Amore, Salute e Ricchezza – epilogo
ottobre 25th, 2011
(scritto da Lord Von Criceto & Borderline)
Non si chiama curiosità, si chiama attrazione. Fisica, ovvio, vi abbiamo già parlato delle due gran belle gambe sue! Irresistibili per lui, condite di riccioli in ciuffi sul viso in viaggio dentro il labirinto degli annunci deludenti cerchiati di rosso. Tanta angelica concentrazione, distrazione, fu a l’uomo irresistibile e d’aria e colori sgargianti si colmò il petto, per danze egocentriche, come è giusto che ognuno mostri le proprie qualità e convinca l’amata d’essere quello perfetto per lei. Dopo il caffè arrivò un piccolo piattino di biscotti. Un bicchiere d’acqua frizzante. E per ogni ricciolo fuggito al fermaglio, crescevano la fretta la fretta e la paura che la ragazza avrebbe infine finito il caffè, i biscotti, che le passasse la sete, che trovasse l’uscita dal labirinto di demoralizzanti offerte di lavoro, che pagasse e se ne andasse senza riuscire a rivolgerle altre parole che non fossero “prego”, “ecco a lei”, desidera altro?”. E infatti scoccò frettolosa freccia nel panico: “Lei è un sacco carina!”. Di solito è il canto di uomini di mezza età o bulletti col pacchetto di sigarette arrotolato dentro la manica di una maglia bianca. Per sua fortuna arrossì, si vergognò, si arrese. “Scusi, davvero, non so perché le ho detto una cosa del genere…cioè…lo so perché l’ho detto…voglio dire…non è modo…le sembrerò un maniaco. Scusi…mi scusi…io..ecco il resto.” Ma sorrise, lei, perché era un’estimatrice della timidezza. Tornò per molti caffè successivi e scoprirono i loro nomi, i loro numeri di telefono, i progetti per la sera successiva. Finché una mattina non si ritrovò a svegliarlo per andare a lavoro, coperto di un fresco lenzuolo, beato tra i cuscini che da troppo tempo coccolavano lei sola. Sorrideva felice. Pianse quando la luce del mattino disegnò chiare le linee dell’oggetto che ciondolava castone nel cordoncino sul suo petto… Un chicco di caffè. Il suo chicco di caffè, costo gradito per la gentilezza di un vecchio. Ah, le coincidenze, signori, come sanno meravigliarci le coincidenze. Chi ha detto magia? Chi ha detto magia? Per favore, Signori non perdiamo la testa. Ripetete con noi: co-in-ci-den-ze! Bravi.
I tre chicchi erano di nuovo uniti, anche se l’uno faceva bella mostra in ciondolo e gli altri due ancora covavano nel loro piccolo letto di velluto. Ma l’idea non era male, così anche Amore fu trasformato in una collanina d’argento. E tintinnavano l’una sull’altra ad ogni bacio, abbraccio, amplesso. E Salute?
Ok, Siori. Chi ha chiesto di Salute? Del chicco mancante? Su! chi l’ha chiesto? Ma secondo voi? Su, su non è difficile!
La bimba riccioluta che corre sul viale con i capelli al vento lo sente ciondolare e sbattere nei piccoli bottoni del vestitino nuovo. Suo padre, capace imprenditore nel campo delle caffetterie, ne ha uno identico. Sua madre, felice e innamorata di sua figlia, di suo marito nonché discreta scrittrice, ne ha uno identico. Li teneva dentro un piccolo sacchetto di velluto rosso. Li divise tra le tre persone più importanti per lei. Ne ebbe amore, salute e ricchezza…
…Perché, signori e signore, Magia non è altro che l’incanto impareggiabile che le persone che vogliamo vicine ci donano ogni giorno.



ottobre 25th, 2011 at 4:19 PM
Una favola gentile e con un leggero tocco di humour che sottolinea lo stile lieve della scrittura. A me è piaciuta molto e spero che ne abbiate in programma delle altre.