Malo (di PolvereDiGhiaccio)

"Segui i binari. Segui i binari. Segui i binari. I binari sono una bussola sicura. Segui i binari. Ho un nastro giallo, di raso, legato al polso. Porta un ricamo nero, di seta. Recita: sarà più facile per loro se abbandonerai i binari. E ho un nastro nero, di seta, legato all'altro polso. Porta un ricamo giallo, di raso. Recita: i vigliacchi sono quelli che vivono più a lungo. Io seguo i binari, fino alla prossima stazione."

 

MALO

Il binario è la sola via di comunicazione

Il binario è la sole fonte di sostentamento

Il binario è la sola protezione dal mondo

Il binario è l’unico orientamento possibile

Il binario non tradisce la tua fiducia

Chi lascia il binario scompare. Non torna. Muore

Chi cerca nuove vie si perde, non esiste altro lontano dalla ferrovia

Non ci sono città, strade, sorgenti, protezione

I pozzi sono lungo il binario.

I campi e i magazzini sono lungo il binario

I paesi e le persone sono lungo il binario

Lontano dal binario c’è desolazione, solitudine, ignoto, pericolo, fame, freddo, disperazione. Oscurità e angoscia senza fine.

 

Le prudevano i polsi. I nastri erano legati stretti e il formicolio insopportabile.

“Se vuoi te li allento, così smetti di grattarti.”

“Sei pazza, Malo? Non li posso sciogliere. Mai più!” Guardò i nastri frustare il vento polveroso e le sfuggì un sospiro.

“Non è quello che hanno detto. Non li puoi togliere e non li devi perdere, tutto qui.”

“E infatti non li toglierò e non posso sciogliere i nodi. Andiamo. Inizia il turno.”

Corse verso il gruppo che sostava accanto alla stazione ferroviaria oltre le case e i capannoni. Il banditore aveva iniziato a leggere a voce alta.

“Binario F tratto 1/b Ruben, Binario F tratto 2/b Irvina, Binario...”

“Ha già detto il tuo nome?”

“Accidenti Malo, per colpa tua mi sono distratta. Se lo ha detto che figura faccio?”

Malo sbuffò, incrociò le braccia e la guardò storto.

Mano a mano che i nomi venivano pronunciati la gente si disperdeva.

“Binario F tratto 1/d Julka.”

Malo guardò la sorella raddrizzare la schiera e annuire mentre fissava negli occhi il banditore. I pugni stretti premuti contro le gambe, le labbra pallide serrate.

“Ti accompagno Julka.”

“Non serve, il turno è mio. Lo faccio sola.”

“Ti annoierai a morte a camminare lungo il binario.”

“Faccio il mio dovere. Quando avrai un turno e diventerai responsabile per gli altri capirai quanto è importante sorvegliare il binario tra le stazioni e assicurarti che tutto sia a posto. Non è una passeggiata da perditempo.”

“Io vengo lo stesso. E poi non mi interessa fare la guardia alla polvere.”

Julka, che camminava verso le rotaie, si fermò e la guardò aggrottando la fronte.

“Sei superficiale e stupida! Quello che faccio è molto importante!”

“Sono mesi che non si vedono lucertole. Forse un anno. Non c’è niente oltre la ferrovia. Niente da un sacco di tempo. Dovremmo iniziare a esplorare i dintorni.”

“Ho ragione, sei pazza.” Scosse la testa e riprese la sua strada.

Malo le camminava accanto, seguivano la linea dei binari e si allontanavano dalla stazione. Il sole bruciava sopra le loro teste.

“Che caldo, inizierò a sudare.” Malo sfilò la maglietta, il reggiseno giallo in mostra.

“Sei indecente. Non capisco perché devo sopportare la tua presenza.”

“Io ti amo e veglierò su di te.” Esplose a ridere la sorella.

Julka rallentò il passo.

“Hai preso dello zucchero anche oggi!”

“Dolcissimo e me lo sono meritata.” Sospirò Malo languida.

“Sei andata di nuovo col vecchio. Che schifo! Come non ti vergogni?”

“No. Oggi sto benissimo, ho persino voglia di sentire le tue lagne. Mamma dice che se non ti rilassi non otterrai nulla.”

“Ho ottenuto molte cose invece e senza andare a letto con gli uomini.”

“Dice che sei frigida.”

“Non lo dice! Bugiarda!”

