2. La Gabbia D'oro (di Mar)

Seconda parte di L'isola del Gheppio Bianco - 1. La gabbia di vetro

 

Nessuna isola sarà mai abbastanza lontana per un cuore ferito.

Nessuna distanza, nessun mare ingrossato dalle lacrime.

In un tempo lontano, un uomo saggio ha detto che tra noi e il nostro cuore, devono esserci almeno dieci passi: non undici per non perdere calore, non nove per non bruciarsi.

Quell’uomo saggio si sbagliava.

Io ci ho messo in mezzo l’eternità e il rancore di cento sbagli.

Molto più di dieci passi.

Molto più di dieci lune.

Eppure il mio cuore ha continuato a bruciarmi, consumarmi.

Ho provato allora a imprigionarlo in una gabbia d’oro, cibandolo con chicchi di miseria come fosse un piccolo uccello smarrito.

Dopo aver smesso di contare gli anni, quell’uccellino è riuscito a scappare dalla gabbia.

Seppur fosse fatta d’oro.

Seppur fosse stata costruita per non farlo volare via.

 

Quell’uomo saggio si sbagliava.

Quell’uomo saggio aveva una gabbia vuota.

 

 

[Nella mente del mio Re,

il mio ritorno,

il mio ritorno da te.

 

Chi sta cantando?

Fep, sei tu?]

 

 

“È tutta colpa mia… vero?”

“No, non è colpa tua…”

“Perché allora non mi parli?”

 “Zeira…”

“Non puoi lasciarmi.”

“Chiudi gli occhi.”

 “Ti prego!!”

“Fidati di me.”

 

 

[Ancora voci

“Ela, svegliati!”

rimbombano nella mia testa.

“Ela, Ela, mi senti?”

Fep?

Sei tu?

Sei così lontano...

“Ela!”

Perché te ne vai?

“Resisti!”

è buio.

Il mio cuore,

sento solo il battito del mio cuore.

Fep?

Dove sei?

FEP!]

 

 

Ezel era una donna bellissima.

Pelle di ebano e sguardo inebriante.

Prima che diventasse la sacerdotessa della sua gente, nel Continente del Sud, Ezel era una donna libera.

Sangue pazzo e indomabile. Ribelle e fiera.

Una perla nera nel cuore della Steppa Bianca.

In poche parole, la mia più terribile condanna.

Pensa al vuoto, all’infinito e cerca ora di trattenere il respiro più a lungo che puoi.

Resisti, resisti ancora. Non mollare!

Continua a tenere dentro quell’aria marcia, sempre più flebile, sempre più impercettibile.

Sempre più letale. Ascolta il tuo petto sfinito, al limite. Ma aspetta, aspetta ancora!

Brami ossigeno, lo so, il buio ti spaventa. Cominci a tremare, e a chiederti perché...

Perché stai trattenendo il respiro?

Perché non ricominci a respirare?

Perché?

Ecco.

Adesso congela questo istante e prova a immaginare una vita intera passata senz'aria viva nei polmoni.

È così che ho vissuto lontano dal mio mondo.

Da tutto ciò che conoscevo e amavo.

Condannato.

La rabbia ha spazzato via ogni ricordo.

Tutto è confuso, ma il tempo non perdona nessuno e un marchio indelebile è impresso a fuoco nella storia di queste terre.

Per Turiel, questo straccio di terra che mi fa da dimora, con le sue trappole, le sue rupi e le desolate piane di terra arsa, credo sia finalmente arrivato il momento di mettere la parola fine.

Ma per raccontarti di ciò che sta per accadere, devo parlarti di Ezel.

E per raccontarti di Ezel, devo parlarti di me.

Sei pronta?

Mi chiamo Bibion e sono il Guardiano dell’isola di Turiel.

O forse questo te lo ricordi ancora?

 

[Ricordare?

Che cosa devo ricordare?

Fep, perché mi racconti queste storie?

Sei tu, vero?

Non farmi questo,

ti prego.

Sto sognando?

Sto sognando.

“Zeira.”

Chi ha parlato?]

 

 

“Perché mi fai questo?”

“E’ l’unico modo che conosco…”

“Trasformarmi in uno Scarto?”

“Zeira, devi credermi.”

“Non puoi farlo davvero.”

“Devo.”

“E mi ricorderò di te?”

“Sarà atroce...”

“Rispondimi!”

“Poi ti addormenterai e…”

“Dimmelo! Mi ricorderò di noi? Di tutto questo?!”

“Perdonami…”

“Rispondimi!!”

“Stringi.”

“NO!”

 

 

[Che cosa volete?

