Finalmente, inizia un nuovo giorno.
Le ore scorrono via sempre velocemente. E ognuno lo spera, perché il desiderio del piacere è la forza che dà consistenza alla vita. La certezza che questo si manifesterà inevitabilmente, con il sorgere del sole, fa fluire il tempo nel percorso che giunge all’alba. Allora, è il momento della festa. Tutti si svegliano felici, come fossero in vacanza.
Byron apre gli occhi e sorride. La carezza delle lenzuola di seta, al suo stiracchiarsi per riassestare la schiena al terminar del sonno, gli dà la prima sensazione di piacere di questa giornata. Lui spera che sarà lunga, e intensa.
Si alza ma non vuole ancora guardarsi allo specchio. Farà prima una doccia. Il suo corpo merita di essere lavato, idratato e profumato con dolci fragranze. Oggi sceglie il bagno doccia di Iris. Gira il rubinetto dell’acqua, per regolare il calore del getto che scende. Sparge sulle mani la giusta quantità di quel liquido viola e lo sparge sul corpo, massaggiandolo delicatamente, fino all’apparire della schiuma bianca. Allora sì, inizia a guardarsi. Vuole vedere il segno del rinnovamento. La schiuma scivola via insieme all’acqua tiepida e prepara uno splendido corpo a muoversi nella beatitudine di questa nuova giornata.
Byron apre la finestra, per far uscire il vapore diffuso nel bagno. Il profumo del suo corpo si mescola con quello trasportato da un delicato soffio di vento. I gelsomini e le gardenie colorano di bianco il balcone, incorniciato dai rami di glicine, che gira intorno a tutte le finestre della casa di Byron. Il suo rifugio. La sua sfera incantata, insieme a tutto ciò che anima questo posto.
Apre l’armadio e sceglie una camicia grigia e un paio di jeans  bianchi. In questo posto non si sporcheranno, qualsiasi cosa possa decidere di fare. Nessuna macchia andrà a intaccare abiti o pensieri.
Scende le scale e sente il profumo dei biscotti al burro appena sfornati. Sul tavolo c’è la caffettiera e Buio, il suo cane nero, è ad attenderlo,  sulla sua poltrona, accanto alla sedia di Byron.
Arriva Anita. Il suo sguardo sensuale è addolcito dal grembiule bianco, che copre un vestito verde, ma il bordo del merletto che adorna il suo corpo le conferiscono un’immagine casalinga perfettamente collocata in una tranquilla quotidianità. Sorride a Byron, mentre sorregge con le presine la teglia ancora calda.
“Buongiorno, amore. Ho preparato per te questi biscotti.”
“Grazie, mio tesoro. Sei sempre adorabile.”
Buio li guarda, mentre si baciano, e il suo muso sembra muoversi in un gesto di divertimento.
I due innamorati si siedono e assaporano la dolcezza dei biscotti, sorseggiando il caffè ancora caldo.
Poi Anita si toglie il grembiule e prende per mano Byron.
“ Andiamo a passeggiare sulla spiaggia.”
“Sì, amore, andiamo.”
Il sole, che a quest’ora regna e splende, non brucerà la pelle di Byron, né quella di Anita, poco coperta dal suo vestito che lascia scoperta metà schiena e le gambe fino a qualche centimetro sopra il ginocchio. E non hanno bisogno di scarpe, gli innamorati. Niente riuscirà a ferire la pianta dei loro piedi.
Camminano felici, perché solo felicità li può aspettare, dovunque e sempre.
Buio scende dalla sua poltrona, e li segue trotterellando, alla giusta distanza per rimanere invisibile nel caso uno di loro decida di voltarsi. Non si annoia mai, nel guardare questa scena romantica. Un quadro d’autore conserva il suo fascino anche dopo secoli. E ogni volta che lo guardiamo possiamo scoprire un particolare che ci era sfuggito fino a quel momento.
Byron e Anita respirano amore e vento, camminano ma immaginano di volare. Si sentono così leggeri che non riescono a credere di poggiare in terra. Si guardano negli occhi, e ridono.
“E se ci provassimo?”
“Anita, amore, non hai paura?”
“No, Byron, insieme a te andrei in qualsiasi luogo.”
Buio si ferma, rimanendo immobile sulle quattro zampe unite e abbracciate dalla lunga coda.
“È arrivato il mio momento. ”
Byron bacia Anita con passione, e lei si sente ancora più leggera. Quando apre gli occhi, lui le stringe forte la mano nella sua.
“Vieni.”
La conduce sulla riva. Appena i loro piedi incontrano la prima chiara onda spumeggiante, le chiede:
“Davvero verresti con me ovunque?”
“Sì, amore.”
Il sole si allontana, mentre loro si sollevano in aria. L’ombra che inizia a diffondersi si rafforza con le sfumature scure di Buio che, fedele, li segue.

