La neve non fa rumore - Epilogo (di Ruggio)

La bufera di neve si stava intensificando.

William guidava alla cieca in direzione dell'antenna. Il dolore alla mano lo stava uccidendo. La teneva dentro la tasca del giaccone, ma sussultava per il dolore ad ogni scossone della strada.

Voleva raggiungere Brad e andare via. Non sarebbe mai più tornato in quel posto abbandonato da dio, quell'inferno bianco che adesso odiava, e che aveva ucciso i suoi amici e i suoi colleghi. Voleva solo tornare a casa, al caldo, stare con sua moglie e con i suoi due bambini.
La batteria del walkman era quasi esaurita. La musica serviva a distrarlo, a non pensare e a non porsi troppe domande su quello che stava succedendo. Lo aiutava a non badare troppo al dolore, a non avere paura. Sarebbe morto? Sarebbe riuscito a tornare a casa sua, che stava a migliaia di chilometri da lì?

 

I know what it means to be alone, I sure do wish I was at home.

I don't care what the neighbors say, I'm gonna love you each and every day.

You can feel the beat within my heart.

Realize, sweet babe, we...

 

I Led Zeppelin smisero di suonare. Il walkman era morto.

William si fermò. Rimase per un attimo in silenzio a fissare il vuoto. Si mise a piangere e ansimare. Aveva perso anche quell'appiglio. Rassegnato, si tolse le cuffie e con rabbia gettò il walkman sulla neve. Tirò su un sospiro per cercare di riprendersi.

Respira. Respira. Respira.

Quando accelerò per ripartire, lo sno-cat si spense di botto.
“No! Cazzo, no!”

Provò a riaccenderlo.

“No! Non puoi farmi questo!”
Provò di nuovo, ancora e ancora. Ma il mezzo non si sarebbe più riacceso. Scese per osservare cos'era successo. Dietro di sé aveva lasciato una scia di carburante, e il serbatoio ora era vuoto. Era stato manomesso? O forse si trattava di un guasto, una normale perdita da una di quelle crepe che si  formano con le basse temperature.

“Maledetto! Perchè? Perchè?”

Prese a calci lo sno-cat, imprecando e piangendo. Le lacrime gli si appiccicavano sulle guance, mentre il vento e la neve colpivano il suo viso come impietose e insistenti lame gelate.
Si accasciò a terra, in ginocchio. Non doveva finire tutto lì. Doveva trovare le forze per raggiungere Brad, non doveva perdere le speranze. Brad l'avrebbe aiutato, assieme sarebbero andati via, il suo capo avrebbe risolto le cose.

Certo, si sarebbero salvati, sarebbero tornati a casa.

William stava provando ad infondersi del coraggio, doveva alzarsi e continuare a camminare. L'antenna non doveva essere poi così tanto lontana.

 

Camminò per ore, barcollante. La bufera non dava segni di cedimento, in quel momento era la sua peggior nemica. William pensava che sarebbe morto lì, tra i ghiacci, e non avrebbe mai più visto gli occhi di sua moglie. Ma l'immagine della madre dei suoi figli lo aiutava ad andare avanti, a mettere un passo di fronte all'altro.
Guardava davanti a sé, il bianco abbacinante della neve sullo sfondo bianco dei ghiacci. Si stringeva la giuntura della zip del giaccone all'altezza del collo. La mano destra nella tasca, il dolore era persistente ma quasi non lo percepiva più, tanto era totalizzante il malessere che affliggeva corpo e mente.

Strinse gli occhi. Vide qualcosa davanti a sé. Una sagoma indefinita si stagliava sullo sfondo.

Aveva raggiunto l'antenna! C'era qualcuno, sì, Brad, Brad era lì, doveva essere lì. E doveva riportarlo a casa. Un po' di speranza cominciò a scorrere nelle vene assieme al suo sangue, nonostante il battito cardiaco rallentato. Sentì un po' di tepore e sorrise, e pianse, e cominciò a correre.
La sagoma dell'antenna diventava sempre più chiara e nitida, e anche quella della persona che sostava nella sua prossimità. Ma non era Brad. William, con orrore, riconobbe la sagoma della creatura con cui aveva lottato nell'avamposto. Si fermò di colpo.

