Assenza (di EntulaPili)

Un forte rumore lo destò, si buttò giù dal letto e andò a vedere cosa stava accadendo. Sbattendo ovunque raggiunse un grosso pezzo di legno dalla forma rettangolare dalla quale proveniva il rumore. TOC TOC TOC TOC. Mise la mano sull’impugnatura e tirò.

-Alfio, sono le 10:00! Dovevi essere al campo due ore fa!

-Campo? Quale campo?

-Come sarebbe quale campo?! Quello dove stiamo realizzando il progetto, no? Dai, preparami un caffè che poi andiamo.

Alfio si toccò il viso come per accertarsi che quella fosse la sua faccia, guardò con aria smarrita l’uomo che aveva davanti ma non ebbe il coraggio di domandargli chi fosse. E poi, che cacchio era un caffè?

-Muoviti, abbiamo un bel po’ di roba da fare.

Alfio, intimorito da quell’incitazione, cercò di raggiungere l'ambiente a fianco sperando di fare la cosa giusta e, trovando davanti a sé un mobile in ferro battuto destinato a offrire appoggio provò a sedersi cadendo rovinosamente a terra e finendo con le gambe all’aria.

-Si può sapere che cavolo ti prende? Hai forse bevuto o sei stato drogato?

-No, io non ho fatto nulla e credo di non aver visto nessun altro prima di te.

-Ok, ma sei strano. Fammi sentire se hai la febbre.

E toccandogli fronte e nuca si accorse che qualcosa non andava. Una lunga lacerazione attraversava il cuoio capelluto senza una sola goccia di sangue.

-Porca paletta! Alfio! Ti han fregato il cognizionometro!

Alfio lo guardò perplesso, sperando che da lì a momenti riuscisse a capire quello che l’uomo gli stava dicendo.

-No, no, no, così non va per niente bene, Alfio! Senza il tuo cognizionometro siamo fottuti! Capisci, Alfio? Fottuti! FOT-TU-TI! Dobbiamo subito rimediare a questo fattaccio.

Lo prese per un polso e lo trascinò in camera da letto, gli fece infilare un paio di pantaloni, una maglia e le scarpe per poi portarlo in macchina.

-No buono, Alfio! NO BUO-NO! Capisci, Alfio?

Alfio annuiva timidamente pur non avendo compreso una mazza, percependo un bel po’ di paura.

-Senza il tuo cognizionometro il progetto non potrà essere realizzato. Poco importa che io, Samuel e gli altri ne siamo comunque provvisti, serve il tuo! Il tuo era il prototipo migliore, quello uscito in assoluto meglio e ormai sapevi come sfruttarlo al massimo! Chiunque l’abbia preso aveva intenzione di sabotare il progetto o forse si illude di poter utilizzare il tuo cognizionometro su di sé.

-Dove stiamo andando?

-Da tuo zio.

Sulla grossa targa che stava sul portone vi era scritto “Dr Pietrangelo Balombelli, il più grande ingegnere cognizionometrico”.

-Perché siete qui e non al campo?

Urlò abbastanza furioso lo zio Pietrangelo.

-Alfio ha subìto un furto, qualcuno gli ha fregato il cognizionometro.

Rispose Alberto timoroso della sua reazione.

Le grosse narici dello zio Pietrangelo si allargarono lasciando intravedere tutti i peli all’interno e facendo intuire che quella notizia non gli era piaciuta affatto.

-Come caspita è potuto succedere? Alfio, ho affidato a te il modello migliore e te lo lasci fregare come un minchione?

Alfio fece una smorfia di sofferenza ma non osò aprir bocca.

-Guardati, effettivamente sei proprio un minchione senza cognizionometro, ma hai dimostrato di esserlo pure con quel capolavoro tecnologico addosso!

-Capisco la sua rabbia, dr Balombelli, ma al momento non potrebbe installargliene un altro almeno da renderlo un po’ meno minchione?

-Idiota! Secondo te cosa cambierebbe dal momento che i cognizionometri vengono installati subito dopo la nascita? Anche con un nuovo aggeggio Alfio non saprebbe fare nulla, non avrebbe alcuna informazione acquisita, nulla di nulla! Inizierebbe da capo!

