Atra mors (di EntulaPili)

In principio erano tutti uomini, uguali ma con piccole differenze che all'occhio avrebbero dovuto essere irrilevanti. Era così orgoglioso Dio di quei suoi figli creati a sua immagine e somiglianza, con quel cervello sopraffino capace di trovare soluzioni geniali anche dinnanzi a problemi complicati e quel corpo meraviglioso capace di fare qualsiasi cosa. Le sue creature erano talmente perfette che decise di donargli il libero arbitrio.

"Fu il tuo primo errore, caro Dio" pensò il topo mentre nuotava lungo la fogna. L'acqua aveva il potere di ridare la memoria del passato e quella mista al piscio non era da meno, e lui ricordava quando anche la sua specie apparteneva a quella più altolocata, quando anche loro erano i pupilli del padre che ammirava ciò che le loro mani riuscivano a fare. Non fosse stato per quel colore della pelle, sarebbero ancora al suo fianco, anziché essere declassati a topi di fogna come tutti i figli difettosi. Lo fossero stati ai suoi occhi, si sarebbe sforzato di comprendere, ma furono i suoi simili a convincerlo che loro non erano abbastanza e che dovevano essere cacciati via al fine di ottenere la pace nel mondo.

Fogna e inferno non erano poi così distanti e nemmeno tanto differenti. 

 

«Mi hai fatto chiamare, mia adoVata creatura?»

«Sì, Satana, ho bisogno del tuo aiuto»

«Beh! Perché rifiutare un'anima per quanto piccina? Dimmi, cosa vorresti?»

«Sconfiggere gli uomini»

«Niente di più semplice, mio caVo!» disse mentre continuava ad ammirare il risultato della manicure appena fatta «quel megalomane li ha creati a sua immagine e somiglianza, ti rendi conto, no, di quanto questo giochi a nostro a favore? Sono esseri facilissimi da manipolare, pensa che nell'immaginario collettivo mi dipingono come una sorta di mostro completamente rosso, con la coda a punta e i piedi a forma di zoccolo! Io? Li avessero loro i piedi curati come i miei! Ma poi dico, mi ci vedi tutto rosso? Ma che son matti? Quel colore non si intonerebbe affatto a quello dei miei occhi!»

«Satana, per cortesia, metti da parte la tua vanità e arriva al dunque!»

«Vanità! Pensi sia solo una mia debolezza, caVa gioia? Oh, no! È anche loro, insieme a tante altre. Hai presente le belle regolette che ha imposto il loro Dio? Quell'infinita lista di cose da fare e da non fare, i dieci comandamenti, i sette vizi capitali e blablabla, ecco, sappi che non rispettano un bel niente, fanno solo finta!»

«So bene come sono fatti, ma ti prego di arrivare al dunque?» 

«Dunque basterà unire le nostre armi: voi topi utilizzereste i vostri parassiti per indebolirli e io li indurrò in tentazione. Vedrai, sarà facile come giocare a domino!».

 

«Compagni e fratelli, è giunto il momento di schiacciare i nostri avversari e dichiararci razza superiore. Grazie alle loro attività militari e commerciali, riusciremo ad arrivare in ogni parte del pianeta, non avremo più bisogno di loro.» Gridò il topo più anziano. 

«Come faremo?» domandò uno di loro «sono più grandi di noi e sanno come eliminarci grazie all’uso di trappole varie»

«Innanzitutto» proseguì il capo dei topi «essendo noi esseri maggiormente proliferi, faremo in modo di moltiplicarci sino a quando non saremo di numero assai superiore di quello dei loro esemplari. Ogni femmina dovrà essere ingravidata almeno quindici volte all’anno, sin quando non saremo milioni e milioni in tutto il mondo!»

«Come faremo a nutrirci senza i loro rifiuti?» 

«Siamo onnivori, non avremo bisogno dei loro avanzi, per quanto ci facciano comodo, potremo nutrirci di tutto ciò che la natura ci offre, dalle piante alle carcasse.» 

«Come faremo ad ucciderli?» 

«Sfrutteremo i parassiti che infestano volentieri i nostri corpi, li porteremo in ogni dove e l'uomo non potrà niente contro di loro!» 

Fu così che i topi si imbarcarono in tutte le navi, sbarcando in ogni parte del mondo dall'Asia all'Europa, e con loro le pulci. 

Pulci e topi trovarono luoghi alquanto accoglienti: dalle finestre piovevano rifiuti organici e la sporcizia regnava ovunque. Il fetore che le città emanavano, era per loro un invito a nozze che gli consentiva di rifocillarsi e di essere abbastanza in forma per gli accoppiamenti. 