Era paralizzato. Lo fissava, tremante. Non poteva essere lo stesso.

Nelle orecchie cominciò a sentire un sibilo leggero, ma persistente.

Si guardò attorno, vide altre sagome che lentamente si avvicinavano. Il sibilo divenne sempre più forte.

Erano tante. Erano decine di quelle creature, tutte uguali, tutte rivolte verso di lui. Era circondato.

A quel punto il sibilo gli stava trapanando le tempie. Erano forse loro che producevano quel suono?
“Chi siete? Perché ce l'avete con me? Perché ce l'avete con noi? Che vi abbiamo fatto? Cristo...”

Nessuno rispondeva. Solo la voce del vento e quel sibilo che stava diventando un mormorio ossessivo.
William aveva con sé la pistola. Un solo proiettile non sarebbe bastato per difendersi, ucciderli, riuscire a scappare. Quell'arma gli dava comunque una speranza: una via di fuga attraverso la morte. Sarebbe potuto uscire da quell'incubo, se l'avesse voluto. Sorrise, un sorriso molto amaro.
Il mormorio divenne più chiaro e distinto, William poteva percepire delle parole, che gli risuonavano dentro la testa. Erano voci, voci inumane, sovrapposte e contorte, stridule al punto da perforargli la mente. Era una specie di cantilena, un coro raccapricciante che sussurrava alle orecchie, così:
 

Il ghiaccio ti inghiotte, la neve ti schiaccia

gli Uomini Balena ora sono a caccia

I corpi degli eroi nella gelida terra

gli Uomini Balena sono scesi in guerra

 

Nel nostro mondo, che a te è sconosciuto

nessuno accoglierà le tue richieste d'aiuto

Al di sotto dello zero, dove la vita langue

gli Uomini Balena prenderanno il tuo sangue

 

Puoi unirti a noi, o essere perduto

puoi unirti a noi, popolo evoluto

e se questa ipotesi non ti spaventa

la tua morte, forse, non sarà violenta

 

Di qualunque idea tu sia, non importa niente

noi agiamo comunque arbitrariamente

E' questa è la parte più divertente

prenderemo il tuo corpo, e prenderemo la mente

 

Tu pensi sia finita, cerchi una soluzione,

credi che togliendoti la vita troverai una redenzione

qualunque cosa deciderai non servirà comunque a niente,

ci prenderemo il tuo corpo e ci prenderemo la tua mente

 

Il ghiaccio ti inghiotte, la neve ti schiaccia

gli Uomini Balena ora sono a caccia

I corpi degli eroi nella gelida terra

gli Uomini Balena sono scesi in guerra

 

 

Fu proprio quello che William sentì risuonare dentro la testa. Quello che quelle parole minacciose volevano significare, in quel momento non era importante. Voleva mettere fine a tutto, spegnere questo incubo come si spegnerebbe la TV.

William si infilò la canna della pistola in bocca. Fissò il vuoto. Premette il grilletto.

 

 

 

 

Nero.

Circondato dal vuoto e dal buio.

Il nulla circondava William. Si trovava nella totale assenza di sensazioni e di percezioni.

Era morto? O era prigioniero?

Non provava freddo, non sentiva rumori, non sentiva ciò che normalmente diamo per scontato: respiro, battito cardiaco, la sensazione stessa di esistere, di essere in qualche posto. Tutto assente, immerso in un silenzio assoluto e vuoto.

 

“William.”

“B..Brad?”

Le voci vibravano in questo vuoto, condotte dalla mente? Forse inesistenti.

Tra una sillaba e l'altra il tempo scorreva più lentamente. Dilatato quasi all'infinito.

“William, sono io, sono Brad.”

