Punti di Vista (di CabuaE)

“Guarda, vedi, osserva! Anche oggi è là, anche oggi sola.”

Gambo sbuffò. Non vedeva di buon occhio la vecchia Duma, men che meno da quando aveva iniziato a disegnare - chissà cosa e chissà perché – lungo tutto l’arco della giornata.

“Già, chissà per quanto ancora dovremmo sentirci continuamente osservati”, rispose Tipp, volteggiando armoniosamente attorno al suo amico.

“Non ne posso più. Non posso nemmeno più rovistare tra le insenature del giardino della famiglia Palomba senza che ci sia la sentinella pronta a riferire tutto. Come se, poi, il cibo cresciuto in natura non fosse di tutti”
“Bla bla bla. Smettila con le tue noiose tesi collettiviste. Quello è il loro giardino, e devi ringraziarli se ancora non te le hanno suonate per bene. Io ti avrei fatto assaggiare un po’ di aria aperta. Mi sorprenderebbe la fantasia che metteresti nel dimenarti”

Gambo lo urtò con forza e Tipp non ci mise troppo a tirare la carica per speronarlo a sua volta.

“Quanto sei prevedibile, Tipp. Alla violenza rispondi con la violenza, è così che t’hanno tirato su?”

Tipp diede un altro colpetto di fianco all’amico, per poi riflettere lungo i pochi attimi di silenzio che Gambo gli concesse. Progressivamente si mosse in maniera più lenta e, con voce flebile, vagamente rauca e lo sguardo preoccupato, chiese qualcosa che da tempo voleva chiedere a Gambo.
“Credi che sia come dicono tutti?”

“Cosa dicono tutti?”

“Lo sai, cosa dicono tutti.”
“No, non sto particolarmente attento a cosa tu credi che dicano tutti”, rispose Gambo, mentre con un sorriso malcelato tentava di nascondere la propria soddisfazione per delle risposte che – almeno a lui – parevano taglienti e brillanti. Tipp mal sopportava questo gioco intellettuale che Gambo portava avanti; tuttavia, dopo tutti gli anni passati al suo fianco, aveva imparato ad ignorarlo: fatica sprecata andargli dietro.

“Gira voce che Duma non vada in superficie solo alla ricerca di ispirazione. Il signor Lilo mi ha detto che siamo in pericolo”.

Gambo non sembrava essere particolarmente attratto dalle dicerie presentategli, tuttavia svogliatamente tentò di mostrare un po’ di curiosità. Si gonfiò, strabuzzò gli occhi, ingrossò la voce e si avvicinò bruscamente e molestamente a Tipp, mimando estrema preoccupazione.

“Ooooh, mio dio! Mio dio! Una vecchia rimbecillita sta tramando qualcosa! Cosa mai uscirà dalla sua malefica mente?”, fece qualche piroetta girandosi intorno, per poi recitare svenevole un sonoro “Mio dio, mio dio, che ne sarà di noi?”

“Hai finito?”. Tipp scosse la testa.
“Ama guardare tutti dall’alto verso il basso, ecco tutto”
“Ti dico di no. Disegna mappe. Disegna con accuratezza Rasofondo e dintorni; pare ci siano delle croci rosse a segnare alcuni punti. Inoltre una lista di nomi, probabilmente miei, tuoi, nostri amici che vuole eliminare.”
“Eliminare?”, sorrise Gambo.

“Eliminare. Sbarazzarsi definitivamente. Mandare nell’aldilà. Restituire al creatore.”

“Uccidere mi pare sia esaustivo”
“Sì, uccidere”, disse in tono allarmato Tipp. “Ti pare una cosa su cui scherzare!?”

