Il mostro (di Rev)

Giorno 1

Oggi mi è successa una cosa. Una cosa tremenda. Ed ora è tutto chiaro. Tutto.

Ho udito un frastuono, un frastuono tremendo, continuo, che sembrava non finire mai. Non ho capito da dove provenisse, ho pensato solo a scappare, a nascondermi, e lì ho avuto una visione, un’illuminazione. Ho capito che tutto questo è una menzogna, una bugia. Non potevo scappare, da nessuna parte, ero in trappola. Ho avuto un flash, un rapido fotogramma ha attraversato la mia mente, i miei genitori, i miei fratelli, non sono le persone con cui vivo. L’avevo dimenticato, ma ora ricordo. Ora ricordo.

 

Giorno 2

Ho paura. Qui mi trattano bene, ma più passano le ore più mi rendo conto che è tutta una farsa, forse vogliono ottenere qualcosa da me, forse tra i miei ricordi più profondi c’è qualcosa che loro vogliono. Magari sperano, conquistandosi la mia fiducia, di riuscire a tirarlo fuori, o di estirparlo. Cos’altro non ricordo più? Quali frammenti della mia mente sono ancora oscuri, sepolti sotto uno strato di fuliggine? E, soprattutto, cosa mi accadrà se non gli darò quello che vogliono? Forse la stessa sorte che è toccata alla mia famiglia?

 

Giorno 7

Sembra che ancora non sospettino il fatto che li ho scoperti, che io so. Ho approfittato della libertà di movimento che ancora mi resta per esplorare questa fortezza in cui mi tengono prigioniero; continuerò ad esplorarne ogni anfratto finché me lo lasceranno fare. Devo trovare ogni nascondiglio, ogni rifugio.

 

Giorno 9

Oggi ho avuto un dubbio. Ho iniziato a pensare che forse mi stavo inventando tutto. Non devo ripiombare nell’oblio, devo restare vigile, attento. Lascio queste righe per questo, perché se dovessi di nuovo dubitare potrò rileggerle. Perchè se dovessi soccombere nella mia missione, qualcun altro magari le leggerà e riuscirà a sottrarsi al fato che l’aspetta e, magari, tornerà per vendicarmi. Ho paura.

 

Giorno 10

Di nuovo quel rumore infernale! Deve essere andato avanti ore. Ero terrorizzato, ma non ho gridato, non ho pianto. Ho resistito senza fiatare, nascosto dove nessuno mi poteva trovare. Ho avuto altre visioni. Questa volta sembravano così reali… ho iniziato a succhiare la punta della mia coda e la cosa mi ha fatto stare un po’ meglio.

 

Giorno 21

Da un po’ di tempo non scrivo. Sono stato molto occupato. La fortezza è piuttosto grande, si snoda su tre piani, di cui uno seminterrato. I miei carcerieri, anche se loro vorrebbero che li chiamassi “famiglia”, sono sempre almeno in 2. La sera di solito sono 4, alle volte di più. Credo che dipenda dal fatto che sanno che i miei sensi con il buio sono più sensibili dei loro, sono furbi, alzano la guardia. Spesso mi accoccolo vicino a loro, fingo di dormire, così posso ascoltare quello che dicono. Parlano di cose futili, senza senso (deve essere un linguaggio in codice!) e si rivolgono a me come se fossi un neonato. Non lo sopporto. Ora la paura sta diventando rabbia e fatico a trattenerla. L’altro ieri ho distrutto un angolo del divano. Credono sia stato Rufus. Stupido essere. Chissà, magari anche lui è un prigioniero. O un secondino. Inutile dire che non mi fido per nulla di lui.

