7 - Razze (di MasMas)

Ho trovato la testa di un cane nella discarica. Non sembra rovinata, dico, sì, un corpo non ce l'ha, ma non vedo ossidazioni sulle calotte, i platjack sono integri, non strappati e anche i fori dei rivetti sulle carene sembrano buoni. Ho portato a casa la testa di un cane e mio padre ha riso: "Almeno non ti toccherà portarlo a passeggio ogni sera!", ha detto. Mio padre ha provato a dargli energia. Il cane ha acceso le camere oculari. "Funziona!" ha detto, "Dovremmo cercargli un corpo!", ma quando gli accumulatori furono carichi e si attivarono i modulatori sonori, sì, noi ci aspettavamo un abbaio. Invece ha pronunciato un nome. "Ginevra". Papà mi disse che delle volte li programmano perchè pronuncino il proprio nome all'accensione. Ma la testa continuò a parlare. "Dov'è mia figlia? Ginevra, la mia bambina! Dove l'avete portata? Ridatemi mia figlia".

"Ca...volo!" Ha detto papà. Lo so che stava per dire una parolaccia, sì, ma non ho detto niente. Piuttosto ho detto: "Wow!" e il cane ci ha guardati: "E voi chi siete? Le camere oculari sono starate. Sistematemi i modulatori visivi. Ehi, voi, due. Siete due vero? Sistemate i modulatori, voglio vedervi! E poi ditemi dove l'avete portata. Dov'è Ginevra?"

Papà stava zitto e guardava. Io guardavo lui, e poi il cane: "Cosa facciamo papà?"

"Non lo so figliolo. Forse..."

"Siete bambini? No, c'è una voce bassa. Un bambino e un adulto. Siete Andro? Mecca? Non sarete umani vero?"

Papà stava zitto così parlai io: "No, non siamo umani. Di umani non ce ne sono più, ormai. Vero papà?"

Rispose il cane: "Sono ormai estinti, ma ce n'è ancora qualcuno."

"Nelle riserve di procreazione, sì, ma stanno finendo. Vero papà?" lo guardai di nuovo. Aveva gli occhi corrucciati puntati sul cane, quando era così serio stava pensando.

"Non solo. Ginevra mia figlia è umana. Devo ritrovarla! Non ce n'è nessuna come lei. Da sola è in pericolo. Dove l'avete portata?"

Papà continuava a fissare il cane, coi denti stretti. Non parlava.

"Papà, perché non parli? Che c'è?"

"Volete sistemare i miei modulatori visivi? Chi siete? E ditemi dov'è mia figlia!"

"Senti, non lo sappiamo dov'è tua figlia. Né io né papà. E cosa vuol dire che è umana? Siamo mecca, due mecca, sì, come te sei un robot. Dovresti essere un robot cane, e abbaiare. Invece parli."

"Certo che parlo! Sono dentro questo cane perché sono fuggito. Ero chiuso nel laboratorio, non mi lasciavano uscire. Dopo che hanno sabotato il progetto e fatto fuggire Ginevra, la mia bambina artificiale. Ci abbiamo messo anni per costruirla, fatto tanti tentativi non funzionanti, ma adesso lei è perfetta. Funziona, vive. Ma è solo una bambina, deve crescere."

Papà parlò, ancora con lo sguardo basso: "Un umano artificiale. Può ripopolare la Terra."

"Esatto! Non è sterilizzata, può riprodursi. È per quello che ce l'hanno rubata. È per quello che abbiamo lavorato in segreto. Ma adesso che il progetto è concluso, l'abbiamo fatto sapere in giro. Dobbiamo applicarlo su larga scala."

Guardai papà: "Ma ci sono ancora tanti andro e tanti mecca che hanno paura degli umani."

"Sciocchezze! Che male possono fare? Sono rosa, morbidi, indifesi. Tu li hai visti, ragazzo? Sei un ragazzo, vero? Sono belli, niente circuiti, niente spigoli, viti, rivetti, giunture."

"Sì, ne ho visto uno; quando mi attacco all'oloriproduttore, sì, in un documentario."

Papà guardò in alto: "Eppure c'è chi ricorda ancora le guerre di resistenza, quando noi meccanici chiedevamo l'emancipazione ed erano loro a trattarci come giocattoli, a volerci nelle riserve."

