Fake pastic love (di AlexValeri)

"Non è venuto nessuno. Un bel week end sul lago, baita isolata, quattro amiche (tutte molto costose!)... invece sono solo. Non è venuto nessuno. Non avevo idea che un lago facesse tutti questi suoni, mi ascolterei un poco di musica, ma in questa baita non c'è stereo e il mio cd l'ho portato per nulla. Me ne sarei andato, non mi piace stare da solo, ma qualcuno ha bussato alla porta. 
"Ho fame." ha detto, "Non ho soldi.", ha detto, "Fammi entrare!". Non l'ha chiesto. Me ne sarei andato, ma hanno bussato alla porta in due, due ragazze stupende e ho pensato che girasse bene e fanculo a chi mi ha mollato, ho pensato. Vi do un consiglio per i vostri prossimi campeggi: portatevi anche uno stereo a presso, e assicuratevi prima che le donne che vorreste portarvi a letto non abbiano le branchie. Che week end del cazzo, ragazzi!"
 
Di solito la mia baita funziona da antidepressivo per l’autodistruzione che sto attuando nei confronti della mia vita ,la quale, inevitabilmente, prima o poi  avrà termine. Qui mi sento a casa, mi piace starci quando posso, perché anche se sono stanco, reduce da cinque giorni di tour de force, quando arrivo su questo lago riesco a far scivolare via tutta la frenesia  della settimana. Il mio lavoro consiste nel rincorrere e intervistare persone che hanno raggiunto  la notorietà grazie ad un paio di flirt con l’ultimo tronista del momento. Se solo penso che avevo studiato per diventare un vero giornalista, uno d’assalto, di quelli che scoprono  il marcio della politica che mettono in luce le porcherie dei colletti bianchi senza scrupoli, invece mi sono venduto per una casa più grande ed una macchina più bella al giornalismo più bieco che possa esistere. Sono finito a correre dietro a  tette rifatte e labbra pompate. Sono stato risucchiato completamente dal meccanismo dello show business. Perfino le mie abitudine sessuali si sono omologate all’ambiente che frequento, ora vado in cerca della superdonna e conteggio la bellezza delle mie consorti con voti da 1 a 10 come fosse un compito di latino, una volta mi bastava una donna che mi amasse per come ero.  Sto andando alla deriva e l’unica cosa che può ridurre lo schifo che provo per me stesso è questo posto, un luogo perfetto, almeno per me. Un posto pieno di silenzi in cui io e quattro amiche ci possiamo rilassare. Per essere chiari;  queste compagne non sono per forza in carne ed ossa, alcune sono formate da composti chimici che le rendono appetibili per ogni persona che voglia andare a briglia sciolta e dimenticarsi di se stesso, come me. Questa volta le mie amiche non si sono presentate né in carne ed ossa né in etanolo o thc. Avranno avuto i loro cazzi. Mentre il mio autolesionismo psicologico era in atto, il lago cominciò ad emanare un suono seducente, una voce di venere, ammaliante, un richiamo a tratti angelico , poi un canto o forse solo un urlo, non più angelico, un urlo di morte, di dolore , un canto straziante. All’improvviso il silenzio. Su di me era calato il gelo, non avevo mai sentito un canto diabolico susseguirsi ad una voce cos celestiale, l’accostamento delle due cose era agghiacciante. Mi affacciai dalla finestra e vidi delle luci tinte di giada e poi una più potente e più grande, pensai che fosse solamente un gioco di luce che molte volte ,sul calare della sera, questo lago aveva compiuto ingannandomi, facendomi credere nella mano divina per poi rivelarsi solamente un ultimo raggio del sole che muore.Credetti che fosse come al solito lo spettacolo della natura misto alla mia fervida immaginazione e due dita di scotch invecchiato. Tornai a sedermi  vicino al mio camino in mattonato dove mi aspettava una poltrona in pelle, sulla quale avevo in programma di restare per altri dieci minuti per poi fiondarmi a   rifare le valigie e tornare a casa. Quando mi sedetti la mia mente si stava spostando dai miei fallimenti lavorativi all’esperienza appena precedente, che avevo preso con razionalità ma nemmeno troppo. Cominciai a rimuginare su quelle luci nel silenzio assoluto della casa, se mi fossi staccato un attimo dai miei pensieri avrei potuto udire dei strani passi lì fuori, non dei veri passi, uno sbattere lieve ma continuo, come se un essere stesse cercando il proprio assestamento e stesse provando ad  alzarsi, come un pesce.  