uscioscopio. Il corridoio è vuoto in entrambe le direzioni.

“Che ore sono?”

Gremio apre il meriglobo, in pochi istanti il gel si gonfia in una bolla molliccia.

“Dieci tocchi a sagittaria. Sicuro che il posto è questo?” Un click e il gel viene risucchiato.

L'altoparlante di Trasco gracchia nervoso. “Il posto è giusto! Piuttosto, non ti sarai fatto visto dai ratti dei ProDoCon?”

Pollice e mignolo di Gremio scattano in un gesto scurrile.

“Il contatto del meccanico non si affaccia se fiuta guai.”

“Di' un po' come hai sbucato il chiacchierone.”

“È uno sgamato, furtivo. Non lo sbuchi, lui ti abbocca.”

“Allora come ti sei fatto abboccare?” sbotta Gremio.

“Ho seminato bene. E ho dovuto spenderci dieci razioni, ci capiamo, sì?”

Gremio beve un sorso di Bezos dalla boccetta, il siero di nicotina gli macchia le labbra, bruno come melassa. La pelle giallastra e grinzosa del collo si tende e pochi secondi dopo il vapore esce denso dalle valvole di sfiato.

“Se il contatto è buono l'Arconte ti ci annega nelle razioni.”

Un'altra occhiata al meriglobo. Scocca sagittaria in punto.

“Cos'è?”

“Cosa?”

“Questo fischio” dice Trasco, ficcandosi il mignolo nell'orecchio. Il suo altoparlante gracchia, ma non è la sua voce a uscire.

“Buonasera signori.”

Trasco strabuzza gli occhi, Gremio lo fissa.

“Perdonate l'approccio insolito, certo capirete la mia precauzione.”

“Sei il contatto?” fa Gremio.

“Tecnicamente il contatto è il signor Trasco, sebbene in modo involontario. Io sono il meccanico. So che mi cercavate.”

Trasco gesticola, fa segno a Gremio di continuare.

“L'Arconte ha un'offerta per te.”

“Ah, certo. Come tutti. Come i Banijin, o la ProDoCon, e ogni minuscolo sindacato che crede di poter fare la rivoluzione. Perché dovrebbe interessarmi?”

“Col tuo aiuto le faide sono finite, basta caccia, basta taglia.”

“O magari io mi diverto a questo gioco. Forse ha sentito dire che dura da molto, molto tempo. Ma non per questo mi piace sprecarlo, sono una persona impegnata. Veniamo al sodo: cosa vuole da me l'Arconte?”

Gremio fa scorrere la lamiera anodizzata della finestra. I fumi di scarico delle fabbriche strisciano all'interno e una nebbia fitta e violacea si accascia sul pavimento della stanza. Sono abbastanza in alto da superare le luci della strada e guardare il cieli senza ostacoli. La luna splende chiara, benché offuscata dalla perenne cortina toroidale di polvere e detriti particellari. Il cratere che si estende dal Mare del Freddo al Mare delle Crisi è ben visibile. L'indice del Gremio punta là.

“Quel potere. Dallo all'Arconte e avrai quello che ho detto e anche di più.”

Mentre Gremio si dilunga in un discorso impegnato, preparato per l’occasione, Trasco sente parlare il meccanico, ma non dall'altoparlante: la voce è limpida e chiara nella sua testa.

“Signor Trasco, devo chiederle una cortesia. Le sto parlando in via confidenziale, non c'è bisogno che il signor Gremio ne sia a conoscenza, anzi, sarebbe controproducente.”

Gremio parla, verso Trasco ma rivolto al meccanico, e non dà segno di averlo sentito. Trasco lo osserva senza guardalo davvero. Fa un impercettibile, rapido segno di assenso.

“Eccellente. Voglia cortesemente portare la sua attenzione a destra, in alto. Uno sguardo fugace, mi raccomando.”

Trasco obbedisce.

