Il fattorino (di Pey)

(Cazzo, perché non ho preso un taxi? Proprio oggi doveva fermarsi quella macchina maledetta).

“Aia! Fai attenzione dannazione, mi hai schiacciato un piede”

“Scusami non volevo”

“Lascia stare non preoccuparti, fa nulla!”

(Per fortuna un posto libero).

“Buongiorno signora, è libero questo posto?”

“Cos’ha detto? Non sento bene, può parlare più forte?”

“DICEVO, È LIBERO QUESTO POSTO?”

“Non serve urlare bel giovanotto. Mi dispiace ma è occupato, tra due fermate salirà mia nipote”.

“Beh, certo, sua nipote… è normale conservare il posto in tram per la nipote!”

 (Cazzo me ne dovrebbe fregare di sua nipote poi).

“Capisco cara nonnina, abbiate entrambe una buona giornata”

(Crepa vecchia bastarda).

“Grazie!! Ma perché, la conosce?”

(O, porca puttana, per fortuna ci stiamo fermando).

“ARRIVEDERCI SIGNORA; IO SCENDO QUI, ANCORA BUONA GIORNATA!”

(Maledetta vecchia, maledetti tutti. Continuerò a piedi pur di non viaggiare con questo trabiccolo infernale).

“Sir, mi scusi, potrebbe aprire le porte di dietro dovrei scendere?”

“Mi dispiace ma sono bloccate, deve scendere da quelle anteriori”

 

(Ma oggi non me ne va una bene, dannazione).

 

“Grazie, è sempre un piacere viaggiare con i mezzi pubblici. Arrivederci e buona giornata anche a lei”.

 

(Noo, perché, adesso ci mancava solo la pioggia!)

“Pooo po po po po po pooo – pooo po po po po”…

“Pronto chi è?”

“DOVE SEI, IMBECILLE? PERCHÈ NON SEI ANCORA IN UFFICIO?”

“Buongiorno capo”

“BUONGIORNO UN PAIO DI PALLE! Giuro che ti ammazzo, se perdo questa cliente per colpa tua, lo farò con le mie mani. HAI CAPITO IMBECILLE?!”

“Mi scusi capo, ho avuto un contrattempo, la macchina non partiva”.

“LA MACCHINA… COSA CAZZO VUOI CHE M’INTERESSI DELLA TUA MACCHINA! Ti ho mandato tutte le informazioni per messaggio, vedi di non combinare cazzate. Prendi il pacco e consegnalo in orario, è meglio per te”.

“Ho forse mai deluso le sue aspettative?”

“Tu tu tu tu tu tu”.

(Sempre gentile il mio capo. Va bene vediamo un po’ questo messaggio. Allora: ritiro pacco presso Via Santa Croce 102, consegna Località Poggioni  presso Villa dei Mieli. Importante consegnare per le ore 16:00. Quindi controlliamo un attimo la mappa, vediamo dove si trova questo posto. maledizione è dall’altra parte della città e sono ormai le 12:00. Non farò mai in tempo, devo sbrigarmi. Per fortuna il ritiro è qui accanto, giusto qualche isolato e sarò arrivato. Affitterò una macchina, sarà meglio. Ecco, in fondo all’angolo c’è un piccolo rent car, proprio quello che mi serviva. Ha pure smesso di piovere, forse la fortuna inizia a girare dalla mia parte. Questo è il 102, Pittore Carlo Mangusta).

Dlin Dlon.

“Chi è?”

“Buongiorno, sono il fattorino. Dovrei ritirare un pacco”.

“ Le apro, mi aspetti pure nell’atrio scendo subito”.

“Salve, eccolo”.

“Grazie e arrivederci”

“No aspetti, dove sta andando, c’è dell’altro”.

“Mi scusi, non rientra nei miei compiti sapere cosa sia il pacco, io devo solo ritirarlo e consegnarlo al destinatario”.

“Certo capisco. Mi attenda solo un attimo, torno subito”.

“Wuha! Wuha! Miaoo! Bau! Bau! Maooo”!

(Ma che diamine…)

“Ecco ora è tutto, ancora un attimo. Ciao  Mora, piccola pulciosa a quattro zampe, fai la brava mi raccomando”.

“Miao miaooo”.

“Certo, anche le tue fusa mi mancheranno piccolo Spike. Senta, voglio darle un consiglio, faccia ben attenzione a quegli altri due”

“Cosa vuol dire? …Aia, maledetta bestiaccia”!

