Sneguročka (di AnnaCalamelli)

Tutto è pronto. La Cady, vestita di rosso per l’occasione, con centinaia di led ad intermittenza e i quattro cannoncini che sparano neve artificiale montati sul tettuccio… Wow! Una favola!

L’emozione della serata è al culmine, come tutti gli anni quando si comincia col giro.

 

Nonno Gelo, il magnate del gelato, una delle sette persone più ricche del mondo, non lascia mai nulla al caso e tutto fila sempre liscio, ma non si può mai sapere. Specialmente oggi, quando nel quartiere si sta affacciando la mafia orientale. Gente pericolosa, quella. Sono tutti uguali, puzzano tutti allo stesso modo, mangiano cani, gatti, insetti e solodiosachealtro e sono piccoletti e agilissimi e imperscrutabili.

 

Partiti. La Cady scivola silenziosa sull’asfalto della strada. Sembra davvero di essere su di una slitta. I cannoncini cominciano a sparare per la gioia dei passanti.

Un vecchietto bestemmia perché viene urtato da un gruppetto di bimbi che urlano di gioia e cominciano a raccattare da terra la neve finta per fare delle palle da tirarsi. Non va bene, cristo santo, non si bestemmia la notte di Natale. Dal corteo che segue la Cady, si staccano un paio di marcantoni con gli auricolari e gli occhialoni scuri. Quel vecchietto non dormirà mai più nel suo letto. Lo capisce anche lui, quando lo trascinano in un androne e spariscono dalla via. Qualche minuto e i due gorilla riprendono posto nel corteo, risalendo in breve, facendosi largo con educazione, alla posizione di prima, subito dietro Donna Clotilde, che si ostina a seguire la processione sulla sua carrozzella superautomatizzaccessoriata. Le piace stare in mezzo alla gente, anche se deve avere sempre qualcuno che la vigili da dietro, è la madre del boss.

 

Nonno Gelo è raggiante. Gli piace il potere e adora darne sfoggio in maniera da non lasciar dubbi su chi sia il padrone della città. Sorride soddisfatto e guarda la sua compagna: è giovane, bellissima e radiosa. Nessuno conosce l’identità della ragazza, dovrebbe essere una nipote ma la sua genealogia è avvolta nel più fitto mistero. Sarà stata adottata…

Cominciano le tappe per i doni ai poveri, nessun vicolo dei quartieri più malfamati viene tralasciato. E’ una processione lunga, un serpente enorme che cambia pelle di continuo, con gente che cede il posto ad altra gente, i colori mutano ma la forma è sempre quella, sinuosa, cangiante.

Giocattoli ai bambini e una dose di “neve” purissima per i genitori e pantofole calde alla nonna. Nonno Gelo, Don Diego, sa farsi amare.

Un tempo no, era solo questione di rispetto e di timore. Ma si sa, con l’avanzare delle primavere l’animo umano s’intenerisce, ricorda con commozione le fiabe che ascoltava da bambino. Ebbene, non avendo nipoti a cui raccontarle a sua volta, a Don Diego è venuta la geniale idea di farle vedere a tutta la città.

E’ stata una mossa vincente, questa, con un enorme ritorno economico ma anche in termini di prestigio. In fondo, lo ha capito da tempo: oggi non basta più vendere, occorre vendersi e saperlo fare bene.

Sogguarda la fanciulla di fianco a lui, la Dama della Neve, come la chiamano nei ghetti. Ha la pelle bianchissima, color della luna, gli occhi grandi, azzurri come un lago alpino, la bocca rossa carnosa ma non siliconica, i capelli lisci raccolti in un paio di trecce dorate, l’abitino celeste, con i bordi di pelliccia bianca. Sembra il personaggio di una favola del Nord. Nessuno sospetta nulla.

 

Ai quartieri alti è riservata la notte di Capodanno. Nessun corteo, tappe presso lussuose abitazioni con luci, piscine e domestici. Si regalano favori, biglietti per partite o concerti introvabili, “neve” più raffinata.

