Il Libro (di MasMas)

"Una casa in campagna. L'affittai per prendermi un periodo di riposo. Ma ho dormito solo una notte da quando sono qui. La prima. Poi qualche ora sparsa lungo la giornata. Ho trovato un tomo vecchio, mi pareva una rilegatura preziosa, ma credo sia molto più di un libro. Le pagine si sbriciolano in polvere appena si finiscono di leggere. Ho cominciato a riscrivere la stessa storia su nuovi fogli. Non so perché, ma l'ho fatto. Ma anche sulla carta nuova, le pagine svaniscono non appena si finiscono di leggere. Questa storia non vuole farsi ricordare. Non so perché mi ossessioni, ma non avrò pace finché non l'avrò finita."

Così mi sono trovato, giorno dopo giorno, sera dopo sera, a leggere. Sempre più parte della giornata era dedicata alla lettura. Adesso, interrompo solo per dormire, quelle poche ore, quando la stanchezza prende il sopravvento. Tutto il resto posso farlo leggendo.

 

Il tomo è ormai a due terzi; le mie mani ricoperte di polvere di carta, il pavimento cosparso di sabbiolina.

Il fatto è che non è proprio una storia. Sono tante storie: brevi parabole, più o meno racconti, alle volte pensieri, alle volte trattazioni. Tutte, si intuisce, finiranno per incrociarsi in una narrazione globale.

Il fatto, è che devo arrivare alla fine, quando tutto si unirà in una verità assoluta.

All'inizio leggevo anche in cortile, o in giardino o da altre parti. Ma così mi stancavo troppo e potevo leggere meno. In casa, invece, sto seduto sul letto, in modo da alternare alla lettura i brevi periodi di sonno necessari con la massima efficacia.

Ho portato tutto il cibo in camera, per avere vicino ciò che mi è necessario. Il bagno è qui accanto, mi bastano pochi passi col libro in mano. Dalla finestra godo anche di un bel panorama sulla vigna del vicino.

La trama si intreccia sempre più. Le storielle veicolano perle di verità che unite tra loro, come gocce su un vetro, vanno a formare mari di saggezza. Straordinario.

Non c'è scritto l'autore, né il titolo. Ma dev'essere di provenienza sovrannaturale, mistica. Una Bibbia, forse. Qualcosa concepito da una mente superiore.

 

Sto finendo il cibo. Razionerò le provviste. Di acqua ne ho, ho comprato parecchi pacchi di bottiglie, e poi posso riempire quelle vuote con l'acqua del bagno.

Ho chiamato a casa e al lavoro. Ho detto di aver preso una brutta influenza, che non mi disturbino. Anche per questo  devo finire in fretta.

Sarò a metà, e mancano ancora centinaia pagine.

Ogni tanto, provo ad appuntarmi qualcosa. Comincio a faticare a ricordare tutto. E le pagine già lette sono distrutte, irrecuperabili.

Solo che non si può appuntare niente, il testo svanisce.

Ho provato a scrivere sul muro: si sono scrostate chiazze d'intonaco. Meglio non insistere.

Per cui devo concentrarmi, cacciare via i ricordi inutili e occuparli con il tomo.

L'introduzione diceva che la conoscenza vera non può essere insegnata, ma deve passare da un essere a un altro.

L'autore misterioso ha trovato me a prendere in consegna il suo sapere. Non posso certo non cogliere questa occasione, unica. È un grande privilegio, per me, per tutti, per l'umanità.

Man mano che leggo alcuni elementi prendono forma, diversi racconti si uniscono. Il disegno fondamentale si avverte sempre più. Tra poco mi schiuderà la verità intera, assoluta. Lo so.

L'importante è tenere tutto a mente. Sostituire cose vecchie. La mia famiglia: papà e mamma ormai sono morti, inutile ricordare tanti particolari di loro.

 

Ormai ho finito il cibo. Ma non ho fame. Anzi, un po' sì, ma poca. Invece quel che cresce è la sabbia in camera: il pavimento è coperto da venti centimetri di polvere. La ragione dice che è troppa perché l'abbia prodotta il solo libro, ma d'altra parte non è un libro come gli altri. Ci dev'essere un motivo per cui produce tante briciole.

Forse, è perché la carta si fa dal legno, che è pur un vegetale.

Potrei provare a mangiare tutta questa polvere.

Non è gustosa, ma si manda giù. Riempie. Ecco qual'è il suo scopo.

E via pagine, e via ricordi.

Il mio nome non serve, dopotutto: non mi chiamo mai da solo.

Le labbra sono secche, anche l'acqua sta finendo.

Però non ho una gran sete. Sarà perché le briciole di carta danno anche liquidi. Dev'essere così.

 

Sono a tre quarti. Il grande disegno sta per completarsi, è chiaro ora. Ancora poco, poi avrò conoscenza, saggezza, potere. Se non mi ricordo chi sono i miei simili, la famiglia o gli affetti, cosa vuoi che importi. Anche loro beneficeranno del sapere se riuscirò a non dimenticare; a tenere tutto, così tanto, nella testa.

Fuori dal vetro, distese verdi sotto una distesa blu; cose che volano veloci e serene, emettono rumori acuti. Immagini ormai aliene alla mia conoscenza.

Bello, ma meno bello di ciò che cade a pezzi ad ogni momento tra le mie mani. Ormai ce n'è un metro. Incredibile.

 

Sono stanco, ma sono verso la fine. Mancheranno cinquanta pagine.

Sono immerso nella polvere, che supera il livello del letto. Nuoto nella carta sbriciolata, con fuori solo testa e braccia.

Ho la carta in bocca, fin nello stomaco. È nell'aria che respiro.

Non so più dove sono o cosa sono, il tempo e lo spazio sono enigmi tanto ho svuotato la testa delle cose comuni, ho in mente solo questa storia.

