(Jean Claude Riviere) Dietro lo specchio
febbraio 16th, 2012
-Fermati Paul… ti prego fermati… smettila ti dico…
-Ma che ti prende? Perché dovrei fermarmi?
-Lì, dietro quell’albero c’è uno che ci sta osservando…
“Il solito voyeur rompiscatole” pensò Paul riallacciandosi i pantaloni e scattando in piedi guardando minaccioso il guardone, mentre Leonore si ricopriva.
Anziché battere in ritirata, l’uomo, un distinto signore sulla cinquantina, senza scomporsi minimamente andò verso di loro con un sorriso accattivante e dopo essersi presentato (si chiamava Raimond Girault) offrì da fumare. Quindi in tono quanto mai affabile, avanzò una proposta che lasciò allibiti i due ragazzi. Avrebbe messo a loro disposizione, gratuitamente e a loro piacimento, una comoda stanza con bagno, nel suo appartamento, chiedendo in cambio solo di poterli osservare dal buco della serratura. L’indecente proposta mandò su tutte le furie Paul che usò vari epiteti nei riguardi dell’imperturbabile Raimond, che con tono quanto mai suadente disse:
- Comprendo benissimo la vostra reazione, ma vi invito a valutarla con calma. Se poi, come mi auguro, deciderete di accettare questo è il mio numero di cellulare. Potrete chiamare in qualsiasi momento.
Quindi girate le spalle si allontanò camminando lentamente.
Dopo quanto successo, i due ragazzi non avevano certo voglia di riprendere il loro amoreggiamento bruscamente interrotto.
Benché indignati (lui ancora più di lei), Paul e Leonore non poterono fare a meno di ammettere che la proposta aveva degli aspetti positivi. Paul temeva che lei si sarebbe vergognata a farsi guardare mentre facevano certe cose e potesse avere delle remore che le avrebbero impedito di poter fare tranquillamente l’amore e di godere, ma Leonore gli fece presente che lui l’aveva già osservati e sicuramente si sarebbero presto abituati alla sua presenza nascosta e avrebbero fatto come se lui non ci fosse.
Quello che la ragazza non confessò al suo giovane compagno era il fatto che la cosa l’eccitava alquanto…
Anche se un po’ titubante Paul telefonò a Raimond.
- Sono Paul, si ricorda di me… ieri pomeriggio…
- Ma certo che mi ricordo… Allora che avete deciso?
Raimond fu felice di apprendere che accettavano la proposta e fissarono l’ora in cui sarebbero andati da lui.
Raimond, abitava in un bell’appartamento in un palazzo signorile. Sicuramente non era alla sua prima esperienza in questo campo e fece di tutto per metterli a loro agio, mostrò la camera e l’attiguo bagno, quindi uscì dalla stanza richiudendo la porta.
Piuttosto titubanti i due giovani iniziarono a spogliarsi. Leonore guardò la serratura attraverso la quale sicuramente Raimond la stava guardando. Si sedette sul bordo del letto, proprio in direzione della porta e iniziò a sfilarsi le calze togliendosi poi tutto il resto. Sbarazzatasi anche dell’ultimo velo, si alzò in piedi e provò un certo piacere a mostrarsi nuda, al contrario di Paul che cercava di coprirsi con le mani. Il primo approccio non fu facile, poi però, come aveva previsto Leonore, si dimenticarono di tutto e poterono godere in pieno l’uno dell’altro. Non si risparmiarono e quando dopo essere andati in bagno e rivestiti, uscirono dalla stanza, Raimond fece loro trovare il the con i pasticcini.
Leonore non poteva negare di essere turbata dallo sguardo apparentemente innocente di Raimond che sicuramente aveva ancora davanti agli occhi l’immagine del suo corpo nudo e di quello che aveva fatto.
Molto timidamente, Paul chiese se sarebbero potuti tornare il pomeriggio dopo e con il suo rassicurante sorriso Raimond rispose che la cosa gli avrebbe fatto piacere. Quando si salutarono, stringendogli la mano calda e morbida, Leonore provò un certo turbamento pensando che sicuramente con quella mano, Raimond avrà appagato la sua eccitazione nel vederla scambiarsi intimi baci con il suo ragazzo e congiungersi carnalmente, immaginando di essere al posto del fortunato giovane.
Mentre si avviavano verso casa, Paul sembrava piuttosto soddisfatto. Anche se all’inizio aveva provato un certo imbarazzo, poi le cose erano andate molto bene: era la prima volta che lo avevano fatto completamente nudi e non aveva mai sentito Leonore partecipare e provare piacere così intensamente. Ed era vero: sapere che un uomo come Raimond la stesse osservando, invece di inibirla le aveva procurato una maggiore eccitazione. Non riusciva a togliersi dalla testa il pensiero di lui che la osservava e che, andati via loro, avrà sicuramente tuffato la testa nel cuscino dove era rimasto il profumo dei suoi capelli e si sarà avvolto nelle lenzuola che odoravano del suo corpo. E poi c’era stata quella stretta di mano che le aveva procurato dei brividi di piacere. Leonore cercò di immaginarlo mentre si eccitava vedendola fare l’amore. A quel punto cominciò a dubitare che l’avesse potuta spiare dal buco della serratura: doveva esserci un altro spiraglio senz’altro più comodo per lui. Comunque il pensiero che sicuramente in quel momento Raimand su quello stesso letto dove lei aveva fatto più volte l’amore nel pomeriggio, ripensando a lei e respirando il suo profumo, si stesse lasciando andare all’autoerotismo, spinse Leonore a carezzarsi.