Don Diego sa farsi amare.

 

Nonno Gelo riaccompagna la Dama in clinica. E’ una clinica privata, nel senso che ne usufruisce solo la famiglia di Don Diego. Da fuori sembra una baita, invece dentro è attrezzata come un vero e proprio ospedale.

L’aiuta a svestirsi, le parla dolcemente mentre le infermiere la sistemano sul lettino e partono con le operazioni di rito. In breve è intubata e attaccata a decine di fili, poi viene chiusa in una capsula.

Quanto la ama! E’ l’unica persona, oltre sua madre, che lui abbia mai amato.

Le ha dato tutto, tutto e lei l’ha tradito. La vendetta è un obbligo non una scelta. Ma non si è mai rassegnato. Così, può averla al suo fianco, come una volta, solo per una settimana all’anno. Ma gli basta, vive per questo.

 

“Don Diego, mi perdoni se la disturbo”

Il vecchio viene scosso dai suoi pensieri:

“Dica, dottore”

“Mi spiace, ma servono più bambini. Ogni anno che passa aumenta la necessità di emotrasfusione, è un fatto fisiologico, quindi… Servono più bambini. Ah! Dimenticavo… Tra un paio di settimane dovremmo anche sostituire il cuore”

Nonno Gelo annuisce e guarda fuori dalla finestra. Sta nevicando.

 

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

è una bella preparazione. Mi piacciono i modi, la scarrellata caotica, il caricatore che si svuota e spara particolari senza pausa. Un assaggio di tutto e tutto l'insieme prende forma.
Questi modelli di scrittura automatica li invidio, perché non ci riesco! hihihi
Mi piace!
 

Ritratto di Diego Ernesto Ojos Ibarria

Ce ne vuole per inventarsi una storia così. Mi piace come è scritta e come è raccontata. Forse Nonno Gelo è un personaggio che meriterebbe davvero più spazio. Ci hai pensato?

Ritratto di quatipua

ho apprezzato particolarmente lo stile, questo modo di darci in pasto la Storia
bello e caustico, proprio "natalizio" :)

Ritratto di piccola mela

Mi piace il tuo modo di scrivere, sembra che il tutto sia uscito direttamente da un sogno. Belli i personaggi anche se sarebbe stato bello conoscerli un po' di più. Ad esempio, mi sarebbe piaciuto conoscere i pensieri della Dama della Neve. Chissà che la storia non possa continuare... 

Ritratto di scartabella

Mi piace, mi piace, mi piace. Infantile e oltraggiosa procede a ritmo serrato e non guarda in faccia a nessuno, meno che mai ai personaggi un po' polverosi della originaria fiaba russa. Occhialoni neri, marketing e quattrini. Neve finta ma un sentimento vero alla fine c'è.

Ritratto di Borderline

Nonno Gelo, Don Diego, le fiabe e i viaggi che non sai come cominciano né dove finiscono. Adoro i personaggi grotteschi, chi mescola i colori della vita riempendoli con quelli della fantasia scatenando una reazione dei sensi in lettura.

Ritratto di Kriash

Un bel ritmo per una bella idea.
Molta inventiva... complimenti!

Ritratto di Sweeney

Mi piace questa tua ri-creatività dal finale inquietante. La Snegurocka n. 2 non svanisce definitivamente ma rivive una condanna (forse eterna?) nel gelido girone della tua favola di neve. Qualche pennellata in più, un lieve tratteggio sulle gradazioni emotive dei personaggi non guasterebbe. Nell'insieme gradevole lettura.

 

 

Ritratto di ambrous

Originale forse troppo per i miei gusti. Non so perchè ma mi ricordava una cosca mafiosa la vicenda. Il racconto scorre via, ma non mi ha colpito particolarmente. Il finale risolleva la vicenda aprendo nuovi scenari.