Il ritorno degli Improbabili (di TiroFisso)

"B il Bianco è fuggito. Dalla torre senza finestre e il disco lo ha con sé. "B è fuggito!", "senza finestre?", "Senza finestre!". "Trovatelo, prendetelo, rompetegli le gambe!".
B il Bianco , l'uomo senza i colori, corre, ride, stringe con le dodici dita esperte delle mani il suo disco. Era suo. L'aveva rubato. Era suo. B il Bianco è il ladro delle dodici dita, che non può essere rinchiuso. Che non dovrebbe essere rinchiuso perché B il Bianco delle dodici dita, al buio stretto si dimentica di respirare. "Dalla torre è fuggita una scatola stretta!". "Dicono che dentro la scatola corra B il Bianco che tiene stretto un disco!". E sopra la seconda torre chiedono al Re a cosa dar la caccia. "Seguiamo la scatola?", "Cerchiamo
B il Bianco?". Sotto le Torri la città sfrigola come un'aspirina, mille bollicine scoppiettano sul ciottolato, sotto i portici, gente che ascolta, "Dodici Dita è scappato!", "Tenetevi stretti i borselli, e anche le mogli e i bambini!", "Dicono che abbia strangolato Babbo Natale!", "Fate le case piccole e buie, vi dissi! Dodici Dita non può farci del male dentro il buio stretto!".
Ad una bambina ferma a sorridere a un mendicante e al suo gatto con i suoi topolini, la madre grida di non allontanarsi da lei, lega il laccio alla cintura, la cintura al piccolo polso. Il Mendicante la saluta e sorride il gatto e sorridono i topolini. "Mamma, perché proprio B il Bianco detto Dodici Dita deve essere il cattivo?". Perché non si può dire cattivo del Re.
Si finisce dentro la torre senza finestre."

 

«Avevo un lavoro, avevo una ragazza..» dice il tizio al bancone del bar, barba lunga e occhi iniettati di sangue, dopo aver vuotato tutto d’un fiato un bicchiere di whisky irlandese. Il terzo, o il quarto.

«Non cominciare con questa lagna, che tanto la so a memoria. Anche le piastrelle, la conoscono, qua dentro. Quindi le cose sono due, amico: o ti cerchi un altro bar dove andare a rompere i maroni, oppure bevi e stai zitto, chiaro?» lo interrompe il barista.

«Già…bere e stare zitto…e pagare, naturalmente!»

«Questo era sottinteso»

«Perché adesso sono una nullità, vero? Un patetico ubriacone. Uno sfigato che non serve più a un cazzo. Eppure un po’ di riconoscenza me la dovete. Tu, tutti questi studenti qua fuori e tutta questa città di merda!» conclude alzando la voce, tanto che più di qualcuno si volta a guardarlo.

«Poveraccio, mo guerda come s’è ridotto…» commenta una vecchietta con la sportina della spesa.

«Guarda che t’ho sentito, brutta v’ciaza! Ti faccio pena, vero? Non ti facevo pena, però, quando le mie foto erano in prima pagina sul Resto del Carlino. Non mi consideravi un fallito il 22 dicembre del 2012, brutta stronza! Vaffanculo, tu e tutti quanti voi, ingrati bastardi che non siete altro» bercia rivolto agli studenti che lo fissano allibiti dai tavolini. «Venite qua da chissà dove, e avete barattato una vita inutile in cambio di cinque anni di sesso, droga e rock’n’roll. E questo potete farlo sapete grazie a chi?»

«Basta così. Adesso sei imbarazzante. Vieni dentro, il prossimo te lo offro io, basta che la pianti con questo casino. D’accordo?»

«Imbarazzante sarai tu, bottegaio dei miei coglioni» biascica il tizio, mentre il barista lo trascina all’interno tenendolo per un gomito. «Se avessi il potere di viaggiare nel tempo, tornerei al 2012 e me ne starei sdraiato sull’erba a San Luca, con una canna in bocca a guardare quelle stramaledette cose radere al suolo la città.»

Il barista scuote il capo e versa l’ennesimo whisky nel bicchiere del tipo, che però non si dà per vinto.