Decine di uomini e donne, giovani e vecchi, deboli e febbricitanti, iniziarono a morire uno dietro l'altro, finché non divennero centinaia. Desolazione e disperazione erano ormai le uniche compagne di vita, e tra chi sgranava i rosari e chi cercava altre soluzioni per poter curare gli ammalati, tra chi era ancora sano infestava il delirio. Le campane da morto suonavano ad ogni ora, le mamme piangevano per i propri figli e tutti pregavano affinché il buon Dio li salvasse da quella che sembrava a tutti gli effetti la fine del mondo. 

 

La febbre era ormai alta, la nausea persistente e la debolezza gli facevano capire che ormai era fatta, per lui non ci sarebbe stata speranza. 

«Sta giungendo la mia fine. Dovrete cavarvela senza di me.» 

«Tu sei suo figlio, non puoi morire! È già accaduto ma sei resuscitato dopo tre giorni, perché non dovrebbe riverificarsi?» 

«Perché allora serviva il mio ritorno, ora non più. Lui ha altro in mente e punta tutto su di voi.» 

Dio era su tutte le furie, guardava dall'alto coloro che credeva perfetti e li vedeva crollare inspiegabilmente, uno dietro l'altro, senza capire né il perché né come fare per impedire che questo massacro avesse un seguito. 

«Padre, Gesù sta morendo, devi assolutamente fare qualcosa o per noi sarà la fine.» 

«No! La prima volta foste voi ad ucciderlo, la sua resurrezione serviva a farvi comprendere! Questa volta è opera di qualcun altro e dovrete essere voi ad annientarlo.» 

«Padre, ma chi?» 

«Ê vero che sono stato io a creare tutto e tutti ma, tra chi popola la terra, ci sono anche i figli declassati» indicò con un dito un gruppo di topi che si rifocillavano tra le discariche a cielo aperto e disse «osservali» 

«Topi? Mi stai dicendo che dei piccoli e squallidi topi hanno il potere di decimarci?» 

«Fossi in te, non li sottovaluterei. Piuttosto, prendete tutti i provvedimenti che occorrono affinché l'epidemia si fermi e ammazzateli tutti. Non deve restarne neanche uno!»

 

Gli uomini iniziarono a prendere le giuste precauzioni per arrestare il contagio, ogni nave che arrivava veniva messa in quarantena per appurare che non ci fossero infetti e tutti i topi che avevano la sfortuna di incontrarli, venivano ammazzati nel peggiore dei modi. Ogni luogo venivano seminate da trappole e vennero addestrate intere squadre di cani e gatti. I topi iniziarono a tremare.

«La mia squadra ne ha appena fatto fuori più di mille» si vantò il gatto mentre si leccava una zampa.

«La mia molti di più e non ci fermeremo qui!» ringhiò il cane.

 

«Satana! Ti rendi conto che ci stanno letteralmente schiacciando?»

«Oh! Sciocchino, calmati un po' e rifletti: è sicuramente vero che stanno reagendo, ma il contagio prosegue e loro iniziano a delirare. I tuoi avi erano come loro, dovresti sapere che il primo nemico dell'uomo è l'uomo stesso. Li vedo già fremere sono pronti al massacro»

«Per quanto riguarda le altre bestie?»

«Uh! Ma di che ti preoccupi!? A Fido lo metti in borsetta e a quelli di taglia più grossa li rincoglionisci facendogli una montagna di coccole. Per quanto riguarda Fuffy, quei merdaioli sono talmente ipocriti e opportunisti che saranno i primi a voltare le spalle ai loro alleati e a smetterla di uccidervi in cambio di ciotole sempre piene e posticini morbidi e caldi sulla quale dormire».

 

Dio se ne stava in disparte a osservare. Voleva che gli uomini gli dimostrassero quanto valevano, esigeva sentirsi ancora fiero di loro. In caso contrario, si sarebbe sentito infinitamente fallito.

«C'è qualcosa che non mi convince, non posso né credere né pensare che degli stupidi topi siano gli unici responsabili. C'è qualcuno tra noi che ha venduto l'anima al diavolo. Voglio che i traditori vengano messi tutti al rogo!» gridò uno degli uomini.

Un brusio si sollevò tra la folla, tutti iniziarono ad accusarsi l'uno con l'altro. 

«Sono gli ebrei!» disse qualcuno «sono loro che non credono in Cristo, sono traditori»

«Sono quelle là! Le ho viste praticare magia, sono streghe!»

La follia prese il sopravvento e tra tumuli di cenere ancora fumanti, il topo poteva godere di quella meravigliosa immagine che mostrava quanto gli esseri umani potessero essere miserabili, mentre Satana sghignazzava felice per la sua colonia di cagnolini e gattini che lo facevano sentire un dio. Più dio di quell'altro. 

