La lunga strada verso casa (di Kriash)

Huginn ok Muninn

fliúga hverian dag

iörmungrund yfir;

óumk ek of Hugin

at hann aptr ne komit,

þó siámk meirr um Munin.

 

 

Stare in mezzo al mare mi ha sempre fatto schifo.

Soprattutto da quando sono solo, per colpa di quella stronza di Lisa che mi ha lasciato.

Ok, aveva i suoi buoni motivi… e trovarmi a mutande calate con la nostra baby-sitter potrebbe essere uno di questi, lo ammetto.

 Ma non è quello il punto.

È vedere tutte queste famiglie felici che ridono, si divertono, parlano e mettono la mano sopra gli occhi per vedere l’orizzonte oltre alla linea blu del mare.

Dovrei sentirmi bene qui in cima. Dovrei sentirmi libero.

Invece mi sento un peso sul cuore. E, se non fosse per tutti gli spessi piani metallici di questa nave, m’inabisserei nelle fredde acque dell’oceano.

Pensiero.

 

Il fischio prolungato mi riporta fuori dall’acqua gelida. L’ho solo immaginata ma ho i brividi lungo la schiena.

Forse è colpa della brezza che si è alzata. È riuscita a smuovere le nuvole fino a creare un muro grigio scuro che ci sta seguendo. Anzi, no, ci sta quasi raggiungendo.

Spengo la sigaretta nel posacenere, respiro l’ultima aria sana prima di passare ore di quella condizionata. Meglio andare dentro.

Meglio far finta che qui su non ci sia più nulla per me, nulla di divertente, almeno.

Il caldo che mi pervade non appena chiudo alle mie spalle la porta del ponte è quasi peggio del freddo esterno.

E la musica che arriva dalla sala svago a prua… quella musica, no, non aiuta.

Tommy, hai scelto il migliore dei modi per fare una vacanza. Il migliore dei modi per ucciderti di tristezza.

Un professore di storia in viaggio verso il nord Europa.

La fiera della tristezza, già.

Non parlo con nessuno, non lo faccio da ieri quando l’unica parola che ho rivolto è stata al tipo che si occupava dell’imbarco.

Nemmeno un cenno al barista di turno che si prodiga per far ridere una tettona rifatta che ha palesemente il doppio dei suoi anni ma nascosti sotto centimetri di gomma e silicone.

Che schifo.

Tutto mi fa schifo.

Anche questa vacanza.

Per fortuna che tra qualche giorno si arriva nei fiordi.

Per fortuna che…

 

Il boato che mi risveglia nel buio della mia microscopica cabina anticipa di pochi secondi una musichetta assordante e la voce di quello che potrebbe essere il capitano.

L’ascolto a tratti, visto il casino che sembra provenire da fuori.

L’oblò è un muro nero profondo sull’esterno.

Un lampo.

Tremendamente vicino. Così tanto da farmi saltare all’indietro e inciampare sulle scarpe buttate a terra.

“Checazzo…”

Wow, la seconda parola di questo viaggio.

Mi rialzo e la voce all’altoparlante continua a bombardarmi la testa.

Ma qualcosa mi distrae ancora.

Qualcosa che viene illuminato a intervalli dai sempre più frequenti lampi esterni.

Qualcosa che…

E il terremoto fa spostare tutto.

Com’è possibile che ci sia un terremoto in mezzo all’oceano.

No.

No, non un terremoto.

La nave ha urtato qualcosa.

Tempesta, terremoto, urto.

Ma non è finita. Una luce rossa di emergenza illumina la stanza.

Metto mano alla maniglia ma niente. La porta non si apre.

Cazzo.

Quando il secondo urto mi sbalza contro la parete della cabina è troppo tardi per farmi uscire di bocca quella che sarebbe stata la terza parola.

 

***

 

Cra.

Cra. Cra.

Quell’alone grigio che è la mia vista non aiuta di certo.

E nemmeno il ronzio che ho in testa.

Tento di sbattere le palpebre ma sono così secche e dure che è come sfregare gli occhi contro la carta vetrata.

Non che l’abbia mai provato, sia chiaro.

E la cosa che ho al posto della bocca, Dio, è la cosa più simile a una betoniera. Impasto sabbia, acqua salata e alghe.

Vomito.

Sputo.

Tossisco. Ma almeno mi libero.

I pugni stringono sabbia gialla sfuggente, ora che posso finalmente vedere qualcosa.

La luce è un pugnale che mi si conficca nella retina.

Cra.