“C’è chi ha vissuto di rendita dopo aver tolto delle vite: potrebbe essere una mossa intelligente. O magari ciò che sedicenti guardoni hanno visto è solo la lista delle persone che ama e, rendendosi conto di essere ormai prossima a stare pancia in su, sta stilando il testamento. O è la lista delle persone che vuol far andare prima di sé in sala d’attesa nell’aldilà, ad aspettarla. Possibile ci sia la promozione “porta 5 amici e tu entri gratis!”, di questi tempi non se la passano bene nemmeno nel Regno dei Cieli”
“Dando per scontato che un Regno ci sia ancora. Io spero siano finalmente riusciti a dar vita ad un sistema politico moderno. Bè, vista da questa prospettiva è comunque meno preoccupante”
“Dovresti stare a sentirmi più spesso”
“Lo farò. Ora stammi a sentire tu: c’è qualcosa di grosso, dietro. Tutti a Rasofondo pensano ci voglia vendere al mondo in superficie. Pensaci. Una donna asociale, con nulla da perdere, al soldo di bifolchi che le promettono una quieta e comoda vecchiaia in cambio di mappe accurate, punti strategici segnati con delle vistose X, liste di nomi e chissà cos’altro. Non si tratta solo di disegnare una mappa, ma di rendere disponibili informazioni a chi non dovrebbe averle.”

 

Il cielo, sgombro di nubi, concedeva al sole di esprimersi nella sua innata capacità d’illuminare le superfici e le profondità, restituendo vivacità ai colori e impregnando di vita anche gli oggetti più inanimati. Anche quel giorno, come tanti altri, Duma sottrasse un piccolo spazio al mondo e diverso tempo all’avvenire. Sarebbe stata una mattinata tranquilla, in attesa del pomeriggio, e non c’erano tante correnti a disturbare la posa del colore sulle sue mappe.
“Proprio ciò che ci voleva…”, canticchiò rilassata Duma, posizionando tutto l’occorrente davanti a sé.

Avvolta dalla sua abituale e piacevole solitudine iniziò poi, come di rito, a osservare l’immenso paesaggio sottostante. I rilievi rocciosi si dispiegavano in lungo e in largo, svanendo pian piano verso l’orizzonte. Le variegate insenature rendevano possibile ripararsi e nascondersi dai predatori più grossi e fu probabilmente per questo che i fondatori del villaggio, secoli addietro, scelsero di stabilirsi a Rasofondo: qualunque altro luogo, pianeggiante o collinare, non avrebbe potuto offrire più sicurezza di quelle singolari catene montuose, in cambio di un quasi totale anonimato e una noia che – superata l’adolescenza – avvinghiava e stritolava le giornate di chiunque non fosse capace di percepire e vivere in modo originale il mondo attorno a sé. Tra i vari piccoli canyon era semplice osservare gruppi di baldi giovani volteggiare e strepitare, adulti disillusi rimproverarli, solitari passeggiare disinteressati in mezzo alle due fazioni generazionali; scapole e scapoli modificare sornioni le loro abitudini, levigando da un giorno all’altro i propri orari e movimenti per renderli il più affini possibile a quelli della propria musa. Nondimeno la flora si rendeva anch’essa protagonista, avvolgendo ogni porzione di roccia e rendendo così Rasofondo più simile a un bosco disabitato che non a un villaggio. Duma non passava giorno senza ammirare i ritmi cadenzati del villaggio e della comunità, così assopita nelle sue abitudini da ignorare la possibilità che potesse esistere qualcun altro, al di fuori delle proprie mura, che non fosse un nemico pronto a minarne la stabilità.
L’esplorazione visiva di Duma, quasi contemplativa nel suo flusso di coscienza, decadde non appena concretizzò la presenza di due figure impegnate ad emergere dal centro del villaggio verso sé, a modesta velocità. Ogni secondo sempre più vicine, le due figure presto si rivelarono nelle loro fattezze. Si fermarono a pochi metri da Duma, osservandola con occhi gonfi di curiosità e timoroso rispetto.

“Salve”, gridò con intensità eccessiva uno dei due.

“Salve”, gli fece eco l’altro.
Duma li guardò dritti negli occhi per un istante; rinchiuse poi lo sguardo tra i quattro margini della mappa, fingendo di osservarla attentamente.

“Piacere signora io sono Tipp e lui è Gambo e siamo saliti fin qui perché nel villaggio si dicono alcune cose e vorremmo capire se c’è veramente da preoccuparsi e quindi siamo saliti fino a quassù perché sa non è divertente vedere qualcuno cioè sia chiaro intendo uno qualsiasi non proprio lei che se ne sta sempre per le sue quassù come se avesse qualcosa da nasc”
“Basta!”

