Fatferno
maggio 18th, 2011
Sono un uomo solo. Per scelta. Stavo bene. Solo, vivo da molti anni, dove uomo non volge mai lo sguardo. Almeno fino ad oggi. Oggi, dopo trent’anni ho pronunciato il mio nome. Non desideravo farlo… non più di quanto lo volesse lo sventurato che pronunciò a stento quello stesso mio nome: l’ultima cosa che attraversò la sua testa dopo la pallottola che lo consegnò alla terra. Quale sorte beffarda ha voluto legare i nostri destini non mi è dato di sapere.
E allora fuggo. Solo questo posso fare. Solo questo so fare.
“Il suo nome, forestiero”.
“Chi lo reclama?”
“Il comandante della Gendarmeria, con vostra pace. Vi avverto, non è solito domandare due volte” .
“Chi vi parla non è nessuno di cui possiate cercare notizia e di certo nessuno che valga il vostro tempo.”
“Lasciate a me l’onere di stabilirlo, forestiero. La favella non sembra essere il vostro forte, ma vogliate ugualmente soddisfare l’ingenua curiosità di questo servitore della giustizia” .
“Non conosco la giustizia che servite, ma posso intuirne la natura” .
“Ora basta! Non abusate oltre della mia pazienza e rispondete, dunque! Come vi chiamate?”
“Il mio nome è…”
“Badate forestiero, non lo ripeterò un’altra volta.”
“Il mio nome è…Fatferno?”
“Come sospettavo. È curioso che voi stesso ve lo domandiate: non siete dunque certo del nome che portate?”
“Vi ho dato la risposta che cercavate. Ora lasciatemi.”
Avrei dovuto fermarmi qua. Le provocazioni e il sarcasmo appartengono a quel mondo che ho rinnegato. E il marciume di quel mondo trasudava in modo ripugnante da quell’insolente. Attendeva solo una mossa falsa.
Lo accontentai.
L’ombra greve dell’infamia indurisce le mie gambe e rallenta la mia corsa, più dei rami che mi graffiano il viso e delle pietre aguzze che mi feriscono i piedi.
Non ho molto tempo. Presto i tirapiedi di quel maledetto verranno a cercarlo. Quando lo troveranno sarò merce per i cacciatori di taglie. Forse già lo sono.
“Fermatevi forestiero, non ho finito con voi.
Vi dice niente il nome di Bartolomeo Despues”?
“Non so di chi parliate. Né desidero saperlo. Lasciatemi, ora.”
“Eppure quest’uomo di cui non sapete nulla sembra conoscere bene il vostro nome, messer Fatferno. Anzi, vi… conosceva, per meglio dire.
Quando l’abbiamo trovato, il piombo che aveva in corpo gli ha concesso una sola ultima parola, e quella parola fu il vostro nome, messer Fatferno” .
“Non…capisco. Questo… Despues? Come poteva conoscere…me?”
“Finalmente mi degnate della vostra attenzione! Condividiamo la stessa curiosità: come poteva conoscervi e come mai, con la morte negli occhi, domandava di voi? Temo che dovrete sacrificare ancora un po’ del vostro tempo e seguirmi in Gendarmeria. Là continueremo questa conversazione.”
“La… Gendarmeria? Non ne comprendo il motivo: vi ho già detto quello che so. Non servirà trattenermi oltre.”
“Non ne sarei così certo. Forse quel nome non era l’estrema invocazione a una persona cara… “
“Cosa volete insinuare?”
“Nulla, nulla… per ora. Seguitemi, ve lo chiedo ancora. Vi conviene” .
“Non osate toccarmi!”
“Calma, calma forestiero… cosa state facendo? Fermatevi… non vorrete… ”
Conosco questa foresta palmo a palmo, e la montagna oltre il fiume, fin nei punti più selvaggi. Potevo semplicemente sparire: in fondo è ciò che mi riesce meglio.
Mi voltò le spalle per pochi istanti.
Sarebbero bastati.
Nessuno mi avrebbe seguito fino a qua: solo tu amico mio, che puoi volare e, come me, non hai più nido. Non mi hai voluto abbandonare, neppure ora che fuggo da una colpa che non è mia e da un’altra che non cercavo. Ma che io sia davvero un assassino, poco importerà al mercenario che mi troverà. Reclamerà ugualmente la sua vile ricompensa.
La notte cala pietosa. Mi regala tempo per riposare e stelle a sufficienza per trovare un riparo. Questa terra generosa ancora una volta mi nutre del suo cibo, senza chiedere nulla in cambio. È la sola madre a cui mi posso abbandonare e ora, amico passero, devo proprio farlo. Fermiamoci qua fino al nuovo giorno.
“Ouch… ma che diavolo… l’occhio, maledizione! Ma cosa sta succedendo?… Chi c’è?”
So di non essere solo e questo non mi piace.
“Cosa vuoi da me? Mostrati e dimmelo, perché io non verrò a cercarti. E non ti ringrazierò” .
“So che le buone maniere non vi appartengono. Tranquillo, messere, me ne farò una ragione” .
“Una… donna?”
“Ebbene sì… almeno la vista non vi difetta. Assaggiate quella frutta secca… un uomo in fuga ha bisogno di energie”.
“Chi vi dice che sia in fuga?”
“Facile, vi ho seguito. Non siete il solo a conoscere i segreti della foresta, sapete? So che vita fate e da chi fuggite.
Credetemi non amo la compagnia degli esseri umani più di quanto la amiate voi, ma ora è cambiato tutto, mio malgrado. Cerco giustizia e voi solo potete aiutarmi. Noi cerchiamo la stessa cosa” .
“Io non cerco proprio nulla che non sia la solitudine. Per i miei gusti, siamo già in troppi. Andatevene, dunque, o lo farò io!”
“Proprio non volete capire? Quella di ieri era un’accusa in piena regola: ormai per tutti siete l’assassino di Despues, e la vostra fuga non fa che peggiorare la vostra posizione”.
“Despues… come sapete… ?”
“Troviamo il vero assassino e potrete discolparvi”.
“Non ho nulla da dimostrare a quella gente… e poi sarebbe inutile. Una colpa ce l’ho, grave quanto quella mi hanno affibbiato, e questo è l’unico tormento che mi accompagna nella fuga.”
“Vi riferite a quello sgherro? Lenite la vostra inquietudine… l’avete malridotto, ma purtroppo non l’avete ammazzato. Sapete cosa significa, vero?”
“Non… credo”.
“Quello è il più infame dei pendagli da forca! Sapeva il vostro nome e sapeva dove trovarvi: non ve ne domandate il motivo? L’hanno corrotto per insabbiare in fretta il caso e i fatti l’hanno favorito.
Un nome gridato dalla vittima, appena prima di tornare al Creatore, ed ecco fabbricato il colpevole perfetto, pronto per le sbarre! Senza dubbio avete mandato a monte il suo primo tentativo, ma non finirà qua” .
“Andatevene… non intendo ascoltarvi oltre. Non ho nulla da dimostrare a quella gente. So la verità e questo mi basta. Non perderò il mio tempo alla ricerca di un fantasma e, quanto a quell’infame, ne ho incontrati di peggiori. Non ho che un motivo in più per cercare la solitudine”.
Stavo bene solo.
“Come desiderate. Se vorrete, ripensate a quello che vi ho detto. Proseguirò nella mia ricerca con o senza il vostro aiuto, ma so che ci rivedremo… e sarete voi a cercarmi, Fatferno” .
“Credetelo pure se vi fa piacere. E quale sarebbe il nome di cui dovrei chiedere nel mio peregrinare?”
“Blanca… Blanca Despues”.


