Maledizione (di EntulaPili)

L’ingegner Balombelli era puntuale come suo solito. A non esserlo erano Alfio e Alberto e la cosa iniziava a infastidirlo seriamente. Prese il cellulare dalla tasca e compose il loro numero. La voce di una gentile signorina rispose alla chiamata.

- Pronto, dr Balombelli?

- Chi è lei? Mi passi immediatamente quel cretino di Alberto!

- Ingegnere, sono io!

- Scusi!?

- Ehm… c’è stato un piccolo problema. Ha presente quell'inconveniente di cui ci parlava il mercante, quello degli incantesimi lanciati, come dire, a cazzo?

- Sì, Cristo, sì! Ti ha trasformato in una donna?

- Sì – disse un po’ imbarazzato – vede, per colpa di tutta quella gente ignorante come capre che si ostinano a dire che è contro natura e che si fa del male alle bestiole…

- Taglia corto!

- Ecco, sì, ieri notte nel circondario c’era un vero e proprio raduno di gatte in calore e Alfio, che ormai è un micione a tutti gli effetti, rispondeva ai richiami e voleva assolutamente scappare per accoppiarsi con loro! Ovviamente gliel’ho impedito ma lui ha pronunciato delle parole che io non ho ben compreso e mi sono ritrovato così, privato di tutta la mia virilità!

- Non dirmi che poi si è accoppiato con te, ti prego!

- No, no, sono riuscito, o forse dovrei dire riuscita – aggiunse ridacchiando – a rinchiuderlo nel trasportino che gli ha fatto costruire lei. Per fortuna non ha ancora raggiunto dimensioni tali da non riuscire più ad afferrarlo!

- Bene, ma se lui sta nel trasportino e tu sei riuscito a scampare uno stupro, mi spieghi perché cavolo non siete ancora qui!?

- Lo smalto ci ha messo un po’ ad asciugare.

- Lo smalto!?

- Sì, non potevo mica uscire in quelle condizioni! Mi sono data un po’ di smalto alle unghie!

- Che potevo pretendere da un uomo totalmente idiota che viene trasformato in donna, che venisse fuori intelligente? Ovvio che no!

- Già, purtroppo non ho più il pene, dunque…

- E il cervello non lo ho mai avuto, dunque direi che almeno di quello non dobbiamo preoccuparcene! Datti una mossa e raggiungici!

Il campo era palesemente trascurato. Da quando Alfio era stato privato del suo cognizionometro, tutto era allo sbando. Lui era il leader, la mente, colui che guidava i colleghi e che aveva realizzato il progetto. Nessuno fu in grado di sostituirlo in maniera efficiente e quel che si vedeva erano impianti ormai spenti e logorati dal disuso.

- Ehiii! Dottore, siamo qui! – strillò la voce di donna.

- Era ora!

- Sa che il colore di questa cravatta le dona? Le rende il viso più luminoso!

- Non iniziare con queste stronzate e dimmi piuttosto se Alfio sta facendo progressi.

- Oh! Progressi non direi, a parte lanciare a me un maledetto incantesimo, ha trascorso praticamente tutta la notte a fare concerti degni di Pavarotti! Che vocioni che tirano fuori i gatti in calore, sa? Mamma mia! Il lato pessimo di tutta questa faccenda è che ha marcato l’intero territorio. C’è un puzzo di piscio in casa che non ne ha idea, tremendo davvero!

- Dovrai farlo castrare e dovrai farlo prima che assuma dimensioni esagerate!

- Ca-stra-re? – scandì incredulo Alberto.

- Sì! Castrare! O vuoi forse che alla prima occasione scappi via per scopare con tutte le gattine del quartiere e che non lo si riesca più a riacciuffare o vuoi forse che prima o poi si trombi te? Per cosa credi che ti abbia ridotto così, eh!?

- Però sono carina, dai! – disse posizionando uno specchietto da borsetta davanti al suo nuovo e femminile viso.

- Fanculo! Del fatto che sei carina o meno non ce ne frega un bel tubo! Alfio è da castrare o il rischio di perderlo è troppo elevato!

- Ma come farà quando tornerà a essere un umano?

- Tornerà alle sue sembianze originali tra 66 anni, attualmente ne ha 31. Sai che se ne fa un novantasettenne di un paio di palle? Un cazzo di niente!

Riempì la ciotola di crocchette per gatti demoniaci che il mercante gli aveva dato e il gattone le mandò giù con una sola leccata.

- Bravo, bel micione! Sei proprio un bravissimo micino bello e tanto coccoloso! Ora però dovrai fare il bravo perché devo portarti dal veterinario. Uh! Non preoccuparti, tesoro mio dolcissimo, non ti farà alcun male, oggi dovrà solo visitarti. Stai sereno!

Arrivati all’ambulatorio veterinario trovarono le vetrine spaccate, la maniglia della porta manomessa e scritte diffamanti su tutti i muri recitavano le parole “IL DOTTOR PIETRO SCAGNOZZO INCULA I GATTI!”.

- Santo cielo! Ma chi può essere stato?

- Chi!? – gridò un uomo scuro in volto dalla rabbia e con il camice stracciato – un gatto nero dalle dimensioni anomale, ecco chi è stato! E, guarda caso, lei ne possiede uno identico!

- MAAAOOO MAAAOOO MAAAO – vociò Alfio col pene totalmente fuori.

- No, no! Non può essere stato lui! Le assicuro che è rimasto tutto il tempo con me! Però forse so chi può essere stato. – affermò Alberto con un po’ di timore.