“Cai cai cai”.

“Guardi mi scusi non volevo, ma mi ha afferrato ai pantaloni!”

“Ahahah, lo capirà da solo. Le presento Lollo e visto che ci siamo, questa è Nina. Non immagina cosa sa fare con quelle unghiette, buona fortuna. Ahahah”

“Mah”.

 “Arrivederci!”

Dannazione pure questa ci mancava, andiamo su, datemi retta e andrà tutto bene. Non tirare, com’è che ti chiami? …Lollo, fermo maledizione. Dove ho messo le chiavi!? Eccole”.

STATE FERMI HO DETTO!

“Tu… Nina scendi giù dal tettuccio. Impazzirò oggi, lo so.  Ma non perderò il lavoro per colpa vostra, quindi voi due vi metterò nel vano posteriore. Loro invece, che occupano meno spazio, gli metterò dentro con me, d'altronde sono anche più puliti. Per fortuna questa macchina non è la mia. Sono le 13:30 e non mi resta moltissimo tempo per la consegna, tenendo conto che dovrò pur mettere qualcosa sotto i denti e attraversare tutta la città. Spero per voi che siate già sazi, perché non ho nessuna intenzione di preoccuparmi anche del vostro cibo. Sono già stato da queste parti, se non ricordo male laggiù, in fondo all’angolo, dovrebbe esserci un Kebabbaro o meglio “IL Kebabbaro”. Cosi, mi diceva Gianna.

(Quest’uomo prepara i Kebab più buoni di tutto l’universo).

 Ah Gianna, bellissima… ma di universo dubito ne capisse qualcosa. Credo che non pensassi a lei proprio dall’ultimo Kebab che ho mangiato. Bando alle ciance, pensiamo alla consegna. Magari a lavoro finito potrei farle uno squillo. Mi eccito al solo pensiero. Andiamo saltate giù, vi porterò con me”.

“Wuha wuha, bauu bauu”.

Va bene, porterò anche a voi. Nooo, cos’avete combinato, siete completamente pieni di vomito, che schifo: restate qui. Ora dovrò saltare il pranzo per colpa vostra, mi avete fatto passare la fame, maledizione. Chiederò al Kebabbaro se qua vicino c’è qualche posto dove potervi lavare. Non posso di certo consegnarvi in queste condizioni, fate venire il vomito pure a me”.

“Salve”

“Buongiorno, prego mi dica”.

“Un’informazione”

“Il Kebab, come lo desidera?”

“Purtroppo non ho tanto tempo…”

“Sta per caso insinuando che sono lento?”

“No, no, mi scusi non mi fraintenda! In realtà vorrei chiederle solo se mi saprebbe dire se qua in zona c’è un posto dove poter lavare degli animali”

“C’è mica scritto info point sull’insegna!? Aspetti un attimo, ma io la conosco! Lei è l’amico di Gianna, come sta?”

“Grazie, molto bene!”

“Non intendevo lei, ma Gianna”

(Chiaramente).

Guardi non saprei, è da un po’ che non ci si vede. Senta, come le dicevo non ho molto tempo”.

“Che modi! Va bene, va bene, a circa due isolati da qui dovrebbe trovare qualcosa che fa al caso suo. Scusi se sono stato un po’ scortese prima, ma non l’avevo riconosciuta, non se la prenda”.

(Che modi… Perché, normalmente, le persone sconosciute si trattano così? Turco dei miei coglioni).

“Non si preoccupi, grazie per l’informazione”.

“Aspetti solo un attimo, accetti questo Kebab come scuse per il mio comportamento”.

“Non c’è nessun problema, non deve, davvero”

“Tenga e se le capita, porti i miei saluti a Gianna”

“Grazie lo farò, arrivederci e tante grazie per il Kebab”

“Obbligato. Arrivederci, buona serata”.

Sembra che il mondo intero ce l’abbia contro di me oggi. Non pensiamoci, cazzo .”

“Buongiorno”

“Buongiorno a lei. Prego…”

“Avrei due bestiacce da lavare”.

“Lavaggio standard o con trattamento”?

“Guardi non saprei, non me ne intendo”.

“Gliel’ho appena detto”

(Ma cos’hanno tutti, oggi?!)

“Quanto tempo le occorre?”

“Per quello standard, sono circa quaranta minuti, con trattamento un’ora per tutti e due”

(Sono le 14:00 in punto, dovrei riuscire ad arrivare in tempo per la consegna).