“Brad, dove sei? Dove siamo? Cos'è successo?”

“Stai tranquillo Billy. Tutte le tue domande avranno una risposta.”

“Ma tu dove sei Brad? E' come se tu fossi...fossi dentro la mia testa! Chi è quella gente? Che cosa sono?”

“Che cosa siamo, intendi. Che cosa sei anche tu, William.”

“Cosa vuol dire? Cosa sono io?”

“Noi siamo loro, adesso. Siamo loro, e di loro proprietà. Noi apparteniamo a loro, ci apparteniamo. Ora facciamo parte di questo mondo, apparteniamo ai ghiacci eterni.”

“No...non può essere! Voglio svegliarmi da questo incubo!  Io...”

“Non è un incubo. E' la tua nuova vita. E' la tua nuova essenza, Billy. Tra poco non avrai più possibilità o necessità di comunicare. Tra poco diventeremo una cosa sola con questo mondo. E così come il tuo corpo non ti sarà più utile, la parola non verrà più utilizzata per comunicare tra di noi.

Stiamo diventare un tutt'uno, con il ghiaccio e con la madre terra. E così sarà per tutti gli altri uomini che popolano questo pianeta, in un futuro molto, molto vicino.

Billy, dimmi qualcosa, prima della nostra ultima mutazione.”

“...”

“Billy, parlami.”
We come from...

“William?”

We come from the land of the ice and snow,

From the midnight sun where the hot springs flow.

Hammer of the gods, will drive our ships to new land...

To fight the hordes, and sing and cry.

Valhalla I am coming!!!

Always sweep with, with threshing oar.

Our only goal will be the western shore...

Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Dall'inizio alla fine di questo gioco, la narrazione si è fatta pù regolare e scorrevole.
Meno particolari inutili, poche battute utilizzate bene per da forma a un soggetto essenziale eppur con tanto potenziale.
Ti è scappata una piccola sfumatura: a un certo punto i ruoli si capovolgono: è William  che cerca Brad per riportarlo a casa. ma fino ad allora la prospettiva era più affascinante: William cercava brad per farsi riportare a casa.
il capovolgimento ci sta, fosse anche stata una distrazione, io avrei tenuto il ruolo iniziale per W.
Uno spunto davvero divertente da giocare su un lungo racconto. Un personaggio secondario che agisce da secondario per salvare il protagonista. Una storia che alla fine punta il fuoco sul personaggio secondario senza mai dimenticare che il protagonista è un altro, eppure continua a lasciargli in mano quasi l'unico timone della storia. lo scambio di ruoli in una mia ipotetica progettazione, verrebbe confermato palesemente solo alla fine, per marcare il percorso di maturazione del personaggio.

Più che un horror o un suo simile, questo veste bene il ruolo di "paraorigini" di una storia nera. Fornirebbe un prologo e una legittimazione per raccontar la storia senza sprecar battute in spiegoni, disseminando qua e là qualche poco ingombrante delucidazione.

Un bel percorso, in questo gioco. sì.

Ritratto di masmas

In effetti la piega diventa sempre più interessante, questo brano è drammatico, rende bene le sensazioni di William, si legge bene.

Bello.

Ritratto di Borderline

Ma quindi alla fine gli Uomini Balena erano i Led Zeppelin :)? A parte gli scherzi, è un buon testo. Giusto un appunto, quando si scrive un testo emozionale che segue (pur con un narratore esterno) il punto di vista di un determinato personaggio, in questo caso William, bisogna cercare di rendere le frasi meno fredde possibile, più specifiche. Per esempio "stare con sua moglie e con i suoi due bambini" è abbastanza standard, non fa capire cosa sia per lui essere padre, meglio forse scrivere con sua moglie e con "nomi dei bambini" (che ora non mi vengono, meglio ancora dimunitivi o vezzeggiativi). Buon finale, chissà cosa tramano gli uomini balena davvero, potresti continuare e scoprirlo :)