- Siete stati voi e giuro che me la pagherete!

Si avviarono verso l’auto prima che il veterinario incazzato li stordisse con una anestesia totale e chiusero tutte le portiere.

- Pronto, ingegnere? Abbiamo un grosso, grosso, problema!

- Che è successo, ora? Ti si è spezzata un’unghia, sfilata una calza, non sei riuscita a piastrarti per bene i capelli?

- Oh! Non faccia lo sciocchino! Ho un’ottima piastra! È a vapore, sa? L’ultima trovata della tecnologia moderna, un po’ cara ma le assicuro che è fa-vo-lo-sa! Risultati sorprendenti!

- Piantala, cazzo! Dimmi piuttosto qual è l’ennesimo problema!

- Oh, sì! Ricorda che ci dissero che il demone che ha ridotto Alfio in queste condizioni, avrebbe combinato guai per poi fare accusare noi? Ecco, mi sa che ha iniziato!

- Cosa avrebbe fatto?

- Ha distrutto l'ambulatorio veterinario e scritto frasi che mettono a repentaglio la reputazione del medico e ora lui, convinta che il reo sia il mio bel micione, ci ha promesso che si vendicherà!

- Cazzo! Quel bastardo di Ferinférius!

Il fumo grigio e denso si sollevava verso il cielo, di tutto ciò che restava nel campo ormai vi era quasi solo la cenere. Niente e nessuno riuscì a fermare le fiamme e tanto meno il pazzo che con addosso un camice stracciato, urlava: “Io mi inculo i gatti, eh? Il mio ambulatorio è stato completamente devastato, eh? Ora vediamo cosa farà questa manica di minchioni con il loro bel progetto! Ahahahah!”.

- Dobbiamo assolutamente fermarlo prima che bruci tutto!

- Aspetti, ho un’idea! – prese dalla borsetta una manciata di crocchette e le lanciò ad Alfio – mangiale!

- Che cavolo fai? Ti sembra il momento di dare da mangiare al gatto!?

- Sì, mi dia retta! Queste crocchette fanno aumentare le sue dimensioni e in più gli danno il potere di lanciare incantesimi!

- MAAAOOO MAMMMAMAO MAMMMAMMAOOO!

- Che cazzo ha detto?

- Che ne so!?

 

In breve tempo si trovarono a formare un trenino il dottor Pietro Scagnozzo, l’ingegner Palombelli e in testa il fu Alberto.

- Cazzooo! Quel miserabile bastardo ci sta facendo fare un’orgia!

- Dev’essere a causa dei suoi ormoni, in ogni caso abbiamo fermato il veterinario incazzato!

- Non è esattamente ciò che volevo! LEVATEMI QUESTO INDIVIDUO DI DOSSO!

- Ehi! Ma quello sono io! È il mio io maschio! – urlò Alberto indicando un tipo sghignazzante che si godeva lo spettacolo.

- Quel maledetto demone ha preso le tue sembianze!

Ferinférius, felice della sua nuova identità, si chinò a prendere Alfio, lo accarezzò e lo prese con sé.

- A presto, cari amici. Con voi non ho ancora finito, ma sappiate che resterete attaccati in quel modo sino a domani mattina!

E se ne andò lasciando che il trenino festoso proseguisse per la sua corsa.

 

Commenti

Ritratto di Pilgrimax

Ahahahahah, mi sono sbellicato dalle risate. La chiusa col trenino è davvero esilarante. Mi hai fatto ritornare all'umorismo trash/demenziale – ma ragionato – di Mel Brooks :D

È stata uno spasso di prova!

Ritratto di Eliseo Palumbo

Racconto molto simpatico, ironico a tratti irriverente.

I due, sono sicuro, che ne combineranno ancora di belle a causa della loro natura, per così dire, impacciata, distratta e superficiale, a discapito del povero Balombelli sempre sull'orlo di una crisi di nervi o di un attacco al cuore, e a causa di Ferinferius pronto a mettere di continuo i bastoni tra le ruote al trio.

L'unica cosa che non mi piace, ma è solo una questione di gusti personali, che va oltre la bravura nel gestire la maledizione del bottolaio e il colpo di genio di far diventare Alberto donna, è l'uso delle parolacce, quando se ne ripetono troppe in un racconto, romanzo o qualsiasi cosa che leggo, non mi piace molto, ma la storia è tua, il racconto è tuo, i personaggi sono tuoi e ovviamente puoi farci quello che vuoi e puoi farli parlare come meglio credi.

Per il resto sono curioso di leggere il resto delle mille avventure di Alfio,Alberto/a e Balombelli.

Alla prossima

Ritratto di Gana Mala

Grazie a entrambi. Max il paragone con Mel Brooks mi lusinga assai, ma magari avessi la sua stoffa! Ahahah
Eliseo, il turpiloquio è uno dei miei più grandi difetti e rileggendo il racconto mi rendo conto di averlo un po' troppo marcato! Cercherò di non esagerare la prossima volta! :)

Ritratto di LaPiccolaVolante

Ahahaha. alla malora! Io questi imbecilli li adoro! punto!

Ritratto di DBones

Veramente spassosissimo! I protagonisti sono proprio delle sagome. Ahahah.
Anche il ritmo mi ha coinvolto. Forse il linguaggio colorito potrebbe diventare pesante in un romanzo, ma nello spazio di questo racconto ci sta alla grande.