Aton unico Dio (di Edera82)

Arrivarono nella nuova città di mattina presto, così che il fresco la rendesse ancora vivibile, il popolo cantava e sembrava lieto ma lei sapeva che ben presto i canti si sarebbero trasformati in proteste.

Il sito dove si decise di far nascere Akhetaton era stato scelto solo in base ad una stupida immagine, le colline che facevano nascere il dio Aton ricordavano le porte della terra. Che stupidaggine, una donna pratica come lei non si sarebbe mai fatta fuorviare da un vecchio papiro ma, a quanto pare, suo marito sì.

Comunque lei aveva promesso di seguirlo nel bene e nel male, e se questo implica il rigetto dei culti finora conosciuti per venerare un solo Dio lo si fa, magari i voti che venivano dati ai sacerdoti ora avrebbero potuto intascarseli loro, mica male...

Però è fastidioso sapere che quello stupido rotolo abbia più potere della grande sposa reale!

Akhenaton scartò il prezioso involucro, il papiro sembrava palpitare, succedeva quando voleva essere consultato. Lo aprì e pronunciò la formula santa per leggerla, quella stessa formula che suo padre e suo nonno ripetevano aprendo il sacro papiro, una volta finita di recitare, sul foglio che fino ad allora era stato chiaro, apparivano geroglifici. Lui era certo che il Dio Aton in persona gli scrivesse per comunicargli il suo volere, per renderlo immortale. Fu lui a comandare di andare tra le colline dove il disco solare si affaccia quando nasce; fu lui a comandare di togliere tutti gli altri dei pagani, solo Aton con le sue lunghe braccia può dare la vita e può toglierla! Fissò il suo sguardo sul papiro, aveva sempre un po' di timore reverenziale quando lo leggeva, "Aton ti proteggerà e farà in modo che non verrai mai dimenticato", dopotutto era quello che voleva, essere ricordato per sempre, aveva scelto la moglie più bella che si potesse immaginare, Nefertiti, e la elesse a grande sposa reale, anche se finora era stata capace di fare solo figlie femmine, ora stava costruendo la più grande città mai esistita e stava cambiando anche il modo di vedere gli dei, ormai ne rimaneva uno solo e lui l'avrebbe fatto salire alla gloria. Ripensò a quando aveva saputo di quel papiro dal padre, e di come gliel'avvesse descritto come un gioco, un passatempo, ma lui capì subito il potenziale, per "fortuna" Thutmose decise di farsi da parte morendo e così lasciargli libero il posto di erede di Amenofi III, quel giorno segnò il suo inizio, appena poté cambiò nome e inizió la sua nuova vita e tutt'ora i raggi del disco solare lo accarezzavano ogni giorno.

Il sole era alto e caldo, come sempre, troppo soffocante, la sabbia si infilava ovunque, occhi e gola compresi, lei stava cominciando a pentirsi di aver appoggiato il marito in questa stupida scelta, forse a Tebe si stava meglio, se non fosse stato per quegli stupidi sarcedoti di Amon!

Nefertiti rientrò nel palazzo e vide Akhenaton con gli occhi fissi sul papiro, immobile, estraniato dal resto del mondo. La prima volta che lo vide in quello stato pensò di chiamare aiuto ma si rese presto conto che suo marito non stava male, era solo ipnotizzato; successivamente, di nascosto, provò a prendere il papiro e a capire cosa ci fosse di così interessante ma non vide nulla, sentì solo un aurea maligna affiorare dal rotolo, che fosse  maligna lo suppose lei, senza averne prove certe, a parte il comportamento del marito. Comunque non erano affari suoi, Akhenaton era un bravo consorte e lei era ricca e potente, tutto il popolo si inginocchiava al suo passaggio, non chiedeva di più! Finché tutto fosse proseguito così quel papiro era il male minore. Certo che spesso pensava a quanto fosse sciocco Akhenaton, era veramente convinto che il popolo lo seguisse nell'abbandono delle vecchie didivinità, veramente non vedeva gli amuleti degli altri dei che i sudditi nascondevano sotto le vesti al loro passaggio? O era solo accecato dalla convinzione? Talmente accecato da non accorgersi delle proteste che diventavano sempre più rumorose? Costringeva il popolo a costruire templi su templi, mai appagato. Non si rendeva conto che per dover sollevare i talat senza nessuno aiuto i sudditi si stavano ammalando?