 

Giorno 25

Oggi mi hanno permesso di uscire dalla fortezza. Sono stato nel cortile, per un paio d’ore. L’aria fresca mi ha schiarito le idee, per un attimo ho quasi pensato di scappare. Ma così sarebbe troppo facile, sono furbi, non devo sottovalutarli. Forse aspettano solo che io faccia un errore, che scopra le mie carte. Se loro sapessero inizierebbero a temermi e allora non avrebbero più scrupoli con me. Devo stare attento. Ho segnato alcuni punti strategici, la cosa funziona, visto che riesco a ritrovarli il giorno dopo. Ho identificato alcuni punti che mi permettono di vedere in lontananza, potrebbero rivelarsi utili per pianificare una fuga.

 

Giorno 27

Continua l’esplorazione del giardino. Come pensavo il perimetro è sorvegliato. Ad ovest ho visto un grosso mastino legato ad una catena. Ogni volta che mi vede inizia ad abbaiare come un ossesso, sono sicuro che se solo osassi avvicinarmi al suo territorio quelle catene si romperebbero come nulla fosse e io finirei dritto dritto stritolato tra le sue fauci. Non va bene.

 

Giorno 37

La mia tecnica segreta per segnalare luoghi di interesse si sta rivelando preziosissima, penso inizierò ad utilizzarla anche dentro la fortezza.

 

Giorno 38

Ai carcerieri non è piaciuto il mio metodo. Evidentemente possono percepire anche loro i miei segnali. Il più grosso di loro si è arrabbiato molto e mi ha minacciato di prendere provvedimenti.

 

Giorno 46

Oggi mi è successo qualcosa di brutto, anche se ancora non capisco esattamente cosa. Mi sento come se una parte di me non ci fosse più. Mi sento come se non fossi più lo stesso… Tutto è iniziato stamattina, mi hanno dato del cibo, come sempre. Mentre stavo mangiando, uno di loro mi ha preso di forza e mi ha chiuso in una gabbia. Mi hanno tenuto rinchiuso per un po’, non saprei quantificare. Quando hanno aperto la porta mi trovavo in un luogo che non avevo mai visto: un signore di mezza età con un camice bianco mi si è avvicinato con aria affabile e una voce molto rassicurante. Ho sentito una puntura, poi il buio. Mi sono svegliato che era già buio, ora indosso uno strano collare di plastica e mi gira la testa. Probabilmente sono vittima di qualche strano esperimento, stanno rompendo gli indugi, stanno facendo la loro mossa.

 

Giorno 52

Ci ho messo qualche giorno a riprendermi, mi hanno fatto un piccolo taglio, ma ora sta guarendo. Mi hanno anche tolto quel ridicolo collare. Tutto sembra tornare alla normalità, ma mi sento sempre come se mi mancasse qualcosa. Qualcosa di importante.

 

Giorno 55

Loro sanno. Ora lo so per certo. Stavo esplorando il seminterrato quando mi sono accorto che un piccolo roditore mi stava spiando. Era nascosto in un minuscolo foro nel muro. Tremava come una foglia, poverino. Non è riuscito a dire nulla, ma io so che mi stava osservando, e chissà da quanto. Gli ho tagliato la gola e ho portato il suo cadavere davanti alla porta di ingresso della fortezza, lì lo vedranno di sicuro.

 

Giorno 55 bis

Il mio avvertimento ha sortito l’effetto sperato. Si sono arrabbiati molto. Così imparano a mandare dei dilettanti.

 

Giorno 60

Sono ovunque, il cortile è pieno di spie. Sono salito su una grossa quercia e ho visto un nido di passeri, alcune rondini sono appostate sotto la tettoia in cortile e alcune talpe sorvegliano il sottosuolo. Non posso ucciderli tutti. Finché la situazione è questa saranno sempre un passo avanti.

 

Giorno 62

Ho catturato un passerotto. L’ho torturato per quasi un’ora ma non ha voluto parlare, ha pure osato darmi del pazzo paranoico. Ho sparso le sue piume per tutto il cortile, così che tutti sappiano che non devono provare a fottermi. NON DEVONO PROVARE A FOTTERMI!

