Che cosa è l’amicizia? L’amicizia che ti lega a una persona, è quel qualcosa che ti fa sentire di essere apprezzato, nonostante tu abbia una marea di difetti che il tuo amico non sopporta. Sai di non essere solo, perché sai di avere gli amici accanto, che sanno sempre come consolarti e starti vicino. L’amicizia può durare in eterno, se si vuole davvero bene a una persona, perché se c’è davvero questo sentimento, non si spezza facilmente, ma ogni ostacolo la rafforza. L’amicizia ha sempre quel punto di domanda che non ti spieghi, come l’amore. Ma una cosa è certa, sai quando sei innamorato e sai quando hai trovato un vero amico o una vera amica.
Questo è quello che mi è capitato. Ah… dimenticavo, sono Sam e questa è la mia storia.
Così, dal nulla, mi sono trovato dentro una bellissima amicizia: Coline. Ci siamo trovati in un corso di teatro e da allora è nata una stupenda amicizia. E’ iniziato tutto da un “ciao, che parte hai intenzione di accettare?” e…
Ottobre 2011, io e Coline abbiamo aderito ad un progetto scolastico nel quale dovevamo rappresentare uno spettacolo. Pioveva, mentre tutti ridevano e scherzavano tra di loro, io ero in disparte. Conoscevo tutti ma non ero amico di nessuno. Ero un ragazzo timido, insicuro, non imitavo mai quello che facevano gli altri, quindi mi ritrovavo solo, senza un gruppo, senza nessuno, senza un amico, senza nessuno con cui confidarsi.

- Ciao, che parte hai deciso di prendere?

dissi a Coline

- Ciao, pensavo di prendermi la parte del Ferro, e tu?

- Io lo Zolfo! Comunque, piacere sono Sam.

- Piacere, sono Coline… di che classe sei?

- Quarta, e tu?

