(Ali) Estasi

febbraio 16th, 2012

“Il desiderio nasce dagli occhi. “

Lui e Lei.

Lei lo guarda dall’altra parte del tavolo; uno sguardo intenso, senza vergogna. Poi sorride, e un lampo di malizia attraversa le sue iridi da gatta.

Lui ricambia lo sguardo. Ha colto quel lampo di desiderio che ha attraversato gli occhi di lei; è lo stesso desiderio che prova anche lui e che gli attanaglia le membra. E’ incerto però perché aspetta un altro segnale , uno più esplicito ma non troppo, perché al tavolo non sono soli. Un segnale curato, che solo lui può capire.

Lei lo sa. Sa che lui attende una conferma, e si diverte a farlo penare, perché il gioco della seduzione è ciò che preferisce di più.

“Il desiderio nasce dagli occhi. E scende lento nei gesti del corpo.”

Lei continua a guardarlo. Poi prende il bicchiere e beve. Una goccia scappa dal bordo e scivola giù fino alla scollatura del vestito. Lei se ne accorge. Con il dito la raccoglie e delicatamente la trascina lungo tutto il collo, come una carezza, fino a sfiorare le labbra rosse. La bocca si apre e la lingua lecca avida ciò che resta della goccia. È un movimento lento, volutamente lento.

Lui è come ipnotizzato. Vorrebbe essere quella goccia , scivolare su di lei, lungo tutto il suo corpo sensuale, entrarle dentro, come fa l’acqua attraverso i pori della pelle. Si sente come quella goccia, completamente in balia delle sue mani.

Lei infila la mano sotto il tavolo, prende qualcosa dalla borsetta. Poi la fa scivolare lenta sulla tovaglia di lino bianco fino a sfiorare il tovagliolo di lui. È un gesto semplice che nessun altro nota.

Lui prende il tovagliolo e lo apre. Dentro c’è un cartoncino bianco con una scritta dorata. Il nome di un Hotel.

L’ape sta volando sopra il prato. È molto tempo che attende di poter uscire dall’alveare. Il desiderio si è impadronito di lui e lo guida, quasi a sua insaputa verso ciò che calmerà la sua sete. Lo sente che lei è vicina e che lo sta aspettando con la sua stessa trepidazione. Ed infatti eccola laggiù, la bella dal vestito rosso carmino. Ha sentito l’arrivo dell’insetto e sensualmente dischiude le delicate membra lasciando intravedere solo per un attimo, i suoi dolci segreti. L’ape è un giovane Ulisse che ammaliato dall’irresistibile canto delle sirene non sa resistere alla tentazione e accecato dal dolce flagello della voluttà si avvicina alla rosa.

Lui e Lei. Occhi negli occhi, bocca su bocca, mani nelle mani, ventre su ventre, gambe su gambe, respiro nel respiro.

Lui le accarezza piano la pelle calda in un lento movimento circolare. Sembra creta, si modella sotto le sue dita e cambia forma.

Lei sospira .

Lui la bacia e mentre le morde l’orecchio le sussurra:” Sei mia. Il tuo corpo dolce mi appartiene e tra poco, quando diverremo una cosa sola e il tuo piacere si confonderà con il mio, quando ciò che in questo momento brami di più starà per essere appagato, raggiungerai l’estasi ed io con te. Mi sazierò bevendo il tuo dolce nettare. Come fa l’ape con la rosa.”

Lei apre gli occhi languidi e sorride.

Lui continua a baciarla con maggior vigore, e scende sempre più giù, sempre più giù.

Tutto intorno profumo di fiori.

“Il desiderio nasce dagli occhi. E scende lento nei gesti del corpo. Riempie di calore tutto ciò che incontra.”

L’ape sfiora delicatamente con le antenne i teneri petali della rosa. Sono soffici come il velluto. Le antenne si avvicinano lentamente, quasi con timore, e si appoggiano; già dal primo tocco un brivido pervade il corpo del piccolo animale , quasi fosse una scossa elettrica, che non crea dolore, ma un infinito piacere. L’ape ne desidera di più, è una forza involontaria che la spinge a strusciarsi al fiore in un movimento all’inizio lento, poi sempre più veloce. E la rosa sembra goderne anche lei, perchè dalla corolla fuoriesce un profumo intenso che quasi stordisce la mente e il corpo ormai assuefatti del piccolo insetto.

Lei stringe con forza le muscolose braccia del suo amante, con il corpo proteso verso ciò che desidera di più.

Lui la sente gemere vogliosa, ma non vuole che sia lei a muovere i fili, vuole essere lui a decidere il momento. Continua a baciarla e a toccarla, con sempre maggior insistenza. Le accarezza le cosce morbide e i fianchi e sente la sua eccitazione crescere sempre di più.

Lei lo bacia avidamente sul collo, poi scende lungo il torace, i baci si alternano a morsi famelici.

Lui ansima dal piacere. E’ una che ci sa fare, sa come far perdere la testa ad uomo. Poi con un gesto ferma i baci. Le prende entrambe le mani e le blocca. E’ lui ora a baciarle il corpo: con la lingua esplora tutta la sua superficie calda, e arriva fino agli angoli più reconditi del meraviglioso corpo fremente che ha davanti.

“Il desiderio nasce dagli occhi. E scende lento nei gesti del corpo. Riempie di calore tutto ciò che incontra. Infine si consuma nel piacere dell’unione di due corpi.”

L’ape è ormai in balia della sua amata. Spinto dal suo istinto e dal desiderio si avvicina alle candide profondità della rosa; lei lo sente, e con candido ardore scopre il fecondo gineceo. L’ape in preda alla bramosia avvicina la lunga ligula allo stimma e con un sospiro beve avida il dolce nettare.

Lei freme di piacere mentre lui si muove lentamente sopra di lei.

Il dolce nettare scende lento, è un piacere intenso e prolungato che scivola lungo tutto il corpo dell’ape. Brividi caldi si susseguono seguendo il ritmo dei suoi movimenti; la rosa freme di soddisfazione e in preda alla libido accarezza con i suoi petali il corpo dell’insetto, e l’insetto, al culmine del godimento, raggiunge l’estasi.

Le loro membra sono unite a formare un unico corpo danzante.

Il fuco sazio, si stacca, scivolando lungo il pistillo della sua bella.

Lei sospira. Rilascia andare le gambe stanche.

Lui si stacca da lei, la guarda. Poi le cinge il corpo sudato con un braccio.

Lei lo bacia sulle labbra che sanno di piacere consumato.

Poi si addormentano.

La rosa raccoglie i vellutati petali e li avvolge delicati lungo il corpo dell’amata ape che riposa beata. Lei sa già che l’indomani con il nuovo giorno, tornando all’alveare, non farà la danza per le sue compagne; la sua dolce rosa rimarrà pura solo per lei e insieme raggiungeranno ancora una volta l’inebriante piacere dell’estasi.