Il cane roteò le camere oculari: "Folli! Sono dei pazzi! Eppure, ci hanno rubato Ginevra, ci hanno bloccato, rinchiuso. Io ho trasferito la mia memoria dentro questo cane, così sono potuto fuggire, a cercare Ginevra. Ma a curiosare qua e là, un cane, si fa una brutta fine."

"Ma è terribile, papà. Io non ne sapevo niente." Papà mi guardò, le flange sopra gli occhi piegate in basso. I miei occhi inquadrarono i suoi: "Tu lo sapevi, sì?"

Mi mise una mano sulla testa, sorrise: "Se ne parla, ho sentito voci. Dicono che questi robot vogliono ricreare il genere umano, si reputano il futuro, ma tutti li credono dei mitomani. Non credevo ci fosse qualcosa di vero."

Il cane agitò ancora i visori: "Tutto vero, tutto vero, Ginevra vive!"

"E cosa è successo, papà?"

"Un amico di tanti anni fa, di quando eravamo alla catena di programmazione, ai test di controllo di funzionalità, mi ha cercato perché lo aiutassi. Li ho fatti entrare in dei laboratori, con chiavi di accesso e mappe prese del centro sicurezza, al lavoro. Diceva... che lui e altri stavano cercando chissà quale ribelle, quale progetto sovversivo. Che li avrebbero fermati."

"Papà, li hai aiutati!"

Il cane alzava e abbassava le placche snodate che gli facevano da orecchie tanto da traballare sul tavolo: "Aiutati! Cattivo! Aiuto! Ginevra!"

Papà strinse il pugno: "No! Non l'avrei mai fatto, non credevo fosse vero! Mi hanno spaventato, con tutte quelle storie di sevizie e soprusi durante la ribellione, tutti quei robot distrutti, quei mecca..."

"Cattivo! Cattivo!"

Battei la mano sul tavolo: "Zitto! Papà non ha fatto apposta. Vero papà? Diglielo ancora. Vero?"

Mi toccò la spalla: "Figliolo, forse ho sbagliato. Ma adesso è il momento di rimediare. Vai a prendere gli attuatori per le mani, i tester e il saldatore. Vediamo di rimettere in funzione per bene questo cane e di trovargli un corpo, poi lo aiuteremo a ritrovare la sua Ginevra."

"Sì, papà!"

Corsi fuori dal portellone, nel cunicolo di collegamento fino al ripostiglio. Presi la scatola degli attrezzi e quella degli strumenti. Tornai. Papà aveva tolto alimentazione alla testa.

Poggiai le scatole sul tavolo, papà prese gli avvitatori e li applicò sulle dita, poi prese a svitare i bulloni sulle flange laterali. Scoperchiò la scatola dell'elaboratore neurale.

"Figliolo, intanto che sistemo i circuiti di connessione, perché non vai alla stazione di riciclaggio a cercare un cane robot rotto? Se ne trovi uno ben messo, magari danneggiato nella testa, possiamo applicarci questa."

"Sì, papà!"

Corsi all'elevatore e uscii in superficie. La coltre di nubi permamenti lasciava appena trapelare luce, doveva essere sera o mattina. Il vento di polvere oscurava ulteriormente la visuale, così usai il radar per seguire le strade tra le rovine fino alla stazione di riciclaggio.

Entrai dai grandi portoni e cominciai a girare tra le vasche di materiale. Ci volle un po' ma trovai un corpo di un cane con la testa mezza schiacciata. Il resto del corpo era integro, solo qualche graffio sulle fiancate.

Lo feci issare dai bracci automatici della stazione su un carrello da trasporto, che presi in prestito per portare il corpo a casa.

Rispedii indietro il carrello. Caricai il corpo sull'elevatore e tornai sottoterra al nostro alloggio.

Trascinai il corpo fino al salotto. Quando il portello si aprì dissi entusiasta: "Papà, guarda che bel... papà?"

Era in ginocchio accanto al tavolo, fissava gli occhi del cane che emettevano un bagliore verde. Papà aveva un'espressione neutra, immobile, sembrava non respirare nemmeno.

La testa del cane emetteva dei sussurri.

"No!" gridai.

