Anche a te e famiglia (Sa Jana)

La proprietaria diede un'ultima occhiata intorno a sé. Era molto soddisfatta del suo piccolo negozio: aveva curato moltissimo ogni dettaglio. Raffinato, molto elegante, tutta la gente bene si dava appuntamento per comprare da lei. E lei vendeva, ascoltava, sorrideva, ometteva accuratamente gli scontrini, e osservava. L'attenzione per il particolare era quello che la faceva guadagnare di più.
In tutti i sensi.

Ne era un esempio il caro avvocato De Giorgi, che aveva acquistato da lei  due piccole lampade stile liberty, che però a casa sua non aveva mai visto. Le aveva invece notate su Instagram nel profilo della sua avvenente segretaria, che aveva postato le foto del suo appartamentino nuovo. E aveva notato come in quell'appartamentino sarebbero state bene altre cosette molto raffinate, che l'avvocato aveva acquistato all'onestissima cifra di 4500 euro.

Di storie così, era pieno il suo negozio, e soprattutto la sua cassaforte. 

Guardò l'orologio; era tardi. Lasciò le luci della vetrina accese, chiuse le serrande e se ne andò.

La fata ballerina in tutù rosa che penzolava dall'albero di Natale scivolò allora lentamente giù, con una piroetta sussiegosa. Fu subito assalita dal Babbo natale di velluto, che era stato appeso poco sopra di lei.

“Bona, bona che sei...” diceva strusciandosi “Ma lo sai che cosa ti farei?”

Lei lo fece rotolare con un poderoso manrovescio. L'imbottitura lo fece rimbalzare più volte sul pavimento.

“Sentiamo, che cosa mi faresti, dal momento che tu non hai il cazzo e io ho le gambe di un unico pezzo di ceramica? Sei veramente un coglione” gli strillò, e si aggiustò leziosamente il tutù ed i capelli di cotone, mentre lui, annaspando, le gridava “Troia” da sotto la poltrona bergère di pelle scura, in cui era finito rotolando.

La ballerina lo ignorò. Arrivò al cervo bianco di paglia e tessuto, che la fissava esanime da un tavolino di legno tek.

“Perché no parli?” chiese.

“Non è dei nostri” le disse un cavatappi dalla testa a forma di cane.

“Tu chi sei? Non t'ho mai visto”

“Arrivato ieri, e se non ti levi dalle palle ti faccio quello che non può farti Babbo Stronzo”

“Che carattere di merda, che hai. Tu lo sai che se non veniamo acquistati prima di Natale moriremo tutti?”

“E quindi? Io sono stato venduto, cocca; mi impacchettano domani mattina”

Lei gli sorrise e svolazzando gli si avvicinò.

“Dici sul serio?” chiese con voce flautata.

“Certo, è per quello che non voglio che mi ronzi intorno, se mi sciupo mi buttano via”

“Sciuparti? Sciuparti come? Dici così?”

Prima che potesse aprire bocca, lo afferrò e lo gettò da una scultura porta bottiglie di ghisa. Il legno della testolina da cane batté forte più volte prima di rovinare a terra, e si scheggiò.

“Così impari”

La ballerina continuò a volare di qua e di là, per cercare qualche altra decorazione parlante. Voleva più informazioni su questa storia che dovevano essere venduti entro Natale: l'aveva sentita di una statuetta tipo azteca che poi era stata acquistata da un amante dell'etno chic. Ma ci si poteva fidare di una stauetta azteca fatta in Thailandia?

Arrivò in cima all'albero, dove, da qualche giorno, era stato messo un bellissimo angelo . Sembrava avere lo sguardo fisso: lei gli girava intorno, gli scuoteva la mano davanti agli occhi azzurri, gli tirava i lunghi capelli di seta chiara, gli tirava il vestito di puro broccato, gli agitava le ali di vera piuma d'oca; ma niente, quello non dava cenni di vita.

“Babbo stronzo, vieni qui, dammi una mano”

“Fottiti, puttana” rispose lui rotolando piano da sotto la poltrona. Lei gli afferrò le manine guantate e lo portò con sé verso l'angelo.

“Piantala di rompere e dimmi: non ti sembra uno di noi?”

“Mah.” lui scuoteva la testa” Se lo è finge benissimo”

“Secondo me, lui sa tutto. Ha una faccia da vivo, non da decorazione..”

Un frastuono inatteso li interruppe.

