Il signore sotto al bosco (di BekiRoad)

Le corna prudevano già da un po’, tuttavia non erano state loro a svegliarlo.

A lungo si era avvolto nel torpore.

Immagini avevano affollato la sua mente. In molte lo preoccupavano.

Desiderava riaddormentarsi ma era cosa che non poteva controllare. Le risposte a domande che nessuno aveva ancora posto, si erano palesate nel sonno. Visioni che non avrebbero lasciato cadere un nuovo torpore. Non aveva scelta, poteva solo mettere ordine al sapere.

Inspirò a fondo e riconobbe le note acri della terra e quelle pungenti dell’erba. L’odore di casa.

Un passo dietro l’altro, tiepido calore gli sfiorava il viso.

Non riusciva ad aprire gli occhi. Un fastidio dietro essi, gli confermava che sarebbe bastata la luce delle fiaccole, a provocargli dolore.

Il silenzio attutiva il cammino. Nessuna voce a risvegliare le orecchie.

Per quanto aveva dormito? Possibile che non ci fosse nessuno ad attenderlo? Ad aiutarlo?

Un passo dietro l’altro affondava le radici nella terra. L’arsura del suo corpo era tale da non poter assorbire l’umidità del sentiero.

Un passo dietro l’altro, sembrava così lontano.

Ogni volta che colpiva il terreno, schegge delle sue gambe cadevano nell’erba.

Non si fermò, malgrado ogni movimento significasse spezzare e crepare parte del corpo.

Le radici colpirono la pietra.

Trattenne il fiato per piegare una gamba. Si sollevò su di essa accogliendo il dolore e dalla gola sfogò la fatica.

L’altra gamba. Piano. Sentì i rami piegarsi, così vicini allo spezzarsi. Altre schegge si librarono nell’aria, solleticando il naso.

Pochi gradini e gli arti poterono immergersi nell’acqua.

Era arrivato.

Allungò le mani sfiorando lo schienale del suo trono. Rovi punsero le dita.

Girò attorno al soglio e si lasciò cadere. Dalla pietra si sollevò una nube di polvere.

Rilassò la schiena aderendola alle spine. Penetrarono a fondo nella carne, ma dove un umano avrebbe provato dolore, lui sentiva la vita fluire.

Il calore lo avvolse e la stanchezza abbandonò i muscoli del collo che, ora, sorreggevano la testa e le pesanti corna senza sforzo. Il male dietro gli occhi scomparve e finalmente li aprì.

La linfa agiva in fretta. Scorreva in lui ridandogli la forma che aveva lasciato prima di addormentarsi. Alzò le braccia. Mosse le mani. La carne si fece turgida e gli artigli si ritrassero. Abbassò lo sguardo sulle radici delle sue gambe. Assorbivano, voraci, la vita gonfiandosi a ogni sorso e abbandonando il tetro spettro di ramoscelli secchi.

Il cuore riprese a battere.

Si guardò il petto e, mentre i virgulti crescevano, intravide l’organo tingersi di rosso.

Passi veloci lo distrassero. Qualcuno correva per le gallerie avvicinandosi a lui.

“Padre?” il Signore si fermò un secondo a osservarla. Mani, piedi, gambe. Tutto poteva sembrare normale, ma non nel suo regno. Sospirò “Ellesmere, mia figlia adorata”

“Oh Padre mio, mi siete mancato” corse verso di lui. Gli strinse le mani e lasciò che il corpo mutasse nell’originale.

“Sei cresciuta, e da quello che ho appena visto sei diventata maestra nell’arte della trasmutazione”.

Ellesmere chinò il capo. “Vi spiegherò”

“Ma non ora. Dove sono le tue sorelle?”

“Sono fuori a osservare. Qualcosa ci turba, padre mio. Qualcosa, sta cambiando. La Pineta non è sicura ma non sappiamo di cosa si tratti. Stanno cercando di capirlo e hanno lasciato me ad attendere il vostro risveglio ma la mia attenzione è stata chiamata altrove. Ho appreso che il sonno era finito quando il trono ha richiamato la linfa del popolo. Vi chiedo perdono per la mia leggerezza”

“Non hai niente di cui scusarti ma frena l’irrequietudine e spiegami cosa intendi con qualcosa sta cambiando?”

La giovane alzò lo sguardo. Sulla fronte si dipinsero le venature delle foglie “Padre?”

“Sì?”

“Non pensiate che io sia irrispettosa nei vostri confronti, ma...non dovreste già conoscere la risposta?”

“Oh mia piccola” allungò la mano sul viso della figlia accarezzandola con un polpastrello “è la prima volta che assisti a un mio risveglio, è normale farsi domande. Devi sapere che nel sonno vedo molte cose, troppe, e più a lungo dormo più immagini fanno la mia visita. Ora dimmi, quanto ho dormito?”

“Sono già trascorsi dieci anni”

“Dieci anni” lasciò cadere la mano dal viso di Ellesmere e poggiò la testa allo schienale “Dieci anni in cui passato, presente e futuro si sono confusi” chiuse gli occhi lasciando scorrere le visioni, piccoli tasselli assumevano senso. “Chiedo a te cosa sta accadendo per aiutarmi a comprendere ciò che ho visto. Impiegherò ancora del tempo a riordinare ogni elemento”. Piegò la testa di lato, increspando le labbra “Figlia mia, vedere non basta per conoscere”.