Va bene, facciamo quello completo. Mi dia un attimo, vado a prenderli in macchina”.

“Ma che schifo, sono completamente ricoperti di vomito! Non sa che non deve dare loro da mangiare prima di mettersi in viaggio?”

“Guardi, non sono i miei, devo solo riportarli al padrone. Molla il pantalone, brutta bestiaccia!”

“Hanno pure un bel caratterino”

“In realtà, credo sia solo questo”.

“Come si chiama?”

“Lollo. Quella calma invece è Mora”.

“Dai su, venite con me: vi farò profumare”.

“Io intanto andrò a lavare la macchina, arrivederci, a più tardi”.

“Arrivederci”.

Ho un’ora di tempo per lavare la macchina, ne approfitterò per mangiarmi anche il kebab. Cosa state facendo voi due? Il mio kebab! La macchina è tutta sporca di salse e carne, i sedili squarciati. Noooo. Questa devi essere stata tu Nina, mi aveva avvisato il pittore. Ora dovrò ripagare anche questi. Per fortuna non avete toccato il pacco. Ecco un autolavaggio ”

“Salve”

“Salve”

“Dentro e fuori, per cortesia”

“Benissimo, sono 25 euro”.

“Tenga. Ci sono problemi se lascio questi due legati laggiù?”

“No faccia pure, basta che dopo non gli dimentichi lì”

“Stia tranquillo non lo farei mai, vado giusto a comprare dei trasportino… avrei dovuto farlo prima che distruggessero i sedili”

“Che bel pelo, fatti accarezzare. Aia mi ha graffiato”

“Sa, non è molto socievole. Provi con l’altro”.

“Ho notato! Posso fidarmi”?

“Credo di sì, Spike è molto calmo rispetto a Nina. Lei… sembra figlia del diavolo”.

“Ciao Spike, piacere di conoscerti. Non posso dire lo stesso di te, Nina”.

“Va bene a tra poco”.

“A tra poco, arrivederci”.

Questo negozio fa al caso mio, di fianco c’è un bar mangerò  prima qualcosa qui, poi comprerò i trasportino per quella bestia di satana”.

“Salve, eccomi di ritorno. È pronta”?

“Sì! Dovrei però chiederli l’aggiunta di 10 euro. Abbiamo dovuto impiegare il doppio dei prodotti e del tempo per lavare i sedili ed il vano posteriore dal vomito. A parte gli squarci nei sedili, è come nuova”.

Certo capisco, tenga. Grazie e arrivederci”.

“Arrivederci”.

Andiamo, entra dentro Spike, bravo. Ora è il tuo turno Nina, su non opporti. Aia, che tu sia dannata! Spero tanto che ti cadano, quelle unghie. Andiamo a recuperare il resto della ciurma: si sta facendo tardi”.

Buon pomeriggio e ben tornato”.

“Buon pomeriggio”.

“Eccoli qui, puliti e profumati. Sono 122 euro e 50 centesimi”.

“’Sti cazzi

“Ecco, tenga pure il resto”

“Arrivederci”.

“Arrivederci”.

Va bene sono ormai le 15:00, non voglio altri impicci da parte vostra. Se prendo la statale dovrei fare prima. Ancora qualche decina di chilometri e ci siamo. Per Dio, cosa succede? No… una deviazione per lavori in corso. Non può andarne bene una oggi? Ok cerchiamo di capire dove passare. Ma certo, taglierò da questa strada secondaria, dovrei farcela comunque. Stiamo per lasciarci finalmente, siete contenti? Io sì. Eccone un'altra, cos’è questo suono, ora? Una piazzola. Mi fermerò per controllare. La ruota è completamente a terra, devo sbrigarmi a sostituirla sono le 15:40  e mancano ancora dieci chilometri circa. Dannazione, questo bullone è inchiodato.

Wuha wuha, Bau bau, miaoo, maooo”.

“State zitti, non è proprio il momento”

Ma non c’è ruota di scorta, solo una bomboletta riparatrice. Spero tanto funzioni, o addio lavoro.. Ci siamo, si riparte. Mi fermerò qualche metro prima, non vorrei che il vostro proprietario veda che vi ho rinchiuso in gabbia. Forza andiamo, saltate giù, prendiamo anche gli altri dal cofano”. Però… efficace questo spray, la ruota è ancora gonfia”.

Dlin Dlon.