Lui forse non è il più sveglio dei tirapiedi dell'Arconte, ma c'è una cosa per cui nessuno gli è superiore: la vista. E il dannato meccanico può scommettere le sue palle arrugginite che Trasco ha visto cosa c'era da vedere. Gli spìogrilli sono insettacci troppo curiosi, tanto molesti quanto discreti. Troppa gente potrebbe essere all'ascolto.

Un secondo cenno col capo. Gremio ha un'esitazione, ma il meccanico lo incalza dall’altoparlante e lui procede col discorso.

“Sapevo di poter contare su di lei, signor Trasco. La informo però che quello non è il solo sgradito ospite: una cryoblatta è nascosta appena sotto la poltrona. Non c'è bisogno che le dica cosa fare adesso, ma mi permetto di suggerirle di usare la graziosa sorpresa che nasconde nella mano. E per la blatta, eviti di schiacciarla col piede se pensa di usarlo ancora in futuro.”

“…siamo pronti a offrirle la riapertura del traffico intrasatellitare e percentuali vantaggiose sui commerci di componenti…”

Il meccanico interrompe bruscamente Gremio: “Il suo discorso mi annoia e le queste offerte sono ridicole. Non mi fido dell'Arconte più di quanto…”

Trasco scatta. Alza l'indice della mano destra verso lo spìogrillo. Un “pop” e la punta del dito esplode, un proiettile vola dritto sul bersaglio frantumandolo all'istante. Si volta di scatto e dà un calcio alla poltrona, che si ribalta. La blatta fugge a zig zag, altre due dita sputano proiettili ma senza centrare la preda. Spinge una sedia addosso alla blatta: uno sbuffo di idrogeno sprizza fuori dall'insetto e cristallizza all'istante la sedia, che si frantuma come cristallo. La cryoblatta prende il volo, disegna cerchi eccentrici sulle teste dei due compagni, poi mira a quella di Trasco.

BLAM!

Minuscoli pezzi di metallo si appiccicano al muro, la blatta scompare in una nuvola di condensa.

“Fuoco batte ghiaccio” dice Gremio soffiando sulla canna della plasmagun Nokia.

“Eccellente” gracchia il meccanico grazie a Trasco. “Mi scuso per lo spiacevole inconveniente, benché abbia movimentato la serata. Me ne assumo la responsabilità.”

“Che significa?”

“Piccole creazioni che tempo addietro mi furono commissionate dai Banijin. E che io ho arbitrariamente guidato fin qui.”

“Ci ha fatti scoprire!”

“Calma, signori, calma. Un piccolo delemita sacrificato per permettere al genio di intrappolare il carro. Ma forse voi non siete avvezzi al gioco del Bash.”

Trasco e Gremio si guardano: uno aggrotta le sopracciglia, l'altro fa spallucce.

“Ora i Banijin sanno del vostro tentativo di assoldarmi e mi hanno sentito rifiutare un'offerta che, in realtà, mi interessa molto. Si crederanno in posizione di vantaggio. Si fidi signor Gremio, peggio del non sapere è l'avere informazioni errate.”

“Bene! Allora adesso ci accordiamo un incontro per benino ben fatto!”

“Non ancora. Attenderete una mia comunicazione, quando sarò certo di non espormi. Ma comprendo che la mia riluttanza possa destare sospetti, ecco perché voglio regalarle un'informazione preziosa: c'è un infiltrato ProDoCon tra gli uomini dell'Arconte.”

“Cosa? Chi?”

“Spiacente, signor Gremio. Il suo tempo è agli sgoccioli. Ricordi quanto le ho appena detto e, soprattutto, stia tranquillo. Penserò io stesso a rimetterla in sesto.”

“Il mio tempo…?”

Il collo di Gremio si gonfia, gli sfiati fischiano all'impazzata e rapidi spasmi lo costringono all'immobilità. Gremio cade privo di sensi a faccia in giù.

“Melma della Madre!” sbotta Trasco, di nuovo padrone del proprio altoparlante. “Che piega ha preso? Oi, scasso, ingrana!”

“Di nuovo io e lei soli, signor Trasco.”

“Il mio associato, che gli frulla?”