Gambo guardò negli occhi Tipp e Tipp fece lo stesso; fecero simultaneamente dietrofront sbattendo la testa l’uno sull’altro e velocemente sgusciarono via verso il villaggio.
 

“Lilo, Lilo!”, gridò Tipp appena entrato nella locanda.

“Tipp! Novità sulla vecchia carogna?”. Lilo aveva una voce roca e intensa: nelle sue giornate storte, non era difficile veder fuggire via dalla sua locanda anche alcuni dei clienti più affezionati.

“Ci ha cacciati! Capisci? Non appena ha capito che le sarebbe arrivata qualche domanda scomoda, ci ha cacciati!”, disse Gambo con fare incredulo, sovrapponendosi all’amico.
“Quindi è come pensavo! Decrepita carogna! Ma la pagherà!”. Lasciò cadere il Liquore d’Alga Spirulina sul banco e declamò a gran voce, “Urgono volontari che impediscano a Duma di svendere agli esseri sovra-superficie il nostro angolo di paradiso!”
“Domani pomeriggio, quando si sarà già stabilita lassù e crederà di avere una giornata come tutte le altre, la coglieremo di sorpresa e la cacceremo!”, gridò qualcuno.

“Sì!”, risposero a gran voce i presenti.

La locanda fu invasa da cori di battaglia e solenni auguri di vittoria. Ognuno aveva la sensazione di star diventando importante per lo scorrere storico, di star per compiere un atto eroico contro un famigerato nemico cui Duma era solamente l’espressione più vicina e immediata; allo stesso tempo essa assumeva le sembianze della più grande traditrice che Rasofondo avesse mai conosciuto.

Tipp uscì e chiuse la porta dietro di sé, preoccupato dall’esplosione di tale energia colma d’odio e violenza. Gambo non badò a Tipp e, gonfio d’ardore e totalmente catturato dai suoi più profondi istinti, si crogiolava insieme a tutti gli altri nell’improvvisa certezza di potersi garantire un posto d’onore nei libri di storia del villaggio.

 

Prese con sé ciò che gli occorreva e si avviò verso un nuovo invitante posto in superficie.

“Duma!”
Duma si voltò di scatto, Tipp sobbalzò.

“Ancora tu?”
“La gente del villaggio ha scoperto tutto”.
“Tutto?”. Duma sorrise, poi continuò il suo cammino lasciandosi Tipp alle spalle.

“Tutto. Non la passerai liscia”, fece il ragazzo seguendola.

“Ti auguro di poterti vantare, quando avrai la mia età, di aver visitato almeno un decimo dei luoghi che ho visitato e vissuto, e almeno un quarto delle fantastiche anime che ho conosciuto viaggiando. Posti bellissimi, tanto quanto o più di Rasofondo. Ora tutto questo mi è stato negato dalla vecchiaia, come vedi, e viaggiare con la mente è tutto ciò che mi rimane. Sta qui il mio reato?”.

Tipp rimase di sasso. Qualunque parola avrebbe potuto pronunciare, rimase incastrata tra i suoi confusi pensieri.

“A che serve un’anima giovane, se imprigionata in un corpo decrepito?”, disse malinconicamente Duma. “Ora, per piacere, lasciami tornare al mio lavoro”. Avanzò ancora e si allontanò. Tipp, fermo dietro di lei, cercava di mettere ordine ai suoi pensieri. Possibile si fosse fatto trascinare così tanto da Lilo, da credergli acriticamente? Tutto il villaggio, anche a causa sua, pendeva dalla bocca del vispo locandiere.

“La prego, è in pericolo”, urlò verso Duma mentre le correva dietro tentando di recuperare i metri persi.

“Mah, ormai una fine vale l’altra”.

Tipp si affiancò nuovamente a Duma, insieme arrivarono alla postazione scelta dalla donna.
“Ma se non ha niente da nascondere, come mai ieri è stata così scortese con me e il mio amico?”
“Mi stavate disturbando”.

“Esattamente come ora, immagino”, sorrise Tipp.

“Esattamente come ora”, confermò ironicamente Duma.

“Non vuol sapere cosa pensano?”
“Se vuoi dirmelo, ascolto. Sarebbe curioso sapere che anche loro hanno di che pensare”.