“Ora capisco. In tal caso è importante che vi dica che gli spettri delle paure stanno diventando più forti. Potrebbero minacciare anche noi. Inoltre...Zobeide...”

“Zobeide cosa?”

“Sta venendo qui, da voi”

“Come ha fatto a varcare l’accesso senza il mio invito?” si sollevò in piedi. Lembi di carne rimasero impigliati nei rovi.

“Ha indotto un umano a raccogliere il Dolore del Martire”

“Zobeide, Zobeide” strinse i pugni. Irrigidì la mascella. “Perché non ha atteso?”

“Padre calmatevi, non avete ancora ripreso l’intera forza” si avvicinò al padre poggiandogli le mani sulle braccia “per noi dieci anni non sono niente, ma per lei sono stati una vita”

“Hai ragione” le strinse le mani e tornò a sedersi. “Non avrei voluto lasciarla da sola ma non potevo fare altrimenti. Ora va. Ho molto da riordinare nell’attesa del suo arrivo”.

Ellesmere baciò sulla fronte il Signore. Scese i gradini e si avviò alle gallerie.

Prima di sparire si voltò ancora. “Padre?”

“Sì?”

“Hai dormito dieci anni”

“Lo so mia piccola”

“Da quando sono nata, non hai mai dormito così a lungo”

“È vero! Ed è grazie a Zobeide, se abbiamo vissuto questi dieci anni nella pace”

“E adesso è finita?”

“Sì, Ellesmere. La pace è finita”.

 

 

Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Mi piace. E non vedo l'ora di lavorare seriamente su tutto questo mondo.
Ma, e vorrei che arrivassero in mille a riversare suggerimenti qui sopra, ho dubbi a tratti sulla forma.

Il risveglio. Non l'ho trovato... liquido.

Inspirò a fondo e riconobbe le note acri della ter... senza quel "e riconobbe".
Tutto lo vedrei scorrere d'un fiato, senzazioni come tessere di domino, una sopra l'altra.
Troppe congiunzioni, forse?  troppi "tanto da...", "così che..."
A me hanno disturbato un pochino, quasi come non riuscire a prendere velocità nella lettura!

Poi, aspettiamo tutti gli altri perché anche io sono curioso dei pareri.

:)

Ritratto di Vic

Premesso che probabilmente sono il meno indicato, qui, a dare consigli sul contenuto (il genere non mi appartiene molto), trovo anch'io che ci siano parti in cui il ritmo si perde un po': "Non si fermò, malgrado ogni movimento significasse spezzare e crepare parte del corpo". Bastava scrivere: "Non si fermò,malgrado ogni gesto spezzasse e crepasse il suo corpo"...suona più scorrevole. Se rileggi più e più volte quello che scrivi, ti accorgi da sola dei pezzi da limare. Ciao! 

Ritratto di masmas

Evocativo, incuriosisce, tanta carne al fuoco, personalmente un po' troppa, ci sta come incipit. La forma è affascinante. Sui dubbi del capitano, quello sollevato lo trovo corretto una volta esplicitato, ma a una prima lettura non l'avevo notato. Certo non l'ho letto con spirito analitico, anche perché mi son trovato naturalmente concentrato sul contenuto, tanto è pregno.

Ritratto di Creattività

Metto tre stelline a questo racconto, anche se, non è il mio genere a anche se io credo che non sia aderente al limite di non usare descrizioni, però mi è piaciuto e lo voto. E' una favola e la testa se ne va via con le parole, e credo che sia proprio quello l'intento.

Creattiva.

 

Ritratto di Borderline

Molto bello quest'incipit di una storia che si preannuncia più lunga. Il risveglio da un sogno lungo dieci anni non porta mai buone notizie, e infatti l'atmosfera è quella nera di chi ha un grosso problema da risolvere. Dopo il caffè, dopo il caffè. Anche io non amo particolarmente l'uso di "esso" o in generale l'abbondanza di pronomi, il soggetto può essere spesso omesso e la lettura ne acquista in velocità e armonia. Mi è piaciuto :)

Ritratto di quatipua

ecco, voglio sapere come sarà questa guerra!

anche qui un pelino fuorigioco, ma anche qui la storia mi ha rapita e quindi ben venga il fuoritema se deve farmi entrare in mondi altri come questo :)

se lo asciugassi un po' ne gioverebbe tantissimo!

Ritratto di grilloz

Buono l'attacco, ma poi l'ho trovato un po' lento

Ritratto di Kriash

Sono curioso. Voglio leggere di questo mondo quindi... mettiti sotto! :P

A me il ritmo non è dispiaciuto e mi è piaciuta un sacco la descrizione iniziale. Però, ecco appunto... descrizione. Diciamo che sei un po' uscita dal gioco, se dovessi valutarlo solo per quello. In definitiva, però, questa scheggia di storia mi è piaciuta proprio tanto!

Ritratto di samy.

Idee e idee. Un mondo da sviluppare e progettare. Un po' lento forse ma secondo me lavorandoci viene fuori una bel lavoro. Questo mi ha divertito e affascinato al tempo stesso. 

Le corna prudevano già da un po’, tuttavia non erano state loro a svegliarlo.

:)

 

Ritratto di Ali

Oh ma è splendido! Adoro le storie che parlano di foresta e magia, poi ho letto il nome Zobeide e la curiosità è salita a livelli altissimi! Voglio leggere di più su questo mondo e sui suoi personaggi...Aspetto con trepidazione!