Perché mi parlate così.

Perché queste immagini?

Io non ricordo,

non ricordo niente!

Lasciatemi in pace.

Vi supplico!

Fep.

Fep, dove sei?

Aiutami!]

 

 

 

Sono passati tanti anni?

Sì.

Sono passati decenni?

Forse.

Qui il tempo non scorre come nel resto del Continente, ma ho imparato a farci l’abitudine.

La solitudine, la rabbia, l’eternità, sono bestie feroci.

Però bisogna sapersi accontentare, sai?

La caccia è sempre più difficile, la stanchezza avanza e la vista peggiora.

L’inverno è tiranno e il cibo scarseggia.

È un'isola così povera questa. Un solo torrente ad attraversala e il resto è solo rocce e terra arida.

Una sola, piccola macchia verde in mezzo al nulla, per darmi riparo.

Se ripenso alla Steppa Bianca e a quelle meravigliose terre rigogliose.

Te le ricordi?

No, come potresti...

Cacciare era quasi un passatempo.

Artem non mi faceva mancare nulla, nemmeno Ezel…

Si cacciava assieme o, molto spesso, erano loro a farlo per me.

Tradizioni, dicevano.

Sono passato dall’essere venerato come il Protettore dei Sacerdoti, a cacciatore di polvere.

Si può finire tanto in basso?

Dovresti saperlo…

Ma potevo essere già morto e, almeno per questo, rendo ancora grazie.

Tu ringrazi mai per essere ancora in vita?

O pensi che la tua bell’età ti sia stata regalata dal fato o dal destino o da chissà quale dio?

No, tu non hai mai ringraziato.

Vizio di famiglia.

E dimmi, pensi mai alla tua famiglia?

Alla tua terra?

No, lo so, Turiel non è casa tua. Ma non è nemmeno casa mia, sai?

Io potrei essere ancora libero tra gli Utur, se non fosse stato per Ezel.

Se non fosse stato per te...

Sei proprio sicura di non ricordarti nemmeno di lei?

Un vero peccato.

 

 

[Chi sei?

“Non ti ricordi di me, Zeira?”

ancora questo nome...

Vattene dalla mia testa!

Perché non mi sveglio?

“E' così che ti chiami.”

Devo svegliarmi.

 “Non fare così, Zeira.”

Smettila di chiamarmi Zeira!!]

 

 

 

Zeira, non ho molto tempo.

Devi ascoltarmi.

Lo so che ti sembra tutto assurdo, ma devi avere fiducia nelle mie parole.

Quando ti sveglierai, io non sarò accanto a te a darti una mano, chiaro?

Dovrai fare tutto da sola.

Turiel è un'isola insidiosa, la Gabbia d'Oro ancora di più.

È la prigione a nord dell'isola, sul promontorio che si affaccia sul Mare dei Morti.

Non tentare di fuggire, aspettami.

Dio solo sa cosa ci aspetterà una volta fuori.

Quindi, ti prego, non fare nulla prima del mio arrivo.

Resta viva.

Solo questo.

 

 

 

[Resistere.

Restare viva.

Turiel.

Io non capisco...

Tutte queste voci,

sono solo confusione!

Chi siete?!

Non vi conosco!

“Non stai sognando, Zeira.”

Cosa significa?

Smettila!

Adesso mi sveglio!

Adesso mi sveglio.

ADESSO

MI

SVEGLIO!]

 

“Zeira,

 

tu sei già sveglia.”

 

 

“AHHHHHHHH”

Un urlo mi spalanca i polmoni.

Ancora quell'orribile sensazione.

Quel terrificante cappio al collo del giorno dell'incidente.

Quell'odore di marcio, di sangue.

Ritornare a galla ancora, ancora e ancora.

Per quanto tempo continuerò a risvegliarmi in questo mare di merda?

Sono madida di sudore. Lo sento.

Le palpebre pesanti.

La testa vuota.

Qualche respiro e tutto tornerà al proprio posto, come sempre.

Come ogni schifosissimo giorno.

Respira Ela, respira.

Muoviti piano, coraggio.

Un crampo.

Lo sai che succede, tranquilla.

Un altro più forte.

Fai un altro tentativo, coraggio.

Crampi.

Dolorosi, continui.

Perché non riesco a muovermi?

Calmati.

“AHHHHHHHHHHHH!”

Una fitta alla schiena distrugge i respiri appena fatti.

Non riesco a muovermi, non riesco a muovermi!

Spalanco gli occhi, ma tutto attorno è buio.

Le mie braccia...

La mia gamba!

Cosa?!