“Ieri sera ha mangiato bene. Le ho dato un molto cibo che mi hanno regalato. Tu invece le regali polvere, rimproveri e musi lunghi. Sei noiosa e vecchia dentro.”

Julka accelerò il passo, Malo le tenne dietro.

Il vento spazzava la terra secca e portava sabbia e foglie strappate alle piante che delimitavano il perimetro della ferrovia.

“Dai, scusa. Ma potresti essere più indulgente, devi sempre giudicare e criticare?”

“Non lo faccio. Io mi comporto bene.”

“Anche io mi comporto bene. E allo stesso tempo vivo meglio.”

“Dormi col vecchio! E non solo!”

Malo scrollò le spalle.

“E allora? A volte le cose che mi fa mi piacciono. E mica mi costringe, anche tu gli piaci. Se andassi da lui avresti molti vantaggi. Me lo dice sempre.”

“Parlate di me? È orribile, non voglio che parli di me con lui!”

Malo rideva forte, si prendeva gioco di lei.

“Guarda Julka, laggiù si è mosso qualcosa.”

Si allontanò di corsa e sparì inghiottita dai cespugli alti quanto lei.

“Malo? Malo!” Julka guardava le piante abbattute dal vento. Il respiro veloce e il cuore che batteva accelerando i colpi.

“Malo!” Urlò fino a tossire.

Un braccio si sollevò tra le fronde, la testa della sorella emerse. Rideva.

“Perché non sei venuta a cercarmi?” Malo era tornata indietro.

“Fai cose stupide e irresponsabili!”

“Potevo sparire. Morire e tu non sei venuta a vedere?”

Julka sollevò il braccio, agitò il nastro giallo sotto il suo naso.

“Non posso abbandonare i binari! Loro aspettano che io lo faccia!”

“Loro non ci sono, non c’è nulla lo vuoi capire? Quando vi renderete conto che se stiamo tutti ammucchiati lungo la ferrovia finiremo col morire di fame?”

“Abbiamo il cibo dei magazzini. Ci basta.”

“Sono razioni misere, io ho fame! Sono stanca di stare ferma, della sabbia e delle traversine. Voglio andare a vedere cosa c’è laggiù.”

Fissava il punto in cui si era nascosta poco prima.

“Sei pazza. Vedi che lo sei? Parli da pazza. Io devo proseguire. Mi farai arrivare tardi alla stazione, puoi tornare dal tuo vecchio maniaco se vuoi.”

“Voglio sapere se è cambiato qualcosa.”

“Sei venuta con me solo per darmi il tormento?”

“Lo pensavo.” Sorrise schietta. “Ma adesso voglio perlustrare.”

“Non puoi farlo, è illegale!”

Malo si allontanava di nuovo senza darle ascolto.

“Denunciami!” Si sentiva la risata ingoiata dalle raffiche e dalle piante.

Julka la fissò per un po’ mentre frugava nei cespugli. Poi rivolse l’attenzione ai binari. Il sole caldo la avvolgeva, prese gli occhiali scuri dalla tasca e li indossò.

“Io vado avanti, non sono responsabile delle tue mancanze!” Urlò.

Malo si limitava a salutare, si immerse ancora più verso est e non fece ritorno dopo pochi minuti come era accaduto prima.

Julka camminava piano, un occhio sulle rotaie e uno sulle piante danzanti. Aveva percorso molta strada da quando sua sorella si era nascosta. Era certa che la stesse deridendo in silenzio, dietro gli arbusti, pronta a emergere raggiunta la stazione.

“Siamo quasi arrivate, puoi uscire adesso. Lo scherzo è noioso!”

Le strutture cominciavano a comparire in lontananza. Lo stomaco di Julka brontolava passo dopo passo, aveva le tasche vuote, nulla per riempirlo.

“Malo? Hai qualcosa da mangiare? Ho molta fame!”

Si fermò sulla traversina. Gli occhi affondavano nel verde sbiadito, avvolse con lo sguardo tutto quello che aveva intorno. Si guardò le spalle, la lunga strada di ferro si perdeva nella sabbia.

“Malo?”

Sbuffò. Raggiunte le case avrebbe messo fine al turno e ai giochi sciocchi della sorella. Accelerò l’andatura, la testa dritta puntata verso la stazione, mentre con la coda dell’occhio sbirciava di lato. Superò uno scambio rotto e salì sulla banchina di legno. L’orizzonte davanti a lei. Verde e giallo.

La gente camminava tra i capannoni, recuperavano le razioni del pranzo. Julka era straziata dai crampi. Scattò e correndo a ritroso ripercorse diversi metri lungo i binari.