Akhenaton sentí nuovamente il richiamo del papiro, era raro che lo chiamasse due volte lo stesso giorno, ma quando succedeva era spaventoso, cosa l’avrebbe convinto a fare? Certe volte pensava che non fosse propriamente un dio misericordioso quello che comunicava con lui, ma subito si ricredeva guardandosi intorno. Il centro del potere cresceva a dismisura e, ben presto, nessuno l'avrebbe più considerato un pazzo, ma un genio visionario. Le religioni monoteiste erano il futuro, presto se ne sarebbero accorti tutti, anche il popolo che protestava per un po' di cibo in più, ma cos'era il cibo davanti alla gloria eterna? Aprì il rotolo tremante, sentendo l'ansia e il tremore reverenziale che lo investi a, ma questa volta c'era qualcosa di più, sembrava che il suo spirito venisse attirato dal foglio, quasi come se lo stesse aspirando via dal suo corpo, forte, molto forte; una domanda apparve nella pagina: "vuoi congiungerti con Aton, tuo solo e unico dio?" Akhenaton si scoprì emozionato al pensiero, una sensazione quasi infantile, "SI!" rispose quasi urlando.

La forza del papiro aumentò, inizio ad attrarlo a se, sembrava che lo volesse inglobare nelle sue maglie, sentiva la sua faccia sempre più vicina al foglio.

Nefertiti entrò in quel momento, vide Akhenaton deformato, il papiro lo risucchiava allungandogli il cranio e attirandolo a se, corse subito dal marito, gli strappó il papiro di mano e lo richiuse con fatica, ma, tenendolo sempre al contrario per non rischiare la vita. Lo buttò a terra e lo schiacciò col piede. Akhenaton svenne ai suoi piedi e lei chiamò subito le ancelle per accudirlo, rimase al suo capezzale per tutto il giorno e tutta la notte, idratandolo e prendendosi cura del marito privo di conoscenza. La mattina dopo il faraone si svegliò, ancora stordito ma memore di quanto accaduto: "sposa mia, mi hai salvato! Non potrò mai ringraziarti" ma la donna abbassò lo sguardo e disse: "marito mio, ho salvato la tua vita, ma non sono arrivata in tempo per salvare il tuo aspetto." "perché? Cos'ho?" e Nefertiti gli porse uno specchio, quello che un tempo era un cranio normale ora era allungato quasi a sembrare uno strano uovo e il suo collo era stranamente lungo "be' moglie mia, non nego il mio disappunto per questa circostanza, ora dovremmo chiamare gli artisti di corte e far sistemare tutte le statue e le mie rappresentazioni.". 

Commenti

Ritratto di Pilgrimax

Hai saputo rendere la parte della biografia di Akhetaton senza appunto scendere nel biografico e questo, considerato il gioco, è cosa buona e giusta. Mi è piaciuta anche l’ironia del finale :-)

Ritratto di Edera82

Sono partita dall'idea di non raccontare un caso specifico ma una sorta di quotidianeità, non ho voluto usare gli alieni perché era già abbastanza inflazionato, ma la sua testa allungata non doveva passarla liscia! :P

Ritratto di Alessandro Pilloni

Appena terminato sono andato subito a cercare immagini di questo volto allungato. Ih ih. Scelta simpatica. Racconto ben riuscito.

Ritratto di Gana Mala

Anche io ho cercato l'immagine :D
Mi è piaciuto! Forse mi sono mancati i dialoghi, ma non ho comunque trovato la narrazione noiosa.

Ritratto di Edera82

I dialoghi sono un grosso ostacolo, spero superabile, per me. Non ho ancora ben chiuso come renderli fluidi e rendo a evitarli. Ci proverò però! 

Ritratto di Edera82

Diciamo che ha una figura particolare, permetteva di lavorarci su! 

Ritratto di masmas

Raccontino ironico, leggero ma che si legge bene. Giusto, nei paragrafi più lunghi, si potrebbe spezzare un po' la narrazione che risulta una lunga elencazione di concetti, a volte successivi l'uno all'altro, senza stacchi come un punto tra uno e l'altro.

Comunque divertente.

Ritratto di Edera82

non mi sono resa conto di questo, spiegati meglio, cosa pensi dovrei interrompere? Anche tu avresti preferito più dialoghi? Aiutami per favore!