“Hai paura del sangue Zeira?”

Il cuore si ferma.

Questa voce, io la conosco…

“Ti prego, basta!”

Non posso essere ancora addormentata!

“Devo svegliarmi, devo svegliarmi, AHHHHHH!”

“Se continui ad agitarti in questo modo, il sangue non smetterà di uscire.”

“Sangue? Quale sangue?!”

Questo odore…

Mi fa male lo stomaco.

“AAAAHHHHHHHHHHHHHH!”

Lo sterno sembra spaccarsi.

Le mie ossa, le mie ossa si stanno rompendo!

“AHHHHHHHH!”

Non può essere reale!

“AIUTOOO!!”

“Non doveva andare così, lo so, mi dispiace...”

“TU NON ESISTI! TUTTO QUESTO NON ESISTE!!”

Mi gira la testa, mi viene da vomitare.

Il dolore è insopportabile.

La mia schiena, qualcuno mi sta spezzando la schiena!

Vomito.

“Ti sei svegliata prima che la trasformazione fosse completata...”

“Di cosa parli?!”

Vomito ancora.

“Sì, la tua trasformazione e ...”

“SMETTILA!! Cazzo!”

“Che brutto modo di parlare… sei stata da quella parte troppo a lungo.”

“AHHHHHHHHHH!”

Basta.

Il dolore è troppo forte.

Svengo.

“Ci risiamo. Cara Zeira, non vuoi proprio lasciarmi il gusto di combatterti in volo, eh?” 

Commenti

Ritratto di grilloz

Spiazzante. Queste battute spezzate ti catapultano dentro la mente della protagonista e a un certo punto non riesci più a capire se sei dentro un'incubo o se è la realtà. Oltre tutto l'assenza di descrizioni da la sensazione di trovarsi in un ambiente vuoto e claustrofobico. Se era questo lo scopo è riuscito in pieno.

Secondo me come parte di una storia lunga funziona bene, se fosse un racconto a se stante avrei dei dubbi.

Comunque bello.

Ritratto di Mar_86

Grazie Grilloz!

Sono molto contenta di aver fatto passare proprio il senso di claustrofobia.

Il buio, il chiuso, con voci che ti "martellano" e destabilizzano.

Il mio timore è però quello di aver creato più confusione che curiosità.

E sì, non è proprio un "racconto". E' forse più un pezzo di qualcosa di più ampio. 

Ritratto di LaPiccolaVolante

Grilloz mi ha anticipato. Questa è una buona tessera di un puzzle molto più lungo.
L'aggiunta della parte finale, secondo me ci darà più elementi per la valutazione.
La struttura che hai scelto non da molte possibilità: Funziona, ti lascia in attesa, sorvola, ma ti sei protetta bene per questa tappa. hihih

Non ci resta che aspettare, ma già ti dico che questi sospesi sono un armaa doppio taglio: tengono il lettore legato al filo del racconto e affamato, ma lo inzuppano anche di aspettative. La fine è quella più importante, se la sbagli perdi tutto. hihhi

Adoro metterti in ansia!

Ritratto di Kriash

La chiave onirica di questo secondo racconto bilancia la versione "di carne" del primo racconto. Se i dialoghi e la figura di Ela nel primo erano così reali da poterla toccata, qui il contorno si perde lasciando solo la sostanza, l'anima che attende un nuovo recipiente e magari nel passaggio lo cambia pure.

Buona la resa della "porta", facendoci immaginare il mondo dietro al bivio. Mettendoci dei dubbi su chi siano davvero i protagonisti e quale forma assumeranno. Tanti personaggi, tante voci.

C'è l'aspettativa per una chiusura coi controfiocchi (dire controcazzi è troppo volgare... intanto poi l'ho detto).

Ritratto di Seme Nero

Psichedelico!

Qualche volta mi è sembrato di perdere l'ordine delle battute, ma sei stata brava, in una frase il contesto torna chiaro e si riprende senza problemi. L'inizio forse è un po' ostico, bisogna proseguire per capire. Il livello rimane alto!

Ritratto di Borderline

Onirico, è vero, ma rispetta in pieno il regolamento. Se la porta è quella che guida verso la trasformazione di Zeira per creare un punto di unione fra i due mondi. Fra quello che ancora non conosciamo e quello reale in cui si è trasformata in Ela. Un sogno che svela la realtà, può esistere, ma poi è necessario svegliarsi e vivere. Quindi... buona guerra :)

Ritratto di Polveredighiaccio

Una meraviglia come l'altro. Lo trovo molto evocativo e potrebbe riservare un "finale" magico.