«Te lo ricordi, vero?» chiede, piantando uno sguardo ubriaco negli occhi del barista.

«E chi se lo può dimenticare?»

«Ninety-nine red baloons floating in the summer sky…» attacca a cantare il tizio. «Novantanove palloni rossi, e li abbiamo distrutti tutti quanti. Ne mancava uno solo, il più pericoloso. Era là, sopra piazza Maggiore, e stava iniziando a prendere di mira il Nettuno con i suoi raggi laser, o Dio sa cos’erano e poi…sai com’è? A mali estremi, estremi rimedi. Mentre io e Dodici Pollici disturbavamo quel coso con i nostri voli, era arrivato di corsa Vladimiro da via Indipendenza, con un’autocisterna piena tra le braccia. Dovevi vederlo, mentre la scagliava contro il pallone superstite! E Sweet G, con il suo sguardo incendiario, aveva fatto il resto. BA-BOOM! Un’esplosione della madonna! La Lega degli Improbabili aveva trionfato ancora. Poi prime pagine, interviste ai supereroi bolognesi, il monumento in via del Pratello, i nostri costumi che andavano a ruba nei negozi sotto Carnevale. Hanno fatto pure un film su di noi…»

«Che nessuno ha visto perché l’hanno sequestrato prima che uscisse» completa il barista. «Guarda che so tutto, e mi dispiace per quello che è successo. Beccare il sindaco con le mani nel sacco è stato un pessimo affare, per voi»

A un certo punto il barista si interrompe, richiamato dalla confusione che arriva dall’esterno.

«Guardateli, sono loro! Sono tornati!» urla una ragazza dai capelli verdi.

«Non ci posso credere!» le fa eco un tipo con la barba da hipster.

E neanche il barista, ci può credere, quando vede il terzetto attraversare in formazione piazza Verdi, puntando deciso verso il bar.

«Hai visite, amico» sorride rivolto all’ubriaco. «La Lega degli Improbabili è tornata!»

«Ci sono tutti?» si informa l’altro.

«Be’, tutti tutti, no. Manca Dodici Pollici, il vostro capo. E’ finito in prigione per quella storia, sai com’è…»

«Lo so, grazie! Intendo gli altri»

«Ma perché non guardi da te? Non sei mica cieco!»

«No, ma vorrei esserlo, dato quello che sto per vedere. Fammene un altro»

Il barista sbuffa, alzando gli occhi al cielo, ma riempie il bicchiere con una dose generosa del prezioso liquore irlandese. Osserva poi la bottiglia, che è quasi vuota e decide che a quel punto è il caso di finirla.

«Eccolo qua, il grande Hungry Heart. Ubriaco come un verme nel mescal, e sono le dieci del mattino» sentenzia il primo Improbabile, un energumeno baffuto con una tuta rossa. Al centro del suo petto campeggia un’elegante V dorata.

«Che schifo! Ma non si vergogna nemmeno un po’?» fa una ragazza bionda con gli occhiali, la cui tuta rosa non nasconde le sue forme generose.

«Ti faccio notare che, in parte, è anche colpa tua, Sweet G!» la rimbecca il terzo, un quarantenne in nero, che ha come simbolo un tritacarne giallo.

«Non mettertici anche tu, Meat Grinder! Tra me e lui, non funzionava più. E se adesso sto con Vladimiro non è nemmeno un affare tuo, fino a prova contraria. Tutti uguali, voi uomini!»

«Riga!» interrompe tutti Vladimiro, appena si sente chiamato in causa. «Adesso abbiamo cose più importanti da fare, che beccarci tra di noi. E la prima è far tornare questo ubriacone in grado di intendere e volere. Lasciate fare al sottoscritto»

Vladimiro acchiappa Hungry Heart per la collottola come un gatto disubbidiente e lo trascina verso il bagno.

«Cos’hai intenzione di fare?» protesta lui.

«Oh, lo vedrai subito»

Un attimo dopo rientrano al bar. Vladimiro sorride soddisfatto, mentre Hungry Heart si asciuga il viso.

«Brutto stronzo» bofonchia. «Volevi affogarmi?»

