Andrea (di Entula Pili)

- Il suo nome è Sonia Fais?
- Sì.
- Da quanto tempo si trovava a casa della vittima?
- Dalle 19:00, come tutti gli altri.
- Siete arrivati tutti assieme?
- Al momento non ricordo se ci fosse già qualcuno.
- Per quale motivo vi trovavate lì?
- È nostra abitudine riunirci almeno due volte al mese e solitamente casa di Andrea è il luogo dove preferiamo farlo.
- Cos'ha visto appena è arrivata?
- La porta era aperta, cosa abbastanza normale a casa di Andrea. Abbiamo percorso il corridoio e abbiamo raggiunto la sala da pranzo.
- Lei e chi altro?
- Marco, Claudia e Francesco. Siamo arrivati lì con la stessa macchina. Noi e gli altri abbiamo raggiunto i parcheggi quasi contemporaneamente.
- Dunque avete percorso tutti assieme il corridoio e siete entrati nella sala da pranzo nello stesso momento?
- La prima a entrare è stata Carla che appena ha visto tutto, ha urlato. L’agitazione è stata tale da non farmi ricordare cosa sia accaduto subito dopo. So solo che ci siamo ritrovati davanti al corpo di Andrea che penzolava dal lampadario.
- Cosa c’era sotto il corpo?
- Niente.
- Il soffitto di quella casa è piuttosto alto, il lampadario pure. È impensabile che possa esserci arrivato senza l’aiuto di una scala.

- Dunque, signor Vecci, mi dica un po’ a che ora è arrivato a casa della vittima e cosa ha visto.
- Erano le 19:00, l’appuntamento era a quell’ora e siamo stati tutti insolitamente puntuali. Io e Carla eravamo in macchina assieme. Claudia, Sonia e Francesco sono stati accompagnati da Marco. Siamo entrati in casa di Andrea tutti assieme, ma io, prima di raggiungere la sala, ho fatto un salto in bagno, dove poi ho sentito un forte urlo. Credo sia stata Carla a urlare. Dunque ho raggiunto tutti gli altri quanto prima, per poi fare l’amara scoperta.

- Signora Felpi, con chi è arrivata a casa della vittima?
- Con Antonio Vecci. È arrivato a casa mia poco prima delle 19:00, alle 18:50 circa. Casa di Andrea non dista tanto dalla mia.
- Lei è il signor Vecci che rapporto avete?
- Siamo amici.
- Con gli altri componenti del gruppo?
- Amici, tutti di vecchia data, compreso Andrea.
- Dagli sms sul suo cellulare sembrerebbe che con la vittima ci fosse qualcosa di più.
- No, in realtà tra me e Andrea non c’è mai stato altro che amicizia. Lui aveva confessato un’attrazione fisica nei miei confronti, ma era più un gioco che qualcosa di serio.
- Dal numero di sms non si direbbe. Un po’ troppo lungo come gioco, non trova?
- Andrea era così, spingeva tutto sino allo sfinimento.
- È per questo che molti di quegli sms non hanno ottenuto risposta?
- Sì, esattamente. Speravo che ignorandolo prima o poi si stancasse. Gli volevo bene e non avevo voglia di litigare con lui, ma tutti quegli sms, ogni giorno, erano irritanti.
- Gli argomenti erano piuttosto piccanti.
- Sì, anche questo mi urtava ma, come ho già detto prima, speravo che ignorare il suo gioco fosse sufficiente.
- Dunque lei è stata la prima a vedere il corpo di Andrea?
- Sì.
- Cerchi di raccontare tutto senza omettere dettagli.
- La sala era stranamente silenziosa. Andrea era solito accoglierci con uno dei suoi numerosi cd di musica metal o rock, roba che io nemmeno apprezzo. Fuori era già buio e nella sala c’era solo una lampada accesa, quella che solitamente Andrea utilizzava per leggere un libro seduto sulla sua poltrona preferita. Ma i libri erano impilati uno sopra l’altro sul tavolino e, in ogni caso, la poltrona era vuota.
Ho acceso la luce convinta che ci volesse fare uno dei suoi scherzi di cattivo gusto, tipo farci spaventare, infatti appena ho visto che un corpo pendeva da quell’orribile e macabro lampadario, ho creduto che fosse finto… che stesse fingendo… non lo so nemmeno io! Era surreale!

