Attimo ultimo – Completo

maggio 27th, 2012

Quando fuori iniziò ad albeggiare ed i suoni degli abitati raggiunsero la stanza da letto appena rischiarata da un pallido sole, Buio si sgranchì le zampette drizzandosi sulla schiena; era giunta l’ ora di svegliare il suo adorato e sempre addormentato padrone Byron. Erano amici da tempo e fargli da sveglia era il minimo che potesse fare per lui, non poteva deluderlo; cosi’ tutto orgoglioso del suo importante ruolo spiccò un salto e iniziò a lavare il viso di Byron con meticolosa attenzione. Gli voleva bene, nonostante tutto.

Abitavano in quel paese di mare da qualche mese, il paesello era una meta turistica ambita per il clima molto dolce da sembrare sempre primavera; i fortunati abitanti si godevano il tepore del sole quasi tutto l’ anno salvo sporadiche giornate di rinvigorente pioggia. Il clima cosi’ mite calmava anche il carattere della gente. Quel luogo era tranquillo e rilassante, la gioia che si respirava era terapeutica per l’ anima.

Buio adorava la passeggiata mattutina con il suo padrone, adorava i profumi del luogo, l’ odore di pane e di biscotti, di caramelle e di zucchero filato; in ogni angolo delle stradine arroccate fino alla torre i venditori di dolciumi con i loro furgoncini rossi erano sempre pronti a regalare attimi di felicità, tanto che quel paese non aveva mai visto un bambino infelice; tutti gli abitanti si rigeneravano il cuore e lo spirito in quel luogo dimenticandosi i problemi della vita.

Byron non avrebbe potuto desiderare di più’, il luogo in cui abitava sembrava uscito dalle fiabe. Lui era il protagonista di ogni bellissima giornata di sole, perché ogni giorno di caldo e di abbondanza ne aveva a sufficienza, tanto da iniziare a farci l’ abitudine. Cosi’, destato dal suo fedele amico si affrettò a fare un’ energetica doccia. Contagiato dalla felicità di Buio afferrò il guinzaglio e lo raggiunse alla porta, lui era già lì con la coda in fermento, eccitato all’ idea di poter correre libero. Ogni pelo del suo ispido e nero corpo sembrava elettrizzato, Byron sorrise felice arruffando la schiena del suo docile amico con una vigorosa grattata.

Chiuse il portone di casa e con un balzo saltò i due scalini che lo separano dall’ uscita, il cane non gli permetteva di camminare piano. Cosi’, come ogni mattina, Byron iniziò a fare jogging lungo le strade del suo paese; alla sua sinistra si diramava il mare calmo e mite spandendosi all’ orizzonte; ogni tanto sentiva l’ odore di salmastro pizzicargli il naso e per non starnutire respirava a pieni polmoni godendo di quel profumo salutare. Correva molto, la sua meta era sempre la solita spiaggia libera dove Buio impazziva di felicità rincorrendo a perdifiato altri cani, o bambini se questi fossero stati mattinieri. Byron era felice. Stentava a crederlo ma quegli attimi perfetti lo rendevano  colmo di gioia.

Raggiunsero la spiaggia dopo mezzora di corsa, mentre Buio saltellava felice, Byron decise di riposare, improvvisamente affaticato. Si mise seduto portandosi la mano al petto, il suo cuore batteva all’ impazzata, si senti’ mancare. Dovette sdraiarsi supino sulla soffice sabbia tentando di non svenire per il dolore al petto. Non poteva accadere in quel momento! Era da tanto tempo che se ne era liberato, non poteva essere! Quel giorno magnifico dal tenue tepore, quel sole rigenerante e l’ aria di salmastro si stavano letteralmente cancellando dalla sua mente lasciando spazio al dolore ed al gelo.

Quel gelo.

Continuava a ripetersi che non poteva accadere di nuovo. Non in quel momento. Non dopo tutto quel tempo. Riuscì appena ad aprire gli occhi per cercare il cane. Buio era li’ accanto a lui senza più’ gioia nell’animo, lo guardava con gli occhi rossi cangianti rischiarati da intensi bagliori dorati.

Era giunto il momento. Il Lupo ululò al sole, mentre Byron si contorceva sulla sabbia. I pochi abitanti presenti percepirono una strana atmosfera e spaventati dagli ululati del cane fuggirono velocemente dalla spiaggia, dileguandosi.

Buio guardò il padrone e consapevole ululò di nuovo al cielo: Stavano tornando.

II PARTE

Una nebbia scura si alzò dalla battigia con spirali di fumo nero teso verso il cielo. Dal fumo uscirono sette figure scure come il carbone.  Esseri spaventosi, incorporei e viscidi che si delinearono davanti a Byron e Buio in tutta la loro altezza. Al posto delle testa avevano tre serpenti intrecciati con occhi rettiliani rossi spalancati ed attenti. Mutevoli nella forma e nella sostanza rimasero immobili, per quanto era loro possibile, in attesa. Aspettavano direttive.