«Ti confesso che un pensierino l’ho fatto. Ma ora cosa dite se togliamo le tende? Siamo qua da un sacco di tempo e potrebbero arrivare gli sbirri» propone Vladimiro.

«Andiamo al Meat-Rifugio» fa Meat Grinder. «Là saremo al sicuro, almeno per un po’»

«Dove hai parcheggiato la Meat-Mobile?» chiede Hungry Heart.

«L’ho lasciata a casa. Da quando il sindaco ci ha revocato il brevetto da supereroi non posso entrare in Zona a Traffico Limitato. Se mi beccano i gufi della municipale prendo la multa e rischio il sequestro del mezzo…dovremo prendere l’autobus. Almeno la riduzione sull’abbonamento ce l’ha lasciata»

«See’, l’autobus» obietta Hungry Heart. «Io ci vado volando. Da qua a via Pasubio starò due minuti»

Prima che qualcuno possa muovere un muscolo, Hungry Heart decolla da piazza Verdi, tra gli applausi degli studenti, mentre il resto degli Improbabili si incammina lungo via Zamboni. D’un tratto uno schianto, seguito da una bestemmia irripetibile che sembra scendere dal cielo, richiama la loro attenzione.

«Scommetto che quell’imbecille è andato a schiantarsi contro le Due Torri» sghignazza Vladimiro, poi, impostata la Super Voce al volume massimo tuona: «ECCO, ESEN! HAI VISTO COSA SUCCEDE A VOLARE BRESCO?»

Tutti gli antifurti di Bologna gridano in coro la propria protesta. E anche Sweet G si sente in diritto a dire la sua.

«Sei il solito zoticone, Vladimiro! Quando imparerai a comportarti come si deve?»

«Oh, se nessuno è riuscito a insegnarmi un briciolo di educazione in quarant’anni, dubito che ce la farai tu, mia cara» ridacchia lui.

Poco dopo, al Meat-Rifugio, sono tutti seduti attorno al tavolo della cucina. Hungry Heart, rivestito del suo costume grigio con il cuore rosso, si lamenta per il mal di testa e reclama un caffè.

«Sta’ a vedere che ti fa male la testa per la capocciata che hai dato contro la Torre degli Asinelli, e non per il mare di whisky che ti sei tracannato prima» lo sfotte Vladimiro, mentre Sweet G, pietosa, armeggia con la moka.

«Insomma, Hungry Heart. Stamattina, mentre tu eri a sbronzarti come sempre, sono successe un paio di cose. La prima è che Dodici Pollici è riuscito a tagliare la corda» riassume Meat Grinder.

«Dalla Torre Nera di San Lazzaro? E’ impossibile. Nessuno può evadere da quella prigione. L’abbiamo fatta costruire noi, ricordate? Per rinchiudere i supercriminali. E’ protetta da tutti i superpoteri possibili. L’aveva testata proprio Dodici Pollici, che di superpoteri ne ha tanti! Poi, ironia della sorte, ci è finito lui. Innocente»

«Scusami se ti interrompo, supereroe dei miei stivali» interviene Vladimiro. «Dici che Dodici Pollici ha tanti superpoteri, ed è vero. Il volo, la lettura del pensiero, la vista incendiaria, anche se meno potente di quella di Sweet G, l’onda sonica, e chi più ne ha più ne metta…ma ce ne siamo scordati uno. Quello talmente stupido e inutile che lo imbarazzava persino parlarne. Quello che non usava mai, anche per l’altro suo problema…»

«Porca lercia, ma come abbiamo fatto a non pensarci prima?!» sbotta Meat Grinder. «C’era pure scritto sul giornale. Vi ricordate come si chiamava il secondino che ha scoperto l’evasione?»

«Fabio Vicinelli. Lo conosco perché eravamo a scuola insieme. Gran maraglio, ma con buoni gusti musicali, per essere uno sbirro. Abita in quartiere Bolognina, dalle parti di piazza dell’Unità» riassume Vladimiro. «E’ tempo di fargli una visitina, direi!»