“Sono di nuovo loro vero? Quelli del villaggio Natalizio” disse la fatina ballerina.

“Sì... ahia, puttana”gridò: lei aveva mollato di colpo per dirigersi verso il villaggio che si era improvvisamente animato, e lui era caduto sopra un tavolo apparecchiato.

“Ehi, ehi, voi del villaggio” gridò la fatina, ma quelli, cantando Jingle Bells, ubriachi fradici,  frantumavano i vetri delle casette e sfasciavano la locomotiva del trenino.

“Piantatela o vi levo le batterie” urlò, ma in quel momento, un cono di luce dorata li colpì tutti accecandoli per qualche istante. La ballerina cadde seduta su un tavolino di vetro e acciaio.

L'angelo li squadrava tutti, con un misto di disprezzo e superiorità.

“Ma guarda tu! Lo sapevo che facevi solo finta” esclamò la fatina ballerina.

"Che cosa sperate di ottenere, con i vostri malvezzi e le vostre oscenità? Non sapete che potete salvarvi solo con la purezza e la redenzione?" li rimproverò, con una voce vagamente effeminata; poi scosse il capo, agitando la meravigliosa chioma bionda; l'aureola risplendeva sulla testa, costringendoli spesso a chiudere gli occhi.

"Siete perduti non c'è nulla da fare, non vi salverete mai" sentenziò. La ballerina sbuffò con rabbia.

"Senti, drag queen impiumata, invece di sfrantumare i coglioni con i tuoi predicozzi perché non ci dici quello che sai?"

Lui le volteggiò davanti e la colpì con un violento ceffone che la fece roteare prima, e cadere poi, rovinosamente, su un portafrutta d'argento.

"Taci, meretrice. Ho visto, sai, quello che combini con quella boccaccia empia, ai soldatini segnaposto. Sarai la prima ad essere divorata dalle fiamme infernali"

"Finocchio bastardo!" strillò lei, tirandosi su.

"Oh insomma perché non stai zitta un po'?” la interruppe Babbo Natale “Sentiamo che ha da dire"

Gli abitanti del villaggio approvarono, annuendo vigorosamente.

"Giusto, giusto, parla racconta..." dissero in coro. L'angelo fece un pomposo cenno di mano per farli tacere.

"Noi siamo stati benedetti, figlioli, non maledetti. È tutto scritto lì" disse indicando un enorme libro dalla copertina di pelle che occupava un tavolino di ebano.

“E tu come lo sai? La padrona del negozio non fa avvicinare nessuno lì. Costa uno sproposito. Spari un sacco di balle, ecco la verità" disse la ballerina.

"Capra!" strillò lui e le diede un altro ceffone "Quello è il testo sacro che racconta tutto, è pieno delle storie dei miei antenati come Gabriele e Michele  e..."

"E STOCAZZO" urlò il Babbo Natale "Arriva al dunque"

Lui si mostrò offeso, e ondeggiando elegantemente nell'aria, si voltò sdegnato e si allontanò.

"Perduti, siete dei poveri peccatori perduti" brontolava mentre tornava al suo posto in cima all'albero; la fatina gli andò dietro.

"No dai scusaci, ora ti ascoltiamo, davvero." supplicò "Non farci morire tutti"

Lui riprese la sua espressione impassibile, fingendosi inanimato.

"Magari se gli fai un servizio come ai soldatini parla" suggerì Babbo Natale

"Giusto, giustissimo" dissero dal villaggio "Noi stiamo qui e guardiamo"

"MAIALI!" urlò lei e prosegui verso l'angelo con voce delicata"Senti abbiamo iniziato male, ma possiamo ricominciare daccapo? Faremo i bravi"

L'angelo si voltò a guardarla.

"Non avete fede, non posso aiutarvi"

"Ma ce la faremo venire questa benedetta fede, no? Se ce l'hai fatta tu... "

"Che c'entra? Io sono stato concepito così, sono un angelo, la purezza è nella mia natura"

La ballerina si carezzò la guancia dolente, e si morse la lingua per non rispondere.

"Ma si può imparare, no? L'hai detto tu. La redenzione e tutto il resto"

"Dovremmo pregare molto. In Chiesa." disse lui, solenne.

"E come cazz.." stava per dire il Babbo Natale, ma si interruppe e si corresse "Come accidenti facciamo ad uscire di qui?"

