Bullo, Destro e Sinistro (di Kriash)

Quando l’ago uscì dalla vena, i suoi denti lasciarono andare il laccio emostatico e tutto si fece vapore.

Non la guardava quella piccola goccia rossa sul braccio, tappo provvisorio per l’interno del suo corpo.

Non la guardava ma sapeva benissimo che era lì, come sempre. Come tutte le volte che buttava alle spalle i suoi problemi e s’inoltrava nell’abisso.

Da quando era stato assimilato nella Città Errante dei Freaks era stato molto più facile procurarsi la roba per farsi. E non le aveva le alternative: doveva farsi. Non era un capriccio o una voglia momentanea per potersi sballare.

No.

Lui. Doveva. Farsi.

Perché l’alternativa era una vita troppo folle e cinica per viverla lucidamente.

Ora stai meglio?” disse Destro.

Non dargli ascolto” rispose Sinistro. “Lascialo parlare, tanto lo sai che tempo pochi secondi e spariremo entrambi!?”

Vero, sarebbero spariti, o almeno le loro voci. Le loro presenze no, quelle non poteva farle sparire, anzi, era proprio per loro che era finito lì, in quella città di pazzi, di mostri.

Destro e Sinistro erano i suoi due peni. E gli parlavano da diversi anni. Esattamente da quando sua madre morì atrocemente in quel viaggio maledetto.

Ma ora non aveva tempo per queste cose.

Per pensare, per ascoltare le farneticazioni di Destro e Sinistro… per vivere.

Ora voleva solo scivolare nel vapore e rimanere così, il più a lungo possibile.

 

Il rumore giunse da lontano, che non sembrò nemmeno di questo mondo. Lo sentì come se fosse avvolto da una decina di coperte.

A ogni colpo, una delle coperte scivolava al suolo e lui poteva sentire sempre più nitidamente quel richiamo.

All’ultima coperta, il pesante bussare alla porta della roulotte gli fece aprire gli occhi.

Incrostati di sangue e lacrime, li sentì incollati e pesanti.

Ma il bussare continuò imperterrito senza che potesse avere nemmeno un lenzuolo per isolarsi da quel richiamo.

“Arrivo” blaterò senza troppa convinzione.

Non aveva un briciolo di forza e si stupì che le gambe potessero sorreggerlo ancora. Quanto tempo era passato da quando si era infilato l’ago nel braccio? Quanto era rimasto lì, sdraiato al buio della sua casa su ruote?

Senza una maglietta e senza mutande aprì la porta per trovarsi di fronte a Pulcesecca.

“È sparita!” disse questo, sputazzando al suo indirizzo. “La bambina, è scomparsa!”

Bullo tentò di aprire la bocca ma trovò anche quella impastata come gli occhi. Non potè fermare Pulcesecca e la sua parlantina sfrenata.

“È scomparsa… una dei normali” riprese. “Una bambina venuta ieri con i genitori allo spettacolo. Non la trovano più da nessuna parte, non…”

Un dito di Bullo si alzò davanti alla faccia di Pulcesecca, marcia di nuove croste.

“E io” iniziò a parlare Bullo, inghiottendo lo schifo che si sentì risalire dalla gola, “cosa dovrei farci?”

Pulcesecca rimase interdetto per un attimo. Come a pensarci, a trovare le parole giuste. Ma poi la sua spina si riattaccò.

“Sto avvisando tutti” disse. “Sto facendo il giro delle roulotte e delle gabbie. Si deve trovare, altrimenti…”

Altrimenti?” disse Destro.

Altrimenti?” disse Sinistro.

“Altrimenti?” disse Bullo, dato che gli altri due poteva sentirli solo lui.

“Beh, altrimenti…” rispose Pulcesecca leggermente spiazzato, “altrimenti qui siamo nella merda tutti. E magari fanno chiudere lo spettacolo… magari la città… ognuno per la propria strada e fine.”

Era una possibilità.

La porta si richiuse velocemente sul brutto muso di Pulcesecca. Un colpo di mano violento e tornò da solo, nel suo mondo governato da sé stesso e dai suoi due peni.

Perché l’hai cacciato via così?” chiese Sinistro. “Poverino, non si meritava una risposta del genere.”

Infatti lui non ha risposto” sentenziò Destro.

“Smettetela” chiuse il discorso Bullo, “tutti e due. O vi chiudo di nuovo in quelle mutande strette.”

Che a lui non poteva fregare minimamente niente di cosa fosse successo a quella bambina. Soprattutto se era figlia di stupidi che trovavano divertente farsi due risate alle spalle di loro poveri Freaks, messi lì solo per mostrare qualcosa di diverso al mondo.

