Il principe azzurro (di LuisaMacis)
luglio 23rd, 2012
C’era una volta un regno magico e c’era una volta un principe che avrebbe voluto essere azzurro come il suo reame ma purtroppo, a causa di un malvagio sortilegio, era totalmente incolore.
A parte il disagio che il poveretto provava a causa della sorte avversa, esistevano dei problemi oggettivi che non avrebbero lasciato tranquillo neanche il più equilibrato dei sovrani. L’assenza di colore, infatti, rendeva invisibile il regno intero, tutti i suoi abitanti e, ahimè, il povero aspirante al trono. La vita si svolgeva tranquilla, troppo tranquilla poichè l’essere invisibili riparava certamente da guerre e simili calamità ma impediva altresì qualsiasi scambio con paesi vicini e sopratutto precludeva a tutti l’opportunità di srdaiarsi con la pancia all’aria e perdersi nell’immensa bellezza delle sfumature del cielo.
Il principe, dopo aver provato a tingere e a tingersi del suo colore preferito in tutti i modi che conosceva, cadde in uno stato di profonda depressione. I sudditi, a loro volta, cominciarono a perdere le speranze di uscire dal totale anonimato e, sopratutto credevano, a ragione, che il principe non avrebbe mai trovato una sposa. Il regno con buone probabilità sarebbe svanito nel nulla senza che nessuno se ne accorgesse.
I sogni, tuttavia, contenevano tutte le tonalità desiderate, dal blu della notte e degli abissi marini al celeste pallido dell’alba e delle giornate spazzate dal fresco maestrale, e durante il sonno, tutti quanti si sentivano molto felici.
Un bel giorno, o meglio una bella notte, proprio nel corso di un bel sogno consolatorio, il principe ricevette la visita della fata Turchese nota non tanto per le sue magie quanto per la capacità di scrutare nell’animo e mostrare itinerari interiori alternativi. L’incontro fu molto breve e il principe, al risveglio dovette faticare non poco per ricordare tutte le indicazioni donategli :” La soluzione al tuo problema necessita di uno sforzo importante, dovrai affrontare tre prove al termine delle quali, se tutto si sarà svolto come di dovere, i tuoi desideri saranno esauditi! La prima consiste in un viaggio nelle profondità del mare, la seconda prevede che tu ti trovi faccia a faccia con la luna, la terza comporterà il perderti dentro l’azzurro degli occhi di una persona della quale non mi è concesso svelarti l’identità. Buona fortuna!”
Il principe, al suo risveglio, dopo un momento di prevedibile confusione, cercò di trovare il modo per affrontare quanto gli era stato indicato perchè, nonostante la tristezza che lo debilitava e il timore per le difficoltà che sicuramente avrebbe incontrato, il desiderio di colorare la sua vita e il suo paese era fortissimo.
Per affrontare la prima prova dovette rivolgersi a una giovane onda del mare amica sua che poteva aiutarlo a trascorrere una giornata nell’acqua come una creatura appartenente a quell’elemento anche se solo fino all’alba del giorno successivo; cercando a fatica di non pensare ai pericoli che avrebbe incontrato, si tuffò tra i flutti e subito si sentì pervaso da una strana sensazione : le sue braccia e le sue gambe non c’erano più, al loro posto tanti tentacoli lo aiutavano a muoversi con destrezza e a raggiungere presto il fondo del mare. Il colore intenso lo investì regalandogli una piacevole euforia e riempendo i suoi poveri occhi ormai disabituati a tanta bellezza. Il percorso, come previsto, gli procurò non pochi spaventi e una volta gli fece persino rischiare la vita: proprio quando stava per raggiungere il suo obiettivo, infatti, schivò all’ultimo le fauci di un grosso pesce degli abissi decisamente affamato. Il bizzarro viandante, raggiunta la meta provò una sensazione sconosciuta ma piacevole: il silenzio che lo avvolgeva donava al suo cuore pace e serenità e dentro di sè sentì che la prima prova era terminata.
Lo strano pesciolino raggiunse la riva appena in tempo per ritrasformarsi nell’essere umano trasparente di prima.