I due sorrisero e si guardarono reciprocamente.
“Qual è il tuo nome?”

“Tipp”

“Sai, da anni non parlavo con qualcuno di nuovo. Mi stai simpatico, Tipp, e ti ringrazio”.

Tipp malcelò un sorriso, muovendo ansiosamente gli occhi tutt’intorno a sé senza guardare nulla di preciso, pur di evitare lo sguardo di Duma.

“Pensano che lei”

“Tu”, lo corresse.

“Pensano che tu, cioè, che ciò che lei disegna sia una mappa accurata del villaggio, con tanto di nomi scomodi, che deve vendere per chissà cosa agli esseri di superficie”.

“La mia mappa serve solo a regalare - e chissà perché lo faccio - la consapevolezza del proprio spazio a chi lo vive. Banalmente”.

“Non c’è alcun pericolo...”, sussurrò a se stesso Tipp.

Duma lo scrutò, poi riprese a parlare.

“Ti garantisco che sono tutto fuorché pericolosa. Ho passato l’interezza della mia vita a disegnare mappe di posti che non ho più visto. Ho documentato ogni insenatura di fondali che oggi ho persino dimenticato. Sempre attratta dall’ignoto e dalla meraviglia della scoperta, della novità… solo da poco mi sono resa conto di non aver mai dedicato un briciolo di attenzione al luogo in cui vivo, dando per scontato i suoi spazi, le sue forme, la sua storia. Non che ora sia pentita delle mie scoperte e del trascorso della mia vita. Semplicemente credo di essermi accorta troppo tardi di avere ancora un angolo di mondo da conoscere, e che questo sia proprio il luogo in cui sono cresciuta. Ma forse è implicito nella vecchiaia: quando si deve fare il conto con il proprio vissuto, si tende a rivalutare tante cose e a pensarci lucidamente. E ora, semplicemente, voglio conoscere e far conoscere questo posto diffidente, antipatico… tuttavia da scoprire”.

“Non avrei mai pensato...”
“Oh, Tipp. Il mondo è così chiassoso, così superficiale, così istintivo. Non perde occasione di riproporre, ogni volta in nuove vesti, il suo meschino tentativo di rinnovare la sua decantata morale, le sue leggi, il suo potere. In un piccolo villaggio come questo, tutto ciò che vuole la gente è sentirsi al sicuro. Eppure da quassù tutte queste noiose e insopportabili dinamiche sembrano collassare o svanire. Ogni qualvolta ci si distacca dalla propria realtà e la si osserva dal di fuori, emerge che tutto ciò in cui si crede, per cui si vive e si lotta altro non è che un piccolo agglomerato di vite, tutte così diverse eppure tutte così simili tra loro. Rasofondo è proprio il villaggio che un viaggiatore poco attento idealizzerebbe e porterebbe per tutta la vita dentro sé. Eppure a guardarlo da quassù sento di poter meravigliarmene proprio come se fossi quel viaggiatore”

Tipp venne completamente catturato da quelle parole, sembrava fosse la sua coscienza a parlare e non una donna che – fino a poche ore prima – considerava il pericolo assoluto del villaggio. Da lassù anche per lui, sempre così immerso nelle faccende quotidiane, tutto assumeva una dimensione più vivibile. Poi, lietamente, chiese:
“C’è un posto che ancora non hai visitato?”
Duma fece di sì con un impercettibile cenno; Tipp lo colse.

“Quale?”

“Ciò che c’è oltre la superficie”

“Ma nessuno di noi può farlo, morirebbe dopo poco e soffrirebbe”

“Oh, sì? Non l’avrei mai detto”, sorrise.

Echi lontani risuonarono fino a Duma e Tipp. Grida, canti, risate.
“Oh no, no no! Stanno arrivando, nasconditi Duma!”

Tipp corse come mai prima aveva fatto verso la ressa che, a ritmo di canti, si muoveva un po’ alla volta verso la superficie, verso Duma.
“Tipp!”, gridò Gambo.

