Sette (di Aly)

Freddo costante mi assale le mani mentre lavoro senza sosta. Tremo ma non mi fermo. Ho una commissione da portare a termine, pagano bene i ricchi, vengono da me e fingono di non avere scrupoli, in realtà hanno solo una fottuta paura delle loro richieste perciò pretendono il segreto assoluto da parte mia; gliela concedo ma chiedo un pagamento maggiore per il mio silenzio e loro accettano, sempre. Sciocchi, non sanno che non parlerei comunque, ciò che faccio è male per la gente, ma è un male di cui non posso fare a meno. 
Continuo il mio lavoro. Hanno chiesto un corpo di donna questa volta, nessuna ulteriore indicazione mi è stata data. Bili ha provato ad elencargli le possibili opzioni disponibili ma loro l’hanno interrotta subito. Il disgusto sapeva di acido, la paura di metallo fuso.
Un corpo di donna a mio piacimento, quello che preferisco, libertà di creare.
Chiudo gli occhi.
“Leammia hai finiiitooo? Sono stufa di star qui dentro! La puzza di muffa mi fa venire la nausea e poi quella maledetta parete nella galleria a sud gocciola di nuovo come il naso di un moccioso! Se va avanti così rovinerà di nuovo tutti i pezzi nuovi che abbiamo recuperato”
Bili è spazientita e irruente come sempre. Penso a cosa risponderle. Oggi sette parole per me, solo sette, niente di più, niente di meno.
“Creando. Vattene.”
“Cioè stai ancora lavorando? Ma Uffa! Oh, hai appena iniziato a ricoprire lo scheletro, cosa hai usato questa volta per la struttura? Legno?”
“Betulla”
“Ah! Betulla eh? Vediamo… sette lettere, oggi è il giorno del sette quindi”
“Vattene”
“Col cavolo bella mia! Abbiamo delle scadenze da rispettare, i ricconi vogliono il corpo pronto per domani”
“Fanculo”
“Si bè sarei d’accordo con te se solo non pagassero così bene e siccome lo fanno quella dannata donna deve essere pronta in tempo”
Bili si avvicina, l’odore di olio di cocco penetra il mio cervello, si immerge tutti i giorni nel profumo per non dover sentire l’odore della morte, il mio.
“Oh hai usato pelle questa volta e non pelliccia di animale, di chi è?”
“Bambino”
“Troppo delicata e difficile da trovare Leammia! Diavolo! Non tornerò in quel lurido lazzaretto di nuovo solo perché tu vuoi giocare a fare l’artista sofisticata!”
Boccaccia cattiva quella di Bili, non capisce lei, non sono io a decidere, sono i numeri a farlo, loro mi indicano la strada, guidano il mio dono  e le mie mani. Sette scarafaggi sul muro, sette unghie cadute per terra, sette foglie di belladonna marcite. Sette è il numero guida di oggi.
“Brrr odio questo freddo e c’è troppo buio nelle gallerie, maledetta montagna gelida! Devi muoverti oggi, davvero, voglio uscire di qui prima che faccia buio”
Bali parla, parla. Io lavoro.
Le mani sfiorano morbida pelle, ghiaccio del filo che unisce le parti. Acciaio. 
Inebriante odore di sangue mi bacia le labbra, fili di vene azzurre scorrono tra le mie dita veloci; sapore di sale di lacrime di gioia bagnano le mie braccia viscide di bile, è comoda, rende malleabile ogni cosa.
“Ma quelli sono occhi di tigre? Certo che hai preso sul serio questo lavoro. Scommetto che userai tessuto di leggera mussola per i capelli vero?”
Furba Bili, i numeri colpiscono anche lei, volente o nolente.
“Che sangue userai? Hai trovato qualche animale di sette lettere?”
Non rispondo.  Il sangue è ciò che dona la scintilla di vita al corpo, senza la sua forza tutto il mio lavoro sarebbe inutile, avrei solo corpi vuoti e immobili come quelli custoditi nelle gallerie. Ma il sangue ha sempre un prezzo, pretende un pagamento, per questo se ne deve fare un uso parsimonioso, non va mai sprecato. Io plasmo nuove bellissime creature, sono fatte di natura e dei suoi elementi,  ma sono solo corpi quelli che nascono dalle mie mani, è il sangue che le anima. Uso sempre quello degli animali, si consuma prima nelle vene artificiali dei miei corpi, ma è più facile da reperire e non fa danni eccessivi perché quando la creatura giunge al suo deterioramento l’animale ne sentirà la fine, ne percepirà il dolore e la perdita, soffrirà e forse morirà ma non lo potrà dire.  Le mie opere sono perfetti ingranaggi ma non hanno anima, il sangue non è umano, gli animali non hanno anima.
Oggi però è uscito il numero sette, non era mai successo. Sette è un numero complicato e bellissimo . Sette è il mio numero, per questo il corpo che sto creando sarà il più speciale tra tutti. Il sette è un segno e io rispetto sempre i segni.
“Allora? Che hai trovato? Una gallina? Forse sarà un po’ stupida questa donna ma andrà bene ugualmente,  mica ci hanno chiesto di farla intelligente! Peccato però, sangue di gallina per un corpo così bello.”
Non rispondo. Bili mi guarda. Profumo di fiori intrecciati nel ventre. Geranio.
“Che ti passa per la testa Leammia? Perché usi questi fiori? Stai costruendo un corpo troppo prezioso! I soldi che ci hanno dato saranno pochi alla fine!”
Non rispondo. Manca solo la pietra del cuore e poi sarà pronto per le gocce di sangue. Niente ambra oggi, né tormalina, un corpo perfetto necessita di una pietra perfetta. Zaffiro.
“Leammia no. Fermati”
Bali si agita, è furba e capisce. Cerca di fermarmi con le parole ma non si avvicina troppo. Ha paura di me, ha paura della plasmatrice di corpi morti, ha paura come tutti..
“Non ne vale la pena, è solo un diavolo di corpo per ricchi! Ci sono altre parole di sette lettere!”
Ma non è vero. Il corpo è pronto, deve solo ricevere il soffio di vita e lo deve avere subito, altrimenti inizierà a decomporsi e rovinarsi. I numeri mi dicono cosa fare e io eseguo. Sono loro a guidare il mio dono, se li tradisco me lo toglieranno, perderò tutto, e io cosa sono senza i miei corpi? Nulla. Non chiedono molto i numeri, solo di essere soddisfatti e in cambio mi permettono di vincere la morte
“Leammia per favore, non conosciamo le conseguenze, non è mai successo prima, potrebbe accadere il peggio”
Sangue.
“Non lo fare!”
Sette gocce.
“Fermati!”
Per sette lettere.
“No!”
Leammia.

Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

E ho come l'impressione che ti sia inoltrata in una rotta nuova di letture.
adorabile il vincolo del numero. Sette.
Non è chiaro per davvero il perché di questo lavoro e direi che è perfetto per mannaggiare l'assenza del proseguo: vuol dire che ci sei riuscita!

Mi piace.
Brava.
 

Ritratto di Vic

Cabalistico. Ispirato. L'invenzione ha funzionato. Mi é piaciuto.

Ritratto di masmas

Bello bello questo racconto. Evocativo e inquietante, affascinante, cupo.
Scrittura agile e stile appropriato.
Bello bello.

Ritratto di Creattività

Molto bello. Onirico, inquietante, ho pensato al silenzio degli innocenti, anche se lì si mangiava o ci si facevano vestiti (il primo pazzo che trovano mi pare che la cucisse la pelle delle vittime ) e qui si costruisce. Si, ogni tanto entro nella vena di cercare citazioni filmiche nelle cose. Era allo stesso livello di quello a cui ho dato tre stelline, ma lì me ne ero andata proprio nel bosco e così l'ho provilegiato. Però mi hai convinto.

Creattiva

 

Ritratto di Borderline

Adoro i giochini coi numeri, tutto quello che c'è oltre il velo della superficie in un racconto è affascinante. Questo soggetto è cupo e al tempo stesso parla di bambole, di un futuro (o forse di un passato?) che secondo me ha ancora tanto da raccontare. Bravissima :)

Ritratto di quatipua

brava!
mi piace molto l'idea che fa venire voglia di seguirla all'indietro, in un passato di foglie secche e unghie, e in avanti, in un futuro di legno che si anima.

mi è piaciuto molto, molto

Ritratto di Kriash

Inquietante e affascinante allo stesso tempo. Hai saputo tenermi incollato al testo anche se in fondo una trama non c'è (o almeno palesata... sono convinto che nella tua testa ci sia eccome).

Piaciuto molto e anche stilisticamente è fatto benissimo. Brava! :)

Ritratto di grilloz

Ben costruito e originale, ancora un personaggio interessante bella quat'atmosfera un po' gotica
 

Ritratto di samy.

Atmosfera di mistero che si svela quanto basta per portarti in un mondo sottorraneo. E a me piacciono molto questi racconti. Come per gli altri racconti ti lascio la frase che per me racchiude tutto il racconto. 

 I numeri mi dicono cosa fare e io eseguo. Sono loro a guidare il mio dono, se li tradisco me lo toglieranno, perderò tutto, e io cosa sono senza i miei corpi? Nulla.