Byron si alzò. Non era più’ un uomo ma Bestia. All’inizio dei tempi aveva incominciato un’ opera che adesso poteva portare a compimento. Si era fatto uomo per ospitare Lui, l’ angelo ribelle espulso dall’ Eden, portatore di discordia e di verità . Era Il serpente reso materiale per terminare le azioni umane iniziate nella notte dei tempi. Il cielo si coprì di nubi nere e minacciose che oscurarono il sole  in un attimo, il buio inghiottì ogni cosa. Un buio diverso dalla notte, profondo come un buco nero, terribile e freddo come la morte.

“ Mio signore” dissero reverenziali le bestie con una voce proveniente direttamente dagli inferi.

Byron annuì schioccando la lingua. Mosse appena le spalle come per sgranchirsi le ossa, si avvicinò al suo esercito e spiegò le ali nere davanti a loro, li salutò con la testa emanando forza ed alterigia.

“ E’ giunta l’ ora. L’ esercito nero abbia inizio. Sapete che cosa fare. Andate!” disse con voce chiara e sicura.

Buio mostrò i denti inchiodando gli occhi sulle creature infernali. Ne seguì i movimenti mentre si dirigevano verso di lui. Poi li vide dissiparsi in direzione del paese, lasciando una scia di fumo nero. Byron si voltò osservandone la direzione. Sorrise compiaciuto. Era stato scritto, solo pochi si sarebbero salvati, solo coloro che avevano marchiato la porta di Sangue Sacro non avrebbero visto l’ azione dei serpenti maledetti.

Gli uomini che avevano compreso il sacrificio ed il rispetto del Tutto avrebbero avuto l’anima salva, mentre gli altri assaggiato il triste trattamento delle creature infernali formando l’esercito nero, anime perse che avrebbero proseguito la missione di Byron. Quanta gente aveva usato il Sangue Sacro sulla loro porta in quel dolce paese dove i sensi e la felicità facevano dimenticare la sofferenza degli altri, rendendo ciechi alla fame e alla sete di chi moriva nel mondo? In pochi si erano posti il problema di salvare la propria anima senza scivolare nel vortice dell’ agiatezza. Quel paese era il posto migliore per riprendere un lavoro iniziato migliaia di anni prima.

“ Mio fidato amico, abbiamo goduto anche noi di questo luogo incantato”, disse l’ angelo nero all’ amico lupo, “Adesso però e’ giunto il momento di concludere il nostro lavoro”. Si volto’ verso il paese in attesa dei primi venuti, già intravedeva dei movimenti tra le piccole vie che conducevano al mare, sorrise. Presto i serpenti avrebbero raggiunto tutti, le anime sarebbero diventate ombre e tutto il mondo corrotto avrebbe visto la fine, il suo esercito prometteva di divenire molto numeroso. Aprì le ali davanti alle prime anime nere che si stavano dirigendo verso la spiaggia. Era lì e li stava aspettando. Buio ringhiò.

Non esiste un inizio senza una fine. E questo è solo l’ inizio.

Oh tu che hai letto l’antefatto,

Se di notte fonda l’ululato senti

Ricordati del patto

Presto! che la tua anima si penti.

Alla porta usa il sangue

Che l’anima ormai langue

Byron e Buio giungo presto

Se di mano non sei lesto

Buona vita amico caro

Alle spalle guarda e vedi

Che il tempo e’ ormai raro

Di gioia e di fedi.

I’ evo ormai e’ finito

Giunto e’ l’ angelo con il cane

L’ attimo ultimo e’ scandito

Ahimé non c’è più dimane.

FINE

 

 

7 Responses to “Attimo ultimo – Completo”

  1. scartabella Says:

    Idea molto buona e sfruttabile quella della doppia natura di Buio. Forse l’hai anticipata un po’ troppo fin dall’inizio quando hai scritto\gli voleva bene nonostante tutto\. Nel finale si capisce già quello che sta per accadere. Il bello sarebbe se tu riuscissi a spiazzarci tutti con qualcosa di assolutamente non prevedibile.

  2. Sara Priscilla Says:

    ciao Scartabella! grazie mille!!! ( posso rispondere?) si’ ho anticipato…volutamente! accipicchia!!! Davvero di capisce il “continuo”? ^^
    Mi impegno per spiazzare…almeno ci provo!
    Grazie di cuore <3

  3. Arianna Says:

    Ho trovato questo racconto scorrevole e ben strutturato. Sono curiosa di leggere il seguito :)
    Voto: ***

  4. Sara Priscilla Says:

    Grazie mille Arianna per il tuo commento!

  5. Borderline Says:

    * Stavano tornando. Già questa frase finale, benché sia un cliché letterario, riempie di aspettative il lettore. Aspetto il seguito!

  6. LaPiccolaVolante Says:

    VOTAZIONI CHIUSE.

  7. LunaticaMoka Says:

    Caspita, a me all’inizio Buio sembrava così coccoloso! Non me l’aspettavo la svolta “demoniaca” di Byron! Per quello che mi riguarda mi hai spiazzato :)

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