“Ehi! Ehi! Fermatevi! Duma non ha fatto nessun patto con nessuno!”
Tipp sbraitava e si dimenava con lo scopo di attirare l’attenzione, ma continuò a venir ignorato. Gambo lo tirò dentro la calca e gli disse:
“Si può sapere che ti salta in mente?”
“Ci ho parlato tutta la mattina! Duma è buona, non è vero nulla di tutto ciò che Lilo ci ha detto!”
“Non mi interessa, Tipp! Finalmente succede qualcosa da queste parti e io non mi tirerò indietro”

“Li devo fermare”
“Non credo ci riuscirai, senti come cantano, come cantiamo”, Gambo rise di gusto e si unì nuovamente al giubilo.

 

 

 

Il corpo di spedizione era arrivato. Eppure, Duma non c’era. Un attimo prima era là, a pelo d’acqua, e ora non c’era più. Sparita, volatilizzata.

Una carena si avvicinava a grande velocità verso la folla. L’acqua si turbò. Il giubilo e l’energia vitale che poco prima infestavano gli spiriti dei presenti, assunsero rapidamente le sembianze del panico e della paura; la vivacità divenne pura adrenalina. Dalla superficie discese minacciosa una rete da pesca.
In poco tempo i presenti si ritrovarono oltre la superficie. Si ritrovarono nel mondo di sopra.
Tipp, in cima al cumulo di corpi catturati, si rotolava, si dimenava e imprecava. Per un attimo tornò in sé, e riuscì a guardare in cielo. Notò Duma nella morsa di crudeli zampe volanti.
Da quella privilegiata prospettiva il mare non sembrava aver più né angoli né anfratti, né fauna né flora: era una sola, infinita e impenetrabile, distesa d’azzurro.

Commenti

Ritratto di DBones

Un mondo apparentemente noioso, quello sotto la superficie, reso vivo e pulsante attraverso un uso attento del lessico. Bel gioco!

Ritratto di Pilgrimax

Ehm, non mi convince. L’ambientazione marina c’è ed è resa molto bene, a tratti persino poetica. Ma i personaggi sfuggono, sono appena tratteggiati. Nonostante tutte le battute spese nei dialoghi, questo secondo me succede perché li hai fatti cedere a divagazioni (per es., il pezzo sull’aldilà, o lo spiegoncino di Duma prima che Tipp tentasse di persuadere gli altri sulla bontà della vecchia, e in generale tutti quei pezzetti sparsi con cui hai tentato di aggiungere un pizzico di ironia). Alla fine rimane una bella ambientazione, ma poco sfruttata dai personaggi, secondo me. Forse lo hai scritto d’istinto perché si avverte che il divagare dei personaggi, il loro farsi trascinare dalla corrente ti sia sfuggito un po’ di mano e ti abbia fatto perdere il punto del racconto.

Ritratto di LaPiccolaVolante

Racconti bene. Vero. Ma hai pesato troppa farina romantica e poca caratterizzazione Etologica e fisica. C'è un grosso dispendio di energie per rendere "bello" il racconto e poca attenzione al gioco.
Ora, hai una confidenza evidente con la scrittura, ma devi bilanciarla, gestire gli igredienti, timbro, stile, riflessione e eventi.
A settembre vorrei che ritentassi. sisi.
 

Ritratto di Borderline

Ci ho messo un po' a capire fossero pesci, inizialmente pensavo più ai conigli, sicuramente ingannata dal Tipp che mi ricordava l'amichetto di Bambi. Non credo i personaggi siano così vacui, come hanno scritto in altri commenti, anzi: si capisce che i due amici sono due pesciolini abbastanza giovani, spaventati e al tempo stesso affascinati dalla vecchia Duma. Sono archetipi, certo, i giovani e la vecchia, ma qui funzionano bene. Per lo stile di scrittura, lo trovo scorrevole ma troppo ricco di aggettivi. Leggendolo ad alta voce, noti quanti aggettivi in -mente potrebbero andare via, dando più freschezza alla storia? Altro piccolo appunto, usare la parola "donna" per rivolgersi a Duma, ci sono tanti altri pronomi da utilizzare per non cadere nella trappola dell'antropocentrismo, soprattutto quando si sceglie di scrivere un fantasy con animali :). SPero di ritrovarti nei giochi di settembre :)