Nei meandri della mia mente si stavano annidando idee contorte che andavano dal diavolo che usciva dal lago agli extrattestri che stavano venendo a prendermi, ero evidentemente un perfetto prodotto della premiata ditta chiesa-tv.  Mandai a fanculo tutte queste sciocchezze e cercai il disco che avevo portato, volevo godermi gli ultimi minuti con qualche buona canzone.  Presi il cd , ma nel momento in cui cominciai a leggere per l’ennesima volta le canzoni che lo compongo ed a cantare mentalmente ogni assolo e ogni singolo acuto di tutte le canzoni, uno dei migliori di sempre, proprio in quel momento di idillio mi ricordai che lo stereo era rimasto a casa sul tavolo , con la spina attorcigliata intorno, quel pomeriggio stava finendo come era iniziato, nel disagio interiore, un bel fine settimana di merda. Insomma avevo perso la speranza, stava andando tutto male, in quel momento sentii bussare, dopo i primi quattro battiti sobbalzai come chi viene colto di sorpresa alle spalle, anche se in quel silenzio tombale c’era qualcosa di profano in quel picchiare affannato sulla porta, qualcosa che cogliendomi all’improvviso mi fece sentire proprio come pochi minuti prima durante la mia visione. Poi ancora, quattro battiti ripetuti tre volte e poi due urla fondersi in un unico coro: Ti prego fammi entrare! Dopo un altro paio di manate sulla porta urlarono: Abbiamo fame!  
Io mi avvicinai alla finestra laterali alla porta, inquieto sul da fare, scostai le tende cercando di non farmi vedere e di guardare fuori in cerca di almeno due visi, quando li vidi rimasi completamente inebetito. Fossi stato un cartone la mia mascella sarebbe caduta a terra in un batter d’occhio. Nonostante fossero completamente bagnate dalla testa ai piedi , anche se fuori non pioveva, la bellezza dei loro tratti era sconvolgente, non avevo mai visto due visi così meravigliosi, bucolici, idillici , è vero ero abituato ad una bellezza finta, plastificata, e prima di ciò non ero certamente un rodolfo valentino, ma comunque non avevo mai visto niente di così affascinante. Il termine giusto è proprio questo, perché ero completamente rapito dal primo sguardo che avevo dato a quelle due creature celesti. Ero certamente più sicuro su cosa fare dopo quella visione trascendentale, ero certo che quelle due sarebbero entrate in casa mia e avrei fatto di tutto per tenercele il più possibile, volevo riacquistare la mia mascolinità selvaggia dopo un pomeriggio di commiserazione. Prima di aprirle urlai, un attimo e arrivo! Dovevo sistemarmi i pochi capelli rimasti sulla testa e soprattutto dovevo darmi una smussata la sotto, se mi chiedessero una cosa che ho imparato in anni di gossip è che bisogna saper apparire e io dovevo saper apparire in quel momento, come tutti in questa finta, plastificata società l’importante era il primo impatto e io volevo che quelle due diventassero mie e poi avrei avuto una bella storia per lunedì no, due piccioni con una fava.  Nel frattempo loro continuavano ad urlare come se rincorse da qualcuno, non appena finii di sistemarmi andai ad aprire. Quando girai la maniglia e la porta si spalancò vidi quattro occhi fiabeschi, all’interno potevo vedere il bene e il male delle favole dei grimm, ciò che avevo visto dalla finestra era davanti a  me in carne ed ossa. Ti prego aiutaci! Implorò la bionda e poi la mora disse cercando di impietosirmi, non abbiamo soldi da darti ma ti prego aiutaci perché qualcuno ci sta seguendo e ci ha fatto questo, alzò parte della sua maglietta fradicia e mi indicò un taglio, in quel momento io provai solo istinto sessuale nei suoi confronti per quel poco di reggiseno che vedevo, il taglio non lo guardai proprio, ma comunque feci una faccia di circostanza per mostrare la mia empatia e dissi, 