Alzo la testa, fregandomene del rumore sgradevole prodotto dal mio collo. Uno scrocchio che può solo farmi pensare al peggio.

Invece…

Cra.

Ho i vestiti stracciati, mossi dalle onde che mi spingono vicino e distante dalla riva.

All’improvviso ricordo tutto.

Memoria.

Il boato, l’allarme, le grida, l’urto. E poi?

E poi basta, non posso andare oltre. Ricordo fino a quel momento.

Posso solo lasciare muovere l’immaginazione, raccogliere informazioni da quello che ho attorno e… e, niente, non c’è praticamente niente.

“Merda.”

La mia voce mi giunge lontana, ancora impastata e ruvida.

Mi alzo a fatica e getto uno sguardo verso il mare, coprendomi la fronte con il palmo della mano.

Niente.

Cra.

Ancora?

Uno svolazzare selvaggio mi fa arretrare di qualche passo. Uno spavento che non avrei mai provato al sicuro della città, nella piazza del mio paese, in mezzo alla gente.

Lì mi sembra di essere solo. No, non è giusto, lì sono solo.

Solo, a parte tutti quegli uccelli che stanno appollaiati sugli alberi poco distanti dalla spiaggia.

Metto a fuoco: corvi.

Decine di corvi, centinaia di corvi… migliaia di corvi.

Cra.

Giro gli occhi e uno di loro è a pochi passi da me.

Inclina la sua testa a scatti.

Apre il becco.

Lo chiude.

Fa quello che fa un corvo normalmente.

Tranne…

“E tu chi sei?”

Tranne parlare.

Commenti

Ritratto di grilloz

Sentivi già la mancanza del mare? :D

Mi piace questo modo "sconclusionato" di raccontare la storia, che da l'idea del disagio mentale del protagonista, solo che a volte ho la sensazione di perdere il filo.

Bello il finale, che rende interessate tutto il resto (però mi sarei aspettato dei gabbiani :P)

Ritratto di LaPiccolaVolante

Sarà che non sapevi come riprodurre il verso del gabbiano? eheheh
Non avrei chiuso il sipario sul naufragio. Ho il dubbio che farai il tuo andi e rivieni sulla linea del tempo anche stavolta e attendo. Scometto che dentro quel buco c'è la chiave ma ce la racconterai più avanti!  ;)

C'è una cosa però da cui non riesci a guarire: un'incontrollabile fretta di raccontare. Caratterizzi il tuo personaggio quel tanto che basta per poter andare avanti. Questa è l'impressione. Ora, è una nave, hai un bancone bar, hai una sala di patetica marmaglia mediocre. Io avrei lasciato il personaggio seduto, fermo su quel bancone, pieno di noccioline da prendere, cose da guardare, sgabelli su cui sedersi, gesti piccoli e lenti da contraporre all'isteria del vacanziere. Sarei rimasto fermo lì a disegnare questo scazzato, fino all'impatto. :)

La chiusura è il profumo della torta che non vedi l'ora di assaggiare.
 

Ritratto di Seme Nero

In forma il ragazzo!

Un tizio scazzato, pensieri sparsi, un pizzico di psichedelia nel finale.

Però manca la chiave. O.o (o me la sono persa per strada?)

Ritratto di LaPiccolaVolante

No, non c'è. Ma conoscendo Kriash ci farà la sorpresa in flashback! hihih

Ritratto di Kriash

Rispondo veloce a queste prime osservazioni, poi avrò modo di svelare tutti i vostri dubbi.

E invece... la chiave c'è ed è il perno di questo primo racconto. Che non si veda o che passi inosservata, beh... è voluto. E no, non farò flashback questa volta. Perchè in realtà questo sembra l'inizio di tutta la vicenda ma in sostanza è. Ok, basta non vi dico più niente.

Altra cosa: I GABBIANI! No, non potevo usare i gabbiani ma DOVEVO usare i corvi. Perchè? Nel testo ci sono ben quattro richiami precisi al perchè ho usato loro e che, se visti, potrebbero far intuire parecchio sullo svolgimento.

Ultimo: lo so, non descrivo molto. Ma credetemi, anche il fatto di non far parlare o non coinvolgere il protagonista in descrizioni su quello che lo circonda, beh, anche quello per me vuol dire far capire tanto sul protagonista.

Risposte al volo ma ritornerò su tutti i dubbi.