- Signora Fais, lei conosceva molto bene la vittima, giusto?
- Sì. In realtà sono quella che lo conosceva da meno tempo. Io sono ancora una “new entry”, nonostante li frequenti già da almeno cinque anni, poca roba per chi si conosce da più di venti.
- Beh! Sembrerebbe comunque che questi cinque anni siano stati molto intensi per lei e la vittima, conferma?
- Non so cosa intenda per intenso, ma credo di sì.
- Lei conosce molto bene la casa della vittima, giusto?
- Sì, ci sono stata tante volte e Andrea amava mostrarci ogni minimo cambiamento, cosa che accadeva di continuo poiché si recava spessissimo nei negozi di antiquariato, nei mercatini dell’usato e nei posti più bizzarri perché era sempre alla ricerca di oggetti particolari che generalmente apprezzava solo lui.
- Si è recata a casa sua anche da sola?
- Sì, è capitato diverse volte.
- Trascorreva da lui anche la notte?
- Tre, forse quattro volte.
- Qual era il motivo dei suoi soggiorni a casa della vittima?
- Abbiamo avuto una relazione, niente di serio, sesso.
- Dunque conosce molto bene tutte le stanze della casa, probabilmente in particolare una?
- Intende la camera da letto?
- No, in realtà mi riferisco a quello che dovrebbe essere un garage ma che è stato adibito a magazzino. Un magazzino che contiene tutto il necessario per il bondage.
Lei praticava bondage con la vittima?
- Ci abbiamo provato solo una volta, ma non fa per me. Sono abbastanza tradizionalista per certe cose.
- Dai vostri sms non si direbbe. Anzi, sembrerebbe che fosse proprio una vostra abitudine e che ogni occasione fosse buona per metterla in atto.
- Signora Fais, quand’è stata l’ultima volta che ha fatto sesso con la vittima?

- Forse due settimane fa.
- Lei sa con quale corda è stata impiccata la vittima?
- Non ho di certo badato a questi dettagli!
- Mi risulta che avreste dovuto vedervi qualche ora prima della cena con gli altri amici.
- Questo è ciò che voleva lui, ma io mi sono limitata a presentarmi alla cena.

 

- Signora Felpi, torniamo ai famosi sms. Da quanto ha smesso di rispondere?
- Direi dopo un settimana che l’antipatico giochetto proseguiva.
- All’inizio non le dispiaceva.
- A ogni donna piace essere lusingata.
- C’è stato un momento in particolare in cui ha deciso che la cosa dovesse finire?
- Il numero di messaggi aumentava sempre di più. Iniziavo a soffocare.
- Ha mai detto chiaramente alla vittima che quel gioco non le piaceva?
- Certo che glielo ho detto! Almeno un milione di volte!
- C’era forse qualcos’altro che le dava fastidio?
- Gliel’ho detto, la volgarità dei messaggi e le strane idee di Andrea.
- Signora Felpi, quand’è stata l’ultima volta che ha fatto sesso con la vittima?
- Mai!
- Ne è sicura?
- È capitato solo una volta, ai tempi del liceo.
- Lei sa con quale corda è stata impiccata la vittima?
- Perché dovrei saperlo?