Ma sta per finire: i pezzi si stanno componendo, ecco, pagina dopo pagina. Tutto è grandioso, immane! Sto per toccare l'universo!

Non posso addormentarmi proprio adesso.

 

No... No! Per un attimo ho perso lucidità...

Hem, sono scivolato, sotto la polvere, hem hem. Ho respirato la carta, hem, ce l'ho nei polmoni, hem, hem.

Ecco, riprendo il respiro, riprendo posizione fuori dal mare di sabbia.

Un'altra pagina, un tassello: stupendo. A memoria.

E avanti con un'altra, mancano poche, poche pagine...

 

Oddio! Hem, hem, di nuovo scivolato, di nuovo, hem, carta nei polmoni, hem, nella gola. Ma non posso fermarmi. Ormai, le storie sono talmente tante: dimenticherei tutto, a un passo dalla fine.

No, riesco, hem, riesco a respirare, la carta, mi entra dentro, mi nutre, diventa la mia aria, carne, sangue; è già tutti i miei pensieri.

Manca l'ultima pagina, però. Dov'è? Si sarà strappata e sarà finita nel mare di polvere. Devo sapere, l'ultima pagina chiuderà il cerchio. La cerco ma non la vedo, non la trovo.

Ma sì, che stupido sono: ce l'ho intorno. Sono immerso nel libro, dopotutto. Adesso posso chiudere gli occhi, cedere alla stanchezza. Tanto il libro è dentro di me, intorno; io sono dentro al libro.

Non ho bisogno di leggere, ormai, siamo tutt'uno. Anzi, meglio dormire, così il libro mi possiederà, e sarò davvero l'immensità. Lui, lo so, adesso, appena addormentato, mi darà l'ultima pagina, e risorgerò come un essere immortale.

Adesso, allora, posso cedere, dormire; magari per un tempo molto, molto lungo.

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

A questo soggetto avevo affidato anche una fine. Non ci sei andato lontano. L'immagine è quella giusta, gli serve il timbro, una accento tutto suo. dovrebbe frusciare, sgualcirsi.
Avrei dato più peso all'aspetto cannibale e insaziabile della bellezza. Secondo me sarebbe  un bel gioco lavorarci con calma.
 

Ritratto di Beki Road

Molto molto interessante e per nulla semplice! hai giocato bene la particolarità di questo libro senza svelare i segreti contenuti fra le sue pagine. Anche la fine mi é piaciuta perché non la immaginavo così è mi hai stupita ;)

Ritratto di masmas

Grazie dei commenti. Sì anch'io ho pensato alla storia e l'ho buttata giù senza riuscire a trovare un vero e proprio filo, un suo ritmo, un andamento coerente. (Ma Che ho scritto?) Non sono soddisfattissimo, però è uscita così, che ce voi fa', ogni scarrafone...

Ritratto di Creattività

*

Beh, amo i libri ed essendo anche questa una situazione in cui l'irreale ingloba il reale non potevo che includere il pezzo nel punteggio. 

Mangiare il libro al fine di conoscere e di essere un tutt'uno con la storia, spesso la nostra fantasia si pentera talmente nelle storie di sentircene partecipi a tutti gli effetti, ma addirittura mangiarne , sorrido.

Ebbene si mi è piaciuto.

Elvira

 

Ritratto di Borderline

Hai ben reso lo scorrere ineluttabile del tempo verso la distruzione. Sai però, mi sarebbe piaciuto avere qualche breve immagine anche del libro. Cos'era in realtà? Da dove deriva la sua forza, il suo segreto? È come se avessi scritto il finale di un libro senza presentarci altro, senza la scoperta solo con la morte, una cosa inaccettabile per un lettore curioso come me :P.

Ritratto di anwy

Mi vengono in mente migliaia di metafore da associare a quel libro, é uno di quei racconti che voglio conservare, a momenti non credo sia possibile capire neppure per me quello che mi fa pensare. **

Ritratto di scartabella

Molto bravo Mas Mas e stavolta di bravi ce n'erano troppi e le stelline son poche. Fa niente, quel che conta è un bel racconto dove la tua ben nota creatività e bizzarria hanno avuto modo di esprimersi ancora una volta. Mi piacerebbe leggerlo nuovamente caso mai tu decidessi di sottoporlo ad ulteriore editing magari con un occhio alle osservazioni degli ottimi e insostituibili Capitani. (credo che quello delle riscritture, preferibilmente a distanza di tempo, sia una pietra miliare per tutti coloro che scrivono).

Ritratto di Kriash

Il cerchio si chiude e sei riuscito a presentare una storia che non lascia nulla in sospeso.
A me è piaciuta l'idea di non mostrarci il libro. Qualcosa alla Storia Infinita ma decisamente più paranoico.
Bravo, scorre che è un piacere!

Ritratto di quatipua

mi viene anche da tossire, me la sono mangiata pure io.

mangiarsi la carta, mangiarsi lo scrivere, la storia, il tempo

 

 

Ritratto di Polveredighiaccio

Conoscenza? Ossessione? I libri rappresentano vie di fuga, capita di non volersi separare dalla storia fino alla fine. Certo che la carta mutata in sabbia fa impressione... Vista così ben vengano gli ebook. :D

Storia inquietante e inquieta. Bella, sì.

Ritratto di ambrous

Devo dire che leggere di chi prenderà parte direttamente nel libro che sta leggendo è un trip che se preso nelle ore notturne dopo una notte brava con gli amici, può regalare ore d'angoscia piacevole. Devo dire che si capisce solo nel finale dove vuoi andare a parare e questo rende la lettura piacevole. Non hai abusato dei puntini di sospensione e non trovo particolari problemi nella tua scrittura.