“Chi è?”

“ Buona sera, sono il Fattorino ho un pacco per lei”.

“Arrivo subito, Le apro la porta venga su”

“Le 16:00 in punto, complimenti sapevo di potermi fidare dei vostri servizi speciali”.

 (Che diamine ha in faccia? Sembrano due espressioni diverse. Ma, aspetta un attimo non posso crederci).

“Permette una domanda, lei è la mamma di Gianna?”

 “Sì, ma certo. La conosce”?

“Vecchia amicizia, niente di più. Non ricordavo che abitasse qui”

“No, affatto! Questo è il mio posto di lavoro, sono la governante o meglio qui mi chiamano la governante bipolare, per via del mio viso, come avrà capito da solo! Questo pacco è proprio un regalo per Gianna, avrà saputo che si è sposata negli Stati Uniti d’America”?

(No, perché anche questo? Crolla il mio sogno erotico)

“No purtroppo non ne sapevo nulla”

“Ormai sono due anni che si è trasferita, guardi le mostro il regalo”.

“Ma si tratta di un ritratto su tela di lei con i suoi due cani e i suoi due gatti”

(Ecco perché uno per razza è buono e l’altro cattivo).

“Esattamente è stata proprio Gianna a chiedermelo, in realtà sia cani che gatti  sono i suoi e sta soffrendo tanto per non averli portati con lei in America. Anche loro stanno soffrendo, Spike e Lollo sono diventati così dopo la sua partenza, prima erano bravi come Nina e Mora. Di tanto in tanto capita che aggrediscano anche a me. Per fortuna mi permettono di tenerli con me anche durante le ore di lavoro, hanno tanto spazio per giocare qui”.

“Capisco, hanno mostrato anche a me qualche cenno del loro bel caratterino”.

 

“Ora devo lasciarla, la saluto signora. Porga i saluti a Gianna da parte mia. Arrivederla, è stato un piacere incontrarla”.

“Arrivederci. Chiamerò il suo capo per congratularmi per l’ottimo servizio”.

Commenti

Ritratto di Pilgrimax

Scelta coraggiosa, un racconto interamente (o quasi) dialogato e per giunta tutto in scansione diretta. Complimenti per il coraggio e la voglia di sperimentare. Purtroppo la scansione diretta, soprattutto quando addirittura diventa multipla con l'introduzione delle bestiole, almeno per me, è stata un pochino impegnativa da seguire. Qualche didascalia non avrebbe guastato, magari per farmi "vedere" meglio i personaggi in gioco.

Mi è sfuggito l'obiettivo della storia. Mi spiego, nel finale si scopre che la mamma di Gianna ha un viso double-face (passatemi il termine) ma il tutto viene fatto in modo secco, senza dargli troppa importanza e magari è pure giusto che non ce l'abbia. Allora, l'intento forse era ironizzare sulla moltitudine di sfighe, una appresso all'altra, che capitano al nostro simpatico fattorino. Perché, diciamocelo, gliene capitano davvero tante, ma così tante e così senza diversivi che alla fine il lettore si abitua all'idea che tanto gli dice sfiga. Non so', avrei inserito qualche diversivo di tanto in tanto. Come per un eroe che ha bisogno che gli dica male di tanto in tanto per essere avvincente, per il fattorino sfigato di tanto in tanto gli avrei fatto succedere qualcosa di... di "inatteso" ;-)

Ritratto di Gana Mala

Hai utilizzato le parole "cane" e "gatto", verrai frustato per questo! ;)
Scherzi a parte, a me è piaciuto però mi ha un pochino deluso il finale. Non so nemmeno io cosa mi aspettassi ma l'avrei voluto un po' più forte, più incisivo.
I dialoghi li trovo coinvolgenti ma sottoscrivo ciò che ha suggerito Pilgrmax per quanto riguarda l'aggiunta delle didascalie.
Infine, occhio, leggere "gli" al posto di "li" fa venire i brividi al lettore. È accaduto due volte. Se questa è una tua particolare debolezza (tutti le abbiamo), cerca di prestare maggiore attenzione ogni volta che dovrai utilizzarli.

Ritratto di LaPiccolaVolante

Mmmmm... non c'è.
Stavolta non c'è proprio. C'è la simpatica avventura di un fattorino, e la scelta della struttura dialogata ha dato il colpo di grazia all'obbiettivo.
Il dialogo costringe a un dinamismo eccessivo, in una storia che gira intorno a un oggetto troppo importante per relegarlo a semplice pacco/destinatario.