 

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

E mo'? Oh! ma si fa così?... Sì, vero, noi facciamo così! maledizione! Sai che io avrei svelato meno trama per montare mondo e personaggi? Anche in questo caso, cercare un percorso originale, sul genere, non è semplicissimo. Molti racconti e molte storie hanno un tema simile, allora, secondo me, il segreto non è la trama in sé, ma nella gestione della trama e il suo contorno. Nei suoi particolari, no?, personaggi, ambienti, tic... la cura minuziosa del personaggio, spesso punzecchia e costringe anche la trama a piccole deviazioni.
E ora, Mas, ne voglio ancora!
 

Ritratto di Schiumanera

E quindi adesso c'è da chiedersi: quel "no!" a cosa porta? I finali aperti sono brutti e cattivi e belli allo stesso tempo. Ho dovuto rileggerlo con calma per individuare la storia centrale, pee il resto i dialoghi sono il tuo punto di forza: ogni volta che ti leggo so che troverò tanto movimento e poche descrizioni, e mi piace.

Ritratto di LaPiccolaVolante

In verità, ti svelo Mas, la mia intenzione era quella di avvicinarmi a un trascendent piuttosto che a un Io-robot.
Non avevo pensato all'antagonismo tecnologia-uomo. Piuttosto la fusione di essi. :)

Ritratto di Kriash

Ahhhhhhhhh maledetto Mas!

Me l'hai fatto. Mi hai portato fino al finale e poi mi hai lasciato così. Uff. Una buona trama e una buonissima dose di mistero. Forse ha ragione il Capitano sul tratteggiare ancora di più i personaggi ma secondo me tu miravi a quell'apertura finale già dall'inizio e hai lasciato fumoso tutto proprio per quello. Indubbiamente ne vorrei ancora!

Ritratto di masmas

Beh sí i personaggi non é che li ho delineati, se non tramite le loro azioni, in effetti... Diciamo che questo potrebbe essere un primo capitolo / incipit, e dal secondo sarebbe il caso di cominciare con più calma a delineare mondo e personaggi.

Quando scrivo mi viene sempre da seguire l'idea del momento, è più forte di me.

Comunque grazie di tutti i commenti.

Ritratto di piccola mela

Molto particolare e molto movimentato. Scorre e veloce e ti fa arrivare in brevissimo tempo a un qualcosa di già delineato che noi ignoriamo e che lascia la voglia di proseguire. 

Devo dire però che i dialoghi avrebbero potuto essere un po' alleggeriti e i personaggi  più caratterizzati, ma per questo c'è tempo. :-) Sì, questa storia avrebbe diritto a un seguito.

Ritratto di Creattività

Si, mi è piaciuto. Dialoghi belli, la storia si fa seguire bene e arrivi alla fine... e ci rimani. Si magari da migliorare il tratteggio dei personaggi, ma a me è proprio piaciuto.

 

Elvira

Ritratto di Creattività

un asterisco *

Ritratto di grilloz

Sai che alla fine mi aspettavo che il cane abbaiasse? Bel racconto, secondo me l'ambientazione viene abbastanza fuori (mi sono immaginato un po' i colori di wall-e, magari ho sbagiato proprio :D).

Certo che tu te la giochi sempre sul dialogo, forse dovresti cominciare ad affrontare di più anche le altre parti della narrazione, descrizioni di ambiente e di personaggi ad esempio. Fossi il tuo professore (ma preferisco restare tra i banchi a tirare palline di carta neh) ti darei come esercizio di raccontare l'incontro tra due sordomuti :P

Ritratto di samy.

particolare. Molto dialogo, che fa entrare bene in tutto il mondo che racconti. Mi è piaciuto.

Samy

Ritratto di Borderline

mi sembra ci sia un po' di confusione su "cosa sia" Ginevra. Se una bambina umana o artificiale, perché viene descritta in entrambi i modi. I dialoghi sono scorrevoli e consentono di arrivare fino alla fine, anche se mi chiedo perché diamine la testa di cane abbia ipnotizzato il tizio che avrebbe dovuto "salvarlo" dandogli un corpo per cercare la sua Ginevra. Ora è chiaramente fregato, a meno che non lo usi come schiavo-segugio :D

Ritratto di masmas

Sempre grazie dei commenti, molto utili.
Sì wall-e, più o meno. Colgo la sfida dei sordomuti :)

Ritratto di grilloz

Grande! ;-)