-Non può realizzarne uno che abbia il bagaglio che possedeva il precedente. Capisco che sarebbe una novità assoluta, ma lei è il più grande ingegnere di cognizion…

-Senti, mio nipote ha una scusa per essere minchione, ma tu?

-Se qualcun altro provasse a installarlo su di sé, funzionerebbe?

-Improbabile ma non impossibile. C’è lo 0,5% di possibilità che il ricevente sia compatibile. Se così fosse, sarebbe un disastro per tutti noi. Sappiamo quanto è importante il progetto e che il solo a poterlo realizzare è Alfio, o meglio il suo cognizionometro.

-Qual è allora la soluzione migliore?

-Ritrovarlo! Tornate a casa di Alfio e cercate qualche traccia, qualche indizio che porti all'identificazione del colpevole!

La casa di Alfio era perfettamente in ordine, pure troppo, da maniaco della pulizia quale era. Tutti i cassetti custodivano con cura ogni bene materiale in suo possesso. Niente fuori posto, nessuna maniglia di porte o finistre scassinata, tutto nella norma. Una dimora inviolata come un loculo che ancora non possiede un suo ospite.

-Alfio, è un bel casino… cioè, non c’è per nulla casino e dunque niente di niente che possa farci capire chi può essere stato! Sicuro di non ricordare proprio niente? Alfio? Alfio?

Sì girò e vide il collega che gattonava, attorno a lui oggetti di varia natura che a turno metteva in bocca come se avesse la necessità di studiarli e comprenderli.

-Alfio, che fai?

-Nghe.

-Che cazzo?

Alfio scoppiò a piangere e a strillare con tutta la potenza delle corde vocali e con violazione si buttò all’indietro sbattendo la testa.

-Alfio, per la miseria, ma ora che ti prende? Fammi vedere se ti sei fatto male!

Controllò con cura la testa del collega ancora piangente e tastando tutta la superficie con i polpastrelli delle dita, si accorse che c’era qualcosa conficcato sulla pelle. Lo estrasse e vide che si trattava dell’artiglio di un gatto.

-È mio!

Alberto trasalì e quasi svenne nel vedere Furio, il gatto di Paolo, che parlava.

-Su qualcosa dovevo pur farmi le unghie, no? Dal momento che quel malato maniaco del mio proprietario non mi lasciava libero di agire su divani, poltrone e porte, ho pensato che la sua testa fosse l’ideale. Pensa un po’, ci ho pure trovato un gran bel giocattolino e ho deciso di indossarlo subito.

Con scatto felino salì sul davanzale della finestra e saltò giù dal secondo piano, scappando verso l’aperta campagna.

-Pronto, dr Balombelli?

-Sì, dimmi immediatamente!

-È stato il gatto!

-Il gatto?!

-Sì, giuro, mi ha pure parlato!

-Quei figli di porca! Ho sempre sospettato che si trattasse di una specie più evoluta di quel che voleva dimostrare!

-C'è un altro problema, dr Balombelli, Paolo si comporta in modo ancora più strano e piange come un bambino!

-È chiaro, sta regredendo. Sta perdendo anche quelle piccole e banali informazioni che gli erano rimasti per via di alcuni frammenti del cognizionometro.

-Credo che si sia cagato!

-Lavalo e cambialo. Cerca qualcosa di assorbente che lo possa aiutare a trattenere feci e urine.

-Cosa?!

-Fallo, dammi retta o dovrai portartelo in giro in quelle condizioni!

-Come faccio ad acciuffare il gatto?

-Non sarà semplice, ma forse un modo per riottenere il cognizionometro c’è.

 

Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Aahahah! ben tornata, Entula! Hihihi e che bella prova!
Continuo a cnvincermi che questa sia la strada su cui tu gestisci, al momento, meglio il tuo motore. Forse, anzi sicuramente, c'è ancora da smussare alcune cosine, ma si può fare!
I nomi! Alfio, Alfio, Alfio, Alfio... prova a rileggerlo. Delle volte, dentro un ambiente non c'è bisogno di specificare mille volte il nome del personaggio e dovrai imparare a arricchire l'effetto comico o demenziale con pilloline descrittive concise da innestare dentro i dialoghi. A me è piaciuta molto l'idea. e non vedo l'ora di vedere cosa ne verrà fuori!

 

Ritratto di Gana Mala

Oddeo sì! Ho ripetuto quel nome un milione di volte! :/