Odor di Mare

settembre 7th, 2011

Aria fresca d’estate, brezza marina sulla pelle, gli ultimi cittadini che han ancora voglia di girare per le strade della città.
Città che ormai non ha più niente da offrire, se non il suo Mare, concesso dalla Natura, che dona e non pretende niente, forse dovremmo esser noi a conceder lei un po’ di pace.

Come tutte le sere son qui, sul balcone ad ascoltare il mare, vedere se mi parla, cercando ispirazione o forse solo un po’ di conforto dopo una giornataccia.
Come tutte le sere ho lei tra le braccia e dopo qualche minuto di riscaldamento le dita van sole, mosse dalle parole del mare, dal vento, dalla melodia di chissà quale strumento.
A far in modo che questa melodia prenda forma, il saltellare delle dita sulle corde, mi stupisco anche io di quanto posso esser veloce nel farlo!
Come tutte le sere sono qui che “compongo” o meglio imito il più vecchio e scadente dei musicisti, solo per quei venti minuti che mi rendon uomo libero, uomo in pace.
La musica è un po’ come la scrittura, rende capaci di cose straordinarie con una cosa minima…
Di solito in queste sere son contento quando sto con lei, ma non oggi, non stasera, decido di riporla nella sua custodia nera rigida, imbottita all’interno, forse più morbida del mio materasso.
Accendo la mia Winston, i soldi scarseggiano, dobbiam essere parsimoniosi diceva non so chi.
Fiammata.
Primo tiro, nicotina che fa il suo giro.

Continuo cosi finchè quest’altra maledetta compagna non finisce e osservo lui sempre lì, il Mare, nonostante sia maltrattato rimane, famiglie che usan shampoo a mare, l’acqua utilizzata spesso come fogna, e per finire un altro nuovo mostro messo là ad aspirare quel che rimane nel sottosuolo, se qualcosa ancora è rimasto, ma Mare rimane lì con tutto il suo blu e la sua chiarezza, non dice niente, subisce.
“Prima o poi c’è le farà pagare tutte” penso.
Però adesso rimane e non si lamenta, e allora perché non dedicargli dieci minuti di completo schiamazzo e strimpellamento come solo io so fare?
Riprendo in mano lei.
Ed eccomi qui, come tutte le sere davanti al mio Mare, a strimpellare come il peggiore dei peggiori, ma son contento.
Cosa non possono fare tre accordi e il pizzico delle dita.