-Venite dentro, sarete  infreddolite e soprattutto dovreste cambiarvi.
Bella mossa pensai, niente male come primo impatto.  Loro entrarono immediatamente e si avvicinarono al camino per riscaldarsi, allora le dissi che andavo a prendere delle camicie per farle cambiare e che potevano andare in bagno oppure cambiarsi lì, io non avevo problemi. Non sentii immediatamente la loro risposta , ma quando tornai erano già nude, due veneri senza drappo rosso, mi guardarono come se anche loro fossero d’accordo e quindi saltai addosso alla prima che vidi, la bionda, perché è così che si fa, le devi dominare, sei tu il macio , sei tu che comandi e allora vai e falla tua, io andai e la feci mia come potevo e l’altra prese a guardarci. In un attimo ci trovammo incastrati , cazzo se era fradicia, pure senza vestiti e fuori nemmeno pioveva, come al solito, stavo pensando troppo, che cazzo di femminuccia di merda, neanche quando te la trovi davanti sei capace, fai schifo , certo che non hai risolto niente nella vita, sei un cazzo di frocetto. 
Ma quando lei iniziò a fare il suo dovere sparirono questi pensieri, ecco la storia di lunedì, giornalista fallito ci da dentro con due modelle di qualche agenzia famosa(dovevano esserlo per forza) , foto di me che alzo le mani e festeggio , foto di me e loro due , foto di loro che dicono come le ho salvate da un uomo malvagio e raccontano quanto sono bravo a letto ma senza dirlo esplicitamente, mi raccomando, solo accennato ma che si capisca che l’affare lì lavora e bene. Finalmente sarò avvicinato da tutte quelle donne stupende che ho sempre desiderato , non dovrò più andare con delle donne di plastica in cambio di pagine su di loro, ora mi verranno tutte dietro. Poi vicino alle foto un racconto del mio collega che celebra me e la mia umanità. Sì la mia vita cambierà veramente da lunedì, sarò io il maschio alfa della redazione e tutti gli altri continueranno a fare sesso solo in cambio di qualcosa mentre io me le farò tutte e senza tornaconto per loro, almeno trarrò un vantaggio da questo lavoro di merda. Mentre mi frullavano questi pensieri in testa notai, girandomi in preda all’estasi, che dietro di noi non c’era più la mora, ma quando  mi girai, vidi che la mia concubina era la mora , poi alzai lo sguardo e la bionda era li davanti a me con uno sguardo malefico, satanico, il suo viso stava cambiando , non era più umana , non era più un angelo, era l’angelo dell’inferno in persona, il mio cuore sussultò e mi staccai immediatamente da quella sotto di me e mi tirai indietro impaurito. L’altra stava mutando nella stessa forma disumana dell’amica, ormai diventata tutta squame e con le branchie ,eros si era trasformato in thanatos , anche le loro voci mutarono, erano un canto spaventoso, dal quale non potevi fare a meno di essere sedotto,  un urlo che attraversava il confine tra vita e morte, sentii che quel confine lo stavo attraversando anche io, ma prima che quelle due cose mi attaccassero corsi a prendere la pistola dietro il camino. Mentre la stavo prendendo, una di loro si gettò  su di me saltando con quella specie di gambe che stavano diventando una coda , mi afferrò la schiena e la graffiò penetrando a fondo , riuscii a girarmi  nel secondo in cui si staccò da me e le sparai. La mia revolver calibro 9 spinse quell’essere indietro,sul pavimento, l’altra stava canticchiando una canzoncina tetra , la guardai allibito, era girata verso la finestra, anche le sue gambe stavano diventando una coda, quando si rigirò la sua faccia era demoniaca , il mio indice scattò indietro per lo spavento e partì il colpo che la prese in pieno. Dopo cinque minuti in cui rimasi a terra in preda allo spavento, al terrore, allo sbigottimento, per tutto ciò che era successo, mi alzai e andai a guardarle, vidi che erano morte e ringraziai dio,  ma il mio dio, samuel colt.
Tags: 

Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Ovviamente ci sarà un seguito in cui il protagonista avrà la peggio. eheheh.

Ha il suo perhé. Apprezzabile l'ammissione del giornalista, ma cercate l'ultima soluzione possibile, quando raccontate. Non preoccupatevi del che possa sembrare assurda, esagerate. meglio smussare azzardi esagerati. :)

Ritratto di alessandro

Lui ha già la peggio, perchè fa parte dello schifo della società, quindi il fatto che lui non muoia non è sinonimo che lui sia salvo. Non volevo esagerare troppo perchè già "il tema mistico"  che ricorre e che ho cercato di far ricorrere il più possibile insieme ai mostri della storia fanno il loro, ma comunque accetto il consiglio volentieri. 

Ritratto di LaPiccolaVolante

Esagerate. qui si può! :)

l'immagine del cattivo che si fa schifo da solo mi manda in piacevole confusione. Un personaggio tanto debole? Un paraculo d'altissimi livelli? comuqnue per me una piacevole trovata!

:)

Ritratto di alessandro

Più che altro paraculo, dato che si fa schifo da solo ma continua ad agire nello stesso modo, proprio qui sta la sua parte peggiore. Grazie!

Ritratto di Creattività

Lo ammetto. Prima o poi deciderò di non leggerlo più. Ogni volta alexvaleri mi stupisce piacevolmente che si sia innamorato anche lui come me delle parole. Il racconto terribile e fantasioso (come richiesto) mi ha ricordato i visitors di quando ero piccola, voi non c'eravate nessuno, gli ha dato giù di brutto, ma ho sempre impressione che alla fine tiri via, forse manca un po' di tempo e pazienza nelle riletture ? o forse come me alla fine, si stufa e si decide a lasciarlo andare anche se troppo presto?

Però bravo alexvaleri, prosegui così, anzi sempre meglio, utilizza la pazienza di questi nostri ospiti della piccola volante per giocare a disegnare immagini con le parole...

m.E.

 

Ritratto di Borderline

Non so se me ne sarei accorta se non lo avessi saputo, ma la tua maniera di scrivere, il percorso molto interiore e il flusso di pensiero ricorda l'incedere in scrittura di tua madre. Questo è bello. Questo è funzionale per dar spessore al personaggio, ma delle volte inclina la velocità di narrazione degli eventi, che rimangono quasi una cornice dei pensieri del giornalista. Il risvolto mistico ci sta bene, ma ucciderle con la pistola, mumble mumble, forse ci voleva un ulteriore sforzo creativo per rendere il racconto "magico" :). A rileggerti!
 

Ritratto di Creattività

a me non sembriamo uguali.... cmq credo anche io che debba rileggersi di più.. in questo mi assomiglia che forse perde pazienza con le sue stesse creature.. scritte ;)

Ritratto di alessandro

La velocità della narrazione nel finale e la rapidità con cui si conclude la storia rispetto, magari, alla parte precedente, che invece è forse un pò più lenta, è dovuta al fatto che arrivo in prossimità della scadenza delle battute e quindi sento che devo concludere, nonostante credo che questa volta il finale scivoli via di meno rispetto all'altra volta. Probabilmente devo farmi una scaletta per i racconti brevi dato che non posso andare a braccio e poi chiudere alla fine. In realtà l'ho riletto,quindi non è nè pigrizia nè perdita di pazienza, anzi mi piace questo, mi piace il senso che volevo metterci dietro,  però magari ho visto che alcune cose potevo modificarle sicuramente, non l'ho fatto perchè l'ho finito negli ultimi giorni, l'altra volta addirittura tutto l'ultimo giorno, questo perchè non ho sempre tempo. Non credo di scrivere come mia madre sinceramente , ma non è un distaccamento dovuto al fatto che non piaccia come scrive lei, è solo che non credo siano uguali, anche se magari il percorso interiore  POTREBBE assomigliare. 

