Smeraldo alla fine del tunnel (Aly)

Mentapiperita aveva le scarpe bucate, erano vecchie, logore e grigie.

Mentapiperita viveva in un palazzo dalla vernice scrostata, sporca e grigia; si innalzava nella zona periferica di una piccola città di provincia con pochi negozi, tanta povertà e gente sempre arrabbiata, dallo sguardo cattivo e l'animo grigio.

Mentapiperita aveva due fratelli,una sorella, una nonna e un gatto; i fratelli avevavo la pelle grigia e smunta perché la casa era umida e si ammalavano spesso, la nonna beveva tè puzzolente, leggeva i tarocchi e aveva i capelli grigi della vecchiaia, anche il gatto era grigio, il pelo rado e le zampette magre. Tutto nella vita di Mentapiperita era grigio, dal cielo della città pieno dei fumi delle fabbriche, alle tristi pareti di casa sua, ogni cosa aveva lo stesso colore, niente arcobaleno per lei, ma una tavolozza scarna e universale. Mentapiperita vedeva il mondo attraverso le lenti dei suoi spessi occhiali, la vita era piena di stranezze pensava, di madri tristi senza figli, di famiglie numerose dove le urla sono tante e le carezze poche, di ingiustizie umane e divine, di vite senza perdono, ma anche di fede incondizionata, di uomini senza casa che amano la vita, di amore donato gratuitamente, di povertà senza dolore e di emozioni regalate. A volte Mentapiperita si toglieva gli occhiali e il grigio del mondo si mescolava con i contorni delle cose, tutto diventava sfocato e nel mezzo di quell'unica macchia a volte riusciva ad intravedere piccole gocce di colore, microscopici pigmenti rubati ad una natura sconosciuta, nascosta dalle brutture della realtà. Ma la bellezza era sempre dietro l'angolo, nelle cose più improbabili, lungo le strade meno battute e, per Mentapiperita, era alla fine di un lungo e buio tunnel. Il tunnel arrivò un giorno, apparve lungo la strada, ed era li, proprio davanti a lei; Mentapiperita si tolse gli occhiali e, nel buio, ecco brillare le gocce di colore, erano quasi un richiamo. Mentapiperita rispose ed entrò. Il tunnel era buio, le scarpe bucte di Mentapiperita le facevano freddo, ma lei continuò a camminare, avanti e avanti. Gli occhiali si appannavano e Mentapiperita li toglieva per pulirli sul maglione, poi, ad un certo punto, il nero si tagliò a metà. Una luce strana veniva dal fondo e diventava sempre più nitida man mano che avanzava finché, tutto il nero venne risucchiato e nell'aria si allargò un nuovo colore. Mentapiperità non sapeva dove volgere lo sguardo perché tutto era diventato del caldo colore dello smeraldo, le pareti del tunnel, il pavimento, i suoi vestiti e perfino la sua pelle, tutto era verde e brillante. Il grigio non c'era più, c'era solo il colore. Mentapiperita continuò a camminare, il cuore gonfio di meraviglia e di gioia, finché giunse alla fine del tunnel; la luce era fortissima e proveniva da un unico punto, proprio oltre la soglia. Si avvicinò titubante e piena di aspettativa, si curvò verso terra per osservare bene da dove proveniva tutto quel bellissimo colore: posate sulla terra, l'una accanto all'altra c'erano due perfette scarpette. Mentapiperita si accucciò e le prese in mano; erano del suo numero, belle, splendenti e lucide, ma non erano di smeraldo, erano di cuoio leggero e morbido; Mentapiperita si tolse le sue e indossò quelle nuove, erano proprio giuste giuste e comodissime. Le guardò ancora un po', felice e soddisfatta del regalo che il destino le aveva fatto. Poi si voltò e si immerse di nuovo nel buio del tunnel dirtetta verso casa. Il mondo era ancora un po' grigio ed era rimasto freddo e inospitale al di fuori, ma con le scarpe nuove color smeraldo la strada del ritorno era più facile da percorrere e le buche più difficili da sentire. Gli occhiali potevano rimanere sporchi, le gocce non servivano più ora, aveva le scarpe color smeraldo ai piedi, il mondo aveva acquistato un colore nuovo e la vita, per un po', sarebbe stata di due colori assieme grigio e smeraldo, finché un nuovo tunnel non sarebbe apparso portando un nuovo dono. Per avere i colori dell'arcobaleno ci sarebbe voluto del tempo, tante scarpe, ancora tanto grigio e altri tunnel, ma tutto arriva per chi sa aspettare. Prima o poi.

 

 

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Mentapiperita. Dicono che la ripetizione sia errore. Errore è sostenere che sempre sia errore a prescindere.

 

Ritratto di Creattività

mi ha ricordato i racconti di infanzia di mia madre e come certi oggetti necessari fossero veri regali, non attesi ma se ricevuti trattati come fossero beni di lusso, gioielli.

la ripetizione ti prende per mano e ti porta là, dove sono le scarpe e anche tu come la protagonista le vedi in quel momento.

è delicato quanto basta per rimanere favola.

Ritratto di piccola mela

Hai scritto una bella fiaba, ricca di ottimismo. Anche a me la ripetizione non è dispiaciuta, anzi sembra creare un certo ritmo. Proprio come nelle favole antiche. Brava.

Ritratto di Emanuela Masseria

Gradevole e originale, una fiaba nel vero senso del termine. Alla fine ti senti davvero sollevata per Menta Piperita!
 

Ritratto di quatipua

sarebbe stato bello se tu ci avessi parlato di più di questo tunnel, ben diverso da quello che nel comune sentire ha una connotazione così negativa, tanto che quando si esce dal tunnel si è liberi e felici - questo lascia i doni e per giunta color smeraldo! :)

Ritratto di scartabella

Favola vera e propria con lieto fine e moltissimo garbo nel raccontare. L'ho letta molto volentieri e mi sono sentita riscaldare il cuore. Forse la realtà è  grigia ma il sogno di un paio di scarpette di smeraldo ci può consolare. Metafora della speranza con cui dobbiamo guardare alle cose per uscire dai tunnel vari ed eventuali. Brava.

Ritratto di Borderline

Mentapiperita è proprio fortunata ad averti trovata, credeva di abitare in un palazzo grigio dove c'è solo gente triste e arrabbiata, invece ci ha fatti sorridere tutti :)

Ritratto di Kriash

La fiaba!
Riscritta ma con i contorni da fiaba. Mi è piaciuto il senso di pace e la sensibilità con cui l'hai scritta.
Bravissima come sempre!

Ritratto di Sweeney

Una novella piccola Dorothy?  Verdissima la storia di Mentapiperita, regala una fresca sensazione di serenità ad effetto prolungato!  :)

 

 

 

Ritratto di ambrous

La ragazza mi ricorda Dorothy del mago di OZ. Mi è piaciuta l'idea del tunnel che colora il mondo dal suo grigiore. Purtroppo il tutto è appensantito dalla scelta di non andare mai a capo, risultando un fiume lento che scorre. Ci sono un pò di ripetizioni all'inizio e qualche imperfezione lungo la via. Ma il tuo racconto è tra quelli che mi sono rimasti impressi. Ma soprattutto le scarpe sono di Smeraldo oppure no?