- Signor Vecci, l’amicizia che legava lei, la vittima e gli altri componenti dl gruppo, dura da oltre vent’anni. È corretto?
- Sì, dai tempi del liceo.
- C’è mai stato uno screzio tra voi, un litigio, un’incomprensione?
- In realtà tante, è normale in vent’anni, ma le abbiamo superate tutte senza troppi problemi.
- Quali furono i motivi?
- I più stupidi: oggetti presi in prestito e mai restituiti, bidoni all’ultimo momento per vari appuntamenti, i miei ritardi.
- Donne?
- Non direi, dal momento che a me non interessano.
- Dunque, proprio questa sera, lei è stato puntualissimo.
- Sì, capita anche a me. Soprattutto perché non volevo che Carla arrivasse in ritardo a causa mia, lei tiene tanto alla puntualità.
- Signor Vecci, i vostri telefoni magici parlano più di quanto voi vorreste. Può ripetermi i motivi dei vostri litigi?
- In chat tutto si amplifica, in realtà anche l’ultimo litigio, che è stato il più grosso, sì è risolto in tempi brevi e senza rancori. Andrea aveva la pessima abitudine di appropriarsi degli oggetti altrui, cosa che io detestavo perché la considero una enorme mancanza di rispetto.
- Quali erano questi oggetti?
- Diversi libri, cd, magliette, le solite cose che ci si scambia tra amici.
- Nelle vostre chat parlate di corde da arrampicata.
- Sì, che non mi ha mai reso.
- Signor Vecci, quand’è stata l’ultima volta che ha fatto sesso con la vittima?
- Andrea era etero.
- Un etero che non disdegnava scoprire nuove emozioni.
- Forse in passato.
- Lei sa con quale corda è stata impiccata la vittima?
- Con tutte le corde che aveva in casa, dovrei saperlo? Non sono rimasto a osservare ogni particolare, c’era il mio amico appeso a un lampadario!

- Signora Fais, cosa ha visto appena è entrata nella sala? Cerchi di descrivermi ogni dettaglio.
- Sono entrata molto tranquillamente, l’urlo di Carla mi era sembrato uno dei soliti strilli da oca che cacciava fuori ogni volta che Andrea faceva uno dei suoi scherzi. Solo dopo aver visto i volti terrorizzati degli altri ho capito che c’era qualcosa di orribile. Eravamo tutti ammassati sull’uscio, la porta aperta mi occludeva la visuale. Ho guardato verso la poltrona poiché c’era la lampada accesa, ma non c’era nessuno e mancava il diario che Andrea teneva sul tavolino assieme ai libri.
- Signora Fais, che rapporti ha con Carla Felpi?
- Nessuno in particolare, frequentiamo solo lo stesso gruppo di amici.
- Che rapporti c’erano tra la signora Felpi e la vittima?
- Che io sappia niente, ma da Andrea ci si può aspettare di tutto.
- Che rapporti c’erano tra il signor Vecci e la vittima?
- Abbastanza buoni, anche se Antonio mal tollerava certe cattive abitudini di Andrea.
- Quali cattive abitudini?
- Di preciso non saprei, so che Antonio voleva riprendersi alcuni suoi oggetti.

- Signor Vecci, cos’ha visto appena è entrato nella sala?
- I miei amici terrorizzati e Andrea impiccato.
- Cos’altro?
- Non ho fatto caso a nient’altro.
- Cosa ha fatto appena è entrato in casa?
- Sono andato in bagno.
- In bagno o in garage?
- In bagno. Ho fatto appena in tempo a tirar fuori il pisello che ho sentito l’urlo.
- Quali luci erano accese?
- Quelle da dove pendeva il mio amico!
- Nessun’altra?
- Non ne ho idea!
- Signor Vecci, che rapporti ha con Carla Felpi?
- Direi ottimi.
- E con Sonia Fais?
- Ci consideriamo appena, non ha nulla che a me possa interessare.
- Tra Sonia Fais e Carla Felpi?
- Si tollerano appena, con immenso sforzo di Carla.
- Sa, per caso, quale rapporto ci fosse tra la Felpi e la vittima?
- Amici da sempre, da ragazzini Carla aveva una cotta per lui, robe adolescenziali ma che tutti ricordano. Soprattutto lo ricordava Andrea.
- E con la Fais?
- L’unico che si possa avere con una come lei.