Ritratto di Seme Nero

Concordo con Mas.

Per esempio, partendo da "Fissò il suo sguardo sul papiro..." fino a "fatto salire alla gloria" troviamo una serie di frasi suddivise solo da virgole, ma il periodo è davvero lungo! Dopo quello successivo si ha l'impressione di restare senza fiato! Prova a rileggere l'elaborato a voce alta, dovresti riuscire già così a sentire quando la frase rischia di essere troppo lunga. Personalmente, se devo scegliere, preferisco aggiungere un punto o due in più e spezzare i periodi.

Il racconto è carino, il finale leggero. Volendo si poteva spaziare ancora un po' :)

Ritratto di Edera82

E, di conseguenza, Nefertiti. Sono una totale capra in storia, solo gli antichi egizi mi hanno sempre preso tanto, al punto da pensare di imparare a leggere i geroglifici. Ho scelto loro rispetto ad altri grandi faraoni per la particolare forma del loro cranio, che ritroviamo nel figlio di lui Tuthankamon.

Ritratto di Kriash

Mi sarebbe piaciuto leggere il racconto sviluppato come se fosse davvero un racconto perchè la vicenda si presta ed è una bella storia interessante. Usare un narratore esterno a volte rende tutto molto asettico ma nel caso ce ne sia assoluto bisogno (o si preferisca), un trucchetto è sapere chi sia questo terzo incomodo e magari farlo parlare sì da narratore ma dargli una caratterizzazione. Rende tutto meno distaccato. Occhi a qualche cambio verbale qua e là e prova a togliere le "d" eufonica quando non s'incontra la stessa vocale (a meno che tu non voglia dare una lettura più pesante e antica).

Ritratto di Edera82

prometto che la prossima volta starò più attenta!

Ritratto di LaPiccolaVolante

Una lettura senza troppi ostacoli, una trama posizionata bene e giustificata bene. Non aggiungo molto sulle smussature tecniche, è stato già detto.
Il tema è centrato benino: una spiegazione leggera sul cardine delle raffigurazioni artistiche. Una buona partita. sei comunque partita in discesa trattando un tema che ha già un bel di Fantastico di suo. ma comunque una buona partita. Brava.
 

Ritratto di Edera82

Ci tenevo a partecipare ma non mi venivano personaggi più seri o impegnati, prometto di impegnarmi un po' di più a ogni gioco!

Ritratto di Borderline

Nonostante un po' di confusione iniziale, data sia da un refuso "il luogo in cui si decise di far nascere Akhenaton", mentre invece magari ti riferivi al culto del dio Aton, sia da una narrazione in terza persona che segue due personaggi, Akhenaton, appunto, e Nefertiti, da metà in poi la storia prende forma in maniera più naturale e si legge bene. Calzante col gioco, perché la testa della statua è davvero strana e ideare una storia in cui si racconta come nasce è interessante, come "what if" :). Forse, come ti hanno già detto, dovresti cercar di ottenere un maggior equilibrio fra dialoghi e descrizioni, soprattutto con una camera così puntata verso l'interiorità dei personaggi

Ritratto di Edera82

Effettivamente non ho pensato di precisare meglio ma AkheTaton è la città (ora conosciuta come Amarna), mentre AkheNaton è il faraone (conosciuto anche come Amenhotep). Ho dato per scontato un fatto non poi così scontato.

Ritratto di Edera82

Grazie mille per le belle parole, mi fate sentire meno capra di quello che penso di essere, mi impegnerò al massimo per mettere a frutto i vostri consigli!

Ritratto di grilloz

Idea interessante.

Visto che i pregi te li hanno già sottolineati gli altri mi permetto di farti notare alcuni difetti.

Il racconto è a mio avviso un po' sbilanciato verso la parte "riassuntiva" lasciando poco spazio a quella narrativa, detto in parole povere trovo che manchi un po' di show don't tell.

Ho la sensazione che i personaggi ragionino un po' troppo con metri contemporanei, non sono un'esperto di storia egizia, ma mi aspetterei da faraoni pensieri più profondi e più antichi, probabilmente sarebbe fattibile con qualche artifizio.

Per finire i cambi di punto di vista repentini e non guidati mi hanno lasciato un po' perplesso.

Comunque sottolineo bella idea ;)