Speranze diverse (di Fran)

I suoi occhi, simili a un prato in primavera, la fissarono a lungo facendola illudere, per un momento, che potesse esserci amore nella sua vita, ma come tutti gli altri uomini prima di lui, si limitò a lanciarle addosso le banconote da un dollaro. Spesso ripensavo a quando era piccola, viveva in un paesino collinare, che ora avrebbe tanto voluto rivedere, sarebbe corsa a salutare sua madre facendosi stringere forte tra le sue braccia, ma chi voleva prendere in giro? Se sua madre l'avesse vista ora l'avrebbe ripudiata, schifata, e come darle torto? Dopotutto non approvava neanche lei la vita che faceva. Avrebbe voluto tanto poter di nuovo correre attraverso il bosco, sentirsi solleticare i polpacci dai fili d’erba, rincorrere grilli scordarsi tutte le cose brutte che aveva visto negli anni. Ora invece solo un quadro appeso al muro della cucina, sopra una coppa di rame ormai ossidato, le ricordava quel paesaggio, le dava la sensazione di libertà e di purezza di quando era bambina. Quando lo fissava poteva sognare di essere da un’altra parte, di poter di nuovo respirare aria pulita, correre e saltare. Invece si ritrovava, giorno dopo giorno,immobile, sdraiata, ad aspettare che l’uomo di turno finisse. Si voltò e si rese conto che lui era ancora lì, che si rivestiva. Trovava strano che quest’uomo in particolare indossasse sempre slip abbinati ai suoi occhi, quasi a voler essere elegante per lei, anche da seminudo, ma allo stesso tempo portasse cicatrici profonde sulla schiena; questo sembrava diverso dagli altri abitué, sembrava quasi che l’apprezzasse e che non la considerasse solo un oggetto per i suoi scopi, sembrava provare passione durante l’atto, tenere a lei. Ma comunque mai nessuno si offriva di salvarla, di liberarla da quella vita in cui era naufragata, come in una melma e con le alghe che le tenevano le caviglie e non le permettevano di nuotare. Con lui aveva sperato di poter nuotare, sperava che lui le tagliasse via le alghe, ma sapeva anche che la speranza era un sentimento che non si poteva permettere, l'illusione può fare brutti scherzi. La sua storia era uguale a quella di molte sue "colleghe": era arrivata in città con dei sogni, avrebbe voluto calcare le scene dei teatri, farsi notare, recitare in opere di alto valore e magari fare la cameriera nel frattempo. Invece aveva dovuto ballare ricoperta solo di foglie, ricreando un Eden peccaminoso e servire ai tavoli seminuda, palpata dagli avventori sbronzi e bavosi. Col tempo anche quel lavoro era andato sfumando, scadendo in una realtà sempre più squallida fino a mercificare il suo corpo per poter campare, per potersi permettere del pane che ammuffiva troppo velocemente. Alle volte rimpiangeva persino il dover tenere la testa ai suoi clienti mentre vomitavano ormai troppo pieni di assenzio, o quelle palpatine che, col senno di poi, trovava innocenti. Lui era ancora lì, strano, in genere i clienti non si attardavano mai così tanto. La fissava in maniera inquietante, aveva uno sguardo quasi spaventoso. Capitava spesso che venisse fissata così prima, quando c'era ancora la bramosia nei suoi clienti, e quelli che lo facevano spesso la picchiavano per sfogarsi, frustrati, ma dopo, dopo no, era diverso. Lui avrebbe dovuto essere il suo salvatore, quello in cui lei riponeva le speranze,  il suo principe, e ora si stava trasformando nell'orco delle favole. Lei, impaurita,  cercò di mettergli fretta facendogli notare che doveva prepararsi per un altro “appuntamento”, ma lui non dava segni di averla sentita. La fissava con lo sguardo vacuo che di colpo si addolcì, le chiese un tè caldo, problemi di stomaco diceva... Lei si rilassò di nuovo, ora lo riconosceva, che sciocca ad aver pensato che lui potesse farle del male, probabilmente quello che aveva visto balenare nei suoi occhi era dovuto al malore, preparò l’infuso ben volentieri e lo servì nelle sue tazze migliori, non le importava più del prossimo cliente, ormai la speranza era tornata nel suo cuore, la chiromante gliel’aveva promesso: “Un uomo con gli occhi di smeraldo ti libererà” e quell’uomo era lì davanti a lei, ormai ne era certa. Già si vedeva, finalmente rispettabile, andare a fare la spesa a testa alta, senza venire indicata, pulita e profumata e con trucco e capelli in ordine, ma le donne rispettabili si truccavano? Ormai non se lo ricordava più.Le avrebbero dato del Lei e non un tu senza rispetto, e che bei bambini avrebbero avuto, sperava che prendessero gli occhi del padre. Si chiedeva dove sarebbero andati a vivere, chissà come sarebbero stati i suoi nuovi vicini. Lui nel frattempo pregava, in realtà lo faceva sempre dopo, qualche volta bofonchiava qualcosa sul peccato, sull’essere vizioso, ma lei non capiva. Una volta scherzando le disse anche che lei era il suo demone personale, quello che non lo faceva dormire la notte.