Ritratto di Borderline

La considerazione non era sull'argomento di scrittura, ma sul modo di scrivere con frasi molto lunghe caratterizzate da molte pause con le virgole ;). Sul finale ti consiglio di tenerlo proprio a mente prima di iniziare a scrivere, in modo che sia più naturale arrivarci senza rincorrerlo :D! Comunque la storia mi è piaciuta!

Ritratto di alessandro

Mi sono dimenticato del fatto dell'uccisione con la pistola, probabilmente hai ragione ma volevo riportare di più il racconto sulla terra, la pistola significava qualcosa,almeno nella mia testa, forse si è capito forse no , ma comunque rileggendolo ho capito che  avrei dovuto scrivere un finale più "magico".

Ritratto di alessandro

Ok, ho capito :)

Ritratto di scartabella

Beh, a me la tua idea di un giornalista di gossip alle prese con due bonone branchiate (e affamate!)out piace moltissimo. E' proprio la potenza di questa situazione  da te creata che  avresti potuto sfruttare al massimo, magari lasciando un po' da parte le spiegazioni della prima parte. Orrore e comicità allo stato puro. Senza paura di sembrare eccessivo o inverosimile nelle trovate. Bravo in ogni caso.

Ritratto di alessandro

Grazie!

Ritratto di Kriash

La scrittura l'ho trovata molto buona.
I dialoghi, però... i dialoghi mi sono mancati molto.
L'incipit non era facile perché dava già una sorta di conclusione alla vicenda quindi hai dovuto scrivere basandosi sul fatto già avvenuto.
Avresti potuto anche prendere quel finale e da lì partire con la nuova storia.
Sono curioso di vedere come affronterai il nuovo gioco ;)

Ritratto di quatipua

mi piace  molto l'ironia che qui, complice anche la prima persona, hai reso benissimo intercalando d'assurdo e code e forme disumane

e secondo me mica ci sta male la rincorsa del finale, mi dà l'idea di un capitombolare verso il non-ritorno.

Ritratto di alessandro

Grazie a entrambi. :)

Ritratto di Polveredighiaccio

Non capisco l'uso dei pronomi, passi da"loro" a "le" singolare in più occasioni. Ho trovato il testo pesante, ingombrante, frasi lunghe faticose. Qualche dialogo tra i personaggi per caratterizzarli al di là del raccontato avrebbe dato maggiore fluidità al testo. Il finale è velocissimo, peccato perché qualche scena in crescendo, magari anche accenni truculenti, avrebbero dato un guizzo alla storia.

Ritratto di alessandro

Sono opionioni, ognuno ha le sue. Sinceramente non me ne ero accorto dei pronomi e non credo che discuterne scrivendo da una tastiera sia il modo migliore di spiegare il perché del passaggio da loro a le. Io accetto le critiche di tutti , anzi ,ben vengano le critiche costruttive piuttosto che i complimenti falsi. :)

Ritratto di ambrous

Ho trovato fastidioso l'alternarsi di frasi ben punteggiate, con altre troppo troppo lunghe che mi distoglievano l'attenzione della lettura, per necessità di respirare. Il racconto per il resto scorre, ma la soluzione della pistola nascota quella l'avrei lasciata stare. Meglio aumentare il ritmo e l'angoscia della propria impotenza, cercando d'afferrare qualche arma occasionale (un  tavolino, un portafoto o altri mezzi), piuttosto che diventare l'ispettore Callaghan.