Come programmato, il pomeriggio successivo Paul e Leonore tornarono a casa di Raimond che li accolse con la sua consueta affabilità.
Entrata nella stanza accingendosi a spogliarsi, Leonore con aria distratta si guardò in giro per cercare di individuare da dove Raimond li stesse osservando. La sua attenzione si posò su uno specchio incassato nel muro proprio perpendicolare al letto e pensò che sicuramente doveva trattarsi di un vetro a specchio dietro il quale Raimond poteva godersi comodamente lo spettacolo. Sicura che lui fosse là dietro, Leonore preferì spogliarsi in piedi davanti a quel vetro, fermandosi ogni tanto per specchiarsi e rimirarsi ben sapendo che l’immagine che le appariva era la stessa che Raimond stava godendo al di là della parete. Con studiata lentezza si spogliò e quando fu completamente nuda girò le spalle dirigendosi verso il talamo dove Paul supino l’attendeva. Mise un ginocchio sul letto e avanzò carponi avvertendo lo sguardo di Raimond che le carezzava la schiena spingendosi tra le cosce.
Quando aveva cercato di convincere Paul ad accettare l’offerta, Leonore gli aveva detto che si sarebbero abituati alla sua presenza nascosta e avrebbero fatto come se lui non ci fosse. Questo poteva essere vero per Paul, ma non per Leonore che si sentiva sempre più stimolata sessualmente da quella invisibile presenza. Per lei era come essere posseduta contemporaneamente da due uomini; da Paul in modo reale e da Raimond in modo virtuale, ma non per questo meno penetrante ed eccitante.
Quella sorta di ménage à trois andò avanti per qualche settimana, finché un giorno prima che uscissero, Raimond comunicò loro con dispiacere che sarebbe dovuto partire e stare assente per circa un mese, ma non voleva privarli della possibilità di usare l’appartamento anche durante la sua assenza. Avrebbe dato disposizioni alla portinaia, che teneva le chiavi, di lasciarli accomodare in casa quando volevano. La cosa rattristò Leonore che nel salutarlo lo volle abbracciare e baciare affettuosamente.
Tre giorni dopo la partenza di Raimond, decisero di tornare nell’appartamento. Paul era quanto mai felice di poter fare finalmente l’amore senza le inibizioni che la presenza di Raimond in qualche modo comportava. Leonore lo era molto meno e in effetti entrando nell’appartamento vuoto, senza essere accolta dalla cordiale bonarietà di Raimond, provò un certo sconforto. Prima di andare in camera, Leonore volle dare una occhiata alla casa. Voleva soprattutto scoprire se in effetti era da dietro lo specchio che lui li osservava. Entrarono in uno stanzino attiguo alla camera e poterono scoprire che si trattava proprio di un vetro a specchio dal quale si aveva una perfetta visione del letto. Ma le scoperte non erano finite: su un tavolinetto c’era un pacco di foto che Raimond aveva scattato loro. Vedersi impudicamente ritratta completamente nuda e in posture oscene, le diede un ulteriore brivido erotico, sapendo che era così che Raimond l’aveva osservata e non poté fare a meno di pensare che proprio intuendo quella che sarebbe stata la sua reazione vedendole, Raimond aveva fatto in modo che lei trovasse quelle foto. A quel punto si sentì ancora più nuda di quando si esibiva davanti allo specchio, più nuda perché lui era riuscito a penetrare nei suoi più intimi e reconditi pensieri.
Seguì svogliatamente in camera Paul che non finiva di esprimere la sua soddisfazione di poterlo fare liberamente senza occhi indiscreti. Come sempre si spogliò e raggiunse Paul che l’aspettava impaziente e carico di desiderio, ma lei sentiva che era cambiato qualcosa. Anche Paul s’accorse della freddezza da lei mostrata facendo l’amore e gliene chiese la ragione.
Mi dispiace – gli rispose Leonore – ma sento di non amarti più. Non mi sento di fare ancora l’amore con te. Visto che questa casa è a disposizione, potrai tornarci quando vuoi e con chi vuoi, ma non con me.
Detto questo si rivestì in silenzio e andò via, lasciando il ragazzo interdetto.
Aveva deciso di non mettere più piede in quella casa, ma il giorno dopo non riuscì a resistere alla tentazione di tornarci sola. Chiese le chiavi alla portinaia che gliele consegnò con un sorriso carico di sottintesi e complicità. Salì ed entrò nell’appartamento dirigendosi direttamente in camera. Si sedette sulla sponda del letto di faccia allo specchio e restò immobile per un certo tempo, quindi lentamente cominciò a spogliarsi, guardandosi riflessa nello specchio finché non fu completamente nuda. Indugiò cercando di ripetere i gesti che faceva quando sapeva che Raimond l’osservava, quindi si gettò carponi sul letto spingendo il ventre avanti e indietro finché il piacere non esplose in lei.
Accasciata sul letto con gli occhi chiusi, stava riprendendo fiato, quando sentì lungo la spina dorsale una leggera carezza. Si voltò e s’accorse che Raimond, avvolto in una vestaglia, era seduto sul letto accanto a lei. Leonore capì allora che era stata tutta una macchinazione che lui aveva messo in atto per averla. Gli afferrò la mano e gliela baciò, quindi la portò sul suo petto per fargli sentire come le batteva forte il cuore. Raimond la strinse a se e lei si attaccò alla sua bocca, felice di abbandonarsi alle sue esperte carezze, ai suoi baci e alla sua passione. Finalmente i suoi sogni si stavano avverando.