I demoni bisogna annientarli prima che sia troppo tardi.

Lui era cresciuto in un ambiente molto cristiano dove le donne rispettabili arrivavano vergini al matrimonio e non conoscevano di sicuro i trucchi che conosceva lei. Non avrebbe dovuto cedere ai sensi della carne così facilmente, aveva provato a opporsi, ma lei era un’ammaliatrice, sapeva, anche solo guardandolo, come attirarlo tra le sue grinfie, pur sembrando così ingenua, ma dopotutto è questo il miglior trucco del demonio no? Farti cadere nella sua trappola quando hai le difese abbassate, quando meno te lo aspetti. Certo che neanche lui avrebbe mai pensato al diavolo con sembianze così dolci e carine, ma era stato uno sciocco, al catechismo era una delle prime cose che ti insegnano. Ormai si considerava un peccatore, sporcato dal marchio del diavolo, aveva provato a fare penitenza fustigandosi quando pensava a lei, frustandosi sempre più forte e più spesso, lasciando segni nella sua schiena che urlavano il suo tentativo di redimersi, ma ormai nulla funzionava più nel trattenerlo dall’andare lì, da sentire la pelle di lei, morbida, sotto le sue mani, dal sognarlo. Solo una cosa avrebbe liberato lui e gli altri uomini intrappolati dal diavolo che si celava sotto le sembianze di quella bella ragazza. Solo una cosa l’avrebbe redento. Anche lui vedeva la speranza accendersi nel suo cuore, la speranza di andare in paradiso, di ritrovarsi libero dalle voglie che gli attanagliano il cervello, la speranza di redimersi. Tirò fuori una scatolina dalla tasca, fissò le pillole di arsenico di Parigi contenute in essa, guardò la ragazza in quel momento distratta, si avvicinò al servizio da tè e fece cadere le pillole ognuna in una tazza.

Presto sarebbero stati liberi, dopotutto la speranza è l’ultima a….

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Commenti

Ritratto di LaPiccolaVolante

Qui il mondo è colorato molto meglio. Di solito questo tipo di contesto è tinto da colori prepotenti e molto caldi e contrastati. la scelta in questo caso raffredda l'ambiente tenendolo sul passo tra il sereno e il marcio. L'ambiguità cromatica, secondo me, è una strategia efficace e ben gestita. Il soggetto mantiene la superfice, non sconvolge né sorprende, oramai, ma è ben gestito, qui, sulla breve distanza.
 

Ritratto di Pilgrimax

Bello, mi è piaciuto. Si vede l’attenzione a rimarcare in ogni dettaglio il colore. Mi sono piaciute particolarmente le immagini della coppa di rame ossidata e della muffa sul pane vecchio. Per adesso, mi sembra uno dei racconti che meglio faccia risaltare l’InCromo. Che lui nascondesse una controversia non risolta si capisce presto, ma non credo che l’obiettivo fosse uscirsene con un finale a sorpresa. Piuttosto l’obiettivo credo fosse quello di mostrare il colore e permeare la narrazione dello stesso e il racconto, a mio modesto modo di vedere, ci è riuscito.

Ritratto di LaPiccolaVolante

Sì. questo giocoverteva sull'aspetto più tecnico che narrativo, ed è vero che questa è la resa cromatica più alta (mi mancano ancora due racconti). Certo, noi siamo comunque sempre a caccia. :)

Ritratto di Gana Mala

La storia della prostituta che spera arrivi un uomo a salvarla, è trita e ritrita, ma il fatto che tu sia riuscita a renderla comunque interessante grazie al gioco di ambiguità cromatica, come ha sottolineato il capitano,e con dettagli affascinanti, già elencati da Pilgrimax,è sicuramente un grosso punto a tuo favore.
Forse c'è un eccesso di ripetizioni, magari potresti provare a fare un uso maggiore di sinonimi.

