SLEEP (di MaraMunerati)

“Mi gira la testa.”
“Non si preoccupi, è normale. È stata immersa nel ghiaccio per diverso tempo…”
“Fa così freddo, qui…”
“Ha ragione. Chiedo subito al mio collega di prenderle una coperta.”
“Ma cos’è successo?”
“Non ci pensi, signorina. Si rilassi ora e tenga la coperta addosso. Si scaldi un poco, vedrà che presto si sentirà meglio.”
“D’accordo... Grazie.”
***
“Allora, signorina. Ancora una volta…”
“…Sì?”
“Lei sa qual è quella cosa che desideriamo, ma quando arriva non ce ne accorgiamo?”
“Come, scusi?”
“Va bene, le lascerò ancora qualche minuto per pensarci.”
“Per pensarci? Ma… a cosa? Di cosa sta parlando?”
“Io andrò a prendere dell’altro ghiaccio, penso ne servirà anche per le braccia.”
“Ed è a questo punto che mi sveglio…”
“Smettila Elettra, tu guardi troppi film dell’orrore!”
Cloe guarda Elettra sdraiata sul suo letto.
Fissa il soffitto, con la coperta tirata fin sopra il mento.
“Dai, cazzo, io non ci dormo la notte per sta cosa!”
“Ripeto, smettila di fumarti quella roba, vai a letto presto e piantala di guardare quella cazzo di serie tv con Daniel!”
“Ma tu non capisci proprio! Io sono in questa stanza merdosa, con un odore di muffa che fa spavento…”
“Come fai a sentire la puzza in un sogno?”
“Vaffanculo Cloe, ascoltami!”
“Cercavo solo di sdrammatizzare…”
“C’è sto cazzo di tipo che mi fa sto indovinello. E poi va a prendere del ghiaccio…”
“…per farsi una limonata magari!”
“Ma quale limonata! Sono senza le mani capisci?! Me le hanno amputate!!”
“Le mani? Ma cosa stai dicendo dai…”
“Prima le mani, poi le braccia! È ovvio! Vogliono la soluzione e io non la so dare! Così mi fanno a pezzetti! …cazzo!”
“Certo che ne hai della fantasia te…”
“E tu? Tu sei una bella stronza!”
“Dai basta, ora alzati da lì che usciamo. Penso che un po’ d’aria ti possa solo fare bene.”
“Bell’amica che sei…”
“Ma tu sai qual è quella cosa che desideriamo, ma quando arriva non ce ne accorgiamo?”
“Cloe vaffanculo! Io che cazzo ne so!”
“Peccato, sai? Penso servirà dell’altro ghiaccio per le gambe…”
***
“Ed è a questo punto che mi sveglio, dottore.”
“Capisco…”
“Quando mi accorgo di non avere neanche le braccia. Capisce dottore? Nel sogno, le mie braccia sono amputate!”
Lo studio del Dott. Key si affaccia su un giardino di magnolie. Elettra è sdraiata sul lettino in pelle accanto alla finestra aperta.
“Ancora questo incubo dottore, sempre lo stesso incubo. Io non ce la faccio più!”
“Si calmi adesso signorina, e tenti di spiegarmi quello che ha provato quest’ultima volta. Ricominciamo daccapo. Mi ha parlato della sua amica Cloe. Perché, secondo lei, proprio Cloe? Ha subito qualche trauma da piccola legato a lei?”
Il Dott. Key afferra il suo taccuino e s’infila gli occhiali.
“Cloe? Ma ha sentito quando le ho detto delle braccia? E dell’indovinello? Di questo ne possiamo parlare, per favore?!”
“Senta signorina, mi lasci fare il mio lavoro…”
“E’ da due mesi ormai che le faccio fare il suo lavoro, eppure non siamo ancora arrivati a nulla!”
Il Dott. Key si alza spazientito dalla poltrona.
“Signorina, per certe questioni, ci vuole tempo. Bisogna scavare e scavare nel subconscio del sognatore. Interpretare i segni, analizzare minuziosamente tutti quei dettagli che le possono sembrare anche stupidi.”
“Come il fatto che avevo gambe e braccia mozzate?!”
“Signorina la prego…”
“E l’indovinello? Ancora quell’insulso indovinello! Mi scoppia la testa solo a pensarci, cazzo!”
“Signorina, si contenga per cortesia!”
“Lei dottore non mi aiuta affatto!”
“Va bene, facciamo così...”
“Mi dica…”
“Parliamo dell’indovinello.”
“Esatto, parliamo dell’indovinello.”
“Allora, qual è quella cosa che desideriamo, ma quando arriva non ce ne accorgiamo?”
***
“Ed è a questo punto che mi sveglio…”
“Come dice, signorina?”
La vasca da bagno è piena d’acqua.
Sul pavimento, sangue e asciugamani sporchi.
“Come…?”
“Stava dicendo, ed è a questo punto che mi sveglio…”
“Mi gira la testa.”
“Non si preoccupi, è normale. Le ho già detto che è stata immersa nel ghiaccio per diverso tempo…”
***
“Ed è a questo punto che mi sveglio...”
“Questo ce lo ha già detto, signorina…”
“… o almeno credo.”
***
“Mi dica agente, lei sa qual è quella cosa che desideriamo, ma quando arriva non ce ne accorgiamo?”
“Non ci pensi più. E’ tutto finito adesso.”
Elettra è nell’ambulanza.
“Mi risponda agente, lo sa?”
“Che cosa?”
“Che cos’è quella cosa che desideriamo ma quando arriva non ce ne accorgiamo.”
Elettra chiude gli occhi.
“E’ il sonno.”
“Esatto agente. Il sonno...”