“Niente di irreparabile. Il signor Gremio ha appena scoperto l'importanza di tenere sempre puliti i propri condotti e valvole di sfogo. Indispensabile se si dovesse accidentalmente assumere siero di nicotina sovraddensato, come è successo, in effetti.”

“Ma chi…?”

“Non adesso, signor Trasco. C'è poco tempo per agire se non desidera che il suo "associato" riporti danni permanenti.”

“Che si combina, allora?”

“Dalla mia posizione non mi è possibile intervenire, sarà lei a dover operare.”

“Ah… culo di ratto. Andiamo, che devo impastare?”

“Benissimo. Il signor Gremio è già in posizione ottimale. Scopra la parte inferiore del collo, giusto alla base dovrebbe trovare un lembo adesivo di pelle sintetica. Lo stacchi e sfili la copertura, la placca sulla nuca deve essere completamente esposta.”

Trasco esegue, non senza scandire il proprio disappunto con regolari improperi.

“Ecco, è questo?”

“Precisamente.”

“E ora?”

“Si sieda, prego. Al resto penso io.”

Trasco obbedisce.

“E la talpa? Chi è l'infame?”

“Considerando che ho promesso a Gremio di sistemare tutto e che nella tua tasca troveranno le fiale che lo hanno messo al tappeto, direi che la colpa ricadrà su di te.”

“Cosa?”

“Addio, e grazie per il passaggio.”

Una piccola deflagrazione controllata, la calotta cranica di Trasco si apre di scatto, ruotando sul cardine posteriore. La placca facciale viene espulsa in avanti, lasciando esposta la struttura dentaria. I bulbi cadono sul pavimento e i componenti bioelettronici slittano fuori dal complesso cranico, spinti dall’interno. L'ultima cosa a uscire da ciò che rimane della testa di Trasco è un aracnoide biomeccanico, che scende lungo il corpo inerme e si avvicina alla nuca di Gremio. Le zampette lavorano alacremente sulla placca, la aprono, scollegano componenti sacrificabili per crearsi uno spazio dove nascondersi. Un posto in prima fila nelle trattative con l'Arconte, appena Gremio tornerà in funzione.

Commenti

Ritratto di Eliseo Palumbo

Ciao SemeNero, un racconto fantastico, mi ha gasato molto, mi hanno incuriosito i tuoi personaggi steampunk e mi è piaciuto il colpo di scena finale, questo Meccanico la sa lunga e non me la da a bere. Complimenti veramente. Leggere il seguito sarebbe grandioso.

Il testo è scritto molto bene e si fa leggere che è una meraviglia

Ritratto di masmas

Hai creato un mondo proprio particolare, in cui hai incastrato una storia che vien voglia di continaure. D'altra parte, la fantasia non ti manca e generei come questo permettono di sfruttarla a pieno.

Proprio bello.

Ritratto di Ser P - Alessandro Pilloni

Che dire: applausi! I dialoghi sono spettacolari! L'ho visto, mentre leggevo. Sei sempre il migliore!

Ritratto di Seme Nero

Però siete troppo buoni.
Cioè, grazie, ma così mi monto la testa.

Ritratto di LaPiccolaVolante

Non hai raccontato niente. E a me piace. Niente che non sia un soggetto, una piccolo boccone che stimola una fame bestiale. Caratterizzazione aperta, trama senza tracce prevedibili. hai fatto fuori i primi personaggi "fake" e non mi rimane che sperare in un continuo per scoprire chi cazzo sono davvero i coinvoti diretti della storia.
Modi azzeccati.
A me è piaciuto! Sì!

Ritratto di DBones

Vabbè, sei il top. Non ho letto questo racconto, lo ho visto!

Ritratto di Borderline

Storia molto interessante. Ineccepibile dal punto di vista dei dialoghi, forse è troppo pregna di nuove tecnologie che ne smorzano un po' la forza e la "full immersion" del lettore. Comunque a parte questa piccola nota pignola, mi è piaciuto molto. Utilizzare animali antropomorfi o comunque dar loro caratteristiche umane potrebbe essere la tua via, devi solo trovare la tua "voce" in maniera un po' più istintiva e meno razionale.