"Ecco io so questo. Entro domani a mezzanotte, dovete uscire tutti di qui. Oppure, bisognerà che ci sia una battaglia, e solo uno, quello che sopravvive, si salverà. Gli altri vivranno come fantasmi” rivelò “L'alternativa è andare in Chiesa e pregare, mostrarsi umili, pentiti per i propri peccati, e si ottiene la salvezza dell'anima. Domani notte c'è pure una messa solenne, e dovrebbe funzionare per tutti se riuscite ad arrivarci.”

"E capirai, qui è tutto lucchetti ed antifurto" disse lei

"Lo vedi? Non hai fede. La fede è indispensabile, per la misericordia. Se tu hai fede, e desideri davvero la redenzione, la Provvidenza ti suggerirà il modo."

"Ma un angelo non dovrebbe annunciare proprio la provvidenza, o una roba così?"

"Sei un tale ignorante... comunque io vi aiuterei, solo che i pirati mi hanno rubato la spada." si rammaricò lui

"Quali pirati?" domandarono dal villaggio.

"C'è un grande veliero di legno nel magazzino, è rimasto lì perché si è scheggiato nella consegna. È pieno di mascalzoni. Ho tentato di far capire loro quale fosse la via per la salvezza, ma sono più peccatori e perduti di voi. Anime dannate. Sapete com'è, sono proprio pirati dentro, non possono fare a meno di attaccare e rapinare. E mi hanno rubato la spada. "

"Ho un 'idea" disse la fatina ballerina, e tornò verso l'albero.

"Amiche" gridò "Venite qui!"

Dall'albero di Natale si mossero altre fatine come lei.

"Che cazzo vuoi'? chiese una

"Non dire parolacce, l'angelo dice che dobbiamo esser pure per salvarci.."

"Seeee bonasera" ridacchiò Babbo Natale.

"Oh zitto tu,vecchio cretino” ribatté piccata lei tirandole addosso una pallina rossa e bianca di pannolenci

"Ragazze qua bisogna sacrificarsi un po'.. senti angioletto, ma la storia del perdono e del pentimento funziona anche con i peccati commessi a fin di bene?"

L'angelo ci pensò un attimo, grattandosi il capo ricciuto.

"Be' funziona con i peccati maggiori, direi che quelli commessi a fin di bene sono quelli perdonati per primi" rispose alla fine.

"Perfetto. Ragazze noi distraiamo i pirati.." iniziò lei, ma i soldatini segnaposto si alzarono tutti insieme dalla tavola sbattendosi fra di loro, facendo un gran chiasso e protestando:

"E noi? Cioè ai pirati gratis e a noi fai pagare con le imbottiture dei cuscini? Lo sai che fatica facciamo ogni volta a tirarle fuori? Zoccola"

"Le imbottiture ci servono, imbecilli, provate voi a stare attaccate a quell'albero giorno e notte con addosso solo un tutù."replicò. "E poi, volete salvarvi, sì o no?"

"Come tutti."

"Stiamo perdendo tempo" urlò il Babbo Natale "Coraggio, soldati venite con noi. Voialtre putt..ehm ragazze andate dai pirati"

La pecorella saltò giù dalla collinetta e li aiutò ad aprire al porta del magazzino.

Una lampadina scialba penzolava dal soffitto, gettando una luce debole sugli scaffali colmi di scatole grandi e piccole. Su un tavolino vecchio e sbilenco, c'era un insieme di pistole per colla a caldo, forbici di diverse misure, decorazioni e fiocchi. In mezzo, poggiava un bellissimo veliero di legno, grande più di un metro, con vele di vera stoffa e persino due doppie file di piccoli cannoni che spuntavano dai lati. Mancava la polena davanti, si intuiva dai residui di colla; ad aveva un'ammaccatura su un lato.

Alcuni marinai la lucidavano, mentre il capitano, una statuina grassoccia e imprecante che saltellava su una gamba di legno, li insultava e li redarguiva perché il ponte era lercio.

Santa Claus, la pecora ed i soldatini sgattaiolarono silenziosi sotto il tavolo, mentre le fatine si avvicinavano con cautela. La ballerina discese nel mezzo del ponte con un piroetta graziosa e

salutò:

"Ciao, bei ragazzi, serve compagnia?"

