Il vecchio e il diavolo (di EmmaSpiri)

Le due sorelle erano come due gocce d’acqua, pur non essendo gemelle. A vederle, chiunque avrebbe fatto fatica a riconoscerle: si assomigliavano in tutto, tranne che per il carattere.

La maggiore, infatti, era saccente ed essendo molto colta trovava sempre modo di sminuire gli altri, trattava con supponenza anche le commesse nei negozi, quando non sapevano rispondere ai suoi quesiti sul prodotto da acquistare.

La minore, invece, era assai timida, arrossiva spesso e non contraddiceva mai nessuno, nemmeno quando aveva ragione.

Era sempre stato così: la piccola ammirava la sorella e avrebbe voluto essere come lei, ma le mancava il coraggio e così preferiva crescere all’ombra dell’altra, standosene buona e zitta e aspettando la grande occasione di riuscire a cavarsela da sola. Da bambine era tutto più semplice perché lei aveva sempre avuto l’altra a proteggerla, a prendere le sue difese e a far valere i suoi diritti.

Adesso che erano cresciute, la situazione le andava un po’ stretta perché da tempo, per evitare lo scherno della maggiore, che l’aiutava sempre ma immancabilmente poi glielo rinfacciava, aveva smesso di raccontarle le sue disavventure e preferiva subire dagli altri piuttosto che dare a lei la soddisfazione di dirle: “Come faresti senza di me?” e dover ammettere che avesse proprio ragione.

Un giorno la sorella maggiore incontrò un ragazzo e si innamorarono.

Quando tornò a casa raccontò tutto alla sorella che, stupita dal suo buon umore, la ascoltò.

 

- Ora devo andare dal mio amore- diceva ogni sera la maggiore scomparendo nel vialetto.

Dopo qualche tempo la sorella minore presa dalla curiosità decise di farsi coraggio e chiedere a sua sorella di presentarle il fidanzato; perciò la sera quando la maggiore tornò a casa lei si fece coraggio e le chiese:- posso conoscere il tuo danzato?-

Infuriata dalla troppa curiosità della sorella, bruscamente la scagliò a terra gridandole contro.

-Ti odio!- rispose piangendo la sorella rialzandosi e correndo in camera.

 

La mattina seguente la maggiore svegliò la sorella portandole la colazione a letto e disse che non appena si fosse preparata e scesa in cucina, lei le avrebbe fatto una sorpresa.

Quando la minore scese, trovò l’altra sul divano, che la aspettava:

-Sorella mia, ho in mente un luogo carino dove andare, vorresti venire con me?

-E dove dovremmo andare di preciso?-

-Bé… voglio mostrarti la casa del mio fidanzato e fartelo conoscere. Allora vuoi venire?-

-Certo!- rispose la sorellina incredula delle parole che udiva.

-Bene, allora inizia pure a prepararti. Oggi pomeriggio partiremo, per lunedì saremo a casa!-

 

“Che strano, oggi è giovedì… chissà perché mi vuole portare in vacanza dal suo fidanzato così a lungo!” pensò la minore.

Nel pomeriggio le sorelle partirono per andare in a conoscere questo misterioso ragazzo.

 

Arrivate alla casa del ragazzo, la più grande suonò e una voce roca disse di entrare mentre il portone si apriva da solo.

Dopo essere salite di circa sei piani, nei quali non c’erano porte, la grande disse:

- Non ti scoraggiare, ci siamo quasi-

Salirono di altri tre piani, nell’ultimo una porta scricchiolante si spalancò.

-Su, non avere paura, entra, non ti mangerà nessuno!

 

 

 

La piccola entrò deglutendo, un uomo alto coi capelli neri seduto a un tavolo disse di accomodarsi sul divano. L’uomo fece qualche domanda senza voltarsi o alzarsi.

-Andate sul balcone- urlò, battendo un pugno sul tavolo.

La maggiore scoppiò in una risata malefica ma lui la zittì dopo pochi secondi.

-Anzi no, solo tu vai fuori!- disse puntando uno delle sue dita a salsicciotto conto la piccola ospite.

Lei ubbidì senza esitare, quando arrivò in terrazza sentì la voce di sua sorella dire a quell’uomo:

-Allora, che si fa, la facciamo finita o no?-

L’uomo fece un cenno con il capo e la ragazza andò in balcone.

Si sporse un po’ e poi consiglio’ alla sorella di guardare come lei giù, perché aveva visto uno strano animale. Quando la piccola la imito’, lei con un atto felino le afferrò le caviglie sollevandola e la buttò di sotto

-nooooooooooooooooooooooooo- gridò la piccola precipitando.

Finalmente era libera!

 

 

 

 

 

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Commenti

Ritratto di Kriash

Ero curioso di leggere questa versione della stessa favola con cui ho giocato io. Un testo che ti tiene incollato alla lettura per vedere cosa succede. E succede proprio quello che t'immagini ma che, in fondo, non credi possa succedere.

Molto cattivo e pungente, anche nella scrittura.

Mi è piaciuto!

Ritratto di LaPiccolaVolante

Leggevo e mi ripetevo "che strano!".
Poi mi sono reso conto che guardavo le due sorelle recitare in una stanza vuota e bianca.
Oh, mezzo perfetto per costruire e raccontare fiabe ai bambini!
Non gesti, colori, oggetti, tic, un accenno di abitudini e modi poi solo due personaggi che si muovono.
Pochi elementi come i pochi che compongono le prime letture dei piccini, ma stavolta destinati ai meno piccini.
Sarebbe una strategia molto curiosa, ma solo dopo aver accumulato un bagaglio da "lettore" più pesante, mi pare.
Però curioso, si!

 

Ritratto di Diego Ernesto Ojos Ibarria

Cara la mia Emma, io lo so quanti anni hai! Bravissima!

Ritratto di piccola mela

Una storia minimal. Personaggi delineati quel tanto che basta, una relazione tra sorelle in cui si sente solo la voce della "vittima". Avrei voluto sentire di più quello che la grande aveva da dire, così sembra  cattiva e basta. Bella interpretazione, in ogni caso.

Ritratto di quatipua

alcuni ti hanno scritto minimal.
alcuni ti hanno scritto "della stanza vuota nella quale hai fatto recitare le due sorelle".

hanno ragione e possono essere punti di forza sui quali lavorare, dai quali partire per arrivare ad una maggiore "corposità".

vedo un buon potenziale che ha bisogno di definirsi, ma continua così e... se ti va di farci leggere questa "favola cattiva" in una versione più "sostanziosa", sarei così curiosa da rischiare di essere buttata di sotto! :)

Ritratto di scartabella

 Hai colto lo spirito delle fiabe che sono nere anzi nerissime (parlo delle fiabe popolari autentiche non quelle rivedute e corrette che si leggono ai bambini). La cattiveria in certe fiabe ci vuole e si accorda molto bene con la brevità e la secchezza della tua scrittura. 

Ritratto di Borderline

Procede come una favola classica, in cui si dice sempre come sia fatto un personaggio, le sue particolarità evidenti, ma non si spiega mai il perché delle sue azioni. La scrittura è buona ma poco approfondita nella caratterizzazione. Una fiaba che si chiude d'improvviso e sembra quasi un libro che cade per terra :).

Ritratto di ambrous

Il racconto ha una bassa caratterizzazione dei personaggi, che mi ha un pò confuso in alcuni passaggi. Per il resto la faccenda scorre fino al finale, troppo raccontato e telefonato per i miei gusti, avrei preferito un pò più di pepe e mistero.