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Di nuovo. Non dovevi spiegare nulla. Non dovevi darci la soluzione. Dovreste imparare a costringerci a chiedervela. Non riesco a innamorarmi di una guerra se non riesci a innamorarmi di chi la fa. Questi spunti corali servono a farvi esercitare sui colori, sulle fazioni e sui personaggi. Il Background può essere tralasciato, come han fatto anche altri giocatori. Ma devo innamorarmi di chi impugna la spada, pronuncia l'incantesimo. come andrà poi è un'altra partita. Hai raccontato troppo in superfice. :)

Ritratto di Gana Mala

Eh. I pirati turrati devono sbagliare almeno un paio di volte prima di imparare.
Vado a lavare il ponte e il mio istinto recidivo!

Ritratto di Pilgrimax

I Capitani ti hanno già detto tutto. Comunque, ti posto il mio commento che avevo scritto offline prima di leggere il loro.

L’idea è bella e merita, come del resto lo sono state tutte le tue idee alla base anche dei giochi scorsi. Mi è piaciuto anche il finale che fa riferimento a come l’uomo sia stato, e ahimè ancora è, più che capace di strumentalizzare le religioni per interessi che col divino non hanno nulla a che fare, rimarcando un po’ uno dei ruoli più infausti di questa geniale invenzione chiamata religione.

Ho notato che rispetto ai giochi scorsi c’è una trama meglio congeniata, più ordine mentale. Però preferivo la narrazione dei giochi scorsi che era più “showing” e meno “telling”. Questa volta, forse perché hai avuto meno tempo a disposizione, ti sei affidata al raccontato puro che, si sa, fornendo le informazioni in modo didascalico, coinvolge meno il lettore.

Peccato perché se avessi avuto il tempo di lavorare sullo showing sarebbe stato proprio un bel racconto. Per me già è un racconto piacevole, non vorrei essere frainteso, dico solo che poteva migliorare molto l’impatto sul lettore.

 

 

 

Ritratto di LaPiccolaVolante

Sì, queste arene servono proprio a quello!
A non sprecare bei soggetti. Spesso ci si convince che una bella storia basti e avanzi, ma non è così. Come tutte le cose anche l'approccio con la narrativa è cambiato. Siamo un popolo più complicato, all'apparenza sembriamo più semplicciotti, ma in fin dei conti se non diamo subito un assaggio di delizia, un piccolo particolare per cui valga la pena continuare, un personaggio, un colore che ci incolla immediatamente alla storia, l'attenzione e la concentrazoine (che non sono oramai sorgenti infinite) sfuggono e il libro giace senza amanti sul comodino.
Quello è lo scopo, allenarsi a dare una dipendenza immediata e a non svelare troppo, per tenere l'amante incollato al libro.
 

Ritratto di Alessandro Pilloni

Mi accodo anche io al dispiacere per il finale "frettoloso" che sembra proprio fatto per chiudere il cerchio ma si capisce che manca una parte importante della storia. Però voglio sottolineare un passaggio geniale che forse è sfuggito anche all'autore e che potrebbe - anzi, dovrebbe - essere spunto per altre storie ed altri mondi:
"L'acqua aveva il potere di ridare la memoria del passato e quella mista al piscio non era da meno...".
Io da qui ci costruirei un mondo!

Ritratto di Gana Mala

Ho bruciato quasi tutto il tempo a dire "non mi piace, cestino e reinizio". Lo faccio ogni volta, la prossima volta vedrò di farmi andare bene la prima idea (che poi, alla fine, è sempre quella che porto avanti) per quanto poco originale e banale, e mi concentro più su come narrare e soprattutto sul NON spiegare (mi viene spontaneo, non lo so perché).

Ritratto di Seme Nero

Sono un poco perplesso. Ci sono dialoghi in cui non c'è un interlocutore preciso, Dio parla a "tutti" gli uomini. Anche la faccenda di Jesoo che sta morendo, appena accennata... è uno spreco, ecco :(

Si sente la fretta, dispiace, però l'idea c'è, andava solo sviluppata meglio.

Ritratto di Borderline

Racconto scorrevole, sicuramente non originalissimo ma non si fatica affatto ad arrivare alla fine, e questo è un bene :). I punti che secondo me lo rendono un po' superficiale sono la mancata caratterizzazione dei topi. Quando si sceglie un protagonista bisogna dargli un nome, restare sul vago toglie spessore: topo anziano, un altro (topo), capo dei topi...

La parte centrale ripete due volte lo stesso concetto dei parassiti come vettori di morte, basta una volta perché il lettore capisca :).

Sicuramente con una scrittura meno "di getto" molte parti sarebbero venute più incisive. Per esempio la frase finale, dove avresti dovuto avere il coraggio di scrivere Dio maiuscolo :)

Ritratto di Sa_Jana

Il soggetto è interessante; come al solito sei tu a non crederci fino in fondo e questo ti frega.

Si vede perché la parte iniziale è più curata ed intensa e poi mano mano un po' butti via la storia. 

A me è piaciuto, comunque.