Si voltarono tutti a guardare con larghi sorrisi, ma all'improvviso il capitano gridò:

“È una trappola! Uccideteli tutti”

Uno degli abitanti del villaggio, arrampicandosi, aveva fatto cadere una decorazione, provocando un fragore metallico; i pirati corsero alle armi. I soldatini segnaposto si lanciarono nella battaglia con il loro moschetti, gli abitanti del villaggio e le fatina raccoglievano finte pigne e le lanciavano ai

pirati.

“Ai cannoni! Presto” ordinò il capitano, e la ciurma obbedì, iniziando a sparare. Babbo Natale fu colpito per primo mentre tentava la fuga; ed esplose spargendo la sua morbida imbottitura. Caddero poi tutti gli abitanti del villaggio, e molte delle fatine; i soldatini resistevano coraggiosamente. All'improvviso, con un bagliore sfolgorante, arrivò l'angelo, con la sua fulgida spada che aveva potuto recuperare.

“Lo sapevo che ci avresti salv...” fece per dire la fatina ballerina, ma l'angelo le arrivò addosso e le staccò la testa con un taglio netto. Caddero tutti, sotto i colpi impietosi dell'angelo, che era veloce ed inarrestabile.

“Non potevi essere che tu” gridò il capitano, e fu l'ultima cosa che disse, prima che anche la sua testa rotolasse per terra.

 

“Signora Terenzi, ma lei non ha idea di chi possa essere stato?” domandò il poliziotto, controllando il magazzino, invaso di cocci e decorazioni rotte.

“Quel rotto in culo del De Giorgi” pensò lei ma non lo disse, anzi scosse il capo fingendo sorpresa ed amarezza “Ragazzacci di sicuro... questa gioventù di adesso, sa com'è”

Si innervosì quando l'agente toccò la scatola del veliero. Fanculo a quella ficcanaso della vicina, che aveva sentito rumori e aveva chiamato la polizia.

“Signora c'è della polvere bianca qui....” disse, e lei intervenne con prontezza

“Residui di neve finta”

“Neve” ripeté lui con un mezzo sorriso.

“Sì... senta io non intendo sporgere denuncia, si figuri, non sono neppure assicurata, e poi oggi è vigilia. Capisce bene che devo riaprire subito”

“Capisco” lui si guardò attorno. “ Lei capisce però che noi dobbiamo indagare...”

“Le piace il tavolino di ebano?” chiese lei , notando che lui lo aveva adocchiato. “È un bel pezzo di vero antiquariato”

“Bello davvero, a mia moglie piacerebbe....”

“Glielo preparo subito” disse lei con un sorriso a denti stretti.

“Ma il libro sopra... è finto?”

“Si figuri è una vecchia agenda di cinque anni fa, a cui ho messo io una copertina di pelle, sa, per fare scena.”

“Sembra vero, complimenti. E quell'angelo là in cima all'albero?”

“Le piace? Anche quella è opera mia, sa? Era la polena del veliero, ma si è staccata e non c'era verso di riattaccarla. Così ho cucito il vestito e messo delle ali.”

Finì di inscatolare il tavolino e incartò anche l'angioletto. Era strano, non si ricordava di avergli attaccato quella spada, ma faceva comunque la sua bella figura nella scatola di cartone dorato. Sembrava pure sorridesse.

“Ecco a lei”

“Grazie, levo il disturbo e la faccio lavorare. Piuttosto, stia attenta, ci sono tanti vandali in giro... se le serve una protezione non esiti a chiamarmi”

Lei fece un sorriso gelido.

“Grazie, buon Natale”

“Anche a lei, e alla sua famiglia”.

Commenti

Ritratto di Alessandro Pilloni

Storia simpatica. Mi ha pure fatto sorridere, però più che cattivi ho visto dei bricconcelli molto sboccati.

Ritratto di Sa_Jana

Grazie. Diciamo che con l'efferatezza non mi trovo a mio agio, ho preferito puntare sulla leggerezza. Dai, un poliziotto corrotto ed una spacciatrice ricattatrice sollevano la media della stronzaggine :D

Ritratto di Pilgrimax

Un toy story maligno molto esilarante. Umani e non-umani, tutti cattivi. Mi è piaciuta l’ironia, a tratti spinta, ma mai fuori luogo con la situazione. Mi è piaciuto anche come in relativamente poche battute sei riuscita a inserire tutta una fauna di personaggi ben caratterizzati. Racconto davvero sfizioso. Babbo Stronzo rimane il mio preferito. Cattivo e trash al punto giusto ;-)

Ritratto di Sa_Jana

Grazie! Sfortunatamente, da quella cretina che sono, ho tagliato alcune cose proprio di Babbo Stronzo ( e porco) perché avevo capito male il limite delle battute.