Non ci pensò su ancora molto. Quella mattina non aveva niente da fare, se non spararsi in vena un’altra dose e rimanere al chiuso della sua casa.

Al buio di quell’unica stanza per rimettersi addosso le coperte mentali che l’avrebbero isolato dal mondo.

Dovresti uscire” disse Sinistro prima che la loro parola fosse smorzata dalla nebbia.

Ma che ti frega” rispose Destro. “E poi lo sai che i normali ti stanno sul cazzo, no? Anzi un po’ ci godi se quella bambina non viene trovata. Così imparano. Imparano a stare alla larga da noi Freaks!”

“PIANTATELA!” sbottò Bullo, spazientito da quel continuo battibeccare nella sua testa.

Ma non era solo il vociare dei due a innervosirlo. Si sfregò gli occhi col dorso della mano. Era dal pomeriggio precedente che non usciva da lì.

La litigata furiosa con Tina della settimana scorsa ancora bruciava dentro.

E bruciava la sua pazienza, tirandogli fuori tutto il peggio. Lui era cattivo, ma solo quando Destro prendeva il sopravvento. E da quando Tina l’aveva mandato a quel paese, Destro parlava più del solito, più del suo gemello.

E lui ascoltava.

Bravo” disse Destro senza parlare.

Non poteva continuare così, lo sapeva benissimo. Aveva voglia di uscire ma, allo stesso tempo, ne aveva paura.

Doveva bere qualcosa. Si sarebbe iniettato la dose dopo, al termine di un paio di birre.

 

Andò al frigorifero con i suoi due amici penzolanti sotto di sé.

E pensare che una volta si reputava fortunato ad averli. Che magari avrebbe potuto sfondare nel mondo del porno. Contattò pure due tizi: due ragazzi entrati da poco nel business dei filmini hard con una pellicola girata in fretta ma che si rivelò un gran successo.

Zac e Bill, si chiamavano. Ancora se lo ricordava, dopo tutto quel tempo e tutta la merda che era passata dalle sue vene e dalla sua testa.

Una vita prima della Città dei Mostri.

Aprì lo sportello arrugginito del frigorifero ma l’occhio non vide subito le birre.

Si fermò nella pupilla morta della testa che stava nel frigo.

Testa che stava, a sua volta, in un sacchetto trasparente in cui l’aveva riposta la sera prima.

Dopo averla tagliata dal piccolo corpo di quella bambina.

Dietro la testa gli altri pezzi del corpo, sempre riposti diligentemente nei sacchetti trasparenti.

Era stato Destro a dirglielo.

Fallo” aveva insistito Destro. E Sinistro non aveva risposto quindi non se n’era preoccupato.

Anzi, così su due piedi, gli era sembrato più che giusto.

Scostò la testa di poco e trovò un paio di birre che fece subito sue. Chiuse il frigorifero con un calcio e si trovò di nuovo pronto per passare un altro splendido pomeriggio.

Lui.

La nebbia.

Destro e Sinistro.

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Commenti

Ritratto di masmas

Ecco, qui andiamo su un altro piano. Buona storia, personaggio uscito dal freak grottesco e diventato concreto, vero. Umano. Molto carino, davvero bello.

Ritratto di LaPiccolaVolante

lo trovo proprio unbel personaggio. Tracciato bene in movimenti e esigenze. Forse l'unico, fino ad ora, che ha pesato le conseguenze schizofreniche di una deformazione spettacolare! mi è piaciuto!

Ritratto di Kriash

Grazie ragazzi!
Si sa che l'uomo, in genere, ragiona con il pene.
Quello che ne ha due non dev'essere propriamente "a casa"! :)

Ritratto di grilloz

Ammetto che quando ho letto la descrizione dei personaggi Bullo era quello che mi aveva attratto di meno, ma il racconto lo rivaluta in pieno. Molto ben caratterizzato e ben scritto, scizzofrenico e inquietante.

Bel racconto

Se proprio devo trovare il pelo nell'uovo:

"Esattamente da quando sua madre morì atrocemente in quel viaggio maledetto." io qui l'avverbio iniziale lo casserei.

Ritratto di samy.

Mi ha convinta la storia, e il personaggio. Molto inquietante e ci sta nella storia dei freaks. Il migliore. 

Ritratto di Borderline

Schizofrenico e malvagio, questo Bullo mi ha sorpreso perché letto l'incipit immaginavo un racconto comico o comunque sul grottesco più "leggero" e invece mi sono imbattuta in una tragedia umana e uno squilibrio che però rende la storia originale e interessante, sicuramente fra le mie preferite a questo giro!

Ritratto di LaPiccolaVolante

Quoto Grilloz! :) ma Kriash lo sa che sono un abbattitore, è può odiarmi per questo! hihi