 

Giorno 63

Ora so per certo che non posso fidarmi di Rufus. Stamattina ero appostato per sorprendere un piccolo gruppo di passerotti, ma lo stupido (lo sarà davvero? a volte è talmente tanto stupido da farmi dubitare della sua stessa stupidità) si è buttato in mezzo abbaiando e scodinzolando come un forsennato. Inutile dire che sono scappati tutti. Appena in tempo. Ottimo tempismo, Rufus. Ottimo tempismo.

 

Giorno 65

Oggi li ho sentiti parlare in camera da letto. Sembrava stessero litigando. Mi sono nascosto nell’armadio, ero convinto che non mi avessero visto, ma a quanto pare mi sono sbagliato. Ad un tratto si sono interrotti e uno di loro ha chiuso la porta. Sono rimasto prigioniero per quasi tutto il giorno. Ho provato a resistere, ma dopo qualche ora la fame e la sete sono diventati insopportabili e ho iniziato a piangere. Mi hanno lasciato gridare per un po’ e alla fine uno di loro è venuto ad aprirmi. Devo essere più cauto. Si è trattato sicuramente di un avvertimento.

 

Giorno 69

Non abbassano la guardia, anzi. Hanno assoldato una nuova spia. Così possono tenermi d’occhio anche nell fortezza. Se ne sta lì, dentro una stupida boccia di vetro sul tavolo in cucina e passa il tempo a fissarmi. Deve avere delle capacità straordinari, può fluttuare nell’aria e da lontano sembra piuttosto piccolo, ma se mi avvicino diventa gigantesco, forse può addirittura leggermi nel pensiero. Devo liberarmi di lui, e mi servirà un ottimo piano per riuscirci.

 

Giorno 72

Il mio piano per liberarmi della spia rossa è quasi pronto. Da sopra la credenza ho visto che la sua boccia di vetro ha un bel buco sopra. Posso usarlo per raggiungerlo e tirarlo fuori da li. Devo innanzitutto raggiungere il tavolo, è piuttosto alto, ma posso arrivarci arrampicandomi di nuovo sulla credenza e saltando sul lampadario. Domani all’alba è mio.

 

Giorno 73

Qualcosa è andato storto. Era tutta una trappola, la boccia era piena d’acqua! Ammetto di aver perso il controllo, non me l’aspettavo. Nel panico l’ho ribaltata, è rotolata fino al bordo del tavolo… e oltre. Si è spaccata in mille pezzi sul pavimento, con un rumore fortissimo, e il piccolo bastardo rosso è sgusciato fuori. L’hanno salvato appena in tempo, ma temo che la mia copertura sia definitivamente saltata, devo agire in maniera più decisa.

 

Giorno 75

Ho finalmente capito il loro piano. Per loro sono cibo. Nient’altro che cibo. Mi sono reso conto dopo l’incidente della boccia che sono più grasso e pesante rispetto a prima e nonostante il disastro dell’altro giorno continuano a darmi quantità impressionanti di cibo. Mi vogliono grasso e… succoso.

 

Giorno 76

Il frastuono tremendo si ripete ad intervalli abbastanza regolari, a volte 5 giorni, altre volte una settimana, dura qualche minuto, poi scompare. Devo trovare il coraggio di uscire dal mio nascondiglio e vedere di chi si tratta. Secondo i miei calcoli domani o al massimo dopodomani dovrebbe tornare.

 

Giorno 77

Ho atteso paziente e la bestia è tornata. Ho fatto uno sforzo incredibile per resistere ma sono riuscito a vederla! Ha una lunga proboscide grigia, il corpo cilindrico, forse di metallo. Non ha gambe, né braccia. Sono fuggito dopo pochi secondi, era insopportabile. Insopportabile.

 

Giorno 95

Ho passato alcuni giorni a studiare le abitudini dei carcerieri. Spesso scendono le scale per la cantina con la luce spenta. È la mia occasione. Ho fatto alcune prove, passando tra le loro gambe sulle scale posso farli cadere. Poco fa ho fatto cadere un bicchiere dal tavolo, così, senza motivo, per fargli capire che non scherzo.