“Adesso basta mi sono stancata delle tue trovate!”

Respirava veloce, rivolta alla vegetazione.

“Sei stupida, superficiale e dispettosa! Ho fame, stanno consegnando il cibo e non posso perdere la mia razione! Io non ho amanti generosi come te!”

Solo il vento accompagnava le sue grida.

“Fai come vuoi Malo! Dannata egoista!”

Julka corse verso la stazione, saltò oltre la banchina e col fiato corto si mise in fila. Appena le sue mani afferrarono il vassoio trovò un posto per sedersi e mangiò in fretta. Ingoiava bocconi grandi, masticava poco e gli occhi arrossati e stanchi scattavano da una parte all’altra.

“Tutto regolare Julka?”

Il guardiano aveva in mano un blocco di carta coi bordi arricciati.

“Sei Julka sì? Era il tuo binario sì?”

Lei annuì ingoiando rapida.

“Aspetto mia sorella.”

L’uomo scrisse sul blocco e si allontanò. Julka rimase ferma a lungo, gli occhi fissi sulla strada percorsa bruciavano.

“Malo.” Piagnucolò.

Il sole stava per tramontare, l’aria era diventata fredda e faceva fatica a guardare lontano. Si diresse al capannone dei responsabili.

“Puoi accedere al dormitorio.”

“Io devo tornare indietro.”

“Domani ti assegniamo un altro binario e finito il giro tornerai a casa.”

“Devo tornare indietro adesso. Mia sorella si è persa.”

La guardavano ammutoliti.

“Cosa vuol dire?”

“Oggi mi ha accompagnata durante il turno ma poi è andata a esplorare l’area oltre le piante e non è tornata. Non la vedo da ore. Forse è tornata a casa.”

“Quello che dici è assurdo! Il turno non si svolge in coppia.”

“Lei fa di testa sua, non segue le regole.” Le tremava la voce.

“Ti rendi conto che è tardi? Nessuno è così pazzo da andare fuori di notte. E non si devono mai abbandonare i binari!”

Julka aveva le lacrime agli occhi.

“Mi dispiace.”

“Vai a dormire, domattina cercheremo una soluzione.”

Chiuse la porta mentre le lacrime le rigavano le guance. La stazione si stava assopendo, a parte le guardie sulle torrette nessuno camminava fuori dalle strutture. Rabbrividì.

“Sei tornata a casa per farmi uno scherzo vero Malo?”

Raggiunse la banchina su cui era seduta il pomeriggio. Osservava le stelle e a tratti la linea scura delle piante che delimitavano il confine tra ciò che era noto e sicuro e ciò che era ignoto e pericoloso. I nastri ondeggiavano ai suoi polsi.

Batté il tacco degli stivali sul metallo dei binari.

“Se è successo qualcosa di brutto la colpa è tua!” Disse a denti stretti.

“Devi sempre fare quella che si distingue, divertirti a ogni costo!”

Strinse i pugni.

“Io non mi metto nei guai per te. Non lo meriti, non fai nulla per aiutarmi e disprezzi il mio lavoro. Se ti hanno presa te lo meriti!”

Si alzò in piedi, lo sguardo bagnato dal pianto.

“Te lo meriti!” Urlò.

Alle sue spalle si accesero le luci dentro le case più vicine. Qualcuno chiamava.

Julka saltò giù dalla banchina e corse a nascondersi dietro una cisterna.

Si morse le labbra e pianse in silenzio. A lungo.

Dalle piante giungevano sibili e fruscii.

“Se ti hanno presa è colpa tua. Hai voluto attirare la mia attenzione.”

Seguitò a ripetere premendo la faccia sulle ginocchia.

“Se ti fanno male e ti mangiano è colpa tua!”

I singhiozzi la facevano tremare.

“La colpa è tua! Sei troppo sciocca per vivere qui!”

Distese lungo il braccio il nastro giallo:

Sarà più facile per loro se abbandonerai i binari

Tese il nastro nero:

I vigliacchi sono quelli che vivono più a lungo

Julka si sfregò il viso.

“Sei stupida e pazza e hai quello che meriti.”

Si alzò. Aveva smesso di piangere. Rivolse un’altra occhiata al confine.

“Ora non c’è nessuno con cui andare a letto per salvarti.” Sorrise.

Si avviò verso il dormitorio. Un letto comodo era lì per lei.

Se lo era guadagnato.