Ci sta che il cocchiere della struttra narrativa sia un fattorino, e sarebbe stata perfetta la cornice delle sue disavventure, ma oggetto e protagonista non hanno praticamente mai interagito. Se non fosse stato per il pacco da consegnare, avrebbe vissuto la stessa giornata di merda per un altro qualsiasi motivo, perché hai disegnato questo personaggio: uno sfortunato saltimbanco la cui vita si srotola in accelerate e brusche frenate. Se al posto del quadro, ci fosse stata una torta a sette piani il personaggio non ne avrebbe risentito.

Io ti consiglio di abbandonare il "dialogo", è una tecnica narrativa decisamente difficile da gestire in questi casi, e troppo spesso si finisce per accostare uno sceneggiato a episodi incapace di aprire l'ingresso di un dedalo narrativo più emozionante.

Leggi e copia. Leggi e imita. Abbiamo bisogno tutti di materiale altrui, per capire e montare un soggetto nostro. Leggi tanto tanto.

Ah, per il prossimo gioco vietermo i dialoghi. :)

 

Ritratto di masmas

Vero molto frenetico, e ogni tanto c'è casino tra corsivo e non. Forse appare un po' sbrigativo nello stile, un po' troppo veloce. Ma la parte di commedia non è male. Vero però che per il finale ci si aspettava il colpo di scena finale, la gag suprema che mettesse la ciliegina sulla torta.

Ritratto di LaPiccolaVolante

Esatto, la vena comica è tenuta bene, manca una visione di gioco più aperta.

Ritratto di Kriash

Beh a me il dialogo piace.

Non dico che sia privo di rischi e, nel tuo caso, privo di sbagli ma l'azzardo ha retto fino a un certo punto.

E questo certo punto è il finale: troppo "lieto fine" per le disavventure precedenti.

Ho letto il commento del Capitano e potrei suggerire una cosa: avresti potuto far dialogare il protagonista con il pacco (anche senza ottenere una risposta da questo, ovviamente). Magari proprio il protagonista si chiede cosa ci sia dentro, magari che tenti di aprirlo e gli animali non glielo permettano. Tante cose.

Non avrei comunque abbandonato il dialogo. È difficile ma se si vuole puoi benissimo descrivere tutto quello che vuoi da un botta e risposta veloce.

Ritratto di LaPiccolaVolante

E se il soggetto ci piacesse? E se volessimo svilupparlo?
Facciamo che abbiamo messo nel cassetto un soggetto sviluppato con il solo utilizzo dei dialoghi e che non sia in nessun modo espandibile perché l'autore imbarca acqua per una assenza di padronanza della struttura narrativa. :)
Siamo qui per migliorare. Siamo tutti d'accordo sul gioco commedia ben riuscito, ma l'espediente qui ha accompagnato l'autore alla deriva, l'ha trascinato lontano dall'obbiettivo, lo ha (inconsciamente) costretto a togliere l'obbiettivo dal mirino, costruendo una trama in random (ripeto riuscita pure da un punto di vista di commediografo) con un personaggio per nulla vincolato al tema o al ritratto. Sostituisci il ritratto con una torta a sette piani e il risultato rimane una sequela divertente di contratempi.
:)

 

Ritratto di LaPiccolaVolante

Il dialogo, in questo caso, diventa un punto debole.

Ritratto di Robypey

Grazie!! Il solo fatto che qualcuno legga un racconto scritto da me, mi fa molto piacere.(Forse è anche per questo motivo, che continuo a partecipare a questi laboratori di scrittura). Se aggiungo che, poi vengono anche commentati e poi ancora, mi vengono dati dei consigli... allora tutto si trasforma in gioia e soddisfazione.

Voglio quindi ringraziarvi per ogni singolo consiglio e cercherò, di metterli in pratica tutti, (non dico tutti assieme. ..pian piano) quantomeno ci proverò. Per il discorso dialoghi vorrei solo dire una cosa, in realtà non è proprio una scelta di scriverlo con detto stile, ma semplicemente il racconto mi è venuto in testa cosi. Non sarei riuscito a scriverlo diversamente. Per quanto riguarda l'interazione con il pacco e il finale, avete ragione. In realtà il pacco dovevo farglielo fregare all'autolavaggio, ma purtroppo quando si fanno le cose di fretta è cosi, ci si dimentica delle cose (mannaggia a me). Il consiglio di abbandonare il dialogo l'ho trovato un tanto durino. Visto che mi è stato consigliato di leggere tanto, avrei preferito sentirmi dire di approfondire con letture del genere.