II PARTE 

 

Anita si sente trasportare piacevolmente da un’onda calda che la solleva e sostiene su ciò che percepisce come vuoto sotto il suo corpo. Il contatto con la mano di Byron è un blocco di ghiaccio dal quale anche se volesse non potrebbe liberarsi. Prova a osservare ciò che la circonda e in cui sta per addentrarsi, ma vede solo buio, crede. Chiude gli occhi, mentre si pente delle parole da poco pronunciate.

L’onda calda fa volare lei e Byron, mentre Buio li segue, soddisfatto:

“Sciocca donna. Vola, ora, mentre le tue illusioni si dipingono del colore della notte.”

Byron sta trascinando Anita in uno degli infiniti mondi paralleli esistenti. Cosa coesiste con l’amore? Il piacere ne è solo l’apparenza. L’amore è desiderio, tormento, frustrazione perché non è simbiosi e per farlo vivere è necessario allontanarsi e poi ritrovarsi. Ma riuscire a incastrarne le parti realizza il compimento della perfezione, quella che Byron ha sempre cercato. Saper soffrire insieme è la via da seguire, fino alla fine. Trovare la giusta compagna per affrontare insieme le avversità è lo scopo della sua ricerca.

Byron non parla più e Anita non riesce a immaginare quale possa essere l’espressione del suo volto né le sue intenzioni. Le sembra di non avere alcuna percezione sensoriale, ormai. Il suo cuore batte ed emette l’unico suono che echeggia nel nulla. Non ha il coraggio di aprire gli occhi, ma poi sente una carezza sfiorarle la fronte, come se il suo avanzare avesse sollevato un velo. Istintivamente, sorride. Ma poi apre gli occhi, e un velo nero, come una lunga ragnatela intessuta da un ragno paziente e laborioso, si solleva al passaggio di Anita accompagnata da Byron. Una scura gradazione di grigio rischiara appena l’ambiente ancora poco definito in cui stanno entrando. Tutto è poco più chiaro del buio assoluto.

“Stringi la mia mano”, le dice Byron.

“Se riuscirai a portare avanti la tua promessa fino alla fine non cadrai nel vuoto, e rivedrai la luce.”

Buio li segue tranquillo, perché conosce la strada e tutto ciò che c’è fino alla fine del percorso.

Come potrebbe lasciare la sua mano, se sembra sigillata alla sua? Byron vuole una prova d’amore? Questo è l’amore? Donarsi incondizionatamente? Ciò che vede, fa dubitare Anita della poesia in cui aveva sempre racchiuso questo sogno idilliaco. Enormi ragni tappezzano il suolo poco al di sotto del suo corpo sollevato. Si muovono come stessero cercando qualcosa da intrappolare, bramosi di possedere. Anita sta per scendere lentamente, nell’aumentare delle sue perplessità. No, non deve cadere, deve solo sforzarsi di ricordare. Il loro primo appuntamento. Erano le ore venti, e lei aveva sentito il campanello vibrare del suono atteso e giunto con puntualità. Aveva aperto la porta e lui era lì, con il sorriso più sensuale che avesse mai visto. L’emozione le aveva fatto scorrere un brivido lungo la schiena e lui le aveva detto, semplicemente: “Vieni.”, prendendola per mano fino alla sua auto. Aveva aperto la portiera e lei era salita, sedendosi, sentendosi a casa.

Ecco, Anita è di nuovo in alto, e non vede più i ragni.

“Chiudo gli occhi e ritroverò la luce.”