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Sai quando non senti il bisogno di una puntata pilota? Ecco, questo è il caso. perfetto, asciutto e senza ghirigori descrittivi inutili. Il narratore presenta il personaggio, un abbozzo di mondo e la mente disegna e non si ostina a chiedere altro se non "che fine ha fatto, Malo?"

Non è il mondo a fare la storia. Ma la storia a disegnare il mondo intorno.

Si. Proprio un bell'effetto!

Ritratto di Beki Road

Bello! Mi piace la storia e come l'hai raccontata. L'hai fatto in modo semplice accompagnando il lettore senza infastidirlo, lasciandogli tutto ben chiaro in testa ;)
La fine mi piace ancor di più..sarò cinica ma che cavolo. Certo é, che adesso mi chiedo: ma dove é finita???

Ritratto di Polveredighiaccio

Chi lo sa.

Malo potrebbe tornare, o potrebbe non farlo per sua o per altrui volontà.

Julka potrebbe lasciarla al suo destino e pensare a sé. Potrebbe cercarla, ma non è detto che in tal caso la troverebbe. 

Forse l'hanno davvero mangiata le lucertole.

XD

Ritratto di Beki Road

Mi piace mi piace mi piace...questa é una di quelle storie che vorrei leggere...scritte e disegnate così! O é un film che guarderei più volte ;)

Ritratto di quatipua

che dire?
nemmeno una sbavatura, complimenti!

è sempre ardua l'impresa di chi sceglie il dialogo per raccontare una storia, ma tu hai dimostrato che il narratore - talvolta - è solo una voce in più

Ritratto di Borderline

Sono piuttosto convinta che la tua nuova via sia il rapporto conflittuale fra sorelle: tutto è semplice ma non scontato. La descrizione del mondo attraverso i dialoghi è perfettamente funzionale, ho capito quasi tutto di ciò che circonda Malo e Julka (bellissimi nomi). Ho il dubbio su cosa ci sia oltre il binario. Alieni? Animali? Uomini? Mi piacerebbe scoprirlo.

**

Ritratto di scartabella

Complimenti! Leggendoti mi sono detta che si, questo era il modo giusto, forse l'unico modo, per svolgere in modo impeccabile il compito che il Sarto ti aveva affidato. Il dialogo è stato un bellissimo modo per raccontare i fatti senza lunghe descrizioni e così il racconto si dipana un po' alla volta senza che l'interesse di chi legge venga mai meno. ***

Ritratto di Krypto

io ci leggo una interessante metafora sul senso della vita, non per voler essere troppo trascendentale o per tirare in ballo i Monty Python, ma il binario in sé si configura come una strada imposta dalla quale non si può sfuggire, una "corretta" via che spinge all'omogeneizzazione sociale tutti i viandanti.Il protagonista "Malo" è un ribelle, non vuole seguire l'ordine impostogli della società, una sorta di outsider! Mi ricorda un po il film Snowpiercer, però magari ce lo vedo solo io... complimenti!  

Ritratto di Krypto

** mi è piaciuta molto la tematica del binario! Molto coinvolgente

Ritratto di Kriash

La scrittura non ha sbavature. Funzionale, asciutta e ben dosata. Hai gestito bene il dialogo e non sei caduta nello "spiegone" che alle volte iì tende a fare dimenticandosi che magari quelli che si stanno parlando già danno tutto l'uno dell'altro.
Però, c'è un però, la storia mi ha lasciato un senso di insoddisfazione. L'ambientazione incuriosisce ma è il clima di sottofondo che mi sembra molto "fermo". Mi è piaciuto ma non saprei come spiegarmi: avrei voluto più movimento alla vicenda... boh :/

Ritratto di ambrous

Si mi è piaciuto e secondo me il bello è che riesci a rendere molto bene l'atmosfera del luogo e dei suoi personaggi. All'inizio avevo pensato a un ispirazione The Walking Deddiana, ma con il proseguio della lettura, la trama è diventata più chiara e inquietante. Un piacere notare, che non hai cercato la spiegazione a tutti i costi, lasciando aperte molto strade. :)

Ritratto di Ali

Mi piace l idea generale, i personaggi sono interessanti e vorresti saperne di più su di loro e sull ambientazione. Adoro le storie portate avanti con questo tipo di narrazione veloce, fatta di frasi brevi e dialoghi, molto coinvolgente. Certo la curiosità di sapere che fine ha fatto Malo è rimasta.... :)

Ritratto di Braby

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