Nel giro di un attimo, la Meat-Mobile sfreccia a tutto gas sull’Asse Attrezzato, lasciandosi indietro legioni di automobilisti stupefatti nel rivederla. Quattro ragazzi a bordo di una Punto li salutano suonando il clacson e sventolando una bandiera rossoblù.

«Bentornati! Bologna vi merita!» urla quello alla guida.

Ma non tutti sono di quell’avviso, però.

«Banditi a ore sei» annuncia Meat Grinder dando un’occhiata nello specchietto retrovisore. «Abbiamo gli sbirri alle calcagna, ragazzi. Dobbiamo sbarazzarcene. Chiodi o olio sulla strada?»

«Olio tutta la vita. Più spettacolare» sentenzia Sweet G.

Visto che nessuno ha nulla da obiettare, Meat Grinder spinge un pulsante sul cruscotto. In men che non si dica, le due auto inseguitrici si esibiscono in un doppio testacoda, schiantandosi una contro l’altra.

«DUE BEI BOTTI!! VAFFANCULO, POLIZIOTTI!» tuona Vladimiro, sporgendosi dal finestrino col dito medio alzato.

Poco dopo, a casa del brigadiere Fabio Vicinelli una gragnuola di manate fa tremare la porta.

«Cazzo avete da rompere i maroni?» bercia lui senza nemmeno alzarsi dal divano, stringendo in pugno una boccia di birra. «Piantatela qua o vi piscio nel culo, intesi?»

La risposta è uno schianto terribile, e l’oggetto che vola attraverso il corridoio non è altro che la porta d’ingresso.

«Pisciami nel culo, dai!» lo invita Vladimiro, con il tono più dolce che conosce.

«Vi prego, non fatemi del male. Sono sempre stato un vostro fan» balbetta Vicinelli, bianco come un cencio.

«Ma fammi il piacere!» fa Sweet G. «Ora tira fuori il nostro capo, altrimenti incendio questo letamaio con te dentro»

Quando Sweet G porta gli occhiali, e le sue pupille diventano rosse, tutti sanno che non è il caso di scherzare. Le lenti funzionano come specchi ustori, e il suo sguardo incendiario diventa qualcosa di micidiale.

«Non so niente, del vostro capo! Ve lo giuro!» strilla Vicinelli terrorizzato. «Stamattina ho ispezionato la cella, ed era vuota come la scatola cranica di una biondina di buona famiglia»

«Ancora una battuta del genere sulle bionde, e ti incenerisco le parti basse» minaccia Sweet G

«Scusami, mi è venuta così: non era riferita a te! Insomma, del vostro amico non c’era traccia. E in più rischio di perdere il lavoro»

«Perderai molto di più, se non ci convinci. Continua» lo incoraggia Vladimiro.

«Insomma niente. C’erano solo i libri e i giornali che aveva il permesso di ricevere. E il disco che gli avevo prestato»

«Disco, dici?» si informa Meat Grinder.

«Sì. Dodici Pollici era un prigioniero speciale. Aveva pure il privilegio di ascoltare musica. In cella aveva un giradischi, ma la prigione non aveva niente di suo gusto, quindi di tanto in tanto gli portavo qualche mio vinile. Non mi sembra niente di male. Ieri mi aveva chiesto London Calling dei Clash»

«Bingo!» esclama Sweet G. «Dove tieni i dischi?»

«Sono di là, nello studio. Su uno scaffale»

Sweet G corre nello studio, e ritorna con l’LP indicato.

«Adesso tieniti forte. Stai per vedere qualcosa che racconterai ai tuoi nipoti» fa Meat Grinder, mentre la ragazza sfila il disco dalla sua custodia.

In pochi secondi il disco inizia a muoversi, poi prende pian piano sembianze umane.

«Questo era l’unico superpotere sconosciuto di Dodici Pollici» spiega Vladimiro. «Poteva trasformarsi in un vinile. Chi l’avrebbe mai detto che un giorno poteva tornargli utile»

«Merda! Non lo farò mai più. Mi sembrava di soffocare, in quella scatola!» esclama l’uomo in tuta bianca materializzatosi in soggiorno, inalando aria come un sub dopo un’apnea forzata.