Una carezza le sfiora di nuovo la fronte. Lei spera che il volo sia terminato ma, aprendo gli occhi, vede un velo viola.

Buio si avvicina sempre di più a Byron e ad Anita. La strada è ancora lunga e ogni sfumatura deve essere oscurata. Deve avvicinarsi sempre di più al suo padrone, per mantenere costante il loro legame. Non può abbandonarlo, soprattutto nel momento in cui si trasformerà.

Anita non riesce a trattenere la sua curiosità.

Riapre gli occhi. Vede un tappeto di vermi, poco più chiari del velo appena sollevato. Si muovono come il tarlo del dubbio nella mente debole di una persona insicura. Lo stomaco le si rigira in una spirale che quasi la fa soffocare, ma Byron la rassicura:

“Amore, stai tranquilla e non cadrai. Non è questa la meta.”

“Cosa devo aspettarmi ancora?”

“Quante volte mi hai detto che mi ami? Mentivi, forse?”

Anita si concentra sul ricordo della sua voce, che gli urlava il suo amore durante gli orgasmi sublimi che lui sapeva scatenarle, e lei si sentiva volare via dalla dimensione terrena. Chiude gli occhi, rincorrendo quelle sensazioni, e di nuovo il suo corpo si solleva. Una carezza ancora, ad asciugarle la fronte madida di sudore. Un altro velo si sta sollevando, ed ha paura di guardare stavolta. Buio è sempre più vicino a loro, tanto che Anita ne sente l’odore. Lo stomaco sobbalza di nuovo e apre gli occhi. Sotto di lei, una voragine immensa, colorata di rosa. Nessuna sfumatura ne definisce la profondità. Stringe la mano di Byron, ma ancora non ha il coraggio di guardarlo e, istintivamente, urla: “Amore, ti amo.” Sente nel cuore che quelle sono le uniche parole che potranno salvarla.

“Mi ami, Anita?”

“Ti amo immensamente.”

“Per sempre, Anita?”

“Sì, amore mio.”

Buio ricorda Beatrice, quando guardando i ragni aveva iniziato a urlare e a insultare Byron. Allora lui le aveva lasciato la mano, e Beatrice si era ritrovata in una culla di chele, dove era gradualmente scomparsa insieme alle urla assorbite dal silenzio.

Dopo poco, Rosa era riuscita ad arrivare sul tappeto di vermi, ma il disgusto aveva fatto scomparire qualsiasi traccia di amore e anche lei aveva insultato Byron. Le lasciò la mano, per vedere quel corpo sprofondare sotto quella melma bianca, che gradualmente riuscì anche a tapparle la bocca.

Lucilla arrivò fino alla voragine rosa. Ma davanti a quel vuoto la sua mente perse tutti i fili che l’avevano tenuta intatta fino a quel momento e arrivarono gli insulti. E Byron e Buio guardarono il volo di un corpo che si rigirava su se stesso, fino a scomparire nel nulla.

Ma quest’Anita non desiste, e Buio si sta quasi affezionando. Che donna coraggiosa e intelligente. Non si potrebbe accontentare Byron, a questo punto? Il cane finora fedele vede che Byron gradualmente sta schiarendo la sua aura mentre quella di Anita diventa sempre più scura. È sicuramente arrabbiata per questo viaggio inaspettato, ma quanto è abile ad affrontarlo. Buio è sempre riuscito a rimanere vicino a Byron. Non lo ha mai abbandonato, neanche in queste escursioni, che terminano sempre con una scena agghiacciante.

Anita è riuscita a superare il vuoto e, andando avanti, vede sollevarsi un velo bianco.

“Finalmente”, pensa “vedrò la luce e tutto tornerà come prima.”

E invece, sente la voce di Byron sussurarle:

“Amore, guardami.”

Anita si gira verso di lui. Il suo volto si è trasformato in una maschera di rughe con pochi capelli.

“Baciami.”

Anche la sua voce è cambiata. È quella di un vecchio sdentato dall’alito fetido. Anita stringe forte gli occhi, non per impeto d’amore ma perché sa che questo è l’unico modo per non morire. Sintonizzandosi sul ricordo delle morbide labbra del loro primo bacio, poggia le sue su quelle ormai ridotte a una sottile linea viola.