Ritratto di Gana Mala

Definirli bricconcelli mi pare riduttivo dal momento che uccidono :) e la fatina ha fatto la fine che meritava! :D
Fantastico l'angelo pezzo di merda.

Ritratto di grilloz

Il racconto mi è piaciuto, divertente, come ha gà scritto Pilgrimax una sorta di Toy Story alla rovescia. Forse i personaggi sono più stronzi che cattivi e qualche scena d'azione si perde un po'. Però bella l'idea della polena-angelo ;)

Ritratto di Sa_Jana

Grazie Griloz :)

Ritratto di LaPiccolaVolante

Inizio il mio giro.
Pilgri e Grilloz hanno beccato già il punto.
Per quanto riguarda il soggetto io trovo che sia uno di quegli espedienti che si consumano mai. Mi ha divertito e la polena riadattata angelo è una bella trovata. l'idea della bottega incantata, ripeto, non stanca.

il problema sta nella rotta. È l'antitesi di un toy natalizio, scurrile, ma non efferato, non cattivo. una ciurmaglia di teppisti di pezza. Attenzione anche alla gestione del linguaggio. Bisogna sempre cercare un equilibrio, o la scurrilità perde peso. Ogni carattere ha una sua scurrilità, un suo intercalare, alcuni personaggi hanno volgarità comportamentali più che verbali e puntare interamente su un vocabolario potrebbe livellare l'aspettativa del lettore. ogni parola in questi casi deve essere pesata perché ogni parolaccia rimanga un fattore di disturbo o divertimento.

una lettura molto piacevole, ma la cattiveria è un piacere, il gusto puro di praticare male per proprio vantaggio, la cattiveria è una scelta non una istintiva indole caratteriale.

 

Ritratto di Sa_Jana

Grazie mille, terrò conto dei suggerimenti. La polena è stata una cosa venuta alla fine perché, lo confesso, non sapevo neppure io dove andare a parare. 
E un po' si vede. 

Ritratto di masmas

Divertente, scritta bene anche se in un paio di punti c'è un pelo di confusione, ma roba da poco.
I protagonisti non sono di sicuro buoni, poi il grado di cattiveria potrebbe essere più elevato, vero, dipende da come si intende la cattiveria. Stronzi sicuro.

Ritratto di Sa_Jana

Eh lo so, ma come dicevo a PIlgrimax, avevo letto male le regole per quanto atteneva il numero di battute, e così ho fatto dei tagli che hanno compromesso tutto. ( Non che fosse un capolavoro, eh :D ) 
Grazie mi state incoraggiando a fare di meglio :)

Ritratto di Borderline

Poveri giocattoli, il Natale è un periodo competitivo per loro e si sa, spesso la competizione genera stronzi :). Anche se non è stato mantenuto il mirino sul regolamento, sicuramente è una piacevole lettura, ben scritta e ben orchestrata. Anche a me è piaciuta la parte in cui l'angelo si rivela in realtà la polena della nave pirata

Ritratto di Sa_Jana

Grazie :)

Ritratto di Seme Nero

Angelo-Polena protagonista indiscusso :)

La storia è carina, c'è giusto un po' di confusione nella scena d'azione. Ho trovato forzata la scurrilità dei personaggi, non fuori luogo perché ci stà con l'idea di stravolgere l'immagine pura del giocattolo, ma come detto sopra non è vera e propria "malvagità". Però è un racconto piacevole :)

Ritratto di Sa_Jana

Grazie :) 

Ritratto di quatipua

si fa leggere con leggerezza... mi hai fatto sorridere!
certo che... stronzissimi qui!
i dialoghi non rispecchiano la caratteristica di ciascun personaggio, potresti provare a differenziare maggiormente l'espressività, così sembrano provenire da un'unica voce.

però manca il Male, la grande sfida di questo gioco era proprio il Male per il Male

 

Ritratto di Sa_Jana

Grazie del consiglio. Proverò a fare di meglio:)

Ritratto di Robypey

Brava Jana mi sono proprio divertito a leggerlo...continua così! Sono curioso di leggere il tuo prossimo racconto. Complimenti. X il resto ti è già stato detto dal resto della ciurma.