Il giorno dopo il nostro amico era ben deciso ad affrontare la seconda prova. Stavolta ricorse all’aiuto di un soffio di vento amico suo capace di trasportarlo a destinazione dopo averlo tramutato in polvere di stella; l’incantesimo sarebbe durato solo qualche ora. I due aspettarono insieme le prime luci del tramonto e non appena il sole scomparve ebbe inizio il lungo volo verso la signora della notte. Il principe era diventato talmente leggero e sottile da non sentire più neanche il peso delle preoccupazioni e si librava leggiadro sentendosi quasi felice. Anche stavolta il percorso non era privo di pericoli tra i quali il più grosso era quello di perdere se stesso e il motivo che l’aveva portato a intraprendere il viaggio per poi precipitare inesorabilmente allorquando fosse finito l’incantesimo. Per fortuna il suo cuore continuava a dolere il poco che bastò a non fargli perdere la strada e finalmente giunse al cospetto dell’astro luminoso. La notte lo avvolgeva come una coperta e donava ai suoi occhi la forza di guardare la luna e di apprezzarne pienamente le qualità; in particolare il coraggioso viaggiatore rimase colpito dal candore che fece sperimentare al suo cuore la purezza e l’innocenza come mai prima di allora. Il principe capì che anche la seconda prova era stata superata e chiese al soffio di vento di riportarlo sulla terra.
Anche se ormai più della metà del compito era stato svolto, il principe cominciò a sentirsi molto più triste di prima e trovava inaccettabile l’assenza del suo colore preferito dopo averlo sperimentato con tanta intensità prima nel mare e poi nel cielo. I sudditi erano sempre più preoccupati al vederlo abbandonato sul suo giaciglio privo di forza e di speranza. I giorni passavano uno uguale all’altro e qualcuno iniziò persino a pensare che l’aspirante sovrano sarebbe presto morto lasciando il regno al suo misero destino. Il poverino effettivamente si sentiva peggio di uno straccio e il desiderio che l’aveva mosso fino ad oggi era solo un puntino lontano, lontano; anche l’incontro con la fata Turchese gli sembrava ormai unicamente frutto della fantasia e aveva completamente dimenticato quella che sarebbe dovuta essere l’ultima prova da affrontare per uscire dalla trasparenza.
Un giorno il principe inaspettatamente si alzò dal letto e, senza dire una parola andò diritto verso il suo giardino che molto tempo fa era tapezzato da viole del pensiero blu e che, dopo il sortilegio avevano perso colore e profumo. Nel giardino non trovò nessuna sorpresa a parte una vecchina che, china sui fiori anonimi, si dedicava alla loro cura senza accorgersi della visita.- “Chi siete e cosa fate nel mio povero giardino?”- chiese con un filo di voce il principe. -”Mi occupo di questi bellissimi e coloratissimi fiori!”- rispose fiera la vecchina e continuò a stare china senza curarsi minimamente del suo interlocutore. Il principe disorientato pensò che fosse una povera visionaria e decise di tornare a letto con gli occhi rigati dalle lacrime. La sconosciuta inaspettatamente volse lo sguardo verso quegli occhi tristi che immediatamente ebbero un guizzo per lo stupore: per la prima volta dopo tanto tempo ecco l’azzurro tanto agognato. La vecchia non diede il tempo al principe di dire una sola parola e cominciò:”Non sempre ciò che vediamo è quel che è. I miei occhi percepiscono i fiori del loro colore e voi azzurro come il vostro più grande desiderio. Questo è quanto e niente di più. Dite voi ora cosa vedete guardando me.” Il principe sempre più sbalordito non riusciva a dire un bel niente perchè il colore degli occhi che guardava era più forte e intenso di tutto il mare e di tutto il cielo e la vecchia non era una vecchia ma una bellissima fanciulla. Tra i due regnava ora silenzio e pace e i loro cuori erano uguali nel candore e nell’innocenza.
La fata Turchese da una nuvola osservava soddisfatta la fine del sortilegio ed era sicura che il Principe azzurro sarebbe stato un sovrano giusto e saggio e che il regno, ormai visibile e brillante, sarebbe comunque rimasto al riparo, forse non da tutte le calamità, ma sicuramente dalla distruzione e dall’orrore della guerra.


luglio 26th, 2012 at 5:14 PM
Mi sembra che tu abbia avuto una bellissima idea con questa fiaba che chiude in bellezza la parata dei racconti colorati. E il lieto fine è una di quelle cose che fa bene al cuore.
agosto 21st, 2012 at 10:02 AM
una fiaba azzurra che ci ricorda che “non si vede che col cuore e l’essenziale è invisibile agli occhi”