Tutt’intorno si espande un alone luminoso, e i due innamorati si ritrovano sulla spiaggia dove avevano iniziato il viaggio appena concluso.

“Anita, sei unica in tutto l’universo.”

“Anche tu, amore mio. Andiamo a casa, ora?”

“Sì. Ho voglia di te, fra profumate lenzuola da stropicciare.”

Buio li segue, ma trotterella sulle orme di Anita.

Arrivati a casa, Anita fa accomodare Byron sul divano.

“Amore, ti va di bere qualcosa?”

“Sì, molto alcolico, ne ho davvero bisogno.”

Anita torna dopo poco con due calici colmi fino al bordo, e ne porge uno a Byron.

“Brindiamo al nostro amore.”

Lei poggia il suo calice sulle labbra, mentre guarda Byron bere e, dopo poco, chiudere gli occhi.

 

Il loro giardino è molto spazioso; avevano lasciato posto per piantare nuovi alberi.

Buio guarda la sua nuova padrona, come fosse un’ombra più nera della notte, mentre furiosamente armeggia la pala con la quale sta scavando la buca dove il cadavere di Byron verrà ricoperto di terra.

“Pezzo di merda. Ora andrai a far compagnia ai ragni e ai vermi, cadendo nel vuoto che ti meriti. Nessuno ti ha mai detto che una donna va trattata come una regina?”

 

 

14 Responses to “Le sfumature della luce – Completo”

  1. scartabella Says:

    * Sono rimasta molto colpita dall’immagine finale, il contrasto tra le ombre che si addensano minacciose e i due innamorati che si apprestano a spiccare il volo. Chissà dove ci porteranno.

  2. Debby Says:

    * l’inizio illustra un’atmosfera amorosa idilliaca, ma chissà dove ci porteranno queste ombre…non so davvero immaginarlo!!! Stupiscici!!!

  3. Arianna Says:

    Grazie per gli apprezzamenti :)
    Procuratevi un peluche da stringere forte, e un pacchetto di fazzoletti :)

  4. Loki Says:

    *

  5. Sara Priscilla Says:

    Bello! Il finale mi ha stupita!In realtà ho sperato che non finisse l’ alone di amore e perfezione che hai creato all’ inizio! aspetto la seconda parte!

  6. Sahara Says:

    **Bel racconto,veramente ben scritto.Delicato e poetico.Un amore in un’atmosfera perfetta. Sono curiosa di vedere dove ci porterai :-)

  7. Borderline Says:

    È una pecca mia, me ne rendo conto, ma il romanticismo non mi “piglia” come lettrice, ho infatti trovato molto più interessante l’ultimissima parte in cui i due innamorati scelgono un insolito destino che sembra oscurare il loro “volo”

  8. LaPiccolaVolante Says:

    VOTAZIONI CHIUSE.

  9. Arianna Says:

    Cara Borderline abbia la pazienza di leggere la seconda parte del mio racconto fino all’ultima parola, e vedrai quanti risvolti può avere l’amore ;)

  10. scartabella Says:

    ** Horror spiazzante e variegato con tantissimi spunti. Anche femminista e nel finale ho notato un tocco di humour. Lo vedrei bene come script per Dylan Dog.

  11. Lilazulaman Says:

    w le donne!Il personaggio di Anita acquista spessore in modo inquietante…

  12. Debby Says:

    *** due personaggi molto crudeli…non potevano che incontrarsi…viva le donne furbe!

  13. LunaticaMoka Says:

    L’ho adorato! dall’incipit delicato, idilliaco al finale così crudo (e devo dire che mi ha dato un enorme soddisfazione vedere Anita reagire in quel modo, ben gli sta, a Byron! u.u)
    E soprattutto è molto ben descritto e coinvolgente…i miei complimenti!

  14. Arianna Says:

    Grazie per tutti i commenti.
    Mi è piaciuto molto scrivere questo racconto. E in particolare ringrazio Lunatica ♥ perché le sue parole sono quelle che ogni scrittore vorrebbe sentirsi dire dai suoi lettori.

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