INFERNO E PARADISO

febbraio 26th, 2012

Tranquillo, stai sognando.

Ci stai vedendo, riflettendo allarmato che ci credevi morti; certo, li siamo.

Da quanto?

Bella e impossibile domanda. Dopo la vita terrena il tempo è una cosa assai ardua da comprendere; forse da qualche mese oppure un anno. Magari, invece, da secoli. Chi può dirlo?

Sappiamo solo dove siamo: io all’inferno e lui, in paradiso.

Perché?

Evidentemente dipende dal nostro precedente comportamento in vita; o da scelte o decisioni prese quando abitavamo il fardello corporeo.

Come dici? I prossimi numeri vincenti al lotto? Ah ah ah ah questa è una delle favolette di voi uomini, sai a noi deceduti, che ci frega delle lotterie e del denaro?

Cosa ti riserverà il futuro? Neppure questo sappiamo; è già molto se ricordiamo, noi stessi, chi o cosa eravamo.

Perché, allora, ti siamo apparsi? Bravo, questa è un’ottima domanda che si sposa bene ad un’altra domanda piuttosto che ad una risposta: perché, secondo te, ti siamo apparsi?

No, tranquillo, non è perché sei morto o stai per morire; il momento della tua morte ci è, completamente e sinceramente, sconosciuto.

Ci stai ascoltando per un’altra ragione ben più essenziale e necessaria; ora sei assolutamente e indubbiamente certo che noi siamo esistiti e che, pur non in vita, esistiamo ancora. Certo, io soffro mentre, chi è al mio fianco, è appagato e felice.

Come sarai tu? Non dipende da noi ma da te stesso. Altre volte, capiteranno circostanze per cui, non potrebbe dipendere neppure da te; ma succederà, un giorno, che davanti all’estremo bivio, tu dovrai imboccare una strada piuttosto che l’altra, ma sarà, comunque, un verdetto cui non potrai ribellarti o fuggire.

Ricordati bene le nostre parole.

Cerca, con tutte le tue forze di scolpirle in qualche angolo del tuo cervello; hai pochissimo tempo ancora.

Tra breve, la tua tranquillità assoluta, sospeso in questo rassicurante tepore materno, cesserà improvvisamente e violentemente.

Tra poco, nascerai.