Ora una domanda. Io avevo capito dal regolamento che, la parola governante non si poteva dire. Nel senso che era come dire cane e gatto. Equivalente, inizio della descrizione della tela. Siete d'accordo?

P.S. Per la prima volta mi sono permesso di lasciare un commento dei vostri racconti.

Ritratto di LaPiccolaVolante

Pey, non è durino il consiglio di abbandonare momentaneamente il dialogo.
È perché, senza far troppe spirali con lo zucchero, sappiamo che è il modo migliore per imparare a usarlo. Non si tratta di essere duri.

Spesso costruiamo regolamenti cuciti su chi sappiamo ha bisogno di tappare una falla. Delle volte eliminiamo l'uso degli aggettivi, delle volte impediamo le descrizioni. Il tuo punto debole dopo questi giochi, sappiamo con certezza che è il dialogo. Ti affidi al dialogo quando la superfice narrativa si increspa e esige un accumulo di esperienza.
È così. Non è un punto di forza, ma un espediente per circumnavigare la narrazione.

Ci sono stati per tutti questi... come li vogliamo chiamare? Traumi? Chi si è dovuto arrendere al fatto che vestiva male la narrativa per ragazzi, chi ha dovuto o dovrà abbandonare una forma troppo poetica e sentimentale o troppo astrusa... tutti noi.

Non è "duro", anzi! Questi laboratori hanno la funzione di migliorarvi e ad ogni giro, ogni gioco è dedicato in particolar modo a un difetto di ognuno. Non credo troverai molti altri laboratori che, uno alla volta, si dedicano a un particolare di un particolare partecipante.

A noi ci piace vedervi migliorare, ci serve (soprattutto!) vedervi migliorare. Non è duro, come dici, è diretto, sincero, perchè ci teniamo che ognuno di voi faccia un passo in più ogni giorno, ad ogni gioco. Quindi non prendertela, scoperto il punto debole, sarebbe pessimo da parte nostra evitare di mostrartelo.

:)

 

Ritratto di LaPiccolaVolante

Il problema non è la lettura di genere.
Tutto è una buona lettura in questo caso. Perché fondamentalmente manca ancora un accumulo di esperienze narrative. C'è da incamerare, stoccare e rendere disponibile ancora una scafalatura di soluzoini narrative o consapevolezze narrative. Quindi non per forza si deve raggiungere la capacità di utilizzare TUTTE le strutture esistenti, ma è utile avere la consapevolezza del maggior numero di strutture.

Il dialogo è utile, bello da gestire e funzionale al contesto. Per quanto siamo tutti d'accordo su questo, bisogna ammettere quanto assume l'aspetto di un punto debole.
Non mi riferisco a questo solo gioco. Noi ci segnamo tutto, dall'inizio alla fine. Noi ci preoccupiamo e lavoriamo per voi. hihi

 

Ritratto di Robypey

Ci mancherebbe! Non me la prenderei mai, anzi la sfida (tra me e me) diventa ancora, più interessante. Sono io che ho deciso di salire a bordo x questo lungo viaggio. Non vorrei e non potrei discutere, di un consiglio dato da un capitano, per imparare a navigare su questi oceani di fantasia. Incasso il colpo, e sono pronto per il prossimo incarico. Con tanti consigli da mettere in pratica! So che spendete tanto del vostro tempo per vederci crescere (almeno un pocchino) e da parte mia, posso solo dirvi grazie.

Ritratto di ansia e cedrata

ho faticato un po' a leggere tutto perché non sono abituata ad una narrazione di (quasi) solo discorsi diretti... allo stesso tempo però ti faccio i miei complimenti perché è uno stile difficile da portare avanti per un intero racconto

Ritratto di Borderline

Il dialogo è lo stile che preferisci, questo ormai si è capito :). Dovresti provare a utilizzarlo nelle interazioni fra personaggi (qui per esempio col kebabaro, con il toelettatore di animali e con la madre di Gianna) e provare invece a usare uno stile descrittivo quando accadono le cose al personaggio, senza farlo per forza parlare da solo :). È vero che tutti noi parliamo, almeno nella nostra testa, da soli, ma una volta si può provare a vedere come questi dialoghi vengono visti dall'esterno :).