- Signora Felpi, cosa c’era sul tavolino affianco alla poltrona?
- I libri e forse il diario di Andrea dove si dilettava a scarabocchiare.
- Perché è entrata per prima?
- È stato un gesto spontaneo!
- Chi è entrato per ultimo?
- Non saprei.
- Signora Felpi, che rapporti ha con la signora Fais?
- Avrei preferito vedere lei attaccata al lampadario.
- Sa che rapporti c’erano tra la Fais e la vittima?
- Certo, gli scarabocchi di Andrea sono abbastanza eloquenti.
- Il diario dove si trovava?
- Credo sul tavolino, come sempre.

- Bene, con voi ho finito

 

Commenti

Ritratto di Mar_86

Molto bello! Ho un debole per i dialoghi e questi son ben fatti. Il tutto scorre veloce (forse troppo, ho dovuto fermarmi qualche volta per paura di perdermi qualche particolare importante). Informazioni "snocciolate" a poco a poco. Mi ha tenuta lì dall'inizio alla fine.

Complimenti!

Ora vorrei sapere di più...

Ritratto di Gana Mala

Grazie :)

Ritratto di masmas

sono meno entusiasta, mi spiace (soprattutto perché ho scritto la mia e non è che sia meglio...) ma qui  civedo dialoghi troppo asciutti. Soprattutto quelli dell'investigatore, sembrano un po' didascalie.
Poi... so che la consegna era di usare i dialoghi, ma io non ce l'ho fatta a non caratterizzare un po' con descrizioni e altro. Si sarebbe potuto inserirli nei dialoghi, ma poi mi sapeva di pretesto. Per cui ne sento la mancanza anche qui, ma forse sono io che ho sbagliato nel mio, quindi era la consegna... :(

Ritratto di Gana Mala

Non vedo perché debba dispiaceri il fatto che non ti abbia entusiasmato :) ci sta, soprattutto sui dialoghi "asciutti". Questa è una prima stesura buttata giù in tarda notte, poi mi sono mangiata le mani per non aver fatto le cose in tempo e decentemente, Mea culpa! :D
Sulle mancate descrizioni, boh, ho proprio interpretato la consegna così, ma credo di aver commesso una marea di errori.
Comunque partecipare a questo gioco mi ha divertita molto, mo aspetto le altre cazziate :D

Ritratto di DBones

L'investigatore si mostra freddo come dovrebbe essere, e questo va bene. A mio parere, sono gli altri personaggi a essere un po' piatti. Non fraintendetemi, ho apprezzato molto questa tua prova, l'unica cosa che forse manca è un pizzico di "anima", di sussulti. Comunque brava.

Ritratto di Gana Mala

Hai tremendamente ragione, non si evince lo stato d'animo dei personaggi, peccato perché in testa lo avevo, la prossima volta cercherò di trasmetterlo :)

Ritratto di Borderline

Nonostante ci sia un po' di confusione sulle luci accese o spente, che però potrebbe essere anche un modo che hai utilizzato per far "tradire" il colpevole, qui il focus è dato più sul giallo che sui personaggi, che risultano un po' "tinche", mancano di spessore e sembrano messi lì con il solo scopo di far proseguire la storia. Sicuramente è il racconto più giallo di tutti, l'interrogatorio e la lettura infatti reggono non tanto per lo spessore dei personaggi presenti ma perché il lettore vuole realmente arrivare, come Creim, all'obiettivo

Ritratto di LaPiccolaVolante

Mi accodo. Un po' troppo... direi "meccanico".
La caratterizzazione è stata persa alla partenza, come per fretta di portare avanti il meccanismo nozionistico utile all'investigazione.
Sì abbiamo chiesto un interrogatorio, ma questo si avvicina a un rapporto ufficiale. Non perdete mai di vista lo scopo del raccontare: innamorare il lettore di almeno un personaggio. :)