Ritratto di Edera82

Grazie mille, ci lavorerò senza dubbio nel prossimo racconto. Ho lacune sia grammaticali che di punteggiatura e il pessimo vizio di rileggere poco ;) mi impegnerò al massimo per stupirvi!

Ritratto di Edera82

Che dire? Grazie mille! :*

Ritratto di masmas

Che avrebbero aiutato la lettura :) , il racconto è un flusso di pensieri serrato, che ha una sua potenza (anche se io qualche momento di respiro l'avrei introdotto). Cattura.

Ritratto di Edera82

Infatti è una cosa che ho notato anche io leggendo gli altri racconti, ho immaginato il racconto come una pagina di un romanzo ma non scorre bene. Devo imaparare a vedere meno "di getto". Grazie mille!

Ritratto di Antio

Molto bella la resa cromatica, anche se mi ha "disturbato" il cambio di colore, mi sarei divertito di più se avessi insistito con lo stesso fino alla fine. In alcuni passaggi centrali mi è sembrato che ti stessi focalizzando più sulla storia che sulla resa cromatica, ed è un peccato. Scrittura serrata sì, ma non l'ho trovata pesante. Si fa leggere tutta d'un fiato :)

Ritratto di Edera82

Grazie di tutto, ma non era mia intenzine cambiare colore, ora sono curiosa di sapere che colore vedi alla fine! :P

Ritratto di Antio

Alla fine ho percepito una bella virata verso il rosso!

Ritratto di Edera82

Giuro che non ho mai pensato al rosso! Ho pure cercato un veleno verde, che poi è il colore della speranza stessa! Che esito inaspettato!

Ritratto di Antio

Ehh, tra diavoli e demoni, fustigazioni e segni sulla schiena, il cuore che si accende di speranza, non ho potuto fare a meno di pensare al rosso!

Ritratto di Edera82

La prossima volta starò più attenta, avrei potuto mettere la bile in mezzo! Il veleno verde non basta.

Ritratto di grilloz

Cromaticamente funziona, anche se a un certo punto, quando inquadri la schiena di lui, nella mia mente il colore è virato verso tinte più calde.

La storia, forse non originalissima, secondo me funzione, forse i personaggi meriterebbero maggiore approfondimento (difficile però in poche battute)

L'unica cosa che mi ha disturbato un po' (niente di grave, eh) è quel cambio di punto di vista nel finale, forse avrebbe potuto essere reso meglio ad esempio attraverso il dialogo.

Ritratto di Edera82

Ecco, il dialogo è una delle (molteplici) cose che devo approffondire, i miei personaggi mi sembrano sempre stupidi quando parlano! XD

Ritratto di Rum

È vero che alcuni dettagli potevano far pensare al rosso, però hai saputo da subito imporre il verde e non ho avuto dubbi sulla resa cromatica. Dal punto di vista della storia devo dire che se i personaggi non sono orogonalissimi, mi è piaciuto il finale che non consiste nel solito assassinio della prostituta. 

Ritratto di Edera82

be' non è che dopo stessero tanto bene! XD m non sapremo mai neanche se lei l'ha bevuto! :O

 

Ritratto di ansia e cedrata

il verde si percepisce bene in ongi parte del racconto. Devo dire che all' inizio ho fatto un po' di fatica nella lettura per l' uso delle virgole e di frasi forse troppo lunghe, ma una volta entrati nel testo questa scelta si rivela efficace perché sembra dare un certo ritmo concitato al racconto. Non so se volessi ottenere questo risultato ma l'ho apprezzato.

Ritratto di Edera82

è la prima volta che scrivo un racconto, ogni risultato ottenuto lo reputo dovuto a pura fortuna! :P

Ritratto di Robypey

Si, il verde lo fa da padrone. Ma anche io ho trovato una variazione verso il colore rosso. Il rame per esempio, fa deviare verso una tonalità di rosso, anche se è vero che il rame se non viene lucidato a modo, passa dal verde fino ad arrivare al nero opaco. Ma anche diavolo e inferno, fanno pensare a tonalità piu calde. In ogni caso la storia scorre benissimo, oltretutto sei riuscita a rendere bene il tutto senza allungarti troppo. Brava!