Grazie mille per la lettura, le prime (e spero non ultime) critiche e per le idee ;)

Ritratto di LaPiccolaVolante

Maledetto! Sono quelle rondelle che vengono fuori solo dopo che sai il resto! ora moriremo tutti quanti di attesa! Ragazzi, giro di chiglia a dispetto, per Kriash? Muuuuahhhahaa

mo' me lo rileggo! e spoilero appena scopro, anche se so che caverò il ragno dal buco solo al prossimo! Adorabile maledetto!

Ritratto di LaPiccolaVolante

Porcatroiaa! ho letto solo ora i versi dell'inizio! You win, kriash!

Ritratto di LaPiccolaVolante

E ci sono anche i loro Nomi! Siori! Sono stato superficialotto! Mi arrendo alla citazione! Bella!

Ritratto di Borderline

Ormai so che la citazione fa parte della mitologia norrena quindi mi aspetto quanto meno un proseguo in stile "American Gods" di Gaiman :). Anche io non ho capito quale sia la chiave, ho pensato sia la nave ma forse è troppo grande, quindi boh, aspetterò la prossima puntata. Anche secondo me dovresti cercare di caratterizzare meglio un personaggio, un professore di storia. Sembra giovane, dal linguaggio, ma poi? È sociopatico? Solo timido? Misantropo? Qualche battuta in più ci avrebbe portato a conoscerlo meglio, e conoscere i personaggi è una cosa che ai lettori piace tanto :). Avanti ché son curiosa!

Ritratto di Schiumanera

;) Pare che sarà un altro viaggio in mare, e invece... Mi accodo alla Capitana: un uso più equilibrato del personaggio me lo avrebbe fatto visualizzare meglio. Per il momento, è come una macchia lattiginosa sulla retina. Ma confido nel prossimo spezzone.

Ritratto di Polveredighiaccio

Le scene si susseguono rapide ma senza strappi, non amo particolarmente il rimuginare di un personaggio, preferisco sempre la caratterizzazione attraverso lo scambio di battute (mio gusto personale del tutto soggettivo), ma da quel che ho capito era necessario ai fini del racconto e da come "pensa" sembra un individuo cinico e indifferente a ciò che può o meno capitargli.

La scena sulla spiaggia è la migliore, lo stordimento dopo il risveglio e le sensazioni che prova sono efficaci.

Il contesto non è ben delineato, immaginare l'ambientazione non è immediato, ma in fondo è solo la prima parte.

Ritratto di Kriash

Grazie a tutti!

Nella seconda parte cercherò di analizzare meglio il personaggio (cosa che mi ero comunque già ripromesso di fare, per ovvi motivi di narrazione). Non vi prometto di essere più "descrittivo" ma ci proverò (mi legherò alla sedia).

La chiave c'è, probabilmente diventerà più palese nella seconda parte ma c'è.

Bravi i capitani che hanno individuato le citazioni e il probabile andamento della storia (anche se aiutati :P ... e comunque American Gods c'entra fino a un certo punto) anche se non ci sono molti agganci per capire davvero quale strada seguirò.

Alla seconda parte (attendo comunque altri commenti e suggerimenti, ovviamente... massacratemi che mi piace)!

Ritratto di Antio

Lettura molto scorrevole e godibile. Il personaggio mi piace, secondo me con pochi cenni hai definito una personalità interessante. Anche il susseguirsi degli eventi è caratterizzato da un bel crescendo egregiamente dosato. Non sono riuscito a capire quale possa essere la chiave... Aspetto il seguito anche per riconoscere gli indizi che non sono riuscito ad individuare!

Ritratto di masmas

A me questo stile di narrazione piace, rende il punto di vista profondo, quasi dentro il protagonista. Sembra quasi non stiamo vedendo coi suoi occhi ma leggiamo nella sua mente quel che lui vede. Poi vabbé, gusti personali, e poi l'ho fatto anch'io di scrivere così... :P

Certo è molto adatto a un carattere ruvido, introspettivo e magari cinico.

La storia tiene incollati, frenetica porta al dunque, vero può apparire frettolosa ma corre, corre verso il dunque.

Insomma non so se si era capito ma mi è piaciuta.

Ritratto di Mar_86

Kriash ha questa dote di scrivere pochissimo e dire tanto.

Di buttarti una frase che SAI BENISSIMO significherà qualcosa e aprirà chissà quale porta.

Sa incastrare vecchie leggende o credenze con abilità.

Mi piace.

Anche io per un attimo sono caduta nel tranello dei “gabbiani” (ignorando totalmente la citazione).

Ha di nuovo scelto il mare?

E perché no...

Attendo il seguito.