«Bentornato, amico» lo saluta Hungry Heart. «Ironia della sorte: un claustrofobico che va a infilarsi nella custodia di un disco»

«Adesso però è il momento della resa dei conti: datemi il tempo di recuperare il DVD che mi scagiona e inchioda quel ladrone del sindaco e lo mostriamo in diretta a tutta Bologna, sul megaschermo di piazza Maggiore. L’ho nascosto nel posto più stupido: una cassetta di sicurezza in una banca di via Indipendenza. Te lo fai un voletto insieme a me, Hungry Heart? Come ai vecchi tempi»

«Con piacere, vecchio mio! Era tanto che aspettavo questo momento»

«Addio, amico! E grazie di tutto» fa Dodici Pollici stringendo la mano a un Vicinelli ancora sotto shock, prima di spiccare il volo dal davanzale, seguito da Hungry Heart.

«Occhio alle torri, stavolta!» tuona Vladimiro sorridendo.

Ancora oggi un graffito in piazza Verdi ricorda i leggendari supereroi bolognesi. Li ritrae nel loro giorno più glorioso, quando sconfissero i novantanove palloni rossi.

Sotto, uno slogan recita: «Dodici Pollici libero, il sindaco in galera. Sarà questa la nostra primavera»

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Ben riuscito. Un buon tentativo. Sì.
Simpatica questa squadra di kickass nostrani. sai che però li avrei preferiti ladri tutti quanti? dalla parte del cattivo si aprono molte più finestre. :)

a tratti mi son trovato in confusione con i nomi. Ma probabilmente è copa di una lettura troppo veloce. :)
 

Ritratto di tirofisso

E il bello è che alcuni di questi kickass esistono, ma non svelerò mai le loro identità segrete!

Ritratto di Borderline

Io questa Bologna di Improbabili l'ho immaginata nei colori dei graffiti metropolitani, quei rosa e i gialli e i verdi che sparano la loro luminosa fosforescenza in ogni angolo. Un colore che fa tanto fumetto, quindi perfetto per dipingere il mondo che hai creato, che mi ha divertito molto! Spero di rileggerti nei nuovi giochi :)

Ritratto di Krypto

serio eh... risente dello stile di quella Bologna dei 70 - 80... non a caso c'è l'emoticon di Zanardi! ci avrei visto bene pure un cyborg ranxerox tra gli improbabili ! 

Ritratto di Krypto

*** per lo stile! Amo Brizzi e da poco ho ordinato la collezione di Frigidaire dal n. 1 al n. 85! Hai tutta la mia stima!

Ritratto di scartabella

Tre stelline virtuali (quelle ufficiali le ho già assegnate!) bravissimo. E non ti dico altro.

Ritratto di Kriash

Non c'è gusto! Perché te vai a toccarmi sempre cose che mi stanno a cuore. E Piazza Verdi... E i supereroi... E i dischi... A te piace vincere facile con me, eh?! :P
I tuoi Improbabili vanno a ingrossare le fila dei Super Bolognesi!
Bravissimo!!!

Ritratto di Kriash

Doppio post... scusate ;)

Ritratto di quatipua

bevuto!
me lo sono bevuto, questo tuo giocostoria...

... e occhio alle torri!
 

Ritratto di Polveredighiaccio

Un Urban fantasy comico. XD Non è male, potrebbe risultare interessante anche trasformato in un fumetto.

Ritratto di ambrous

Da appassionato di supereroi dalla notte dei tempi, affronto sempre con timore la lettura ispirata a loro. Il perchè è presto detto, se per Kick-Ass la lettura apparentemente leggera invoglia all'acquisto, ma conoscendo l'autore sapevi di mantenere un certa serietà, qui come in molti altri casi si preferisce il lato comico e questo a me personalmente non piace. Purtroppo trovo che parlare di Supereroi in Italia sia sempre molto difficile, e spesso si preferisce la strada della assurdità comica. Hai avuto elementi geniali, come quello di trasformarsi in un vinile, prosegui su quello, trovando storie mature e più serie (che non vuol dire non divertenti), resituendo al genere quello che è sempre mancato in questo paese. La lettura è stata veloce e senza particolari problemi. :)