 

 

Commenti

Ritratto di DBones

Un soggetto interessante che si presta a sviluppi futuri. Nel limite di questo gioco, ho trovato il racconto troppo schematico; gli avvenimenti si susseguono veloci e il pathos ne risente.

Ritratto di Rev

Grazie per averlo letto e grazie per aver condivisio la tua opinione

Ritratto di Pilgrimax

Okay, un buon esercizio per dire: "ora vi scrivo un racconto dal punto di vista di un gatto". Per carità, non c'è niente di male in questo e narri la quotidianità del felino rispettando a pieno il paletto del gioco. Peccato che questa quotidianità, per lo più, il gatto la subisca. È un attore piuttosto passivo e la narrazione è un susseguirsi di eventi plausibili ma poco entusiasmanti/interessanti. Forse, oltre a rispettare il paletto del gioco, si sarebbe potuto provare a osare un po' di più, insistendo su una possibile avventura per il felino in questione che non sia semplicemente quella di comprendere il suo habitat e la relativa fauna.

Ti segnalo pochi insignificanti refusi:

– Deve essere andato avanti ore -> Deve essere andato avanti per ore

– nell fortezza -> nella fortezza

– capacità straordinari -> capacità straordinarie

Ritratto di Rev

Grazie per aver letto e commentato il racconto, era esattamente la mia intenzione narrare niente più che la "noiosa" quotidianità del felino, capovolgendo il punto di vista e rendendo il felino un pazzo paranoico passivo aggressivo, piuttosto che una morbida palla di pelo che pensa solo a mangiare e dormire. A memoria non ricordo di gatti che hanno vissuto avventure entusiasmanti o imrese eroiche, per ciò non ho mai cercato questo aspetto nel racconto. Ci sta anche che tu possa averlo trovato poco interessante, magari la prossima volta avrò voglia di scrivere qualcosa di più epico e andrà meglio :)

Ritratto di Pilgrimax

A memoria ce ne sono di avventure entusiasmanti vissute da gatti, cani e altri animali... basta conoscere qualche fiaba o qualche cartone per (non solo) bambini. Ma non scomodiamo la roba da bimbi (sono ironico), e prendiamo “Roog”, racconto di un certo Philip K. Dick; okay non si tratta di un gatto, si tratta di un cane (non è poi determinante), ma ti assicuro che, considerando pure quando l’ha pubblicato (1953), aveva molto da dire e da entusiasmare. ;-)

Ritratto di LaPiccolaVolante

Oh, io lo ho trovato divertente.
basta poco per svelare l'identità dell'animale, ma risolto il primo arcano, rimane una sorridente lettura. Sì, concordo con Dbones e non apprezzo la scelta "diaristica". Meglio lasciar andare le cose, raccontarle. Il datario è un artefatto che non apprezzo nella narrativa.
Comunque c'è, gioco, animale, regole... preparati per settembre. :)
 

Ritratto di Ser P - Alessandro Pilloni

Io ti dico che mi ha conquistato. Mi aspettavo un bel finale in crescendo, ma l'hai condotta così bene che non mi è mancato poi tanto. Unico appunto: il protagonista è un cucciolo che non sa nulla del mondo che lo circonda, né nomi né funzioni. A volte però te ne sei dimenticato. Ma è un dettaglio. Bravo (o brava?)

Ritratto di Borderline

La narrazione del gatto che pensa di essere un prigioniero degli umani, è vero, non è nuova. Ma nonostante questo ho trovato il racconto davvero ben scritto e divertente. C'è anche della suspance, esercizio non semplice. Certo, in alcuni punti, con tutti gli uccellini, le regole non sono state rispettate a pieno, ma ti sei ripreso nell'ultima parte con l'aspirapolvere, che chiude molto degnamente il tutto. Pilgrimax dice che manca l'avventura, forse è vero, ma è senza dubbio un ottimo incipit, l'avventura può aspettare :). Intanto, Benvenuto a bordo, spero di ritrovarti nei nuovi giochi a settembre :)