-  Terza… -mi rispose Coline -,

Peccato, l’ora era finita e io tornai a casa senza continuare la conversazione. Il giorno seguente ci siamo nuovamente rivisti alle prove e da lì è scoppiata l’amicizia, avevamo un sacco di cose in comune, eravamo così diversi ma allo stesso tempo uguali. Coline è una ragazza forte, simpatica, solare, cazzuta, si amava… Era addirittura strana, agli occhi miei, all’inizio!
Passarono i giorni e la nostra amicizia divenne molto intensa, eravamo felici: uscivamo, facevamo tante cose assieme e io non mi sentivo finalmente più solo. Avevo trovato finalmente qualcuno degno di essere mio amico, che potesse starmi vicino per il resto della vita.
Mi ero innamorato.
Ci sono occasioni in cui l’amore della nostra gioventù marca il resto della nostra vita e ci porta a pensare che sia la nostra vera ed unica anima gemella. Infatti, la pensavo così.. credevo che Coline potesse essere la compagna di una vita felice.
Il mio atteggiamento era abbastanza infantile agli occhi di Coline, avevo dei piccoli o grandi difetti che andavano corretti in modo che lei si potesse sentire rassicurata e protetta.
Quando si è giovani è molto facile sentire solamente le ragioni del proprio cuore. Il particolare momento della vita in cui ci si ritrova rende capaci di mettere in secondo piano ogni altra sensazione e preoccupazione, così come ogni piano per il futuro. La gioventù e l’adolescenza sono, difatti, il momento del presente.
Io non riuscivo ad ascoltare questi consigli che Coline mi dava, ero troppo impegnato ad amare quella ragazza più che a renderla felice…quanto sono stato coglione, cazzo!!
Diventai ossessivo, non cambiavo e per vari altri problemi durante tutto il periodo estivo non ci sentimmo.
Non mi mancava Coline, o meglio non ci pensavo… cercavo di nascondere questi miei sentimenti pensando ad altro, perché ogni volta che pensavo a Coline avevo una nostalgia tremenda.
Tornati a scuola, io in quinta e lei in quarta, non riuscivamo a guardarci negli occhi, ma un giorno presi coraggio e cercai Coline: ci riconciliammo, ci abbracciammo, un abbraccio immenso, quasi indimenticabile. Ero felice, ero diventato anche più sicuro di me! Avevo preso un’importantissima decisione: volevo cambiare per amore di Coline.
Coline era contenta. Ma… effettivamente anche lei era cambiata, aveva più amici di prima ed era molto più felice di prima. Si era fatta anche più bella ed io ero innamorato pazzo.
Lei cominciò a frequentarsi con un ragazzo, quando poi qualcuno mi cominciò a dire che li aveva visti insieme e che si baciavano…mi è caduto il mondo addosso! Non ce la feci più e le sfogai tutto l’amore che provavo per lei: avrei fatto di lei una regina, ero pronto a darle tutti i miei sentimenti, il mio amore, e a regalarle tutti i miei giorni in modo che poi potessi passarli con lei, entrambi felici…
Lei mi rifiutò e cercò di farmi capire cosa realmente provava. Io insistevo ma lei mi rinnegava… mi voleva come amico.
Un giorno si fidanzò, sono stato malissimo.
Dopo qualche ora mi scrisse un messaggio: “Volevo dirti che ho capito che tu sei unico. Oltre a te non mi soddisfa nessuno. Credo che sei l’unica persona con cui vorrei passare la mia vita. Tutti gli altri mi hanno trattato male. Spero che tornerai da me. E io ti farò un regalo grandissimo”. Quelle erano le parole di una grandissima amica, non di una compagna e pur di evitare di perderla avevo accettato di rimanere un suo grande amico in modo tale da poterle sempre stare vicino nel bene e nel male… per sempre, perché io e lei siamo qualcosa di unico e di speciale e nessuno avrebbe mai potuto distruggere la nostra amicizia. Nemmeno il tempo… però continuavo a soffrire, l’unico regalo che realmente avrei voluto avere da lei era il suo amore.
“Gli uomini vogliono sempre essere il primo amore di una donna, le donne desiderano essere l’ultima storia d’amore di un uomo.”
Solo tanta tristezza e delusione, mille pensieri che mi passano nella testa, notti insonni passate a girarmi e rigirarmi nel letto tra una lacrima e il fegato che fa le bizze e tanta sofferenza, fino al mattino. Ecco arrivare una nuova giornata, so già come andrà a finire. Lascerò giù un po’ di forze, acquisterò tanto sconforto, incasserò i tanti colpi dolorosi che riceverò…
Peggio di una battaglia in guerra. Chiusa una porta si apre un portone, dicono. Un modo convenzionale, molto carino per consolare ed essere consolati da chissà chi, forse da noi stessi. Il portone c’è ma si nasconde un dirupo. Attenzione, caduta libera. E tu che fai sempre finta che vada tutto bene, quando dentro ti senti morire.
-Tutto bene?-
-Si, tutto bene-.
-Ma ti da fastidio questa cosa?-
-No, scherzi, non lo vedi che sono felice come una Pasqua?- dici sorridendo.-
E quando ti dicono : –sfigato, sfigato, lei non ti vuole-
e nelle pause stringi i denti e vorresti mandare a cagare tutti coloro che ti stanno prendendo in giro, che ti deridono, che credono che tu sia un fallito perché non sei riuscito a conquistarla. Con una forza proporzionale al male che senti dentro, quel male che ti sta distruggendo piano piano, giorno dopo giorno. Quando il tempo con lei vola, tutto è così bello con lei. E quando non c’è più, è allora che lascia un vuoto enorme nel tuo cuore. Quando decidi di confessare, sei pieno di paure pensando a lei e a cosa penserà, dirà, farà. Inizi a confabulare e il cuore da quanto batte assomiglia ad una mitraglietta. Con l’aggravante che tu, che non sei mai stato così sicuro nella tua vita, continui a credere che lei sia la persona giusta per te e tu lo sia per lei. Tu che vorresti chiederle se dovessi prenderti del tempo per cambiare e per migliorarti e per renderti più piacevole, se lei fosse disposta ad aspettarti… ma tanto non ti aspetterà.
In amore vince chi fugge. Ma io credo che sia la cazzata più colossale di questo mondo. E’ altrettanto una cazzata che, in amore, il vincitore è sempre colui che ama… allora cosa è vero?? Chi vince, chi perde in amore??? Forse non vince nessuno, ma trionfa solo l’amore.
Quando l’entusiasmo dei 18 anni verso il primo amore viene stroncato da un rifiuto, l’effetto sulla considerazione che si ha di se stessi è devastante: la percezione è di essere un buono a nulla. Uno che non merita di essere amato, cercato, considerato. Quindi cominci a trattarti come tale e ti fai del male vero, immaginando come fosse la tua vita se non fossi stato tu ma fossi stato il ragazzo con cui lei si è fidanzata. A tutto c’è rimedio dicono, ma una cicatrice rimane, pressoché indelebile, anche quando è oramai rimarginata. Certo, poi il tempo la sbiadisce, e riguardandola ripensi a tutto ciò che è stato e a tutto ciò che ti ha fatto soffrire. Poi le cose cambiano, ovviamente, ed avrai le tue belle esperienze che ti riscattano, ma rimarrà per sempre quel primo crudele trauma. Da quel momento capisci che la vita non è sempre bella, che il lieto fine non è sempre garantito. Anzi spesso non è affatto lieto. Prima o poi lo si deve imparare, perché si tratta di una legge universale che vale per tutti..certo è che se avviene in un momento delicato come l’adolescenza, lascia un segno importante…
La prima delusione ci fa crescere, ma rimane impressa nella nostra mente come un dolore straziante, un senso di vuoto e di nostalgia che può riaffiorare anche a distanza di anni con la medesima intensità con cui tornano alla mente i ricordi felici.
Non aver ascoltato la donna che amo, non aver capito quali fossero i difetti che potevo correggere, non avendo capito che il mio atteggiamento infantile mi avrebbe fatto soffrire tantissimo, non avendo capito niente di tutto questo, per tempo, mi ha portato a perdere Coline per sempre, non come amica ma come donna con la quale passare il resto della mia vita insieme a lei. Ecco qual è il primo e il più grande rimpianto della mia vita.